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Come sarebbero le fascette dei libri se dicessero la verità

“La nostra imitazione sfigata di quell’altro libro che è andato fortissimo”, “Si abbina bene a ogni tazza”, eccetera

Il Post

Un comune divertimento di chi lavora nel mondo dei libri o ne legge molti è commentare le fascette, cioè le strisce di carta che nelle librerie avvolgono gran parte dei volumi pubblicati più di recente e su cui vengono riportate presunte buone ragioni per cui si dovrebbe acquistare un certo libro.

Alcune dicono quante copie di quel libro sono già state vendute o quante ristampe sono state fatte, altre citano il giudizio di un altro scrittore sul libro o un premio letterario che ha vinto. Come molti altri tipi di pubblicità, spesso esagerano.

Per prendere in giro le fascette (e tutta l’editoria) domenica l’editore di Sur Marco Cassini ha proposto su Twitter un gioco con l’hashtag #FascettaOnesta: provare a scriverne una che dica qualcosa di vero su tanti libri non così speciali che vengono pubblicati e «rivelare i segreti del mondo editoriale».

 

 

Continua a leggere questo articolo su: Come sarebbero le fascette dei libri se dicessero la verità – Il Post

Set 16, 2019

GOCCIA un romanzo di Luisio Luciano Badolisani

È uscito un nuovo romanzo di Luisio Luciano Badolisani, pubblicato dalla casa editrice Tripla E, dal titolo Goccia. Un libro per ragazzi e per gli adulti che non hanno dimenticato il loro “fanciullino” interiore. L’ebook e il cartaceo sono disponibili su Amazon, sui vari store e sul sito della casa editrice.

Un vecchio modellino di locomotiva abbandonato da anni potrebbe essere un oggetto che non serve piú, un rifiuto, ma i giochi non hanno una fine, i bambini sono capaci di rigenerarli finché di essi ne sopravvive un solo pezzo.

Goccia è il nome di una locomotiva di latta, un oggetto speciale che si muove senza congegni elettrici, ride, si commuove, compie magie che incantano e fanno sognare i bambini. Come una goccia d’acqua sulla roccia, questo umile giocattolo bucherà il tempo: dal suo ritrovamento, infatti prende avvio il breve racconto di un padre a suo figlio ripercorrendo, sul filo della memoria, la storia tragica e commovente di una famiglia ebrea lacerata dalle vicende della seconda guerra mondiale. Alle narrazioni magiche e fantasiose del trenino si alternano le memorie del passato e il ricordo delle sofferenze dei nonni e dei familiari.

Luisio Luciano Badolisani è autore, regista e interprete teatrale, con numerosi testi e interpretazioni al suo attivo. Per alcuni anni ha svolto l’attività di critico teatrale per la rivista Sipario ed è stato direttore responsabile della rivista Il Musichieri. Come narratore, ha pubblicato i romanzi Una rosa a dicembre (2012), Il silenzio dei rimorsi (2014), Note d’acqua (2017) e la raccolta di racconti Torino uccide 1 e 2 (2015 e 2016).

DUE CHIACCHIERE CON L’AUTORE

D – Con questa pubblicazione spiazza i suoi lettori? Abituati a storie noir, gialli dalle pennellate poetiche come lei ama definirle?

R – Io amo scrivere senza preclusioni di genere, anzi il confrontarmi con strutture narrative diverse mi aiuta a crescere. Ho altri due inediti che non sono gialli.

D – Come mai una storia per ragazzi?

R – Goccia è un progetto che parte da lontano. È nato come gioco quando le mie due figlie erano ancora piccine, insieme ci divertivamo a inventare avventure fantastiche. Noemi la più piccola, le piaceva già allora disegnare, nel 2001 quando aveva otto anni, ora ne ha venticinque, ha illustrato il racconto della locomotiva di latta.

D – Quindi, è rimasto nel cassetto per così tanti anni?

R – Non sempre i progetti vengono realizzati immediatamente alla loro ideazione. Per questo ho imparato a non buttare mai via niente. Soggetti incompiuti, racconti brevi, frasi, riflessioni scritti negli anni possono trasformarsi in romanzi.

