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La mia esperienza sui laboratori di scrittura creativa e di lettura

di Chiara Curione

Parlare dei miei laboratori di scrittura creativa significa andare a ritroso nel tempo e raccontare in un certo senso il mio percorso di scrittrice fino ad oggi, dove la Biblioteca ha sempre avuto un ruolo importante.

IMG-20160315-WA0002Il contatto con la Biblioteca è stato una tappa fondamentale per il mio lavoro di scrittrice, soprattutto dopo l’uscita del mio primo romanzo “La sartoria di Matilde”.  Infatti, subito dopo ho iniziato collaborando con i laboratori di lettura della biblioteca di Gioia del Colle, il paese in cui vivo, organizzati da Cinzia Losito e scrivendo storie per i bambini.

L’ambiente della nostra biblioteca attento alle novità e sensibile alla promozione della cultura, grazie alla competenza del personale e della bibliotecaria Arianna Addabbo, ha sempre creato un’atmosfera particolare, fornendomi libri interessanti capaci di stimolare la mia curiosità e fantasia per i testi che avevo intenzione di realizzare. Qui con Cinzia Losito che progettava i laboratori, Giovanna Laverminella che realizzava i disegni per le storie da raccontare ai bambini e Cataldo Donvito che suggeriva le letture, cominciai  scrivendo le fiabe storiche su Federico II.

Ci fu molto entusiasmo per l’idea che avevo di raccontare le vicende storiche dell’imperatore svevo e la sua discendenza in modo diverso. Pensando che anche la storia, quella reale, si potesse raccontare come una fiaba, decisi di unire elementi reali a elementi fantastici e leggendari, notando che i testi realizzati in questo modo attiravano i bambini e li avvicinavano alla storia. In breve tempo, il libro che avevo realizzato con le fiabe storiche “le Imprese di Federico II” fu pubblicato e adottato in numerose scuole come testo di narrativa e usato per laboratori di lettura. Dopo questa esperienza ci fu la pubblicazione di un altro mio lavoro: il romanzo storico sul brigantaggio dal titolo “Un eroe dalla parte sbagliata”, pensato proprio per raccontare ai ragazzi in modo semplice le complesse vicende del periodo storico Post-Unitario e della tragedia che segnò il sud Italia da quel momento in poi.

Vedere che i miei libri avevano successo presso le scuole e soprattutto che piacevano ai ragazzi mi ha dato la voglia di fare un passo in più. Trasmettere le tecniche della scrittura creativa, stimolando la fantasia che è racchiusa in loro e progettando dei laboratori di scrittura creativa. Tempo dopo, grazie all’incontro con Viviana Basile che è esperta di animazione, c’è stata l’idea di realizzare dei laboratori particolarmente avvincenti per i ragazzi con l’animazione.

Il primo di questi laboratori per bambini di nove anni ci è stato richiesto dall’associazione culturale “La casa del sorriso” ed è stato incentrato sulla figura di san Filippo Neri. Un personaggio fuori dalle righe, un uomo che univa ragazzi di estrazione sociale diversa, che amava il canto e la preghiera, un sacerdote che diventava un burlone con le sue strane penitenze date ai fedeli. Avevamo la certezza che i bambini si sarebbero incuriositi ascoltando le vicende della sua vita, tuttavia nessuno si aspettava che da questo laboratorio sarebbe nato un libro.

I bambini erano talmente attratti dalla vita del Santo che alla fine sembrava l’avessero conosciuto di persona, quando con l’animazione si entrava nell’atmosfera della vita cinquecentesca di Roma. Grazie a quest’idea i bambini si sentivano parte integrante dell’Oratorio creato da san Filippo, dopo ascoltavano una lezione di tecnica di scrittura creativa e partivano con la stesura dei loro racconti. Per ogni incontro i partecipanti hanno scritto delle storie incredibili, rapportandosi alla vita del Santo sia nel presente sia nel passato e nel futuro.

