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Irma Panova Maino e La sua Postazione

Ogni autore possiede una propria postazione in cui le idee prendono forma e le parole scorrono velocemente sul monitor. Per i più conservatori esistono ancora gli scrittoi, carta, penna, talvolta calamaio. Tuttavia, a prescindere dal mezzo con cui si esprimono i pensieri, la magia che scaturisce è quella insita in ogni forma d’arte e noi vogliamo farvi vedere come se la cavano i nostri autori.

Le radici

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La mia postazione è situata in un luogo completamente nuovo e non è sempre stata quella che vedete ora. Anzi, per molto tempo la mia postazione è stata un netbook molto piccolo che mi sono portata dietro in tutti gli innumerevoli viaggi.

Con il net ho scritto molti dei miei romanzi e racconti nelle sale d’aspetto degli aeroporti, nelle hall degli alberghi, in taxi e nel corso di qualche transfert da un luogo all’altro. Forse qualche personaggio è addirittura scaturito da qualcuno che ha attratto la mia attenzione e il cui comportamento ha fatto scattare l’ispirazione.

Il piccolo net ha fatto davvero un lavoro egregio perché, per quanto piccolo fosse e per quanto le sue prestazioni non fossero eccezionali, è riuscito a dare corpo a ogni mia fantasia e a mettere insieme le trame che hanno poi fatto nascere i miei libri.

Nella sua memoria sono state contenute centinaia di cartelle, milioni di parole, centinaia di personaggi… anche tanti file che sono rimasti lì, in attesa di essere sviluppati, che forse non vedranno mai la luce.

Da qualche tempo, però, la mia vita ha preso una piega un po’ meno vagabonda e questo mi ha permesso di ampliare la mia postazione, rendendola più comoda e molto più prestante. Un computer fisso, diversamente da un portatile, offre la possibilità di installare hardware e software migliori e più potenti.

Tuttavia, come potete vedere nella foto, oltre al pc c’è anche il mio fidato tablet, quello che mi permette di portare con me i libri a cui tengo e che leggo appena riesco. Intorno alla tastiera ci sono alcuni oggetti che mi sono cari e che mi aiutano a concentrarmi, oltre a uno dei miei “draghi”, simbolo dello zodiaco cinese a cui appartengo.

Non solo, proprio da questo pc, di solito, svolgo le mie mansioni come responsabile per l’ufficio stampa EEE e preparo le iniziative, nonché le promozioni per il Mondo dello Scrittore.

Dunque, non solo un luogo in cui creare ma anche un posto in cui una passione diventa un lavoro, nel senso più positivo del termine.

A proposito, le foto qui sotto sono le mie 😀

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Giu 23, 2017

Storie dei detective del Waldorf Astoria

Quelli che a inizio Novecento vigilavano sugli ospiti del prestigioso hotel di New York, sventando truffe e ritrovando costosi oggetti smarriti

Il Waldorf Astoria è uno degli hotel più famosi e antichi di New York e uno di quelli per cui si può davvero usare l’aggettivo leggendario, visto il prestigio e la quantità di storie affascinanti e più o meno veritiere sul suo conto: celebre per le feste sfarzose e gli ospiti importanti – Fidel Castro, Cary Grant, Muhammad Ali, Katharine Hepburn – è il posto dove Frank Sinatra diventò famoso e Louis Armstrong si esibì per l’ultima volta, ha ospitato tutti i presidenti americani, ha una stazione ferrovia sotterranea e segreta, ha inventato piatti poi mangiati in tutto il mondo, come l’insalata Waldorf e i cupcake red-velvet, ed è stato il primo hotel della città con l’elettricità e i bagni privati nelle camere.

Tra questi aneddoti curiosi c’è anche quello, raccontato da Slate, dei detective ingaggiati dall’hotel per far sentire gli ospiti al sicuro, sventare crimini e truffe, e più frequentemente ritrovare oggetti smarriti. I loro atti, più ordinari che eroici, finivano spesso sulle pagine di cronaca del New York Times dell’epoca e venivano via via annotati in un registro, il cosiddetto Black Book. Il registro venne compilato dal 1902 al 1929, anno in cui il Waldorf, cioè la prima versione dell’hotel costruito dall’omonima famiglia, venne chiuso per far spazio all’Empire State Building e ricostruito tra Park Avenue e Lexington con il nuovo nome di Waldorf-Astoria Hotel ma le stesse lussuose caratteristiche. Il libro venne allora portato nella sezione Waldorf della New York Public Library di New York, dov’è tuttora conservato e dove chiunque può sfogliarlo dopo che per anni non era stato accessibile al pubblico per proteggere la privacy dei primi ospiti del Waldorf, spesso personaggi noti e conosciuti.

Nei primi anni del Novecento, quando non esistevano gli aerei e gli spostamenti richiedevano molto più tempo, era abituale per i viaggiatori fermarsi più a lungo negli hotel, che erano abituati ad avere anche ospiti fissi e oltre alle camere gestivano anche ristoranti e molti negozi. Tra i servizi offerti c’era anche un gruppo di detective che sorvegliava costantemente l’hotel e la sua lobby. In realtà si occupavano soprattutto di rimediare alla sbadatezza degli ospiti che dimenticavano o perdevano nella hall e nella sala da pranzo sciarpe, gioielli e borse varie. Considerata la loro ricchezza si trattava spesso di perdite ingenti, che però venivano quasi sempre recuperate. Un articolo del 1912 del New York Times racconta per esempio di quando la moglie di Hiram Johnson, allora candidato alla vice-presidenza degli Stati Uniti con il partito Progressista, perse una spilla di diamanti in ascensore: venne ritrovata e riconsegnata tre ore dopo.

Gli ospiti del Waldorf attiravano costantemente ladri e truffatori, che gravitavano all’ingresso o si intrufolavano nella hall: i detective dovevano riconoscere al volo i recidivi e cacciarli, e prendere nota delle facce nuove, dovessero mai fare qualcosa di sospetto. A volte però le truffe erano molto più puerili, come il caso di un uomo che si era seduto “nella sala rossa”, si legge nel registro, e stava utilizzando la carta da lettera del Waldorf per rispondere agli annunci di lavoro, nella speranza di spacciarsi per un residente dell’hotel e ottenerlo più facilmente grazie al suo rassicurante prestigio. Un detective ovviamente lo scoprì, glielo impedì e lo cacciò. Tra le altre missioni non esattamente valorose registrate nel Black Book ci sono anche cose così: “Trovato un grosso cane al quinto piano”.

