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Il Salone che verrà

Noi ci stiamo organizzando per l’edizione di quest’anno ( la 31° per la precisione) del Salone del Libro di Torino e ci stiamo ponendo tutta una serie di domande.

Le solite, in fondo: ci saranno visitatori? Quale sarà l’atmosfera? Le facce saranno le solite o ci saranno “ventate di novità”? I grandi editori saranno presenti in massa con i loro stand giganteschi di sempre, mangiando lo spazio alla piccola e media editoria? Saranno presentati libri di qualità o ci saranno sempre le offerte di tomi scritti (?) dai soliti politici, presentatori, soubrettine, calciatori e altre strane creature già presenti in TV in ogni salsa?

Noi, nel nostro piccolo, saremo già soddisfatti e contenti di essere presenti anche quest’anno con le nostre proposte e con la possibilità di riunire la nostra mini/maxi “famiglia allargata”, composta da tanti amici che, nel corso degli anni, sono sempre più diventati amici.

Rivedere e/o incontrare altri autori della CE ci dà quel senso di sicurezza e di unità che difficilmente si può trovare altrove. Se da una parte, indubbiamente, esserci rappresenta una fatica massacrante, dall’altra significa “ricaricare” le energie creative con un senso goliardico, di quasi “gita scolastica”.

Il Salone del Libro, con tutte le polemiche e problematiche passate, presenti e future, è comunque un evento intenso a livello emotivo.

Per non parlare dell’immagine di cultura che dà dell’Italia. A prescindere dai contenuti che presentano gli editori partecipanti. Potrà essere un po’ retrò, con qualche ruga e tutti i suoi acciacchi, ma il Salone è il Salone e la cultura, in esso, trova un suo passo fondamentale nel cammino che sta percorrendo.

Dunque, quest’anno lo stand EEE sarà il numero 125 e si troverà nella corsia F del Padiglione 2, qui sotto, nella cartina, potrete avere una visuale dell’ubicazione.

Apr 23, 2018

Gli autori EEE vendono anche all’estero

Per quanto possa sembrare strano (ma non lo è affatto), gli autori EEE vendono anche all’estero. In alcuni casi perché vi risiedono, come ad esempio la poetessa Elisabetta Bagli o la scrittrice Francesca Mereu, in altri perché le loro opere sono state tradotte in altre lingue (per lo più in inglese, ma non solo), in altri ancora perché i loro titoli rientrano a far parte di quei pochi libri italiani che sono stati inseriti in cataloghi esteri. Ovviamente, l’essere presenti su Amazon e su altri rinomati store online facilita molto la diffusione e rende anche più semplice l’acquisto per chi non si trova su suolo italiano.

L’ultimo esempio lo ha fornito Lidia Chiarelli, i cui libri sono presenti nei circuiti OverDrive di 4 biblioteche americane e di una canadese.

Tuttavia non è un caso isolato. Le sillogi poetiche di Gastone Cappelloni vanno letteralmente a ruba nei paesi latino americani e in Spagna, Nunzio Russo se la cava egregiamente negli Stati Uniti e l’esordio di Zekharia Blum’s secret dream (Il sogno segreto di Zekharia Blum), scritto dal nostro Claudio Oliva, lascia ben sperare nei paesi anglofoni.

Dunque, che siano tradotti o meno, per una piccola CE digitale, come lo è la nostra, questo è davvero un traguardo notevole.

Questi sono, dunque, i nostri autori all’estero:

Mar 23, 2018

Free Ebook, cosa sono e a cosa servono

I nostri Free Ebook sono degli estratti, molto corposi, di molti dei titoli presenti nel catalogo di EEE

Dunque perché renderli FREE, quindi scaricabili senza restrizioni? In realtà pensiamo che molti dei libri pubblicati da EEE siano ancora poco conosciuti dal pubblico e meriterebbero comunque di essere letti ed apprezzati. Per questo motivo, tenendo conto degli estratti che si possono trovare in rete, come ad esempio su Amazon, abbiamo pensato che una parte più consistente e stuzzicante del testo avrebbe potuto invogliare di più alla lettura.

Avere la possibilità di leggere gratuitamente una parte corposa di un libro vi darà modo di comprendere se vi piace lo stile dell’autore, se la trama vi coinvolge e se, arrivando al termine della parte FREE, avrete voglia di acquistare in versione digitale o, in diversi casi, la versione cartacea del libro in questione.