D – Ci sono diversi argomenti trattati nella storia di Goccia: il valore dell’amicizia, della famiglia, e soprattutto delle differenze sociali e religiose arrivando a toccare il tema della Shoah, delle guerre e delle terribili violenze alle persone e alle cose che esse comportano. Temi forti per un romanzo rivolto principalmente ai ragazzi?

R – Tra il 1933 e il 1945, furono circa 15-17 milioni le vittime dell’Olocausto, di entrambi i sessi e di tutte le età (senza riguardo per anziani e bambini), tra cui 5-6 milioni di ebrei. Credo che sia giusto non dimenticare e tutto ciò che si fa per aiutare le nuove generazioni a non farsi confondere dal revisionismo storico, non solo è necessario, ma un dovere per chi si occupa di cultura. L’incanto sta nella capacità di farlo senza annoiare, e passare dalle emozioni di un racconto, dove il trait d’union è una locomotiva, costruita con latte di recupero da un ferroviere, è un modo per catturare l’attenzione dei lettori, piccoli e grandi.

D – Seppur rivolto ai più giovani, può essere letto dagli adulti?

R – Certamente sì. Se pensiamo alle fiabe che erano un piacevole intrattenimento per chiunque, e davanti ai vecchi focolari erano gradite agli adulti e ai bambini di entrambi i sessi. Le storie non hanno tempo e nemmeno generi, e il mercato editoriale che li impone per questioni legate alla catalogazione e ai segmenti di mercato a cui rivolgersi.

D – Goccia, un romanzo che si presterebbe a essere letto nelle scuole, su cui farci dei laboratori?

R – Argomenti su cui riflettere ne offre diversi, mi auguro che ciò avvenga, sarei felicissimo se gli insegnanti lo ritenessero adatto a tale scopo. Non sono estraneo alla didattica, in casa sia mia moglie sia mia figlia Noemi sono docenti, e ho imparato a respirare la passione dell’insegnamento. In passato io stesso ho condotto laboratori teatrali con i ragazzi.

Formato: Epub, Kindle
Autore: Luisio L. Badolisani
COD: ISBN 978-88-6690-489-2
Categoria: Ragazzi… e Genitori
Tag: Luisio L. Badolisani

Sul filo della memoria, una storia familiare. Un modellino di locomotiva a vapore costruito artigianalmente da un ferroviere, come una goccia d’acqua sulla roccia, bucherà il tempo. Tra favola e realtà porterà in viaggio, lontano oltre le tragedie degli adulti, il cuore di un bambino.

Set 14, 2019

Renèuzzi: un posto da brividi (altroché i film!)

Renèuzzi  è un paese fantasma e il suo ultimo abitante era un assassino

Di Alberto Zella

Esistono in Italia paesi fantasma che sembrano essere stati abbandonati non solo dagli uomini ma anche da Dio. Renèuzzi è uno di questi. Il bosco ha preso il sopravvento sulle rovine delle case, come in una foresta del Centro America. Persino dall’alto, dal monte Antola, il paese è visibile solo d’inverno, quando la natura che lo circonda è più spoglia.

Anche il suo nome sembra essersi consumato col tempo, tanto è variabile. Lo si declina in diverse maniere: Renèuzi, Renèusi, Renéixi, Renêuxi… È una frazione derelitta del comune di Carrega Ligure, in provincia di Alessandria al confine con Genova. Appennino spopolato. Non esiste una strada per arrivare a Renèuzzi, ma solo un’antica mulattiera in parte dissestata che a un certo punto si riduce a sentiero. Wikipedia mostra un’evoluzione demografica implacabile per il paese: 100 abitanti nell’ottocento, poi 60, 30, 4… e un solo abitante nel 1961. L’ultimo abitante era un assassino.

