L’Editore

La fetta di pomodoro di Wallas

«Una fetta di pomodoro in verità senza difetti, tagliata a macchina da un frutto perfettamente simmetrico.
La polpa periferica, compatta ed omogenea, di un bel rosso chimico, è di spessore regolare tra una striscia di buccia lucente e lo spazio in cui sono allineati i semini gialli, ben calibrati, mantenuti al loro posto da un sottile strato di gelatina verdastra lungo un rigonfiamento della parte centrale. Quest’ultima, di un rosa attenuato leggermente granuloso inizia, dal lato della depressione inferiore, con un fascio di venuzze bianche, una delle quali si prolunga verso i semini – in modo forse un po’ incerto.
Nella parte superiore, si è prodotto un incidente appena visibile: un angolino di buccia, scollato dalla polpa per un millimetro o due, si solleva impercettibilmente.»

Alain Robbe-Grillet, Les Gommes, 1953

Wallas, il poliziotto che indaga sul delitto, va a pranzo in un ristorante automatico e contempla una fetta di pomodoro del suo antipasto…un bell’esempio della “littérature objectale” tanto cara a questo autore.
Se desiderate qualche piccolo approfondimento, guardate questo breve video. E se avete voglia di curiosare liberamente nel nostro Catalogo, l’occasione è buona: QUI trovate una settantina dei nostri titoli in versione “free” (almeno un terzo del libro, talvolta di più), da scaricare gratuitamente in formato epub o mobi per Kindle, su PC, tablet o smartphone. Non vi chiediamo nessuna credenziale e, se avete bisogno di qualche consiglio pratico per la lettura degli e-book, in questo articolo vi diciamo come procedere.
Perché non fare scorta e magari farvi piacevolmente sorprendere da qualche bel romanzo? Ci sono mainstream, gialli, thriller, noir, romanzi d’azione, storici, sentimentali… e anche un paio di saggi.

Cari saluti e buona lettura!

Piera Rossotti Pogliano

Set 05, 2017

Forse dovremmo proprio uccidere Cenerentola

Una storia antica, quella di Cenerentola, originaria, pare, dell’antico Egitto o della Cina, che si raccontava assai prima che la scrivessero Perrault o i fratelli Grimm.
Ma bisognerebbe davvero smetterla di raccontarla alle bambine. Rousseau diceva che le fiabe e le favole sono diseducative, perché non insegnano la verità.
Allora, storie come quella di Cenerentola che sposa il principe azzurro non andrebbero più raccontate alle bambine, o almeno non dovrebbero chiudersi sul lieto fine del “felici e contenti”, ma raccontare il “poi”, le croste polverose che si depositano sul prosieguo della vita coniugale.
Qual è il vero destino di una donna? Cedere tutta se stessa a un uomo, e l’unico traguardo a cui può aspirare è che un uomo l’ami fino alla fine dei suoi giorni. Ma è un desiderio impossibile.
Certo, alcune riescono ad essere donne prima che femmine, amanti prima che innamorate, individui prima che coppia. Ma sono una sparuta minoranza. Per le altre restano i sogni, il desiderio di fuga o – più difficile, ma più onesto – il disincanto.
Il romanzo di Miria Spada, Uccidi Cenerentola, che pubblichiamo questa settimana è centrato sull’erotismo, ma costituisce, in realtà, la sua eclatante negazione, per farsi invece analisi impietosa e profonda della condizione femminile delle quarantenni di ieri e di molte di oggi. Delle quarantenni di domani?
Vi segnalo che nel nostro blog troverete questo ebook nella sezione “free”, in versione parziale gratuita, insieme a molti altri titoli. Sono disponibili in formato epub e mobi e c’è anche un articolo chiarificatore, per chi avesse problemi a scaricarli sullo smartphone.
E, se volete sorridere con Achille Campanile, vi segnalo il consueto video settimanale.

