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Cinzia Morea e il Gioco di Libri – Costantino e Rosa Scompiglio

Talvolta è capitato di passare qualche ora, in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, una ricetta, un personaggio e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Costantino e Rosa Scompiglio

Sinossi

È ora di tornare a scuola, e Costantino si trova a doversi misurare con numerosi impegni, il liceo, le lezioni di magia, e con difficili promesse da mantenere: liberare Priscilla, la ragazza del suo amico Maurizio, dalla strega Garulfa, che ne tiene in ostaggio tre quarti di vita, e riempire il mondo di alberi, ma soprattutto si dibatte nelle difficoltà che richiede vivere insieme alla sua nuova amica a quattro zampe, la cucciola Nube.

Un educatore cinofilo, Ernesto, lo potrebbe aiutare, ma sta trascurando un po’ il lavoro perché la sua fidanzata, Rosa Scompiglio, lo ha lasciato e lui non sa più dove sia.

Costantino gli propone un accordo, lui la rintraccerà in cambio dell’aiuto con Nube. Costantino trascura così il problema di Priscilla e Maurizio, furibondo, cerca aiuto altrove, cacciandosi in mani ancora peggiori di quelle di Garulfa.

Per aiutarlo Costantino dovrà far ricorso, suo malgrado, alla magia, una magia, forse, troppo potente per lui…

Se “Costantino e Rosa Scompiglio” fosse

Una città: Milano

Se Costantino e Rosa Scompiglio fosse una città sarebbe Milano. Una Milano moderna, simile a quella che tutti noi possiamo visitare, con la brutta torre Velasca che interrompe il disegno del cielo visto dal chiostro di via Festa del Perdono e il traffico congestionato che invade le strade come un drago dai molti corpi e nessuna testa, ma una Milano con un cuore antico di magia dove i maghi probabilmente si danno convegno davanti agli alberi più annosi di Parco Sempione, dove ogni altorilievo scolpito sulle guglie del Duomo potrebbe essere in procinto di staccarsi dal marmo e prendere il volo seminando il panico tra i piccioni, dove ogni pietra antica canta il suo incantesimo alle orecchie di Costantino e dove anche le voci della folla sono complici della magia.

In questa città in cui la metropolitana forse porta in sconosciuti abissi sotterranei cui un tempo il Diavolo ebbe facilmente accesso tramite la colonna che porta il suo nome, Rosa Scompiglio usa gli alberi cavi come caselle della posta, colora di tinte vivaci ciò che è troppo grigio, e prende il tè in una caffetteria che vista da fuori sembra non esistere.

In questa città Costantino vivrà abbastanza tranquillo, fino al giorno in cui non incontrerà Rosa…

Un personaggio:

Mary Poppins

Nel suo celeberrimo film Walt Disney addolcisce un po’ i tratti della bambinaia immaginata da Pamela L. Travers.

La donna magra, con una lucida chioma nera e due piccoli occhi azzurri, che compare e scompare al cambiare del vento è misteriosa, brusca e laconica, e può apparire spesso irragionevole, soprattutto quando nega di aver condotto i bambini a vivere grandi avventure.

Sembra più simile ad una strega, una donna saggia della tradizione: vanesia, volitiva, anticonformista e in contatto con gli elementi, che alla dolce, se pur eccentrica, tata canterina interpretata da Julie Andrews.

Rigorosa e inflessibile ritiene che tutto possa essere considerato sistemato solo finché lei è soddisfatta.

Accetta l’impiego come elargisse una concessione regale e non si può guardarla e disobbedirle.

Rosa Scompiglio è forse un po’ più frivola, ma le assomiglia un po’ più di un po’ e come lei ha qualcosa che turba ed elettrizza.

Una pietanza:

Una tazza profumata di chai

Entrando in cucina… Costantino e Rosa Scompiglio potrebbe essere una tazza profumata di chai, la bevanda calda ed aromatica che in India preparano con il tè. Rosa lo gusterebbe a piccoli sorsi comodamente seduta ad un tavolo imbandito della Teiera di Bisù, il suo locale preferito.