I detective non avevano solo il compito di garantire la sicurezza degli ospiti ma ne proteggevano anche la morale, allontanando quelli che facevano cose contrarie al buon costume dell’epoca come “portarsi una donna in camera”. Il registro riporta anche il caso di una donna sposata che era arrivata in anticipo in hotel e aveva sorpreso il marito in stanza con il figlio adolescente di un altro ospite. Anche se adesso il loro lavoro è dimenticato, all’epoca i detective del Waldorf erano popolari: uno di loro, Joe Smith, che aveva iniziato lavorando come poliziotto a Londra, divenne una specie di celebrità e nel 1929 uscì un libro con lui protagonista, Crooks of the Waldorf.

Sorgente: Storie dei detective del Waldorf Astoria – Il Post

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Giu 22, 2017

A proposito di Amazon…

Beh, a proposito di Amazon, come sempre, vi mettiamo la lista dei titoli che rientrano fra le prime mille posizioni nelle varie classifiche specifiche. Sarebbe stato troppo facile rendervi note le posizioni (in realtà l’ho fatto) subito dopo il Salone del Libro di Torino, perché quasi tutti gli autori hanno riguadagnato diversi posti, mettendosi in luce.

Per questo, passato il momento di euforia, dato proprio dalla riuscita della manifestazione, ho pensato che sarebbe stato più interessante capire che fine avevano fatto i nostri scritti.

Ebbene, ancora una volta la lista è piuttosto lunga e ricca. Vi lascio quindi ai libri EEE, se siete curiosi di leggere di più, di ogni singolo titolo, non dovete fare altro che cliccarci sopra e verrete rimandati direttamente sulla pagina di pertinenza su Amazon.

Buon divertimento!

L’oro di Gorgona (Adrenalina)

di Alessandro Cirillo

Arduhinus (Grande e piccola storia)

di Grazia Maria Francese

Il cammino di “Neko” Kurotachi (Grande e piccola storia)

di Massimiliano Saputo

Il piede sopra il cuore (Grande e piccola storia)

di Mario Nejrotti

Eroi dimenticati (Grande e piccola storia)

di Paolo Fiorino

Fino all’ultima bugia (Giallo, Thriller & Noir)

di Mario Nejrotti

Il Longobardo: Eredità di sangue (Grande e piccola storia)

di Andrea Ravel

Tutta la vita per morire (Giallo, Thriller & Noir)

di Mario Nejrotti

Eroi nel nulla (Grande e piccola storia)

di Paolo Fiorino

Trame oscure (Adrenalina)

di Alessandro Cirillo

Antarctica Observer (Adrenalina)

di Andrea De Magistris

Noccioli di ciliegie (L’amore ai tempi del web)

di Sabrina Grementieri

Tramonto in una tazza – Sunset in a Cup (Poesis)

di Lidia Chiarelli

Il volo dell’albatro (Giallo, Thriller & Noir)

di Laura Pituello

Dal nero al bianco (Altrimondi)

di Nadia Dovano

Angelus di sangue (Adrenalina)

di Giancarlo Ibba e Alessandro Cirillo

Attacco allo Stivale (Adrenalina)

di Alessandro Cirillo

Il Longobardo – Terra di conquista (Grande e piccola storia)

di Andrea Ravel

I nostri scarponi sulla Via Francigena (Esperienze e Testimonianze)

di Elena Moscardo

Nessuna scelta (Adrenalina)

di Alessandro Cirillo

Il diario intimo di Filippina de Sales (Grande e piccola storia)

di Piera Rossotti Pogliano

Materiali di scena (Fuoridallequinte)

di Armando Vertorano

C’era una volta in Sardegna (Adrenalina)

di Giancarlo Ibba

Profondo Sud: Storie dal profondo Sud americano per capire la lotta dei neri per la conquista dei diritti civili – Teatro…

di Francesca Mereu

Una seconda occasione (L’amore ai tempi del web)

di Sabrina Grementieri

Ritorno a El Alamein (Grande e piccola storia)

di Enea De Alberti

Religioni e neospiritualità (Religione ed Esperienze)

di Leonella Cardarelli

Il giorno dei morti (Altrimondi)

di Filippo Semplici

Il sogno segreto di Zekharia Blum (Ragazzi… e Genitori)

di Claudio Oliva

Schiavi della vendetta (Adrenalina)

di Alessandro Cirillo

Africa: Magia nera, sortilegi, streghe e guaritori (Esperienze e Testimonianze)

di Lory Cocconcelli

Come foglie al vento (Altrimondi)

di Stefano Pavesio

Le risonanze della folgore (Altrimondi)

di Irma Panova Maino

L’alba del sacrificio (Adrenalina)

di Giancarlo Ibba

Il peccato di Rennahel (Altrimondi)

di Irma Panova Maino

Il tramonto delle aquile (Grande e piccola storia)

di Chiara Curione

La vendetta è un gusto (Adrenalina)

di Giancarlo Ibba

Rosa antico

di Bruna Nizzola

La resa degli innocenti (Adrenalina)

di Irma Panova Maino

Costantino al festival delle nuvole (Ragazzi… e Genitori)

di Cinzia Morea

Filippina va in città (Grande e piccola storia)

di Piera Rossotti Pogliano

Crepuscoli di Luce (Poesis)

di Andrea Leonelli

Swatch (L’amore ai tempi del web)

di Davide Baraldi

Il Romanzo della Pasta Italiana

di Nunzio Russo

L’arte di Khem (Altrimondi)

di Stefano Santarsiere

Uomini nudi (Fuoridallequinte)

di Salvatore Buccellato

Dimmelo (Poesis)

di Maria Rotonda D’Alterio

Ocho cortado: ovvero un movimento appena iniziato e bruscamente interrotto (Fuoridallequinte)

di Maria Gabriella Olivi

Costantino e Rosa Scompiglio (Ragazzi… e Genitori)