Il paese si è sgretolato ed è pericoloso anche solo appoggiare una mano ai muri delle case, per il pericolo di crolli. La fontana getta ancora acqua. Una casa ha una planimetria circolare, un’altra conserva ancora il balcone di legno. Gli alberi crescono nelle stanze e hanno sfondato i tetti. Tutte le case erano state costruite con la pietra del Rio dei Campassi, una delle sorgenti del torrente Borbera, che scorre diverse centinaia di metri più in basso. Pietre portate su nei secoli con gran fatica di uomini e muli. Una fatica oggigiorno inimmaginabile. Tutto racconta di vite al limite della sopravvivenza.

Gli edifici non sono stati distrutti solo dal tempo e dagli alberi, ma anche dagli uomini: negli anni successivi all’abbandono sono stati saccheggiati per portare via ciò che restava di mobili e arnesi. Alcuni antiquari erano arrivati con i muli e avevano abbattuto i muri per portare via tutto il possibile. Povere cose che in un negozio di città hanno forse visto centuplicare il loro valore. Stessa sorte era toccata all’oratorio di San Bernardo, che per un certo periodo di tempo era stato usato anche per le messe sataniche.

Tutto è minuscolo a Renèuzzi: le case, la chiesa, i vicoli. Soprattutto il cimitero: credo che persino il mio soggiorno sia più grande. Le tombe sono vecchissime, le più recenti sono degli anni venti del novecento. Tranne una, quella di Davide Bellomo: 1930 – 1961. L’ultimo a essere stato sepolto lì.

Storia di un assassino

Davide era probabilmente un tipo strano. Aveva trentun anni e si era innamorato della cugina Maria Franco, di vent’anni, che abitava nella vicina frazione di Ferrazza, ora anch’essa abbandonata. Di Maria esiste in rete solo una foto di quando era bambina. Le foto allora erano rare e costose. Gente che ha conosciuto Maria mi ha detto che era una bella ragazza.

Maria sembrava ricambiare le attenzioni di Davide, ma le famiglie si opposero al matrimonio. All’epoca i matrimoni fra cugini non erano infrequenti nei paesi isolati, tanto che nella valle sono stato compiuti studi genetici sugli effetti dell’endogamia. Ma quel matrimonio non si doveva fare.

È la fine dell’estate del 1961, l’uomo è già stato nello spazio. Sono gli anni del boom economico, le campagne marginali si spopolano e la gente va in città. La famiglia di Maria decide di partire, di lasciare quei luoghi aspri alla ricerca di una vita migliore nel genovese, portando con sé la figlia. A questo punto Davide perde la testa: è rimasto solo in paese, con le case abbandonate e i morti nel cimitero. È l’ultimo di un’intera stirpe.

Il giorno della partenza, 22 settembre, la madre di Maria esce di casa per prima. Deve raggiungere a piedi la fermata della corriera, a qualche chilometro di distanza. La figlia la segue dopo un po’; ad attenderla sul sentiero, nascosto da qualche parte, c’è Davide. Spara due colpi che raggiungono di striscio la nuca della ragazza, che trova la forza di fuggire. Davide la raggiunge.

Alcuni giornali raccontano che Davide abbia stordito e violentato la ragazza prima di ucciderla. Di sicuro c’è che Maria è stata uccisa con nove colpi di pistola, alcuni dei quali al volto. La pistola aveva un caricatore da cinque colpi: dunque l’assassino la ricaricò e sparò di nuovo. Questo la dice lunga sulla sua furia omicida.

La madre di Maria, non vedendo arrivare la figlia, torna indietro a cercarla. La troverà cadavere.

Nel frattempo Davide sparisce. I sospetti si accentrano subito su di lui (e chi se no? Non c’è nessun altro nei dintorni in grado di commettere un crimine simile). Inizia una caccia all’uomo che non ha precedenti nella zona dalla fine della guerra di Resistenza, e che dura parecchi giorni.

Davide fu trovato il 16 ottobre, morto suicida. Aveva riservato per sé l’ultima cartuccia. Fu trovato nei boschi da un contadino, il cui cavallo si era imbizzarrito perché aveva fiutato l’odore del cadavere in decomposizione. L’uomo aveva deciso di scoprire cosa sconvolgesse in tal modo il suo animale e aveva così abbandonato il sentiero battuto.