E forse si azzarderebbe a provarlo anche Costantino.

Io non l’ho ancora mai preparato, ora sperimenterò questa ricetta. Da gustare in queste ultime mattine di freddo.

½ tazza di latte
½ cucchiaino di tè nero in polvere
½ stecca di cannella
½ cucchiaino di pepe nero in grani
½ cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
½ cucchiaino di chiodi di garofano
½ cucchiaino di cardamomo
1 cucchiaino di miele.

Raccogliete in un pentolino il tè, le varie spezie e il miele; unite il latte e mezza tazza di acqua e portate a bollore; lasciate sobbollire per cinque minuti a tegame scoperto, quindi togliete dal fuoco, incoperchiate e lasciate macerare per 25 minuti. Filtrate e servite il tè: potete anche conservarlo in frigorifero e servirlo freddo, oppure riscaldarlo nuovamente e gustarlo caldo, magari arricchito con altro latte.

Una canzone:

O Fortuna ~ Carmina Burana

La storia di Costantino e Rosa Scompiglio procede al ritmo dei Carmina Burana, l’opera composta da Carl Orff nella prima metà del XX secolo, ispirandosi alla poesia profana medievale.

Un’opera moderna quindi, ma dal sapore misterioso e antico, che potrebbe risuonare per ogni via della Milano antica e moderna in cui vive Costantino.

Dettagli del libro

  • Formato: ebook e cartaceo
  • Dimensioni file: 1772 KB
  • Lunghezza stampa: 159
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (26 ottobre 2015)
  • Venduto da: AmazonIbsEEEKobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-272-0
Mar 14, 2019

La fine dell’ora legale

Nella collana mainstream il nuovo romanzo di Claudia Cassio

Un ragazzo che fugge dalla ‘ndrangheta, che gli ha ucciso genitori e fratelli; un vecchio e anziano malato: per il primo, l’inizio del lavoro come guardiano di un parco in una cittadina nei pressi di Torino, per il secondo l’inizio della pensione. A unirli, un sentimento di ostilità e il ritrovamento, su una panchina del parco, del cadavere di un giovane apparentemente morto di overdose.

Ma forse non è quella la verità. Attorno al parco, tante storie e tanti personaggi che si intrecciano e interagiscono, mentre la stagione scivola verso l’autunno e finisce l’ora legale. Metafora di un cambiamento: qualcosa finisce, qualcosa comincia.

Il cambiamento annunciato dallo spostamento delle lancette si materializza con l’arrivo di una ragazza dagli occhi verdi, la nascita di un amore, la scoperta della verità, la fine dell’ostilità tra i due protagonisti. Lo scarto di un’ora segna una frattura: la morte di qualcuno e un futuro diverso per gli altri.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato ebook  e cartaceo
  • Dimensioni file: 2943 KB
  • Lunghezza stampa: 352 pagine
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (24 gennaio 2019)
  • Venduto daAmazon – Kobo – EEE
  • ISBN: 978-88-6690-481-6
Feb 26, 2019

Il viaggio del pendolo

Il nuovo mainstream di Roberto Menaguale

Ravasi, direttore tecnico della Wisel, azienda produttrice di alta cosmesi, sposa la figlia del titolare, Adriana. Il desiderio della donna, insofferente ai legami di famiglia, convince Ravasi a lasciare la Wisel e ad associarsi con un amico, titolare di uno studio di progettazione.

La routine della solitudine di coppia non dispiace a Ravasi, che finisce con l’apprezzare la scelta di Adriana, almeno fino a quando non compare sulla scena Giorgia, sorellastra di Adriana fresca di divorzio, che riuscirà a far impigliare il cognato nelle maglie della sua sensualità. Il classico “triangolo amoroso”, però, non è quello che ci si aspetterebbe; l’uomo, pur consapevole delle sue debolezze, si rende conto che le scelte sono necessarie, anche se difficili e sempre dolorose.