di Cinzia Morea

XII – Il segno dei giusti (Grande e piccola storia)

di Pino Benincasa

L’Intima Essenza: La via degli haiku (Poesis)

di Andrea Tavernati

Agata e le scarpette tecnomagiche (Ragazzi… e Genitori)

di Nicoletta Parigini

Turista per professione (Esperienze e Testimonianze)

di Laura Celotto

Quando gli dei torneranno (Altrimondi)

di Massimo Licari

La guardia delle Terre Rinate (Altrimondi)

di Segio Piergianni

La Centunesima Infelice (I Mainstream)

di Nicoletta Parigini

Cinque commedie in cerca d’attori (Fuoridallequinte)

di Oronzo Trapani

E il diavolo l’amò sotto una tenda di stelle (Altrimondi)

di Angelica Intersimone

Quasi sedici! (Ragazzi… e Genitori)

di Beppe Forti

Viaggio in camper (Ragazzi… e Genitori)

di Caterina Peschiera

L’esteta dell’albero dei limoni – Nebbia: Due drammi in tre atti venuti alla luce (Fuoridallequinte)

di Renato Gattuso

Amore e Morte (Giallo, Thriller & Noir)

di A.A.V.V.

Agata e il manoscritto di Melchiorre (Ragazzi… e Genitori)

di Nicoletta Parigini

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Giu 21, 2017

In Germania, un monumento costruito con migliaia di libri censurati

In Germania è stato realizzato un monumento dalla forma di un partenone con oltre centomila libri, un tempo considerati “proibiti”

La Germania è uno dei paesi culturalmente ed artisticamente più evoluti del mondo e in ogni occasione dimostra la sua lungimiranza; ne è un esempio lo splendido monumento realizzato con migliaia di libri, un tempo vittime di censura. Nella Friedrichsplatz di Kassel è stato costruito un monumento, la cui forma riprende quella del Partenone, con oltre centomila libri, un tempo considerati “proibiti”. La scelta del luogo è  stata tutt’altro che casuale: questa piazza infatti è molto conosciuta nella storia della Germania, perché proprio lì, nel 1933, Hitler ordinò il rogo di numerosissimi libri finiti nella lista nera dei nazisti.

Questo interessantissimo progetto, frutto di una splendida sinergia tra arte e storia, è nato dalla famosa artista contemporanea argentina Marta Minujín, in occasione dell’esposizione Documenta14, tutt’ora in corso. Chiamato“Partenón de libros prohibidos”, questo monumento imita molto le forme dell’acropoli di Atene, e la struttura è stata completamente ricoperta da libri sigillati in buste di plastica, così che restino protetti in caso di pioggia e di vento. La raccolta dei volumi è nata attraverso una riuscitissima campagna di crowdfounding, coinvolgendo tutto il mondo: migliaia di persone infatti hanno inviato un libro che sia stato proibito in passato, o che sia proibito tutt’ora in specifici Paesi. Un progetto analogo era già stato realizzato dall’artista in Argentina, suo paese natale, per celebrare il ritorno della democrazia, dopo anni di silenzio e di soprusi.

Grazie all’aiuto di un gruppo di studenti e un lavoro durato alcuni mesi, questa volta Marta Minujín ha ricostruito un tempio sul modello del Partenone, rispettandone le proporzioni, e infine posizionandolo al centro della Friedrichsplatz di Kassel. Il Partenone dei libri può essere considerata a tutti gli effetti un’opera epocale: politica, ma non ideologica, questa installazione racconta la storia passata e recente, evocando il dramma della distruzione dei libri non ariani voluta da Hitler e l’attuale crisi degli Stati occidentali. Molto apprezzato dagli abitanti del posto e dai numerosi turisti in visita in questi giorni, il lavoro realizzato dall’artista argentina è un segno importante per la costruzione di un messaggio democratico e aperto: ancora una volta la Germania si è dimostrata un paese lungimirante ed illuminato.

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Giu 20, 2017

Notitiae quae non erant

I romani non sparsero del sale su Cartagine, Archimede non salvò Siracusa con un sistema di specchi, e altre storie del mondo antico che citiamo a sproposito

Anche se a volte non lo sappiamo, diverse espressioni e modi di dire che usiamo oggi sono legate a episodi della storia romana o greca. Ma molti di questi in origine avevano un significato diverso, oppure sono legati a fatti di dubbia storicità: “mettere la mano sul fuoco”, ad esempio, non si riferisce a un episodio in cui qualcuno si dice sicuro di qualcosa. Non possiamo dare per certo nemmeno il famoso “tu quoque” (anzi), mentre siamo piuttosto sicuri del fatto che i romani non abbiano sparso del sale su Cartagine dopo averla distrutta, e che Archimede non salvò Siracusa da un assedio con l’aiuto di alcuni specchi.

Le statue greche e romane non erano bianche
Nonostante ora le vediamo così, in origine erano pitturate con colori anche piuttosto sgargianti: alcuni esemplari, come le sculture di un tempio dell’isola greca di Egina, hanno anche conservato delle tracce di colore ben visibili ai raggi ultravioletti. L’equivoco nasce dal fatto che le statue sono state ritrovate centinaia di anni dopo la loro produzione, quando la pittura era ormai svanita: i lavori degli scultori rinascimentali e neoclassici – non pitturati, così come le statue romane che avevano davanti a loro – hanno contribuito a rafforzare la falsa convinzione che anche gli originali fossero bianchi.

Archimede e gli specchi ustori
Film, aneddoti e storielle sull’antichità hanno raccontato più volte che nel 212 a.C. il matematico Archimede riuscì a difendere la città siciliana di Siracusa bruciando le navi romane con un elaborato sistema di specchi. Da secoli circola grande scetticismo su questa storia, sia perché con le conoscenze e i materiali dell’epoca sarebbe stato molto complicato, sia perché viene riportata solo da fonti tarde. Come avvenuto per altri aneddoti di questo tipo, la storia potrebbe essere nata dall’unione di racconti diversi: da fonti attendibili come gli storici Polibio e Tito Livio sappiamo che Archimede contribuì alla difesa della città costruendo delle macchine da guerra, mentre lo scrittore latino Apuleio nella sua Apologia racconta che Archimede aveva scritto degli specchi ustori «in un libro importante» sullo studio degli specchi (che però non possediamo).