20151227_103859Da questo laboratorio, infatti, è nato un libro dal titolo “Noi bambini e San Filippo” che raccoglie i loro racconti, tutti originali e alcuni anche abbastanza ironici. In seguito abbiamo organizzato laboratori di scrittura creativa per i ragazzi più grandi, incentrandoli sulla figura di Federico II perché la Puglia in cui vivo era la sua amata terra. Qui, dai tanti castelli alle numerose cattedrali, tutto parla ancora di lui. Da questo laboratorio, in cui operavamo in tre con Viviana Basile e Marianna La Carbonara, esperta di arte, abbiamo realizzato qualcosa di più originale: calamite, segnalibri e calendari con illustrazioni tratte da codici miniati, queste opere sono accompagnate da iscrizioni tratte dagli incipit dei racconti elaborati dai ragazzi. Riuscire a trasmettere le tecniche di scrittura creativa ai più giovani è sicuramente un’attività interessante per uno scrittore, si dà e si riceve molto da queste esperienze, si va alla continua ricerca di testi che possano stimolare la fantasia, letture in cui facilmente ci si immedesima con i protagonisti, testi che possano essere per i partecipanti fonte di ispirazione, con incipit capaci di catturare il lettore  e dialoghi ad effetto.

Dopo quest’attività, abbiamo continuato organizzando i laboratori di lettura per i più piccoli in collaborazione con la Biblioteca. Determinate ad approfondire la lettura attraverso i nostri laboratori, cercando di catturare al massimo l’attenzione dei partecipanti, abbiamo elaborato in collaborazione con Cinzia Losito e Viviana Basile un progetto che ha l’obiettivo di ampliare le potenzialità dei bambini attraverso la lettura animata e il gioco creativo, suscitando un collegamento tra immaginazione e fantasia. In questo modo stiamo realizzando dei laboratori di lettura per bambini dai tre ai nove anni, seguendo l’idea di Rodari che riduce le funzioni di Propp a venti più uno, cioè l’inizio.

Propp, che era un antropologo e linguista, studiò le origini storiche della fiaba nelle società tribali traendone una struttura che rappresenta un modello per tutte le narrazioni. Si tratta di uno schema in cui identificò trentuno sequenze che compongono il racconto e rappresentano le situazioni tipiche dello svolgimento della trama di una fiaba, riferendosi in particolare ai personaggi e ai loro ruoli. Ma grazie a Rodari, sperimentando il suo metodo che gioca con la fantasia e l’immaginazione, i bambini hanno un approccio diverso con le storie, diventando loro stessi autori di nuove storie, così il laboratorio di lettura diventa magico.

Noi cominciamo con lettura animata delle storie, poi proponiamo di formare delle squadre per un gioco con le tavole illustrate con le quali i bambini devono rielaborare a modo loro la storia che hanno ascoltato. Il fatto straordinario che emerge alla fine di ogni laboratorio è che le storie inventate dai bambini attraverso le immagini sono realmente fantastiche, potrei definirle un misto di realtà e fantasia, con il solito lieto fine. Ai nostri laboratori hanno partecipato numerose classi e tutti i bambini hanno mostrato grande interesse. Ecco come l’ascolto di una storia, l’approfondimento della lettura attraverso i personaggi e il gioco di smontare e ricostruire una nuova storia anima i nostri laboratori, entusiasma i bambini.

Il mio contatto con la Biblioteca continua a essere fonte di nuove idee e motivo di ricerca per un mare di racconti. I programmi sono tanti, difficile è poterli realizzare tutti.

L’attività dei laboratori attraverso i quali si elaborano modi diversi per giocare con le parole, creare nuove storie, tramandare i miti e le leggende ci entusiasma sempre e ci fa notare come la semplicità dei bambini e la loro capacità di vedere oltre l’apparenza e giungere alla sostanza delle cose ci sorprende continuamente, facendoci riscoprire anche da adulti il fanciullo che resta sempre dentro di noi.

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