In effetti, già nella prima settimana abbiamo avuto modo di constatare che i download ci sono stati e in numero piuttosto rilevante. Senza, peraltro, che avessimo avuto modo di promuovere l’iniziativa perché stavamo ancora inserendo delle pagine nuove nella categoria. Sezione che verrà aggiornata regolarmente, quindi avrete modo di trovare sempre trame fresche a disposizione.

A questo punto non dovete fare altro che recarvi nello spazio dedicato ai nostri Free Ebook, scegliere il titolo che più vi ispira e selezionare la versione che meglio si addice al software di lettura in vostro possesso (epub o mobi).

Buona lettura!

Lug 24, 2017

“Salve, buongiorno, sono il responsabile dell’Ufficio stampa di… “

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Da questa frase, spesso, nascono i dolori. L’essere la persona responsabile dello strumento che mette in comunicazione un piccolo editore con chiunque (un ente, privato o pubblico che sia, un altro ufficio stampa, un giornale, etc etc.) non è sempre così gratificante come si possa pensare. Molte volte alla presentazione segue dall’altra parte un “Ah…” con un sottofondo d’ironia che sembra voler dire “E adesso, questa cosa vuole?” e quando cerchi di spiegare al tuo interlocutore che non stai tentando di vendergli una enciclopedia o una batteria di pentole, il tono passa dal sarcasmo al disinteresse e questo a prescindere da quanto in realtà avresti da dirgli o da chiedergli. Tutto questo nel migliore dei casi, perché talvolta, più spesso del dovuto, non ti rispondono nemmeno, né per telefono né per email. Le linee funzionano ma dall’altra parte pare ci sia il Deserto dei Tartari, al punto che l’eco arriva fino in casa tua, insieme ai granelli di sabbia. La parte più sconfortante accade quando a non rispondere sono le istituzioni, uffici pubblici che dovrebbero, e sottolineo dovrebbero, essere al servizio del cittadino. Ed io, in qualità di ufficio stampa, non sono forse pur sempre un “cittadino”? In ogni caso, a meno che i telefoni non siano dotati di strani aggeggi in grado di individuare la natura del chiamante, la realtà è che cercare di mettersi in contatto con taluni enti diventa un’impresa degna di Mission Impossible, con tanto di colonna sonora in sottofondo.

Il caso più eclatante, però, lo si ottiene quando, volendo assistere a un evento, in cui è specificatamente richiesto di inviare la domanda di partecipazione, la risposta alla email, spedita una settimana prima, arriva il giorno in cui l’evento stesso ha luogo, ovviamente in un orario in cui non è più possibile andare, a meno di non avere un teletrasporto a disposizione.

I miei autori, durante il Salone di Torino, mi hanno regalato un’aureola, l’immagine l’avete vista passare sui social per quasi tutta la durata della manifestazione, un atto di simpatica goliardia che voleva sottolineare il fatto che mi stessi attrezzando per compiere i miracoli (e questi atti fanno parte della sezione “gioie”) e forse, talvolta, i miracoli li faccio davvero, non chiedetemi come perché non so nemmeno io come mi riescano. Tuttavia, sono proprio i miei autori a darmi l’energia per continuare a tentare, il loro spirito e il loro entusiasmo. Ed è la mia editora che riesce sempre a spronarmi per farmi cercare nuove strade e nuovi mezzi per dare maggiore risalto al nostro catalogo e ai nomi che lo compongono. Se non ci fossero i “miei” autori e la “mia” editora, forse non continuerei, caparbiamente, a telefonare nel Deserto e a sentire la musichetta di Mission Impossible.

Giu 14, 2016

Essere autori EEE ed essere in buona compagnia

Questo post non vuole essere autoreferenziale e non vuole nemmeno tessere lodi sperticate nei confronti di un gruppo molto affiatato di autori appartenenti alla stessa Casa Editrice, tuttavia, alcune considerazioni vanno fatte, se non altro per sottolineare una serie di fattori positivi.

autori EEE

Partiamo dall’inizio, da quel maggio di un anno fa (era il lontano 2014) quando a Torino, in occasione della Fiera del Libro, Piera Rossotti mi propose di aprire un blog per gli autori e per le promozioni di Edizioni Esordienti Ebook. A quel tempo, pur avendo compreso lo spirito e la filosofia del mio editore, ancora non avevo capito fino in fondo quale portata potesse avere il poter costruire un punto di aggregazione per gli autori. Il blog era sì un luogo in cui promuovere i libri in catalogo ma anche uno spazio in cui poter presentare gli autori come persone e non solo come scrittori. Ebbene, il 2015 ha decisamente segnato la svolta e mi ha fatto comprendere quanto potesse essere positivo l’atteggiamento propositivo e aggregante dell’Editore.