Tu quoque, Brute, fili mi!
Sono le parole che comunemente vengono attribuite a Giulio Cesare mentre veniva ucciso da un gruppo di ribelli – fra cui il nobile romano Bruto – il 15 marzo del 44 a.C.. La frase probabilmente non fu mai pronunciata in questa forma. Il primo a parlare di una cosa simile fu Svetonio, uno storico latino con uno spiccato gusto per gli aneddoti, che scrivendo 150 anni dopo riportò che Cesare disse a Bruto, in greco: «καὶ σύ, τέκνον» (“anche tu, figlio”). Nessun’altra fonte più affidabile o antica di Svetonio ne parla. Inoltre, ci sono diverse cose che non quadrano: il fatto che Cesare avesse parlato in greco, e che avesse chiamato Bruto “figlio” (dato che secondo le fonti aveva un buon rapporto con lui, ma non era suo figlio naturale né lo aveva adottato). È ancora meno probabile che dopo l’omicidio di Cesare Bruto abbia detto “sic semper tyrannis” (“è così che succede sempre, ai tiranni”). E se anche prendessimo per buono tutto quanto, vorrebbe dire che Cesare non ha mai pronunciato le parole tu quoque.

Il sale su Cartagine
Secondo questa voce, i Romani cosparsero di sale il territorio della città africana di Cartagine dopo averla distrutta alla fine della Terza guerra punica, nel 146 a.C., per rendere infertile il terreno. La storia è quasi certamente falsa: non ne parla nessuna fonte antica – e ne abbiamo molte, sulla distruzione di Cartagine – ed è iniziata a circolare solo in età moderna. Nella storiografia romana non esistono altri casi di città rase al suolo e poi cosparse di sale.

La strage di Erode
È un episodio raccontato solamente nel Vangelo di Matteo, e in nessun’altra fonte storica o evangelica. Secondo Matteo poco dopo la nascita di Gesù Cristo l’allora re dei Giudei Erode il Grande ordinò di uccidere tutti i neonati di Betlemme perché aveva sentito che secondo una profezia in quella città era appena nato il nuovo re. Lo scetticismo degli studiosi su questo episodio è legato soprattutto al fatto che non se ne trova traccia in Flavio Giuseppe, uno storico romano di poco posteriore a Gesù Cristo che si occupò estesamente della storia della Giudea. La Chiesa Cattolica dà invece per certo l’episodio e ricorda i bambini morti nella presunta strage il 28 dicembre di ogni anno.

Muzio Scevola
In italiano, l’espressione “mettere la mano sul fuoco” significa essere certi di una cosa: è tratta da un episodio raccontato da Tito Livio, ma che in origine non era legato a quel significato. Il protagonista è Gaio Muzio Cordo, un giovane nobile romano che nel corso dell’assedio di Roma da parte degli Etruschi nel 508 a.C. propose al Senato romano di uccidere il comandante etrusco Porsenna con una missione segreta. L’incarico fu dato allo stesso Muzio, che però per errore uccise uno scriba etrusco. Catturato e portato davanti a Porsenna, Muzio minacciò Porsenna dicendogli che i Romani lo odiavano e che presto sarebbe stato ucciso da uno di loro. A quel punto, sempre secondo Livio, Scevola disse: «questo è il valore che dà al corpo chi aspira a una grande gloria». E si fece bruciare la sua mano destra in un braciere. Porsenna, impressionato dal coraggio e forse convinto che Muzio volesse punirsi, lo lasciò andare. Scevola fu il nome con cui venne chiamato dopo, da scaevus (mancino). L’episodio quindi è più legato all’autoflagellazione e al fanatismo che alla certezza.

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Giu 19, 2017

Le promozioni su Amazon continuano

Amazon prosegue nel favorire i titoli EEE e ne ha scelti tre, molto diversi fra loro per genere, proponendoli per tutto il mese di giugno

Noccioli di ciliegie di  Sabrina Grementieri

Le storie di Sabrina Grementieri incantano perché sono semplici, sono vicende in cui ci possiamo riconoscere, e poi c’è la vita quotidiana, ci sono gli affetti, le gioie, ma anche le incertezze, le angosce, gli incidenti, le malattie. Ci sono personaggi come la nonna impicciona, l’amica vulcanica e senza peli sulla lingua, il padre freddo e calcolatore, troppo impegnato con la sua carriera politica, il ragazzo “bello e dannato”, la bambina affettuosa. E, soprattutto, c’è l’incontro tra una donna e un uomo, con gli ostacoli che la vita mette sempre davanti a tutti e c’è il lieto fine, che però non è mai un “… e vissero per sempre felici e contenti”, ma piuttosto una conclusione che ci lascia intendere che due anime gemelle, dopo essersi trovate, avranno davanti a loro un bel cammino da costruire, forse non sempre facile, ma certo accompagnato dall’amore, a patto che lo sappiano custodire e alimentare. Noccioli di ciliegie è la storia di Clarissa, una ragazza sensibile e intelligente, per tanti anni innamorata di un “cattivo ragazzo”, e di Jason, un bel giovanotto italo-canadese, venuto a stabilirsi in Tirolo perché convalescente dopo un brutto incidente. Tra i due scoppia un vero colpo di fulmine, ma dall’innamoramento all’amore il passo non è breve e, soprattutto, non è senza ostacoli. Ed è proprio questa la bella avventura: il passaggio dall’esaltazione e dall’incanto dei momenti magici in cui nasce l’attrazione al bene profondo e forte capace di scaldare la vita e di darle un senso.

Tutta la vita per morire di Mario Nejrotti

In un Cilento dove “la vita è ancora scandita dai tocchi delle campane” e allietata dai profumi e dai sapori di una cucina antica, il maresciallo Pejretti (piemontese trapiantato al Sud, dove si trova benissimo) indaga sulla scomparsa dell’anziano Aristide Alibrando, coadiuvato dai suoi uomini e, un po’ suo malgrado, da una coppia di turisti, simpatici ma incoscienti, un medico torinese e sua moglie, a volte troppo propensi a giocare ai detective e ansiosi di farsi coinvolgere in un’indagine che si sviluppa su strade forse destinate a incrociarsi: la ricerca del vecchio Aristide, i segreti della sua antica famiglia e un traffico di droga gestito dalla camorra. Sullo sfondo il misterioso casale di Capo Vento dove tutto comincia e tutto finisce.