Un romanzo sulla fragilità delle coppie, sulla ricerca dell’equilibrio sentimentale, ma anche sulla complessità dei rapporti famigliari e sulla vita che, quando i nodi vengono al pettine, inesorabile ci presenta il conto.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato ebook
  • Dimensioni file: 1306 KB
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (16 giugno 2018)
  • Venduto daAmazon – Kobo – EEE
  • ISBN: 978-88-6690-442-7
Feb 22, 2019

Una notte per non morire

Un thriller ad alta tensione di Roberto Capocristi nella collana Adrenalina

Un portachiavi a forma di ippopotamo strabico e una chiavetta USB, oggetti misteriosi e, a loro modo, magici, sono i protagonisti delle vicende di questo noir italiano. Magici perché, nel momento in cui vengono in contatto con i personaggi del romanzo, ne cambiano definitivamente la vita, fino alle più estreme e fatali conseguenze.

Ne sanno qualcosa Alice, una bruna intraprendente che ama giocare col destino, che diventa l’inconsapevole burattinaia dell’intera vicenda, e Diego, veterinario sfigato, ma di bell’aspetto, col terrore di essere piantato dalle donne, che è costretto a lasciare da parte le sue ansie e a trasformarsi in un eroe alla James Bond.

Subiranno l’influenza di questi oggetti anche Josefine, alias Sabine, una ragazza giovane e ricca di sogni che, fuggita di casa a causa di un litigio, viene ingannata e costretta a prostituirsi, e il cattivo di turno, un malavitoso alla caccia della chiavetta USB e del segreto in essa contenuto.

Ma il vero eroe consapevole è l’aspirante suicida, che agisce come deus ex machina del romanzo: seduto sul cornicione di un palazzo, con i piedi a penzoloni nel vuoto, svela al lettore, in virtù della distanza non solo fisica che lo separa dalle umane vicissitudini, il segreto del romanzo, e cioè che il mondo, visto dal quindicesimo piano, appare molto più logico, ordinato e coerente di quanto non sembri ai suoi abitanti.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato ebook e cartaceo
  • Dimensioni file: 1054 KB
  • Lunghezza stampa: 240 pagine
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (11 giugno 2018)
  • Venduto daAmazon – Kobo – EEE
  • ISBN: 978-88-6690-439-7
Feb 21, 2019

Le stagioni degli usignoli

Le Stagioni degli usignoli apre al lettore una finestra sull’Eternità e sull’Immortalità rappresentate dalla Natura, nel suo continuo divenire e lo invita a decodificare attraverso i sensi e i sentimenti un destino che è infinitamente più grande dell’uomo.

L’ermetismo raffinato e passionale di Maria Luisa Mazzarini, tra immagini che si smaterializzano e sensazioni che si fanno visione, ci porta in viaggio attraverso corrispondenze di luci, suoni, colori, profumi, e attraverso simboli rappresentati dalle stagioni.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato ebook
  • Dimensioni file: 2041 KB
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (1 giugno 2018)
  • Venduto daAmazon – Kobo – EEE
  • ISBN: 9788866904403
Feb 20, 2019

In viaggio

Chi viaggia in aereo prova sempre in qualche modo a trascorrere il tempo. E gli scrittori cosa fanno?

di Sara Meloni

Chi viaggia in aereo prova sempre in qualche modo a trascorrere il tempo. C’è chi legge, chi dorme, chi fa i cruciverba. C’è chi ascolta musica e chi chiacchiera col proprio vicino di posto. C’è chi usa lo smartphone, chi il tablet, chi il pc… o chi semplicemente resta assorto nei propri pensieri…