In effetti il blog è stato solo uno spunto, un pretesto per poter aprire un dialogo con tutti quegli autori che potevano avere qualcosa da dire, che non fosse necessariamente e strettamente legato al libro che avevano scritto. Un trampolino da cui lanciare in rete diversi messaggi, come la nostra campagna contro l’abbandono estivo degli animali domestici; oppure alcuni approfondimenti in merito alla vita quotidiana di ognuno di noi (molte testimonianze sono visualizzabili QUI), in cui hanno spiccato gli articoli di Alessandro Cirillo e Andrea Leonelli; oppure ancora le opinioni di alcuni di noi in merito a questioni che interessano la cultura e il mondo letterario (un esempio fra tutti l’articolo di Giorgio Bianco).

Tante piccole storie che si sono intrecciate, sottili filamenti che, uniti, hanno dato vita a un movimento che porta alla condivisione e alla capacità di poter contribuire, ognuno a modo proprio, alla crescita e alla realizzazione del sogno di tutti. Ed ecco che gli autori hanno iniziato a collaborare seriamente fra di loro, a darsi una mano, a leggere ognuno il manoscritto dell’altro, scambiandosi consigli e pareri in merito a questo o quell’argomento. Si sono consultati ricercando la tematica in cui l’altro era più ferrato, trovato validi interlocutori e persone di cultura in grado di poter realmente dare un contributo concreto. Animi affini si sono trovati per perseguire un fine comune, anche al di fuori di quello che avrebbe potuto essere un campo prettamente letterario.

E sono nati legami stretti, forti, amicizie che non hanno solo in comune la passione per i libri, ma anche il rispetto e il piacere del voler stare “insieme”. Sembrano termini antichi, arcaici, sorpassati, quasi anacronistici, eppure sono veri, reali, incredibilmente attuali. Ogni occasione è buona per poter condividere del tempo, per potere scambiare opinioni e interessi, per poter rinsaldare quel sottile filo che ci unisce tutti.

Tutto questo non sarebbe nato se Piera avesse avuto un carattere diverso e se non fosse stata così caparbia nel voler instaurare una certa atmosfera nella propria Casa Editrice. Ed è proprio attraverso le pagine di questo blog che, personalmente, le dico: Grazie!

Dic 08, 2015

Non aprite quel download

Internet security

Internet security

In molti ne hanno già parlato, in molti hanno posto l’attenzione sulla questione, ma non è ancora abbastanza, quindi ne parliamo anche noi: non andate a fare i download dai siti che dicono di aver messo gratuitamente a disposizione il vostro libro!

I siti che vi fanno credere di potervi offrire centinaia, migliaia di titoli da poter scaricare gratuitamente sono delle truffe e sono anche truffe alquanto pericolose. Nella maggior parte dei casi vi chiederanno un’iscrizione in cui carpiranno i vostri dati personali e, se tutto va bene, si fermeranno a nome, cognome, indirizzo, possibile numero di telefono e indirizzo email. Ma se va male vi chiederanno anche i dati di una carta di credito. Se il download deve portare a scaricare un libro presumibilmente gratuito, a che servono i dati della carta di credito? E se non è vero che è gratuito, allora dove vanno a finire i soldi che avete speso? In realtà nelle tasche dei truffatori va a finire ben altro che l’esigua somma che paghereste per un libro digitale. Spero che ve ne rendiate conto.

Ma non è finita qui. Esiste una nuova forma virale in grado di porre sotto sequestro il vostro computer. Non ci addentreremo in particolari tecnici, che sarebbero difficili da spiegare e da capire, ma vi faremo una sintesi di quello che potrebbe accadervi. Nel caso più semplice comparirà una schermata in cui vi verrà intimato di pagare una data somma per poter avere di nuovo accesso al vostro sistema e al vostro database, in caso di mancato pagamento verrà cancellato tutto e voi perderete tutto quello che avrete messo all’interno del vostro pc. Nella maggior parte dei casi, dopo il tempo limite, entro il quale avreste dovuto pagare il riscatto, in realtà non accadrà nulla se non la continua comparsa di un cartello allarmistico che non farà nulla di più se non infastidire. Purtroppo, l’ultima generazione di questi virus è decisamente più aggressiva e alla minaccia fa realmente seguito un reset totale dei vostri dati. Oltre al fatto che, ovviamente, chi ha aperto una via di comunicazione con voi (attraverso il virus) avrà nel frattempo fatto un backup di quanto il vostro apparecchio poteva contenere. I ransomware e i cryptovirus possono nascondersi ovunque: nelle email, oppure mascherati da file jpg, o attraverso i download fatti da piattaforme non sicure. Per questo vi diciamo di non dare credito a questi siti che offrono i vostri libri gratuitamente, non è vero che lo fanno e non è per diffondere gratuitamente la cultura che vi chiedono i dati e quelli delle carte di credito.