Un salto in paradiso di Valeria De Cubellis

Materio, un piccolo paese della collina torinese, è il posto classico dei pranzi domenicali fuori porta, nella natura e nella bellezza delle cose semplici, che però diventa lo scenario di un delitto di efferata crudeltà che sconvolge i cittadini del paese e anche il maresciallo capo dei carabinieri Daniele Magreschi. Accadimenti inaspettati si accavallano alle indagini per scoprire l’assassino e quello che viene alla luce, prima di tutto, sono le crepe esistenziali degli uomini e i limiti, che da essi stessi discendono, di un posto che sembra il paradiso e probabilmente non lo è.

 

 

 

 

 

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Giu 16, 2017

C’è paura e paura…

La paura ci accompagna, in questi tempi scellerati che stiamo vivendo, col suo carico di insicurezza e di angoscia. Ma la paura è anche compagna inseparabile della condizione umana.
Io, che mi occupo di libri, sono tuttavia persuasa che ci sia una paura che fa molto bene al nostro spirito, ed è la paura “controllata” che proviamo leggendo un thriller o un romanzo horror: partecipiamo con le nostre emozioni, ci lasciamo coinvolgere, siamo magari testimoni di eventi terribili… poi chiudiamo il libro, è tutto finito, siamo ancora liberi e integri.
E scarichiamo le nostre tensioni. Abbiamo provato una paura catartica e liberatoria.
Anche nel video di questa settimana affronto il tema dell’orrore in letteratura, argomento che ho già avuto modo di toccare più volte in passato, per esempio in questo vecchio video che si intitola “I meccanismi della paura”.
Antarctica Observer, un horror con una particolare ambientazione di tipo “gotico” è il romanzo, appena pubblicato, di un giovane autore, Andrea De Magistris, che situa l’azione in una base scientifica in Antartide. 

Per l’agente dell’FBI Tom Hewitt l’incubo ha inizio in una fredda mattina di fine settembre, in un desolato vicolo di New York. A fare la differenza con ogni altro caso di omicidio però è l’identità della vittima; perché sotto i flash implacabili delle fotocamere degli uomini della scientifica non si delineano i tratti di uno sconosciuto, ma le linee familiari e care di Claire Savage, la partner di una vita. La ricerca della verità inizia il suo corso, ostacolata da misteri e segreti che lottano per rimanere nell’ombra, da forze celate nell’oscurità che operano nel più impensabile dei luoghi. Per far chiarezza sulla morte della sua collega l’agente Hewitt dovrà addentrarsi tra i cunicoli labirintici della Observer, base scientifica nel cuore del Plateau Antartico, e combattere contro nemici e contro un male dalla natura inimmaginabile.

Piera Rossotti Pogliano
Direttore Editoriale di Edizioni Esordienti E-book

  • Formato: Formato epub – Kindle
  • Dimensioni file: 2079 KB
  • Lunghezza stampa: 455
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (5 giugno 2017)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-394-9
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Giu 15, 2017

Gli autori italiani ci salveranno. Lo dicono i dati

di Giovanni Peresson

Ormai da anni il dato strutturale del settore colloca le traduzione di libri stranieri (tutti i libri) – tra il 23 e il 24% fino a tutti gli anni Novanta – a un più modesto 17-18%. Detto altrimenti: si pubblicano oggi più libri di autori italiani e si compra meno dall’estero. Significa che, passo passo, anche la dimensione autoriale – dalla saggistica al libro per bambini, dall’illustrato al fantasy – si è rinnovata. Autori più giovani, che hanno viaggiato di più, sono stati spesso e per più tempo all’estero, hanno attraversato e sono stati attraversati dai nuovi linguaggi del graphic novel, dei videogiochi, del cinema seriale,  sono arrivati alla scrittura – a qualunque tipo di scrittura – da percorsi professionali non più necessariamente umanistico-letterari e molto più internazionali di quelli fatti dai loro colleghi negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. Si sono «innovati» anche loro, all’interno della più generale innovazione del settore. E forse hanno incontrato sul loro cammino scuole di scrittura, editor e scout che, più o meno, hanno percorso le loro stesse esperienze.

All’interno di questo processo, la narrativa di autore italiano rappresenta una delle due punte emergenti dell’iceberg. Le vendite della narrativa di autore italiano nel 2011 (escluso Amazon, gli e-book e i testi di autori «indie») rappresentavano il 36% del valore  delle vendite nei canali trade. Nel 2016 sono salite al 41% (e senza considerare la narrativa YA che nell’editoria italiana è attribuita alla categoria della fiction generale). Anche a copie assistiamo a una crescita analoga: dal 37% al 41%. La domanda di storie, di personaggi, di linguaggi, di mondi narrativi da parte del pubblico, si è spostata. I lettori continuano a essere incuriositi da plot narrativi stranieri (non a caso abbiamo parlato in questi anni di cataloghi geo-editoriali: sud est asiatico, aree di letterature slave, nordeuropee, anche statunitensi di «riscoperta»), ma cresce l’interesse per il mondo e le realtà che abbiamo sotto casa. Che si fa probabilmente fatica a capire solo con le più usuali chiavi interpretative della saggistica e del giornalismo d’inchiesta.


Così la narrativa di autore italiano è tra i settori che hanno mostrato in questi anni andamenti migliori rispetto alla media del mercato, e migliori lungo tutto il periodo (con la sola eccezione del 2016). Ha attutito i segno «meno» e ha rafforzato (2015) i segni «più».