Questa volta ho un libro da leggere. È lì davanti a me, in attesa di essere aperto. Leggo qualche riga ma non riesco a concentrarmi. È strano. I miei pensieri corrono veloci, la mia testa lavora in modo forsennato.
Mi decido a prendere in mano un quadernetto e una penna, e finalmente inizio a scrivere. Scrivo i miei pensieri, li fermo, fissandoli sulla carta, e li riordino. Metto punti e virgole, argino il fiume in piena. E così quei pensieri, da affannati quali erano, riprendono a respirare con più calma. Scorrono fluidi, senza accavallarsi gli uni sugli altri…

Un’ala bianca e metallica si staglia sullo sfondo del cielo azzurro. La scorgo con la coda dell’occhio, fuori dal finestrino ovale. Attorno a me è pieno di nuvole. Sopra, sotto, ed anche accanto a me. Sono dense e candide, e avvolgono lo sguardo come una morbida coperta.

Sono in viaggio. Sono in viaggio verso qualcosa di nuovo. Sono in viaggio lontano dalla mia terra, dalla mia casa, dalla mia vita. Quella di tutti i giorni. Quel quotidiano che in qualche modo ci dà sicurezza, ci offre un riparo.

È vero, nel mio caso non si tratta di un addio, ma solo di un arrivederci, di un “a presto”. Quindici giorni passano veloci, mi dico. Volano. Volano proprio come questo aereo.
Ma intanto qualcosa resta alle mie spalle, così come qualcosa mi aspetta là, al mio arrivo. Potrebbe essere come una porta che si apre su una lunga strada sconosciuta, da percorrere. Anche se, mi viene subito da pensare, ogni strada, qualsiasi strada, non ancora percorsa, è sempre sconosciuta.

Non so se questo sarà solo il preludio, di un arrivederci più lungo, o se invece tornerà tutto come prima. Tutto uguale o tutto diverso. Non lo so. So soltanto che sono in viaggio. In volo su un aereo dalle ali bianche. Questo è un aereo diverso da tutti gli altri che ho preso fin’ora. Lo dimostra il fatto che è il primo aereo che prendo da sola. Mi guardo intorno e vedo volti nuovi e sconosciuti. Non sono spaventata, sono solo curiosa…

All’inizio i miei pensieri erano come le rapide di un fiume, poi finalmente arrivano a tuffarsi nel mare. Un mare piatto e liscio come l’olio. Anche io mi tuffo nel mare. È un mare di pensieri che nuotano sott’acqua come i banchi di pesci. Mi ritrovo a seguirne uno, e lo riconosco subito: è la mia storia, e la ripesco proprio là dove si era interrotta. I miei personaggi erano in viaggio. Sono in viaggio.

Proprio come me.

Gen 30, 2019

Leggere con mamma e papà fa bene all’intelligenza dei bambini

Un vantaggio di ben otto mesi nelle capacità cognitive dei bambini, sotto i cinque anni, che hanno esperienze di lettura con persone che si prendono cura di loro.

di Mario Nejrotti

In Italia non si legge abbastanza. Meglio guardare lo smartphone o giocare con i videogiochi. I più anziani ricorderanno, invece, come era bello farsi leggere le favole dalla nonna. Sognatori, romantici e un po’ patetici, ma forse più intelligenti di chi quest’esperienza non ha potuto o voluto farla.

I risultati della ricerca

Una ricerca dell’Università di Newcastle, School of Education, coordinata da James Law, docente di Scienze del Linguaggio, ha scoperto che i bambini in età prescolare che avevano avuto esperienze di lettura insieme ai genitori, avevano un vantaggio di ben otto mesi nelle loro capacità linguistico-recettive, cioè nell’abilità di comprendere le informazioni, rispetto ai loro coetanei, che se ne stavano passivamente seduti davanti al televisore.

Sono stati esaminati retrospettivamente tutti i lavori degli ultimi 40 anni che prevedevano un’esperienza di lettura, sia con libri che sugli e-readers, dei piccoli insieme a persone care o che comunque si prendevano cura di loro.