Altri link utili: 

Mantova: un virus prende in ostaggio il pc

pc e smartphone ostaggio, boom sequestri virtuali

giù le mani dai libri

Nov 03, 2015

Già online il sito in veste grafica nuova e apertura dell’Ufficio stampa.

sito EEE

Molti di voi avranno potuto notare che il sito istituzionale di Edizioni Esordienti Ebook veste una grafica del tutto rinnovata (non confondete il sito con il blog, mi raccomando!) e la scelta è stata voluta, nonostante l’immane lavoro che questa decisione ha comportato, per permettere a chiunque di collegarsi a EEE da qualsiasi dispositivo portatile, traendo una visione immediata e più scorrevole del contenuto. Ci siamo resi conto che molti dei nostri visitatori interagivano con il sito tramite smartphone e tablet e la visione, di come apparivano prima le pagine, non offriva un’ottimale navigazione all’interno della struttura. Inoltre, sempre per facilitare l’utilizzo dello store online, tutta la parte della produzione digitale, dunque gli ebook, è stata dirottata su StreetLib in modo da offrire un unico accesso e un unico rendiconto finale per i nostri autori, senza dover attendere le diverse tempistiche date da ogni piattaforma, ovviamente per gli acquirenti non cambia nulla se non una grafica diversa e facilmente fruibile. La vendita dei libri in versione cartacea viene effettuata sia dal sito EEE sia da Amazon. Inoltre, è stato creato l’Ufficio stampa, ovvero quell’organismo che permette a qualsiasi azienda di poter avere un canale diretto con il mondo esterno.

Dunque, a cosa serve un Ufficio stampa?

L’origine moderna di tale organismo risale all’epoca del fascismo, quando, per questioni politiche, uomini dediti a cause pubbliche decisero di avvalersi di professionisti, nella maggior parte dei casi di giornalisti con comprovata esperienza nel settore, per le proprie campagne promozionali. Da allora la figura dell’addetto stampa ha spesso coinciso con la figura dell’addetto alle pubbliche relazioni, sopratutto per quelle piccole realtà societarie in cui le due figure suddivise non avrebbero avuto motivo di esistere. Negli anni ’80, la “Milano da bere” ha ulteriormente estremizzato la figura dell’Ufficio stampa, conferendogli un atteggiamento più aggressivo e più all’avanguardia. Da questa situazione è diventato evidente che per poterne fare parte i requisiti necessari avrebbero dovuto essere ben più attuali e ben più tecnologici. Per questo motivo oggigiorno non è più richiesto all’addetto stampa di far parte dell’Ordine dei Giornalisti, anche se è comunque tenuto a rispettarne la deontologia fissata dalla legge professionale, seguendo le direttive imposte dalla “Carta dei doveri del giornalista degli Uffici Stampa“, emanata nel 2002. Quindi non è solo richiesta una buona capacità dell’utilizzo della lingua, sia scritta sia parlata, ma sono necessarie una buona attitudine alla comunicazione con il pubblico e una buona conoscenza di tutto quello che il web può offrire in termini di promozione online. Non dimentichiamo questo strumento essenziale, spesso sottovalutato da chi, evidentemente, conosce poco le leggi del mercato e l’evoluzione che il sistema pubblicitario ha intrapreso. Riassumendo, l’Ufficio stampa serve all’azienda per informare il pubblico su quelle che sono le produzioni, gli eventi e la politica societaria; mentre per il pubblico serve per poter entrare in contatto con qualcuno che possa fare da portavoce per la Casa Editrice e che ne conosca le peculiarità. Evidentemente, non serve per raccogliere l’invio dei manoscritti da valutare né, tanto meno, per richiedere informazioni di carattere personale. In poche parole, un autore che non sia già EEE e avesse bisogno di avere ulteriori delucidazioni su quanto richiede l’editore per poter pubblicare una sua eventuale opera, non si rivolgerà all’Ufficio stampa ma a un canale apposito ([email protected]); differentemente, chiunque abbia necessità di ottenere ulteriori informazioni in merito alle novità editoriali, ai prossimi eventi (o quelli giù tenutisi) oppure qualsiasi altro argomento che abbia attinenza con la politica aziendale e le promozioni fatte agli scrittori presenti in catalogo, allora può tranquillamente rivolgersi all’Ufficio stampa.