Le ragioni sono diverse, e ancora si differenziano per i tanti segmenti che la compongono: come mostrano alcune slide dell’indagine sul tema che ha presentato Nielsen a Tempo di libri. Alcune componenti sono trasversali. Il formarsi di una generazione di autori che lavora molto di più su una letteratura e una scrittura di genere: a cominciare dal giallo e dal fantasy o dalla letteratura YA e dal graphic novel. Autori che provengono da settori diversi da quelli tradizionali del lavoro umanistico o editoriale. Frutto anche di un’attività di scouting che ha saputo muoversi su territori assai meno esplorati, come quello dei social, e che – assieme all’editor – ha trasformato questi materiali in testi narrativi. Ma anche editori: il caso maggiormente emblematico è Sellerio (ma lo stesso discorso vale anche per E/O) che sotto l’ombrello di Camilleri è stato capace di scoprire e far crescere nuovi autori. Si è trattato, cioè, di un ampio e diffuso processo di innovazione e di investimento sugli autori: dall’editing ai tour di lettura.

In un articolo uscito qualche tempo fa sul «Venerdì di Repubblica» (Dal Nord al Sud, piccoli Montalbano crescono di Alberto Riva, 17 maggio 2017) si metteva bene in evidenza questo aspetto: la forte dimensione regionale che è venuta assumendo, ad esempio, la crescita del giallo di autore italiano. Esprimendo un bisogno del lettore di identificarsi in elementi geografici, paesaggistici, culinari, in modi di dire, costumi e abitudini. Senza per questo cadere nello stereotipo.

Tradotto, significa che la narrativa italiana – non necessariamente di genere – sa oggi rispondere assai meglio rispetto al passato a bisogni di riconoscimento in mondi narrativi che sono più congeniali e vicini al lettore italiano. E anche le distanze tra qui e al di là dell’Atlantico, o delle Alpi o della Manica si sono fatte più brevi. Perché anche l’editore e il lettore straniero si riconosce in quelle narrazioni.

Tutto ciò ha poi un impatto non secondario sulla vendita di diritti all’estero. Non è un caso se la narrativa di autore italiano sia uno dei generi con il maggior tasso di crescita nell’export di diritti, con le oltre 1.600 opere vedute nel 2016 a editori stranieri.

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Giu 13, 2017

Le promozioni di giugno su Amazon

Avete tempo fino a domani per approfittare delle promozioni che Amazon ha riservato ad alcuni titoli EEE per il mese di giugno. Fra questi, sono diverse le novità proposte.

Fino al 13 giugno

Arduhinus di Grazia Maria Francese

Alla fine del decimo secolo l’Italia è cosparsa di rovine. Bande di Saraceni, Ungari, Norreni l’hanno devastata e i discendenti di Carlo Magno si sono dimostrati deboli, incapaci di respingerne le scorrerie. La popolazione per sopravvivere è costretta a rifugiarsi in bastide e castelli, sotto la protezione dei signori feudali.
La situazione di disordine del Regno Italico ha attirato le mire dei sovrani Sassoni, che si sono impadroniti del titolo imperiale. Quando i Sacri Romani Imperatori calano verso Roma per farsi incoronare dal Papa, i loro eserciti si lasciano dietro una scia di saccheggi e soprusi che colpiscono ugualmente contadini e abitanti delle città.
Molti tra i nobili, di origine longobarda o franca, tentano di ribellarsi a quella che sta diventando una dominazione straniera imposta con la forza e spesso sostenuta dai Pontefici romani. Tra loro manca, però, qualcuno capace di unire le forze di grandi feudatari e piccola nobiltà contro lo strapotere dei Sassoni, rivendicando la corona del Regno Italico.
A Plumbia, un castello sul fiume Ticino, nasce nel 955 il secondo figlio del conte Daido. Sul volgere dell’anno Mille, nelle cronache compare sempre più spesso il nome di quest’uomo: Arduhinus.

Eroi dimenticati di Paolo Fiorino

Franco Lucchini è un giovane pilota della Regia Aeronautica, eroe e asso dell’aviazione legionaria durante la guerra civile spagnola. La sua vita è il volo e il suo l’unico pensiero è lo stormo. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale il suo dovere di combattente diventa più importante di ogni altra cosa, anche più della sua stessa vita e della giovane moglie Luisa. Franco Manzini al contrario è un soldato, un uomo semplice travolto da una guerra terribile che irrompe nella sua vita e lo trascina con sé nell’infinito deserto della Libia. Dall’Africa a Malta, all’estrema difesa della patria dai bombardieri alleati, tra duelli aerei, grandi battaglie, vittorie e spaventose tragedie, l’asso trova dentro di sé il segno e la presenza del proprio coraggio, lo scopo di tutta la sua vita, mentre il soldato lotta strenuamente per tornare a rivedere la sua casa e la sua famiglia. Due uomini profondamente diversi, due vite parallele e lontane, accomunate dal doloroso incedere della guerra. Due destini che si incrociano solo per un istante, un fuggevole momento tra le sabbie del deserto africano, per poi tornare ad allontanarsi definitivamente, ciascuno in cerca del proprio epilogo sullo sfondo della peggiore tragedia che il mondo abbia mai vissuto.

Il cammino di Neko Kurotachi di Massimiliano Saputo

Nel Giappone della prima era Tokugawa, a cavallo del 1600, un ronin è un samurai ramingo, che non ha un signore da servire, è un pericoloso vagabondo senza onore e indegno di considerazione. Ma Yoshi “Neko” Kurotachi, ronin per tragiche circostanze, non può rinunciare al suo senso dell’onore, perché ritiene che chi è senza onore non possa essere un uomo.
Qualcuno, però, insegna a Neko che si può essere fedeli al bene prima ancora che all’onore, alla verità, prima ancora che alla giustizia. E oltre a tutto questo, c’è ancora l’amore. È questo il messaggio di un gesuita portoghese, Padre Guillermo, da anni in Giappone con pochi confratelli, per portare la parola di Cristo, apparentemente lontana dalla cultura giapponese. Neko, tuttavia, arriverà a rendersi conto che l’atteggiamento esistenziale di un samurai, un uomo votato alla morte con una fiducia assoluta nel suo signore e nell’appartenenza ad una ferrea gerarchia , non è più sufficiente a dare senso alla complessità della vita, al dolore e alla morte, perché il suo cuore è stato toccato dalla scoperta di un amore che perdona ogni errore e scende fin dentro l’oscurità di ognuno di noi.
Sullo sfondo delle atroci persecuzioni contro i cristiani, l’avventura umana e guerriera di Neko Kurotachi porta il lettore in un mondo lontano dal punto di vista temporale e culturale, mettendo però in risalto i sentimenti e le scelte inevitabili che appartengono agli uomini di qualsiasi tempo.