La ricerca si è svolta contemporaneamente in cinque nazioni: Stati Uniti, Sud Africa, Canada, Israele e Cina. È intuitivo che una partecipazione attiva al racconto di una storia, come può avvenire nella lettura ad alta voce fatta e commentata da un adulto, che si può interrompere e con cui si può comunicare, non può che essere positiva.

Ma, sostiene il professor Law, un divario di sviluppo di otto mesi in bambini che avevano in media, all’epoca dell’osservazione, 39 mesi, è enorme. Inoltre, queste esperienze sembrano ridurre anche le differenze sociali, perché nei bambini più socialmente svantaggiati il divario è stato anche maggiore.

I ricercatori alla luce di questo dato eclatante insistono perché le autorità sanitarie pubbliche promuovano la lettura da parte dei genitori ai loro bambini più piccoli. Ora che questo dato è assodato, quale mamma e quale papà italiano non leggerà le favole ai propri figli e gli precluderà, quindi, la possibilità di diventare più intelligente?
Forse attraverso la lettura ai bambini si svilupperà anche nei grandi più amore per le storie scritte.

Leggete, leggete, leggete.

Photo by Ben White and Photo by Alexander Dummer on Unsplash

Gen 28, 2019

armaBianca di Alessandro Cirillo

L’ultimo libro di Alessandro Cirillo presente nella collana Adrenalina.

La trama

Pochi giorni frenetici di fine estate, in cui si corre il rischio di far scoppiare la Terza guerra mondiale: uno scenario che potrebbe essere davvero reale. Il presidente turco Bahadir mira ad occupare e riconquistare la parte greca dell’isola di Cipro, proprio nei giorni in cui si trovano in vacanza in quella zona la figlia del presidente del Consiglio italiano e una sua amica, sotto la scorta di alcuni poliziotti.

Impossibile pensare a una soluzione diplomatica, così pure lasciare in mani turche ostaggi che potrebbero essere preziosi oggetti di scambio per la Turchia, e per questo viene organizzata una missione di salvataggio, affidata ai Lagunari, specialità anfibia delle Forze Armate italiane; unica donna del gruppo Bianca, una soldatessa ben addestrata che dovrà affrontare delle pericolose vicissitudini che metteranno a dura prova i suoi saldissimi nervi e il suo coraggio.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato ebook
  • Dimensioni file: 1415 KB
  • Lunghezza stampa: 289
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (5 giugno 2018)
  • Venduto daAmazon – Kobo – EEE
  • ISBN: 978-88-6690-438-0
Gen 25, 2019

Scritto nelle ossa di Simon Beckett

Gli scrittori leggono? Decisamente dovrebbero. Giancarlo Ibba ci racconta le sue impressioni in merito al libro Scritto nelle ossa di Simon Beckett

di Giancarlo Ibba

Il romanzo di Simon Beckett, “Scritto nelle ossa” (2009), è la seconda storia della saga del dottor David Hunter (personaggio che ha esordito, brillantemente, nel libro “La chimica della morte”, del 2007), antropologo forense inglese, alle prese con complicati casi di omicidio.

Se vi piacciono le storie d’investigazione corredate da parecchi dettagli tecnici e ambientazioni particolareggiate, Simon Beckett è lo scrittore che fa per voi. Pur trattando argomenti simili e avendo due protagonisti di diverso genere sessuale, ma con uguale mestiere, ritengo la prosa di Beckett migliore di quella di Kathy Reichs. Quest’ultima mi piace molto per come struttura la trama, ma ha uno stile più asciutto e basilare, mentre Beckett è un romanziere maggiormente dotato dal punto di vista letterario.