Una fama cresciuta grazie alla Rete

Oggi l’assassino è sepolto nel piccolo cimitero di Renèuzzi. La data della morte, riportata sulla tomba, è quella del 22 settembre 1961, stesso giorno della morte di Maria. Si è quindi presunto che Davide si sia ucciso subito dopo aver commesso l’omicidio. “Papà e mamma dolenti”, è la dedica sulla tomba. Anche gli assassini hanno dei genitori.

La prima volta che ho “scoperto” Renèuzzi sono rimasto sbigottito dal fatto che in Italia possano esistere posti del genere. Frazioni abbandonate ce ne sono tante, naturalmente, ma questa è stata avvolta dal bosco come in un sudario. Il mondo civile sembra lontanissimo. Eppure dalla cima del monte Antola, sopra il paese, il centro di Genova è solo a una trentina di chilometri in linea d’aria.

Superfluo dire che Renèuzzi non è un luogo allegro. Subito dopo il fatto orribile avevano cominciato a circolare voci su un fantasma. E i tipi strambi erano arrivati: i satanisti avevano frequentato l’oratorio di San Bernardo finché la mulattiera aveva concesso un accesso al paese non troppo ostico. Con il crollo della mulattiera i satanisti non si sono più fatti vedere. Evidentemente non sono tipi a cui piace camminare.

Oggi per fortuna a Renèuzzi arrivano solo gli escursionisti. La fama del paesino è cresciuta molto negli ultimi anni grazie alla Rete. La curiosità di vedere la tomba dell’assassino attira un discreto numero di persone. Quasi un pellegrinaggio. È una piccola Spoon River “de noantri”.

Girare tra le rovine del paesino porta a riflettere. Non per giudicare l’assassino: sarebbe impossibile, a tanti anni di distanza. A tanti “mondi” di distanza, mi vien da dire. Si riflette sulla solitudine: quella di Davide era senz’altro una solitudine fisica e psichica. Si riflette sulla fatica, sulla miseria; su vite il cui ritmo era scandito dalla natura, ma la natura non era per niente amica. Ai primi dell’ottocento il paesino contava addirittura trecento abitanti o più; ora non c’è più nessuno, e se qualcuno ancora lo ricorda è perché vi è stato commesso un omicidio.

Osservando la tomba di Davide sono stato colto da un senso di pietà. Per la povera Maria, in primis. Poi per l’assassino, e per i genitori dei due ragazzi. E per me stesso. Ecco cosa resterà di noi, mi sono detto.

Reneuzzi_da_Antola

Reneuzzi vista d’inverno dal monte Antola (1500 m.). L’immagine è tratta da Wikipedia. Le coordinate del luogo sono: 44°37′15″N 9°10′33″E

 

Set 12, 2019

“Soffoca la concorrenza”: gli editori Usa contro la posizione dominante di Amazon

di Redazione Il Libraio

Mentre il Congresso Usa è pronto ad avviare una campagna antitrust nei confronti dei giganti di internet, prende posizione l’Association of American Publishers. Nel frattempo Amazon è sotto accusa anche perché in vendita si trovano anche libri contraffatti… – I particolari

Monitorare più da vicino, e più attentamente, la posizione dominante assunta dalle piattaforme online, che ormai pervadono ogni aspetto e ogni ambito dell’economia (e il riferimento è in particolare a Google, Facebook e, in particolare, Amazon).

LA CAMPAGNA ANTITRUST DEL CONGRESSO USA

Proprio mentre il Congresso Usa è pronto ad avviare una campagna antitrust nei confronti dei giganti di internet (con tanto di audizioni, documenti alla mano), prende posizione anche l’Associazione degli editori americani (AAP). Per Maria A. Pallante, presidente e Ceo di The Association of American Publishers, “sfortunatamente, il mercato delle idee rischia danni gravi, se non irreparabili“. La causa? “Il predominio senza precedenti di un numero molto limitato di piattaforme tecnologiche”.