Buon fine settimana e buona lettura a tutti.
Piera Rossotti Pogliano
Direttore Editoriale di Edizioni Esordienti E-book

Lug 21, 2017

Scrivere è un tirocinio

L’oggetto di questo articolo è la risposta a tante persone che mi contattano per chiedermi “la ricetta” per scrivere un romanzo d’azione, una spy story oppure un rosa di successo. Avercela!
Nel video, cerco di spiegare come, secondo me, si possa arrivare a sviluppare uno stile originale e personale.
Vi segnalo, inoltre, un romanzo appena pubblicato, che si colloca nella collana “L’amore ai tempi del web”: NON si tratta di romanzi rosa nel senso classico del termine, ma sono romanzi che parlano di sentimenti nel mondo contemporaneo, con tutte le sue difficoltà e contraddizioni.
Una volta ancora di Paolo Galimberti
A volte basta un momento di debolezza, di fragilità, per rischiare di distruggere la propria famiglia: è quello che accade a Paolo, quando tradisce la moglie Hellen con una collega di lavoro, la bellissima Lin, che si rivela ben presto una donna molto pericolosa e dal passato inquietante. Hellen, pur amareggiata, lascia aperto uno spiraglio alla riconciliazione, ma la perfidia di Lin farà precipitare la situazione e Paolo si ritroverà immerso in un incubo. Una volta ancora è un romanzo in cui la vita offre al suo protagonista una straordinaria seconda occasione, che dovrà però pagare a caro prezzo, per riconquistare l’unica donna che abbia mai amato, sua moglie, e la stima e l’affetto dei suoi figli.
In promozione mensile abbiamo tre bestseller del nostro catalogo e-book: Dammi un motivo di Giorgio Bianco, La pavoncella di Emanuele Gagliardi e Il piede sopra il cuore di Mario Nejrotti (sono disponibili anche in cartaceo, su Amazon e sul sito EEE, senza spese di spedizione).
Buon fine settimana e buona lettura a tutti.
Piera Rossotti Pogliano
Direttore Editoriale di Edizioni Esordienti E-book
Mar 24, 2017

Tecniche per spy story… poi si può aggiungere il talento!

Cari Lettori e Autori,
eccoci di nuovo all’appuntamento settimanale con i video, per chi ha la pazienza e la voglia di seguirli, e con qualche notizia editoriale.
Questa settimana parliamo di spy story e, come sempre, di lettura e scrittura consapevoli: è il sessantesimo video della serie! Ma si impara a leggere e a scrivere soltanto facendolo, o almeno si imparano le tecniche, il talento è un qualcosa di più che, se c’è, può fare molto. Ma, senza la tecnica, il talento non basta.
Nel video parliamo di una spy story molto famosa, Il Codice Rebecca di Ken Follett, ma vorrei segnalarvi tre nostri ebook in promozione, la cui lettura, vi assicuro, sarà molto godibile, anche se i nomi degli autori sono meno conosciuti (per ora):

Emanuele Gagliardi, Nero pesto (Offerta Lampo Kindle e promo su tutti gli store soltanto il 21 gennaio). Roma, 1979. Sono gli anni in cui eversione nera e terrorismo rosso insanguinano la Capitale aggiungendosi agli attacchi diretti allo Stato culminati nel rapimento e uccisione di Aldo Moro. Omicidi, sequestri, rapine, violenze hanno spesso connotazione ideologica e così, quando un portinaio di 60 anni iscritto al MSI, Alfredo Mancini, viene trovato morto, orrendamente mutilato, il commissario capo della Squadra Mobile Umberto Soccodato si indirizza senza esitare sulla pista politica, benché le caratteristiche del delitto lascino ipotizzare un movente passionale forse omosessuale. Qualche giorno dopo, nello stesso stabile, avviene un secondo omicidio. A parte il teatro dei delitti e le simpatie destrorse delle vittime, non parrebbe esserci un comune denominatore tra i due casi. Ma è davvero così? Soccodato e i suoi collaboratori si muovono non senza grossi rischi e affanni nel sottobosco del terrorismo neofascista che per le sue aderenze con gli ambienti istituzionali e con la grande criminalità capitolina si rivela un nemico quanto e forse più insidioso delle temibili e meglio organizzate formazioni eversive di sinistra.

Alessandro Cirillo e Giancarlo Ibba, Angelus di sangue: (promozione fino alla fine del mese su tutti gli store) Il Palazzo Apostolico in Vaticano è certamente uno dei luoghi più monitorati al mondo, ma è davvero impenetrabile ad un attacco terroristico? Dalle penne di Alessandro Cirillo e di Giancarlo Ibba è nato un romanzo d’azione dai ritmi serrati e convulsi, denso di colpi di scena, in cui si misurano due grandi protagonisti: il terrorista afgano Fawaz, intelligente e crudele, ma con fortissime motivazioni all’azione e all’odio, e Bruno Majo, un diacono che sta per essere ordinato sacerdote, ma che ha un passato da militare addestrato e un terribile segreto da custodire.