Un po’ di trama

Un cadavere incenerito, del quale restano però misteriosamente intatti una mano e i piedi. Questo l’enigma che si trova davanti il dottor David Hunter quando raggiunge un cottage isolato su una sperduta isola delle Ebridi Esterne. Sembra un caso da manuale dell’inspiegabile fenomeno di autocombustione spontanea, ma Hunter è deciso a non cedere alle tentazioni del paranormale. La sua caparbia volontà di non chiudere il caso scatena una spirale di delitti che sconvolge la vita sonnolenta della comunità di pescatori, mentre una tempesta di violenza inaudita la isola dal resto del mondo per una lunga, fatidica settimana. Con l’aiuto di un ispettore in pensione e di un sergente di polizia alcolizzato, David Hunter dovrà portare alla luce gli oscuri segreti dei personaggi più in vista dell’isola, mettendo insieme le tessere insanguinate di un puzzle intricato e perverso, nel quale nessuno è quello che sembra. Un agghiacciante intreccio di ricatti a sfondo sessuale, efferate vendette e scienza forense. (Tratto da Amazon)

Torniamo a noi

In questo romanzo, ambientato appunto su una piccola isola delle Ebridi esterne (Scozia), spazzata dalle tempeste del mare del Nord, l’autore ha modo di sfoggiare il suo talento narrativo, costruendo una vicenda torbida, piena di svolte e azione. L’isolamento, il clima e la claustrofobia dei luoghi, contribuiscono a creare, in modo significativo, l’atmosfera cupa di questo giallo.

Anzi, direi che è la cosa che mi è piaciuta di più. Stimolando la mia curiosità e costringendomi quasi a documentarmi su queste località poco conosciute, seppur affascinanti dal punto di vista antropologico e naturalistico. Interessante, in modo particolare, la tragica vicenda dell’isola abbandonata di Saint Kilda (in realtà trattasi di un minuscolo arcipelago), alla quale l’autore si è ispirato abbondantemente per costruire la suggestiva location fittizia di questo romanzo, l’isola di Runa, disseminata di antiche vestigia, dolmen e tumuli.

Qualche immagine tratta dal web

Ma la storia non ha nulla di mistico, tutt’altro, mantenendosi invece cruda e realistica fino alla fine. In questo scenario, oltre al dottor Hunter (uomo tormentato e dal tragico passato, come vuole la tradizione di questo genere letterario), si muovono numerosi personaggi, tutti ben caratterizzati e dalle motivazioni credibili. È stato divertente leggere questo libro cercando di associare i vari personaggi alle facce di attori anglosassoni famosi. In particolare, io mi sono immaginato l’ex ispettore in pensione Brody con le fattezze di uno Sean Connery alla fine degli anni ’80. Detto ciò, si tratta di un buon giallo, ricco di colpi di scena, sequenze macabre e senza momenti calanti. Uno di quelli che si fa fatica a mettere giù la sera, anche se si è molto stanchi. Lo consiglio.

 

 

Gen 23, 2019

Il Futuro corre con gli Stivali delle Sette Leghe

Fantascienza, genere letterario, estesosi poi al cinema, in cui l’elemento narrativo si fonda su ipotesi o intuizioni di carattere più o meno plausibilmente scientifico e si sviluppa in una mescolanza di fantasia e scienza (cit. Treccani). Ebbene, la fantascienza di ieri quanto ha indovinato del nostro mondo odierno?

di Bruno Bruni

Quando ero bambino, (Mille anni fa, al tempo delle fiabe dei fratelli Grimm) i grandi intorno a me amavano dire frasi tipo: “Nel Duemila mangeremo solo pillole”. Lo dicevano scuotendo la testa, come mio nonno e mia madre, di solito mentre eravamo tutti a tavola, magari a Natale, mangiando gli agnolotti fatti in casa in porzioni industriali da mia nonna.

A me l’idea delle pillole non sembrava molto soddisfacente e, per consolarmi, prendevo sempre una seconda (o terza) porzione di agnolotti alla Piemontese. Mi piaceva di più quando, nei giornali per ragazzi, come Topolino o L’intrepido, che io divoravo avidamente, comparivano ogni tanto storie di fantascienza dove le città del futuro erano raffigurate con enormi torri di vetro, le automobili volavano e la gente indossava strani vestiti aderenti e all’apparenza poco comodi. Un poco più grande, poi, ho cominciato a vedere i film di fantascienza, quelli con effetti speciali da parrocchia, con mostri spaziali di cartone e Robot di un goffo da far ridere anche i sassi.