Il cuore sbagliato di Stefano Pavesio

Un’impressionante serie di delitti efferati, tra il 2014 e il 2015, legati tra loro dalla presenza, accanto ai cadaveri o inciso sui loro corpi, di un numero a quattro cifre, mette a dura prova l’acume investigativo del tenente colonnello dei Carabinieri Corrado Beneghetti e della sua amica Carla Vicini, dei RIS. Un altro elemento comune alle vittime è la loro origine riconducibile alla val Tanaro, tranquilla, provinciale, quasi sonnacchiosa, con i suoi paesini dove tutti conoscono tutti. Ma il male si può annidare ovunque, e molti ricordano ancora un terribile delitto di dieci anni prima, quello di un bimbo di nove anni seviziato e sepolto ancora vivo in un bosco. È possibile che questa crudele uccisione abbia qualcosa a che fare con i delitti presenti? E, soprattutto, è possibile ricondurre tutti questi crimini ad un’unica mano assassina?
Il cuore sbagliato è un romanzo che va oltre i toni del thriller e del noir, per scavare nelle motivazioni profonde dell’assassino, delle sue responsabilità, ma anche dell’ineluttabilità delle sue scelte, in una storia dove quasi nessuno è davvero innocente.

Il piede sopra il cuore di Mario Nejrotti

Sicilia, 1943: mentre gli Alleati sbarcano in Sicilia, la mafia si prepara ad essere protagonista dei nuovi scenari politici del dopoguerra collaborando con gli americani e cercando di insediare i suoi uomini ai posti di potere, mentre cerca di trarre ancora tutti i guadagni possibili dalla borsa nera e dalle connivenze con il fascismo, che ormai sferra gli ultimi colpi di coda.
Le persone integre, quelle che rifiutano la collusione, vengono eliminate senza pietà: è il caso del professor Di Salvo, che muore in un attentato in cui è sterminata anche la sua famiglia. Per un caso fortuito, si salverà soltanto il piccolo Santino, che resta solo al mondo. Ma un personaggio molto singolare entrerà in gioco per prendersi cura di lui.
Questo romanzo, dove è protagonista la “piccola storia” quotidiana delle persone, che scorre a fianco della Grande Storia, conduce anche a una riflessione più intima e profonda sul significato della libertà, della responsabilità, della giustizia, della comprensione e, in definitiva, della difficoltà e della grandezza di essere uomini.

Il volo delle coppie di Sergio Rustichelli

Il volo delle coppie è un racconto in dodici episodi, che vedono coinvolte dodici coppie cui nell’arco temporale di un anno succederanno degli avvenimenti eccezionali che stravolgeranno le loro vite. Sarà solo un caso? Ci saranno delle forze che periodicamente si adopereranno per propiziare questi accadimenti? Tutto alla fine sarà cambiato, e solo alla fine tutto sarà svelato. La penna di Sergio Rustichelli è ironica, a tratti graffiante, quasi sempre impietosa.

I muri del buio di Lu Paer

Lorenzo è un giovane romano avvenente e sfaccendato. La sua vita cambia radicalmente un giorno quando decide di trascorrere una settimana sulle Dolomiti. Qui incontra Anna, convinta ecologista e acerrima nemica della caccia; il giovane è affascinato dalla ragazza, dalle sue idee e dai suoi amici animali e, a poco a poco, cambia la sua visione del mondo e comprende quanto sia sbagliato uccidere gli animali per il semplice gusto di farlo. Ma il tranquillo villaggio di montagna viene sconvolto da una serie di inquietanti delitti, che coinvolgeranno anche Anna e Lorenzo.

L’oro di Gorgona di Alessandro Cirillo

9 settembre 1943: il giorno dopo l’armistizio di Badoglio, una nave militare attracca all’isola di Gorgona per nascondervi quattro tonnellate d’oro. Eseguita la missione, la nave viene silurata sulla via del ritorno e l’unico sopravvissuto registrerà in un diario personale l’avvenimento, indicando il luogo segreto dove è seppellito il tesoro. Sarà un bisnipote a leggere quel diario e a permettere il ritrovamento del tesoro. Mentre è in corso il trasferimento al caveau della Banca d’Italia, la malavita italiana, in combutta con la mafia albanese, riesce a sottrarre il tesoro e a trasportarlo in Albania.
L’oro di Gorgona lascerà dietro di sé una lunga scia di sangue, ed i responsabili di questo non sono solamente i malviventi, ma anche personaggi insospettabili, “mele marce” ben nascoste e assolutamente nostrane.
Toccherà ancora una volta a Nicholas Caruso, Ruben Monteleone e ai loro compagni sotto copertura cercare di ristabilire la giustizia, e lo faranno, come sempre, con i loro metodi non sempre ortodossi ma coraggiosi ed efficaci.

Nero pesto di Emanuele Gagliardi

Roma, 1979. Sono gli anni in cui eversione nera e terrorismo rosso insanguinano la Capitale aggiungendosi agli attacchi diretti allo Stato culminati nel rapimento e uccisione di Aldo Moro. Omicidi, sequestri, rapine, violenze hanno spesso connotazione ideologica e così, quando un portinaio di 60 anni iscritto al MSI, Alfredo Mancini, viene trovato morto, orrendamente mutilato, il commissario capo della Squadra Mobile Umberto Soccodato si indirizza senza esitare sulla pista politica, benché le caratteristiche del delitto lascino ipotizzare un movente passionale forse omosessuale. Qualche giorno dopo, nello stesso stabile, avviene un secondo omicidio. A parte il teatro dei delitti e le simpatie destrorse delle vittime, non parrebbe esserci un comune denominatore tra i due casi. Ma è davvero così? Soccodato e i suoi collaboratori si muovono non senza grossi rischi e affanni nel sottobosco del terrorismo neofascista che per le sue aderenze con gli ambienti istituzionali e con la grande criminalità capitolina si rivela un nemico quanto e forse più insidioso delle temibili e meglio organizzate formazioni eversive di sinistra.