Alessandro Cirillo, Schiavi della vendetta
(promozione fino alla fine del mese su tutti gli store): Durante un’operazione militare in Somalia, il sergente Loiacono stupra una giovane donna con la complicità di alcuni commilitoni, mentre Samuel Pagano, uno dei soldati al comando di Loiacono, pur volendolo, non trova coraggio sufficiente per contrastare il gesto scellerato del suo superiore e dei suoi compagni.
Vent’anni più tardi, le vite dei protagonisti di quel turpe episodio hanno preso strade diverse: Pagano, ad esempio, si è laureato ed è diventato un importante uomo d’affari e un buon padre di famiglia; Loiacono, sempre scapolo alla ricerca di dubbie avventure con donne conosciute occasionalmente o prostitute, ha fatto carriera in politica ed è addirittura indicato come futuro presidente del Consiglio. Eppure, qualcuno non ha dimenticato, vorrà pareggiare i conti e lavare col sangue l’oltraggio subito nel passato dalla giovane somala e tenterà di farlo mettendo in campo tutta la sua rabbiosa determinazione e il suo odio cresciuto nel tempo.
Schiavi della vendetta è un romanzo denso d’azione, dal ritmo incalzante, pagina dopo pagina.

Questi libri sono anche in formato cartaceo e, se li ordinate dal sito EEE, senza spese di spedizione.

Buona lettura!

Piera Rossotti Pogliano

Gen 31, 2017

fotojet-collageLa promessa implicita

Quando, nell’ambito della scrittura letteraria, si parla di “promessa implicita”, ci si riferisce al tacito patto che l’autore fa con i suoi lettori, del tipo “ti racconterò una storia sorprendente”, “ti farò ridere”, “ti proietterò in un mondo fantastico” ecc.
La promessa implicita di un editore è: metterò in commercio (perché di questo si tratta!) storie di vario genere, ben scritte, coerenti, letterariamente valide e così via. Ci sarà il lettore che adora le storie horror, piene di sangue e adrenalina, e quello che cerca storie d’amore, l’importante è non deluderli.

Il video di questa settimana è dedicato specificamente agli autori, ma potrebbe incuriosire anche qualche lettore, perché parlo appunto dei motivi di rifiuto dei manoscritti. Un argomento sempre delicato, nonché un momento di delusione o rabbia per tanti aspiranti autori.

La storia di questa settimana, che ben mantiene la sua promessa implicita, è Un passo dietro l’altro, di Daniela Vasarri, che ha già pubblicato con EEE-book Maeva, la benvenuta.
Andrea, in ospedale con la moglie Kibo, che sta per partorire, rilegge il diario che, trent’anni prima, è stato scritto da sua madre. Attraverso quelle pagine, intervallate dalle riflessioni e dai ricordi del giovane, balza fuori la vita di una donna alla sua seconda esperienza matrimoniale, più che mai determinata a mettere al mondo un figlio.

Il desiderio di maternità prevale su tutto: sulle difficoltà, anche economiche, sugli ostacoli e l’ostilità della prima moglie del suo compagno Oneglio, sulla preoccupazione di non riuscire più a rimanere incinta, quasi una “punizione” per un aborto volontario in età giovanile. Una storia di coraggio, di ostinazione, di desiderio assoluto di avere un bimbo tra le braccia.

Con il consueto augurio di buona domenica e buone letture.