La vera Fantascienza

Ma il meglio, ovviamente, è venuto al tempo dell’adolescenza con “Urania” e “Galassia” (Gli anzianotti se le ricordano, i più giovani magari le hanno viste sulle bancarelle dell’usato). Lì ho cominciato a leggere vera Fantascienza, le Space Opera con le Guerre Spaziali (quelle che hanno ispirato Lucas) e le storie a sfondo sociologico, dove il Futuro era sempre un presente distopico e lugubre, con dittature feroci ed eroi problematici in ribellione contro l’Ordine Costituito. Il meglio, per me, erano però le Saghe Spaziali, alla Asimov, alla Simak. In queste il futuro era lontanissimo, i continenti della vecchia Terra erano sostituiti dai sistemi solari di galassie lontane e la navi solcavano, a velocità superiore a quella della luce, distanze immense. Col senno del poi, anche quelle storie spesso rifacevano, in chiave futuristica, la vecchia Storia terrestre, con Regni, e Imperi, e rivolte  (Sempre Lucas e il suo Impero…).

Si dice spesso che gli scrittori di SF (Sci-Fi ovvero science fiction) a volte anticipano i tempi, come una sorta di veggenti che scrutano nelle ombre del domani e, a volte, ci azzeccano. A volte ci hanno azzeccato davvero e, spesso… purtroppo non tanto. Il Futuro si è dimostrato molto più infido, molto più traditore.

La fantascienza di ieri quanto ha indovinato del nostro mondo odierno?

Il Duemila è arrivato, è passato. Le auto non volano e sono sempre più intasate negli ingorghi, anche se ultimamente tentano di guidarsi da sole; non mangiamo pillole, per fortuna, ma nel cibo troviamo molti pesticidi e additivi chimici. Non ci sono per adesso Imperi, tipo quello Romano trasferito nello spazio, anche se i Sicari del Terrore somigliano molto ai mostri ottusi e feroci venuti dallo Spazio Profondo (questi purtroppo sono nati qui, tra noi, sono roba fatta in casa…). Sopratutto non voliamo alla velocità della luce ed il viaggetto più lungo è stato in realtà misero, solo fino alla vicinissima Luna.

Però, le Sonde Spaziali sono arrivate oltre Plutone, e non è poco, e gli Astrofisici scrutano lontano, in cose davvero oscure e inquietanti, come i Buchi neri e le Pulsar…

Eppure, le sorprese sono arrivate, e grosse, enormi. Mi avessero detto, mille anni fa, quando ero ragazzo, che un giorno saremmo entrati in un non-luogo chiamato Internet, una sorta di Altrove che unisce tutti gli Umani di questo vecchio pianeta, che avrei usato macchine che mi avrebbero collegato alla mia Banca e, in pochi secondi, a persone che vivono in altri continenti; che avrei perfino pagato le tasse senza uscire di casa (cosa di cui nessuno sentiva la mancanza…); che avrei trovato riuniti nello stesso luogo virtuale (ma allora lo avrebbero definito ”Irreale”) foto di teneri gattini e di cagnolini allegri, di auto di lusso e di ragazze di lusso, di tette nude e di culi nudi (maschili e femminili), gossip sui divi e notizie di cronaca nera, brani di poesie e invettive politiche, tramonti e mari in tempesta, dive Pop per adolescenti e adolescenti zampillanti tristezze (maschi e femmine), aspiranti poeti, aspiranti scrittori, aspiranti fotografi…

Mi avessero detto tutto questo avrei riso, riso fino alle lacrime. E non ci avrei creduto neppure per un secondo. Invece… E domani? Cosa avverrà, domani? Non siete curiosi, e magari anche un poco preoccupati, come me?

Gen 21, 2019
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