AMAZON “SOFFOCA LA CONCORRENZA”

L’Associazione si rivolge così alla Federal Trade Commission (qui il documento integrale, ndr), invitandola a intervenire, in quanto tali piattaforme “soffocano la concorrenza”. Come si legge nel documento di 12 pagine inviato dall’Association of American Publishers, “nessun editore può evitare di distribuire attraverso Amazon. Che, a sua volta, detta i termini economici”. Così, “ogni anno gli editori pagano sempre di più per i servizi di Amazon”.

Continua su: “Soffoca la concorrenza”: gli editori Usa contro la posizione dominante di Amazon – Il Libraio

Set 07, 2019

Concorso per il romanzo giallo, thriller, noir e d’azione

Edizioni Tripla E, nuovo marchio di Edizioni Esordienti E-book, indice un concorso per il romanzo di genere giallo – thriller – thriller storico – noir e romanzo d’azione, con scadenza 12 ottobre 2019.

1) Il concorso è riservato ad autori che non abbiano mai pubblicato con EEE – Edizioni Tripla E o con Edizioni Esordienti E-book;

2) La partecipazione al concorso è gratuita;

3) Sono ammessi al concorso romanzi inediti in lingua italiana, dei generi indicati e con lunghezza compresa tra le 100 e le 300 cartelle editoriali da 1800 battute, spazi compresi

4) Le opere dovranno pervenire entro il 12 ottobre 2019  in formato doc oppure odt (Word, oppure Open Office, NON PDF) in allegato a una mail a [email protected] con l’indicazione in oggetto: “CONCORSO EDIZIONI TRIPLA E”. La mail dovrà obbligatoriamente contenere nome, cognome, indirizzo, data di nascita dell’autore, recapito telefonico, nonché la dichiarazione che si tratta di opera assolutamente inedita (anche su internet) e la dicitura: “Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del D.L. gs n. 196/2003”.

Dovranno essere allegati, oltre al testo completo, anche una sinossi di max 1500 battute e una breve biografia dell’autore.

5) La Giuria è costituita dalla redazione delle Edizioni Tripla E, coordinata dal direttore editoriale, prof.ssa Piera Rossotti Pogliano. Il giudizio è inappellabile e il premio può anche non essere assegnato in mancanza di opere valide. Per informazioni sulle modalità della nostra selezione editoriale vedere il video.

6) Tra le opere pervenute entro la data di scadenza verranno selezionate la/le opere vincitrici, e la proclamazione avrà luogo il giorno 16 novembre 2019; sarà data ampia visibilità sui social e i vincitori saranno contattati personalmente.

Per le opere vincitrici è prevista la pubblicazione in e-book e cartaceo “print on demand”, tramite la piattaforma Amazon, con regolare contratto di edizione a cui si aggiungerà, per il PRIMO CLASSIFICATO, anche una seconda edizione cartacea, realizzata in tipografia, di cui l’autore riceverà in omaggio 20 copie.

7) Tutto quanto non specificato nel presente bando è a discrezione della Giuria.

Set 06, 2019

Edizioni Tripla E: naturale evoluzione di EEE

Perché Edizioni Esordienti Ebook è diventata Edizioni Tripla E? La trasformazione è avvenuta in modo del tutto naturale.

Nel lontano settembre del 2011 (fateci gli auguri, proprio in questo mese cade il nostro anniversario) Piera Rossotti costituì Edizioni Esordienti Ebook, una Casa Editrice che traeva le radici dalla profonda passione della sua fondatrice per la letteratura, la scrittura e l’editoria.

Il passo verso la successiva Edizioni Tripla E non è stato breve, tant’è che sono passati otto anni, ma è stata un’evoluzione imprescindibile e del tutto naturale.

In questi otto anni sono diversi gli autori che hanno pubblicato più di un libro con la nostra CE e definirli ancora esordienti ha creato diversi scompensi e dubbi. Dopo quante pubblicazioni l’autore non è più un esordiente ma diventa un emergente? E dopo quante ancora non è nemmeno più un emergente ma si trasforma in uno scrittore consolidato?