Dic 11, 2016
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Attribuire un colore ai romanzi per identificarne il genere è una soluzione di comodo che serve a orientare immediatamente il lettore.
È difficile, per questo, parlare di letture “al femminile” senza far pensare immediatamente al genere rosa, che è abbastanza stereotipato, prevede una storia d’amore che ruota attraverso due protagonisti, qualche antagonista al contorno, è destinato a un pubblico femminile e mira a far identificare la lettrice con l’eroina; ovviamente, la storia avrà un lieto fine.
I romanzi di questa settimana sono assai lontani da questo cliché: sono tre storie che vedono delle donne come protagoniste, dove l’attenzione è focalizzata sui sentimenti, ma che non lasciamo mai in bocca quel sapore caramelloso al lampone tipico del romanzo rosa tradizionale.gelatina_eeeGelatina, di Margherita Terrosi: molte donne si riconosceranno nelle tre inquiete “over 30”, Anna, la protagonista, e le sue amiche Carlotta e Lella. Anche loro, come gli uomini del romanzo “un po’ gelatinose”, ma soprattutto alla ricerca della felicità, o perlomeno di qualcuno con cui condividere questa ricerca. Ma la vita non è semplice, non lo è mai. Così, si perdono occasioni, non ci si “riconosce” quando è il momento, si fanno anche delle sciocchezze, ma talvolta si impara anche dall’esperienza. Forse.
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Un’altra direzione, di Lorena Marcelli. Fine anni ’70: è già in vigore in Italia la legge sull’aborto, ma per la sedicenne Manuela, incinta di Augusto, di cui si è perdutamente innamorata, la famiglia rigorosa e benpensante non vede altra soluzione che il matrimonio “riparatore”. Il ragazzo, però, è dedito all’alcool e alla cocaina, e si rivela ben presto un marito violento e irresponsabile. Un grave incidente d’auto lascerà Manuela vedova con una figlia piccola e un altro bimbo in arrivo a soli ventitré anni.
Più tardi, Manuela cercherà di formare una nuova famiglia con Gianni, ma anche quest’ultimo si rivelerà essere l’uomo sbagliato. Grazie all’aiuto dell’amica Chiara, Manuela comprenderà alla fine che è possibile trovare, per la sua vita, un’altra direzione.
Un romanzo al femminile forte e vero, sulla difficoltà di essere donna e sul diritto ad essere felici e protagonisti della propria vita.
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L’anno che portavi i capelli corti di Danae Lorne e Lena Vinci. Silvana deve tornare in Toscana, dopo venti anni d’assenza, per seppellire suo padre. E rovistando tra le polverose cianfrusaglie di quel passato che si era lasciata alle spalle scopre delle lettere, vecchie lettere nascoste con cura. Chi scrive è Agnese l’amante di Elena… sua madre.
Le due donne si erano conosciute da ragazze e si erano innamorate nonostante tutto. Nonostante la vergogna, nonostante la paura e l’ipocrisia di un mondo che stava per cambiare (erano gli anni sessanta) ma che ancora non era pronto ad accettare un amore “diverso” come il loro. Per Silvana comincia quindi uno struggente viaggio a ritroso che le racconterà l’altra faccia dell’amore, di un amore sacrificato alla vergogna ma che resisterà al tempo e alla morte e darà a lei il coraggio di rimettersi in discussione e cambiare la sua vita.Sono tre romanzi al femminile sulla ricerca della felicità, senza nessuna controindicazione per lettori maschi: anzi, faranno molto bene a tutti!
Buona lettura!
Piera Rossotti Pogliano
Direttore Editoriale di EEE-book
Nov 21, 2016

Originalità? Anche no, grazie

L’oggetto di questo post è un po’ provocatorio, lo ammetto. Chi non ama, infatti, l’originalità? Ma più ancora, come spiego nel consueto video settimanale, vale la bravura di chi scrive.
È questa bravura che cerchiamo negli autori che selezioniamo, per offrire ai lettori opere intelligenti e ben scritte.
buccellato_eeeQuesta settimana, vorrei segnalarvi Fuoridallequinte, una collana di teatro che sta prendendo forma, opere da mettere in scena ma anche da leggere, piacevoli come un racconto, per divertire o più spesso per far riflettere. Alla collana si è aggiunto in questi giorni il sesto titolo, Uomini nudi di Salvatore G. Buccellato, dal sottotitolo “Ovvero: quando hai deciso di essere eterosessuale?”: sette “confessioni”, tratte da storie vere, sul tema dell’omosessualità maschile, contro l’ostilità morale, religiosa ed etica che spesso ci fa dimenticare la dimensione privata e intima di tale condizione.

Con il consueto augurio di buon fine settimana e buone letture.

Piera Rossotti Pogliano
Direttore editoriale
EEE-book

Uomini nudi di Salvatore G. Buccellato

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 797 KB
  • Lunghezza stampa: 44
  • Editore: EEE-book (11 ottobre 2016)
  • Venduto da: AmazonEEE
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-327-7
Nov 18, 2016