Quindi, se avete necessità di contattare l’Ufficio stampa di Edizioni Esordienti Ebook non dovrete fare altro che scrivere a [email protected]

Ott 12, 2015

Cosa risponde EEE all’invio di un manoscritto.

risposte dell'editore

Molti editori non rispondono agli autori, vuoi perché non hanno letto il manoscritto inviato (dagli editori “importanti” è già un esito positivo riuscire a farsi leggere), vuoi perché il manoscritto non è di loro interesse. Altri editori rispondono il giorno dopo, inviando il contratto: il manoscritto interessa, eccome, ma solo per una pubblicazione dietro lauto pagamento e, ovviamente, non l’hanno neppure letto.

Edizioni Esordienti ha fatto invece la scelta di rispondere agli autori: una conferma di ricevuto per quando arriva il manoscritto e, se l’autore è nuovo, viene invitato a tenersi in contatto tramite il blog, Facebook, a leggere le newsletter, insomma, a farsi un’idea delle persone con cui potrebbe avere a che fare se entra nella squadra EEE. Poi c’è l’attesa della lettura, che attualmente si aggira sui sei mesi, dopodiché arriverà una di queste risposte:

1) una proposta di contratto, se il manoscritto ci interessa e l’invio successivo del contratto definitivo;

2) una cordiale lettera di rifiuto, che però non entra nei dettagli delle motivazioni. Qualche autore si dichiara deluso perché vorrebbe conoscere la motivazione del nostro rifiuto: purtroppo, far redigere una scheda di lettura sarebbe troppo costoso, soprattutto per un’opera che non si intende pubblicare. Un’analisi fatta bene comporta una giornata di lavoro per un lettore, e non ce lo possiamo permettere né, del resto, credo che competa a un editore;

3) una lettera interlocutoria, nel caso di un manoscritto non pubblicabile così com’è, ma con qualche difetto strutturale o anche sostanziale, però sanabile. Diamo qualche consiglio, in modo che l’autore possa provvedere da solo, o chiedere l’aiuto di un editor, se crede, e poi riproporci il manoscritto. Qualche autore è grato di questo, qualche altro si offende: “ma come, è perfetto così, non cambio neppure una virgola!”  In questo caso, ringraziamo e auguriamo la miglior fortuna, senza ironia, ma anche senza ripensamenti.

Le nostre letture sono gratuite, rivolte unicamente a opere complete, inviate come file .doc oppure .odt, che possibilmente siano stati corretti e rivisti dagli autori al meglio delle loro capacità.

Noi rispettiamo gli autori e chiediamo uguale rispetto.

by Piera Rossotti Pogliano

Lug 18, 2014

Come “confezionare” un manoscritto che sia leggibile per un editore.

manoscritto

Lavoro da tempo con gli autori esordienti, e ormai ho imparato a conoscerne pregi e difetti. È vero che ogni esordiente è esordiente a modo suo, però ci sono parecchi errori, anche formali, che sono molto comuni.

Facciamo l’esempio di un romanzo: ciò che più conta è sicuramente la sostanza, l’ambientazione, la costruzione dei personaggi, la logica interna degli eventi raccontati e così via. Poi è importante la capacità di scrittura, il dominio delle sequenze, delle scene, in una parola la capacità di strutturare correttamente la narrazione, un buon incipit (ne parlo nel video di questa settimana). Non ultimo, è fondamentale l’interesse del soggetto trattato (qui entrano in gioco i gusti personali… anche la storia scritta nel modo più perfetto ma che metta in scene le Forze del Bene contro quelle del Male o che mi presenti il Predestinato che salverà il mondo mi farà venire l’orticaria e dovrò abbandonare la lettura per grattarmi furiosamente, non posso farci niente…).

Tributato il dovuto onore alla sostanza, vorrei però dire che anche la forma ha la sua importanza. Che cosa vuol dire “forma”? Prima di tutto, la correttezza linguistica. Sono d’accordo che qualche refuso si possa insinuare in qualunque momento, basta un attimo di distrazione e poi uno scrittore non lo “vede” più, letteralmente, anche rileggendo più volte. Ma qualcuno è proprio convinto che scrivere “un’angelo” o “qualcun’altro” sia giusto, che congiuntivo e condizionale siano intercambiabili, altri confondono “c’entra” e “centra”, scrivono “é” e “perchè” (accento acuto e grave!) e tante altre piacevolezze.