Verso la trasformazione

Dopo alcuni Saloni del Libro, nei quali ci siamo spesso riuniti in gruppo, portando osservazioni, suggerimenti e proposte, quest’anno il Grande Capo (ovvero Piera Rossotti) ha deciso che era giunto il momento di fare il Grande Passo e di creare un nuovo futuro sia per la CE sia per i suoi autori. E tutto questo non poteva essere altro che Edizioni Tripla E.

Tuttavia, la nuova veste mantiene sempre lo stesso spirito di collaborazione, qualità e trasparenza. Non altera i principi fondamentali che si basano su un’editoria che non vuole essere a pagamento e non desidera essere confusa con quanti pubblicano anche la lista della spesa pur di aumentare i titoli in catalogo.

E non vuole nemmeno ricorrere alle solite vie, trite e ritrite, in cui sono i grossi nomi (anche se la lingua italiana non fa parte del loro bagaglio culturale) a vendere e non i contenuti dei libri.

Una solida realtà editoriale

Per questo Edizioni Tripla E, pur essendo un marchio ancora fresco di stampa, resta ben ancorata su quelle tradizioni e quelle regole morali, talvolta non scritte, con cui una volta venivano pubblicati i libri e scoperti autori non ancora famosi, ma meritevoli di esserlo.

Riassumendo, non abbiamo cambiato nome per confondere le acque o per un’oscura ragione disdicevole, lo abbiamo fatto per migliorare noi stessi, mantenendo intatto l’orgoglio d’appartenenza alla cara e “vecchia” EEE e felici di poter essere parte integrante di questa nostra piccola (ma per noi immensa) rivoluzione culturale.

Se vi servono ulteriori informazioni su come pubblicare e quali sono i generi a noi graditi, quali sono i nostri canali di distribuzione, oppure quali i libri in catalogo, cliccate QUI e approderete direttamente sul sito istituzionale di Edizioni Tripla E.

Se invece preferite un’approccio diverso, il nostro canale YouTube potrà sicuramente chiarirvi le idee e offrirvi degli spunti utili.

Set 04, 2019

Cinzia Morea e il Gioco di Libri – Costantino e Rosa Scompiglio

Talvolta è capitato di passare qualche ora, in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, una ricetta, un personaggio e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Costantino e Rosa Scompiglio

Sinossi

È ora di tornare a scuola, e Costantino si trova a doversi misurare con numerosi impegni, il liceo, le lezioni di magia, e con difficili promesse da mantenere: liberare Priscilla, la ragazza del suo amico Maurizio, dalla strega Garulfa, che ne tiene in ostaggio tre quarti di vita, e riempire il mondo di alberi, ma soprattutto si dibatte nelle difficoltà che richiede vivere insieme alla sua nuova amica a quattro zampe, la cucciola Nube.

Un educatore cinofilo, Ernesto, lo potrebbe aiutare, ma sta trascurando un po’ il lavoro perché la sua fidanzata, Rosa Scompiglio, lo ha lasciato e lui non sa più dove sia.

Costantino gli propone un accordo, lui la rintraccerà in cambio dell’aiuto con Nube. Costantino trascura così il problema di Priscilla e Maurizio, furibondo, cerca aiuto altrove, cacciandosi in mani ancora peggiori di quelle di Garulfa.

Per aiutarlo Costantino dovrà far ricorso, suo malgrado, alla magia, una magia, forse, troppo potente per lui…

Se “Costantino e Rosa Scompiglio” fosse

Una città: Milano

Se Costantino e Rosa Scompiglio fosse una città sarebbe Milano. Una Milano moderna, simile a quella che tutti noi possiamo visitare, con la brutta torre Velasca che interrompe il disegno del cielo visto dal chiostro di via Festa del Perdono e il traffico congestionato che invade le strade come un drago dai molti corpi e nessuna testa, ma una Milano con un cuore antico di magia dove i maghi probabilmente si danno convegno davanti agli alberi più annosi di Parco Sempione, dove ogni altorilievo scolpito sulle guglie del Duomo potrebbe essere in procinto di staccarsi dal marmo e prendere il volo seminando il panico tra i piccioni, dove ogni pietra antica canta il suo incantesimo alle orecchie di Costantino e dove anche le voci della folla sono complici della magia.