Persone che sappiano raccontare una storia

Le nuove storie di Iano Lanz e Alessandro Cirillo

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di Piera Rossotti

Uno degli aspetti più affascinanti del lavoro che faccio è incontrare persone che sappiano raccontare una storia. O tante storie.
In queste settimane sto registrando i miei video per parlare di narratori: questo affronta l’argomento del narratore cosiddetto “omodiegetico”, cioè che è anche personaggio della storia, protagonista o semplice testimone.
È un testimone il centenario che, assistendo a una processione, racconta le tante storie che compongono questo singolare romanzo di Iano Lanz, Il fiume risale il monte. Lucido e acuto, l’anziano, stimolato dalla visione diretta delle persone che sfilano in processione, confida a un antropologo le vicende singolari di alcuni personaggi: è un racconto vivido e partecipato, ma non privo di un certo distacco ironico, che segue un ritmo ora veloce e diretto, ora più lento e ondivago, con una prosa fluida come un fiume, e che ricrea il microcosmo di un’antica città unita dalla stessa devozione e dal rispetto di una tradizione antica.
Ben diversa la storia che ci racconta Alessandro Cirillo in Schiavi della vendetta, il suo quinto romanzo, anche questo un thriller pieno d’azione, scritto in terza persona “immersa”, ossia che si focalizza via via sui diversi personaggi, pur mantenendo il ritmo incalzante che è proprio di questo giovane autore, che anche dei cosiddetti “cattivi” mette sempre in luce le motivazioni, la rabbia, la sofferenza che li ha portati ad essere quello che sono. Liberamente ispirato a un fatto di cronaca, anche questo, come i romanzi precedenti, getta una luce inquietante sul mondo attuale.

Mag 31, 2016

Pro e contro dell’utilizzo di uno pseudonimo

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Il diritto allo pseudonimo è sancito dal Codice Civile e dalla Legge 633 del 22 aprile 1941. La SIAE, rifacendosi a questa legge, prevede che si possa registrare il proprio pseudonimo, sulla base dell’art. 4 del suo Regolamento Generale: esiste un modulo apposito su cui si possono indicare parecchi pseudonimi, in ordine di preferenza, e questo modulo deve essere presentato unitamente al versamento di circa 120 € (attenzione, è necessario essere già Associati in regola con la propria quota associativa!); sarà la SIAE stessa, verificata la disponibilità dello pseudonimo, a “riconoscerlo” al richiedente, fermo restando che “La Società potrà richiedere ogni documentazione idonea ad accertare l’acquisita notorietà al pubblico dello pseudonimo, del nome d’arte, della sigla o del segno convenzionale”. Insomma, il vostro pseudonimo deve già essere conosciuto.

Come editore, quando mi viene richiesto di pubblicare sotto pseudonimo, chiedo all’autore di indicarlo nel contratto, accanto al suo nome. I dati “veri” dell’autore sono necessari per la cessione dei diritti e il pagamento delle royalties, ma restano assolutamente riservati presso l’editore. Anche la registrazione dell’ISBN avverrà esclusivamente con l’utilizzo dello pseudonimo.

In questo caso non ci sono spese.

Tuttavia, l’autore può stare tranquillo che, per errore, il suo vero nome non venga stampato sul libro in distribuzione?

imagesDirei di sì. Anzitutto, dovrebbe vedere la bozza del libro/e-book e della copertina per il consueto “visto, si stampi”, quindi potrà facilmente rilevare un eventuale errore e poi, per maggior sicurezza, può chiedere all’editore lo screenshot della registrazione ISBN.
Essendo in possesso della copia del contratto editoriale e della relativa opera (a stampa o digitale, purché debitamente registrata), ci sono tutti gli strumenti necessari per rivendicarne la paternità, se dovesse essere necessario. Detto questo, e riconosciuto il diritto dell’autore di celarsi dietro un nome fittizio, invito gli scrittori a riflettere sull’opportunità di fare ricorso allo pseudonimo. Rivelerete ai vostri amici e parenti lo pseudonimo utilizzato, farete delle presentazioni o le eviterete, per non rischiare di essere scoperti?
Le motivazioni valide ci possono essere (ad esempio scrivete libri per ragazzi, ma desiderate anche cimentarvi con opere più trasgressive), ma valutate bene i pro e i contro, anche perché poi sarà difficile ritornare sui propri passi…

 

 

Mar 09, 2016

Il POS è una realtà ancora lontana per i piccoli editori

di Piera Rossotti Pogliano, Direttore editoriale EEE

McNally Espresso Machine

McNally Espresso Machine

Chiariamo anzitutto i termini: parliamo di POS (Print On Sale) quando è possibile stampare una singola copia cartacea di un libro che è appena stato acquistato (sono acquisti che avvengono online, ma potrebbero benissimo essere effettuati anche in libreria) e spedirla all’acquirente, mentre definiamo POD (Print On Demand) le piccole tirature (da 10 copie in su).

Come editore di e-book, il POS mi attira molto, perché sarebbe il modo per far arrivare tutti i libri che pubblico anche a chi, per scelta personale, abitudini e per qualsiasi altro motivo vuole leggere il cartaceo. In questo modo, ogni titolo sarebbe sempre disponibile, senza andare mai in esaurimento.