Ricordate inoltre che le virgole non sono parmigiano grattugiato da spolverare sulla pasta, ma che esistono alcune regole d’uso.

I puntini di sospensione sono sempre e soltanto 3, seguiti, ma non preceduti, da uno spazio (e, in ogni caso, fatene un uso MODERATISSIMO).

Le virgolette “caporali” non si fanno <<così>>, ma «così», utilizzando l’inserimento di simboli tenendo schiacciato il tasto ALT e digitando 174 e 175 sul tastierino numerico.

Per questo e altri dubbi, perché non consultare un buon manuale di stile?

Ma – domanderà qualcuno – non ci sono i correttori di bozze, per ovviare a piccoli e grandi errori? Sì, è vero, è il loro mestiere. Però, quando prenderemo in esame il vostro manoscritto, non fate sì che il nostro primo pensiero sia mettere in dubbio che conosciate l’italiano: se volete scrivere, la materia fondamentale da utilizzare è la lingua. Uno scrittore che vuole scrivere e non conosce la lingua è come un musicista che vuole suonare senza conoscere la musica, un muratore che vuole costruire un muro senza saper preparare il cemento, una sarta che pretende di fare un vestito senza saper cucire… Credo di aver reso l’idea.

Ovviamente, un editore si aspetta che gli mandiate un manoscritto decente (se cartaceo, mi raccomando, NUOVO, non “vissuto” e pieno di orecchie, annotazioni, ditate di Nutella), magari rilegato con una di quelle spirali di plastica che vi mettono in cartoleria, e comunque, se accetterà di pubblicare, vorrà poi un file leggibile e modificabile. Io voglio solamente il file, possibilmente .doc oppure .odt, non .pdf. E scritto con un carattere semplice, il mio preferito è Times New Roman. È vero che i file si possono trasformare, riformattare ecc., ma perché volete renderci le cose più difficili? Ebbene, ho appena ricevuto un file tutto in Lucida Handwriting, avete presente?

Non sarebbe neanche male se poteste accompagnare l’invio con una breve sinossi (10-20 righe, non 20 pagine!) e una sintetica presentazione di voi stessi… sembra una banalità, ma sovente mi arrivano delle mail vuote, con un romanzo in allegato. Sì, la sintesi è una dote, ma non esagerate!

Concludendo: avete certo lavorato molto per produrre il vostro manoscritto e desiderate che venga preso in attenta considerazione. È ciò che facciamo abitualmente, ma se inviate in casa editrice un prodotto che porti anche i segni della vostra amorevole cura, credetemi, sapremo apprezzarlo!

Di Piera Rossotti Pogliano

 

Giu 23, 2014

Quando la scrittura non conosce differenze

lgbt

LGBT è l’acronimo di Lesbian, Gay, Bisexual e Transgender. Questa è la nuova sezione inserita nel nostro catalogo e non tanto per osservare un nuovo punto di vista erotico, quanto per raccontarvi storie che, pur avendo in comune il sentimento, sono vissute con un’ottica differente. E non vi è niente di meglio che poter spaziare nell’animo umano, cogliendo tutte le sfumature possibili.
I due romanzi che presentiamo, pur molto diversi tra loro, sono accomunati dal fatto che sono opera di due autrici donne under 30 e dai protagonisti delle storie, che sono omosessuali. Il melodramma ai tempi dei leggings è una storia tutta siciliana, ambientata nella Sicilia “profonda”, dove le opportunità di lavoro per i giovani sono poche e spesso insoddisfacenti, “magico mondo fatato in cui tutti e tutto possono diventare quello che vogliono non grazie, ma nonostante le proprie caratteristiche e quindi un cane può diventare un attore, un atleta può diventare un invalido al 100%, un analfabeta diventare giornalista, un criminale politico, un’area archeologica area edificabile”.
Cappuccino italiano è invece ambientato tra Londra Trieste, e racconta con leggerezza storie drammatiche, ma al tempo stesso propone molte tematiche attuali e dibattute, come l’uso delle droghe e il problema delle adozioni da parte di genitori “non tradizionali”.A titolo informativo, preciso che non si tratta di opere a sfondo erotico e che non urteranno la sensibilità di nessuno.
Giu 21, 2014
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