In questa città in cui la metropolitana forse porta in sconosciuti abissi sotterranei cui un tempo il Diavolo ebbe facilmente accesso tramite la colonna che porta il suo nome, Rosa Scompiglio usa gli alberi cavi come caselle della posta, colora di tinte vivaci ciò che è troppo grigio, e prende il tè in una caffetteria che vista da fuori sembra non esistere.

In questa città Costantino vivrà abbastanza tranquillo, fino al giorno in cui non incontrerà Rosa…

Un personaggio:

Mary Poppins

Nel suo celeberrimo film Walt Disney addolcisce un po’ i tratti della bambinaia immaginata da Pamela L. Travers.

La donna magra, con una lucida chioma nera e due piccoli occhi azzurri, che compare e scompare al cambiare del vento è misteriosa, brusca e laconica, e può apparire spesso irragionevole, soprattutto quando nega di aver condotto i bambini a vivere grandi avventure.

Sembra più simile ad una strega, una donna saggia della tradizione: vanesia, volitiva, anticonformista e in contatto con gli elementi, che alla dolce, se pur eccentrica, tata canterina interpretata da Julie Andrews.

Rigorosa e inflessibile ritiene che tutto possa essere considerato sistemato solo finché lei è soddisfatta.

Accetta l’impiego come elargisse una concessione regale e non si può guardarla e disobbedirle.

Rosa Scompiglio è forse un po’ più frivola, ma le assomiglia un po’ più di un po’ e come lei ha qualcosa che turba ed elettrizza.

Una pietanza:

Una tazza profumata di chai

Entrando in cucina… Costantino e Rosa Scompiglio potrebbe essere una tazza profumata di chai, la bevanda calda ed aromatica che in India preparano con il tè. Rosa lo gusterebbe a piccoli sorsi comodamente seduta ad un tavolo imbandito della Teiera di Bisù, il suo locale preferito.

E forse si azzarderebbe a provarlo anche Costantino.

Io non l’ho ancora mai preparato, ora sperimenterò questa ricetta. Da gustare in queste ultime mattine di freddo.

½ tazza di latte
½ cucchiaino di tè nero in polvere
½ stecca di cannella
½ cucchiaino di pepe nero in grani
½ cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
½ cucchiaino di chiodi di garofano
½ cucchiaino di cardamomo
1 cucchiaino di miele.

Raccogliete in un pentolino il tè, le varie spezie e il miele; unite il latte e mezza tazza di acqua e portate a bollore; lasciate sobbollire per cinque minuti a tegame scoperto, quindi togliete dal fuoco, incoperchiate e lasciate macerare per 25 minuti. Filtrate e servite il tè: potete anche conservarlo in frigorifero e servirlo freddo, oppure riscaldarlo nuovamente e gustarlo caldo, magari arricchito con altro latte.

Una canzone:

O Fortuna ~ Carmina Burana

La storia di Costantino e Rosa Scompiglio procede al ritmo dei Carmina Burana, l’opera composta da Carl Orff nella prima metà del XX secolo, ispirandosi alla poesia profana medievale.

Un’opera moderna quindi, ma dal sapore misterioso e antico, che potrebbe risuonare per ogni via della Milano antica e moderna in cui vive Costantino.

Dettagli del libro

  • Formato: ebook e cartaceo
  • Dimensioni file: 1772 KB
  • Lunghezza stampa: 159
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (26 ottobre 2015)
  • Venduto da: AmazonIbsEEEKobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-272-0
Mar 14, 2019

La fine dell’ora legale

Nella collana mainstream il nuovo romanzo di Claudia Cassio

Un ragazzo che fugge dalla ‘ndrangheta, che gli ha ucciso genitori e fratelli; un vecchio e anziano malato: per il primo, l’inizio del lavoro come guardiano di un parco in una cittadina nei pressi di Torino, per il secondo l’inizio della pensione. A unirli, un sentimento di ostilità e il ritrovamento, su una panchina del parco, del cadavere di un giovane apparentemente morto di overdose.