I vantaggi ci sarebbero per tutti, a mio parere: gli autori sarebbero senza dubbio soddisfatti, ma anche i piccoli editori, che non dovrebbero affrontare gravose spese di stampa, magazzino, distribuzione, recupero dei resi da mandare al macero. E gli stampatori? Ritengo che potrebbero ragionevolmente ammortizzare l’investimento iniziale e guadagnare anche loro, perché il problema non sarebbe quello di stampare tante unità dello stesso titolo, ma quello di arrivare a stampare tante unità, anche di moltissimi titoli diversi.

Purtroppo, la filiera stampa-distribuzione al momento non viene ancora incontro alle esigenze innovative degli editori e il POS (e il POD di una decina di copie) può al massimo soddisfare l’autore che si autopubblica e che è disposto a investire un po’ di denaro anche sapendo che difficilmente riuscirà a recuperare il suo investimento.

Alle mie precise domande a un addetto del settore tipografico, che non ha voluto apparire direttamente, mi ha confidato, sulla base della sua personale esperienza, che la stampa digitale ha la possibilità tecnica di realizzare una singola copia, anche a dei prezzi contenuti, ma i costi di gestione, intesi come presa in carico dell’ordine, inserimento nel cassetto della carta desiderata, gestione della plastificazione della copertina ecc. hanno costi superiori alla vera e propria produzione.

Espresso Book Machine

Espresso Book Machine

Quindi il POS in tipografia arriva ad avere un costo troppo alto per un editore, il quale dovrebbe pagare una somma X per la presa in carico dell’ordine e la verifica del file (Amazon chiede 40 € a titolo), fornire la copertina e il testo impaginato (e questo ha dei costi, variabili, ma comunque non trascurabili), tener conto delle spese di spedizione, a fronte di ricavi bassissimi, che saranno naturalmente da dividere con gli autori. Grosso modo, ognuno dei miei titoli richiederebbe un investimento medio che potrebbe essere recuperato soltanto con la vendita effettiva di 400/500 copie cartacee di ogni singolo titolo reso disponibile per il POS e soltanto con vendite superiori comincerebbe il guadagno. Impensabile.

Le aziende di stampa che si fregiano del POS – continua l’addetto ai lavori che ha accettato di rispondermi senza peli sulla lingua –“in realtà non sono in grado di produrlo in modo economicamente conveniente e quindi se ne inventano di ogni tipo, ad esempio mettono insieme, per lo stesso editore, tanti singoli volumi con le medesime caratteristiche, oppure si impegnano a dare quel servizio per produrre le tirature più interessanti e realizzano le singole copie a tempo perso.”

L’unico modo per rendere economicamente conveniente la produzione sarebbe automatizzare totalmente il processo, ma questo comporta una standardizzazione dei prodotti, stessa carta, formato, no plastificazione della copertina ecc…

Sinceramente, come editore che cura con maniacale attenzione anche le piccole tirature da 50 copie, facendo le copertine con le alette, utilizzando carta di marca e di alta grammatura e curando l’impaginazione e la correzione della bozza (faccio una bozza cartacea preliminare da ricorreggere anche per le piccole tirature, eppure il prezzo rimane molto inferiore a quello dei POS) sarei molto restia a mettere il mio marchio su un prodotto sul quale non avrei praticamente nessun tipo di controllo. Ci sono alcune ditte che, per il POS, richiedono la sola immagine della prima di copertina: il che significa che il libro finale non avrà quarta di copertina e, per ben che vada, sarà stampato su carta buona al massimo per le fotocopie da ufficio. Io non sarei soddisfatta e, ritengo, neppure l’autore.

Un altro problema che non viene mai affrontato dal POS è il deposito legale, che in Italia esiste, non è da trascurare e compete al responsabile della pubblicazione: se il singolo autore può permettersi di rischiare una multa (che può arrivare a 1500 € a titolo), lo stesso non può fare l’editore che pubblica 50-80 titoli all’anno, che quindi dovrebbe acquistare le copie necessarie come un qualunque acquirente, per poi provvedere ad inviarle alle Biblioteche preposte, con i necessari documenti di accompagnamento, e anche queste sono altre spese da considerare.

Insomma, siamo ancora in alto mare.

Eppure, sono sempre più convinta, il futuro del libro di carta del piccolo editore sarà sempre più un futuro POS, magari stampato in Cina…

 

Mar 03, 2016
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