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Giu 12, 2017

Scrivere mi piace: INTERVISTA alla Casa Editrice EEE Ed.Esordienti Ebook

Dal Blog Scrivere mi piace, un’intervista a Piera Rossotti Pogliano, Direttore Editoriale di EEE

Eccomi tornata con le interviste alle Case Editrici.

Quando sono stata al Salone Internazionale del libro di Torino, ho collezionato molti contatti degli Editori che hanno attirato la mia attenzione, quindi in questi giorni vi presenterò alcuni di loro, che hanno gentilmente risposto alle mie domande.

Oggi ho il piacere di presentarvi EEE Edizioni Esordienti Ebook

1. QUANDO E COME E’ NATA LA CASA EDITRICE, E QUAL ERA LA VOSTRA IDEA DI PARTENZA? PERCHE’ HA QUESTO NOME?

La CE è nata nel settembre 2011; l’idea di partenza era quella di pubblicare autori esordienti, e per “esordienti” intendiamo autori “non ancora famosi, ma meritevoli di diventarlo”, e di farlo puntando soprattutto sull’e-book, una scelta che allora è stata quasi una scommessa, ma che si è rivelata vincente, anche se molti titoli li pubblichiamo anche in formato cartaceo.

2. COME SI STRUTTURA LA PRODUZIONE EDITORIALE?

Pubblichiamo e-book e cartacei, precisamente romanzi (mainstream e romanzi di tutti i generi, dalla collana “L’amore ai tempi del web” che parla d’amore nel mondo contemporaneo, a “Adrenalina”, per i romanzi thriller e horror, “Grande e piccola storia” per gli storici, “Luci rosse” per il genere erotico… ecc. ), poesia, collana “Poësis” , teatro, collana “Fuoridallequinte”. Abbiamo anche qualche titolo che documenta esperienze specifiche e che riteniamo interessanti, in una collana che si chiama “Esperienze e testimonianze”.

3. QUAL E’ IL FILO COMUNE CHE LEGA LE VS. PUBBLICAZIONI?

La qualità dei testi, che sono selezionati. Secondo noi, il valore aggiunto di una pubblicazione attraverso una CE, oggi che in realtà è facilissimo pubblicare in self, è proprio la selezione. Mettiamo il marchio solo su quello che ci piace e che, a nostro giudizio, vale la pena di promuovere e il criterio che ci guida è il rispetto per il lettore.

4. QUANTI TITOLI PUBBLICATE L’ANNO?

Una settantina di pubblicazioni all’anno, tenendo conto che i due terzi sono sia e-book, sia cartaceo, gli altri solo e-book… diciamo una media di 50 nuovi titoli.

5. COME SCEGLIETE GLI AUTORI E/O GLI ILLUSTRATORI DA PUBBLICARE?

Gli autori ci mandano i loro manoscritti, li leggiamo e, se ci piacciono e sono in linea con il nostro catalogo, pubblichiamo. Semplice semplice.

6. QUALI SONO I TITOLI CHE HANNO RICEVUTO UNA MIGLIORE ACCOGLIENZA DA PARTE DEL PUBBLICO IN TERMINI DI VENDITA?

Il nostro primo best-seller (quindicimila copie in e-book) è stato Io dormo da sola, di Salvatore Paci e Emanuela Baldo, poi ripubblicato da Newton&Compton sotto lo pseudonimo autoriale di Asia Stella; tra i nostri autori, il best-seller è Alessandro Cirillo, che scrive thriller d’azione, abbiamo appena pubblicato il suo sesto romanzo, poi ci sono Giancarlo Ibba, Andrea Ravel, Mario Nejrotti, Sabrina Grementieri (che oggi pubblica con Rizzoli e Sperling&Kupfer, ma di cui abbiamo ancora due titoli in catalogo) e Emanuele Gagliardi. Quindi, vendono soprattutto thriller, giallo e rosa, i romanzi di genere, insomma.

7. QUANTO SONO DIFFUSI E CONOSCIUTI I VOSTRI LIBRI IN ITALIA? SIETE SODDISFATTI DELLA DISTRIBUZIONE E DELLA VISIBILITA’ A VOI RISERVATA IN LIBRERIE, BIBLIOTECHE, ECC.?

Nel mare magnum dell’editoria medio-piccola è dura emergere, e la nostra CE è giovane, anche se la sottoscritta non lo è più… Cerchiamo di farci conoscere per la serietà dell’impegno e la validità delle opere che proponiamo. Dire che siamo soddisfatti della visibilità non sarebbe veritiero, ma continuiamo a lavorarci e soprattutto, essendo una CE a vocazione in prima battuta digitale, cerchiamo di essere molto presenti nel web e con una presenza di qualità, sia attraverso il bloghttp://edizioniesordientiebook.altervista.org/, sia attraverso il canale Youtube, anche con lezioni di scrittura e lettura creativa:https://www.youtube.com/channel/UCbrNKDSs9eEtNQnFYKATozA
Intanto, sponsorizziamo il premio di poesia Parasio – Città di Imperia, il premio “Un bagaglio di Idee” della Fed.It.Art e siamo alla quinta edizione di un concorso tutto nostro, gratuito, questa volta dedicato al giallo-thriller-noir, che premia davvero chi merita. E poi, moltissimi dei nostri autori vincono premi, anche significativi, a livello nazionale, e questa è una bella pubblicità (sono segnalati nel blog).

8. QUAL E’ L’ASPETTO PIU’ COMPLICATO DEL VOSTRO MESTIERE?

Nell’editoria non c’è nulla di complicato, è soltanto un grande impegno, ma è anche molto interessante, è un lavoro bellissimo.

9. QUALI PROGETTI E AMBIZIONI COLTIVATE PER IL FUTURO?

Il progetto e il sogno è quello di diventare un vero punto di riferimento per gli autori non ancora conosciuti ma che hanno delle qualità e di farli conoscere. Nello stesso tempo, vogliamo continuare a considerarli amici e non soltanto numeri, come accade per la maggior parte degli autori che pubblicano con grandi CE.

E’ stato veramente bellissimo conoscere una realtà come questa, con tutti i pro e i contro, le gioie e i dolori… Cosa aspettate?
Visitate il loro SITO e leggete i loro romanzi.
E se siete autori esordienti, perché non proporvi?

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Giu 10, 2017
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