Ma forse non è quella la verità. Attorno al parco, tante storie e tanti personaggi che si intrecciano e interagiscono, mentre la stagione scivola verso l’autunno e finisce l’ora legale. Metafora di un cambiamento: qualcosa finisce, qualcosa comincia.

Il cambiamento annunciato dallo spostamento delle lancette si materializza con l’arrivo di una ragazza dagli occhi verdi, la nascita di un amore, la scoperta della verità, la fine dell’ostilità tra i due protagonisti. Lo scarto di un’ora segna una frattura: la morte di qualcuno e un futuro diverso per gli altri.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato ebook  e cartaceo
  • Dimensioni file: 2943 KB
  • Lunghezza stampa: 352 pagine
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (24 gennaio 2019)
  • Venduto daAmazon – Kobo – EEE
  • ISBN: 978-88-6690-481-6
Feb 26, 2019

Il viaggio del pendolo

Il nuovo mainstream di Roberto Menaguale

Ravasi, direttore tecnico della Wisel, azienda produttrice di alta cosmesi, sposa la figlia del titolare, Adriana. Il desiderio della donna, insofferente ai legami di famiglia, convince Ravasi a lasciare la Wisel e ad associarsi con un amico, titolare di uno studio di progettazione.

La routine della solitudine di coppia non dispiace a Ravasi, che finisce con l’apprezzare la scelta di Adriana, almeno fino a quando non compare sulla scena Giorgia, sorellastra di Adriana fresca di divorzio, che riuscirà a far impigliare il cognato nelle maglie della sua sensualità. Il classico “triangolo amoroso”, però, non è quello che ci si aspetterebbe; l’uomo, pur consapevole delle sue debolezze, si rende conto che le scelte sono necessarie, anche se difficili e sempre dolorose.

Un romanzo sulla fragilità delle coppie, sulla ricerca dell’equilibrio sentimentale, ma anche sulla complessità dei rapporti famigliari e sulla vita che, quando i nodi vengono al pettine, inesorabile ci presenta il conto.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato ebook
  • Dimensioni file: 1306 KB
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (16 giugno 2018)
  • Venduto daAmazon – Kobo – EEE
  • ISBN: 978-88-6690-442-7
Feb 22, 2019

Una notte per non morire

Un thriller ad alta tensione di Roberto Capocristi nella collana Adrenalina

Un portachiavi a forma di ippopotamo strabico e una chiavetta USB, oggetti misteriosi e, a loro modo, magici, sono i protagonisti delle vicende di questo noir italiano. Magici perché, nel momento in cui vengono in contatto con i personaggi del romanzo, ne cambiano definitivamente la vita, fino alle più estreme e fatali conseguenze.

Ne sanno qualcosa Alice, una bruna intraprendente che ama giocare col destino, che diventa l’inconsapevole burattinaia dell’intera vicenda, e Diego, veterinario sfigato, ma di bell’aspetto, col terrore di essere piantato dalle donne, che è costretto a lasciare da parte le sue ansie e a trasformarsi in un eroe alla James Bond.

Subiranno l’influenza di questi oggetti anche Josefine, alias Sabine, una ragazza giovane e ricca di sogni che, fuggita di casa a causa di un litigio, viene ingannata e costretta a prostituirsi, e il cattivo di turno, un malavitoso alla caccia della chiavetta USB e del segreto in essa contenuto.

Ma il vero eroe consapevole è l’aspirante suicida, che agisce come deus ex machina del romanzo: seduto sul cornicione di un palazzo, con i piedi a penzoloni nel vuoto, svela al lettore, in virtù della distanza non solo fisica che lo separa dalle umane vicissitudini, il segreto del romanzo, e cioè che il mondo, visto dal quindicesimo piano, appare molto più logico, ordinato e coerente di quanto non sembri ai suoi abitanti.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato ebook e cartaceo
  • Dimensioni file: 1054 KB
  • Lunghezza stampa: 240 pagine
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (11 giugno 2018)
  • Venduto daAmazon – Kobo – EEE
  • ISBN: 978-88-6690-439-7
Feb 21, 2019
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