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gioco-di-libriCinzia Morea e il Gioco di Libri

Talvolta è capitato di passare qualche ora, in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, un colore, un animale, un quadro e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Costantino al Festival delle Nuvole

Sinossi

 
Costantino è un ragazzo come tanti altri , forse un tantino introverso, con una famiglia come tante altre: una sorella con cui non va troppo d’accordo, e genitori un po’ distratti ma amorevoli.
E poi ha uno zio. Un uomo dalle misteriose occupazioni, che non vede da tempo e che doveva ospitarlo, insieme alla sua famiglia, per le vacanze estive, ma che pochi giorni dopo il loro arrivo scompare.
Costantino scopre allora che suo zio esercita il mestiere inconsueto di cacciatore di meraviglie e che il momento della sua scomparsa è alquanto inopportuno, in quanto coincide con un periodo di lavoro intenso: lo zio doveva soddisfare importanti ordinazioni ed è necessario trovare al più presto un cane di una razza particolare, un Mastino Nuvolare per un’eccentrica cliente…
Da Ferrara a Biella e da qui a Vieste, Costantino parte alla scoperta di luoghi dalla magia insospettata, incontra persone speciali, scopre di essere capace di gestire la sua vita e di voler decidere che cosa fare “da grande”, senza che altri scelgano al posto suo.

 

Se “Costantino al Festival delle Nuvole” fosse

 

Una città: Atlantide

Se Costantino al Festival delle Nuvole fosse una città sarebbe l’acropoli posta da Poseidone al centro della misteriosa isola di Atlantide, circondata da due cinte di terra e tre di mare e da alte mura, rivestite di bronzo, stagno e oricalco.

La misteriosa isola su cui sorge, più grande di Asia e Africa messe insieme, governava, ai tempi della sua grandezza, su metà del mondo allora conosciuto e si estendeva, per quanto ne sappiamo, appena al di là delle colonne d’Ercole. Purtroppo scomparve senza lasciare traccia, tra inondazioni e terremoti, dopo una sanguinosa guerra combattuta contro la città di Atene. Platone, come unica fonte antica, ci racconta della sua esistenza e da allora sognatori, utopisti, storici, ciarlatani ed avventurieri si scervellano sulla sua esatta ubicazione mentre molti romanzieri hanno fantasticato riguardo la potente civiltà di discendenza divina che la abitava.

Silvestro, lo zio di Costantino, da bravo cacciatore di meraviglie, non potrebbe fare a meno di tentare di cercare la verità nella leggenda, né di coinvolgere il nipote nell’avventura.

Forse potrebbero accettare di scoprire dove sorgeva la città in cambio della notizia su chi fosse il vero padre di Merlino, o dell’ubicazione del tesoro dei Templari.

Costantino anche in questa circostanza non rifiuterebbe il suo aiuto, e avrebbe anche un’idea su dove cominciare a cercare: Priscilla infatti un giorno si lasciò sfuggire con lui che Atlantide sarebbe l’isola di Madera, un tempo coperte di vasti boschi di Quercus expandens. Costantino di certo inizierebbe a indagare da lì…

 

Un personaggio: Antoine de Saint Exupery

Se fosse un personaggio famoso il mio romanzo… sarebbe Antoine de Saint Exupery, l’ammaliante autore de Il Piccolo Principe, la cui strada, come afferma la moglie Consuelo nella sua biografia Memorie della Rosa, era tra le stelle.

Pilota della compagnia aeropostale francese e poi pilota di guerra ai tempi in cui da ogni viaggio si poteva anche non tornare, nel suo romanzo Volo di notte descrive le emozioni che si provano quando si vive avendo come stanza il mondo e come soffitto il cielo e forse, a differenza di Costantino, avrebbe apprezzato un giro su una mongolfiera che non è altro una nuvola alata.

Ricco di contraddizioni viveva, anche quando era al suolo, con la testa fra le nuvole e sapeva guardare il mondo con infantile stupore.  Il suo Baobab che con le possenti radici sgretola i piccoli pianeti mi ha ispirato la Quercus expandens e, senza che me ne rendessi conto, un po’ della poesia del suo grande Piccolo Principe dev’essersi posata sul mio Costantino, dato che i lettori hanno riscontrato una somiglianza fra i due.

Una pietanza:

Semifreddo alle meringhe

Se il mio romanzo fosse una pietanza sarebbe un dolce: il semifreddo alla panna che uno dei maghi nuvolari, il penultimo, ha scelto di solidificare al Festival delle nuvole, all’interno di una coppa fatta anch’essa di vapore solidificato, e che ad ogni cucchiaiata era in grado di far volare in aria chi lo mangiava.

Per prepararlo occorrerebbe una nuvola, meglio un cirro, da lavorare con l’aiuto di un soffianuvole e di un mago nuvolare secondo un procedimento segreto. Ma il risultato finale assomiglia molto al seguente semifreddo di Nigella Lawson:

SEMIFREDDO ALLE MERINGHE

500 ml di panna fresca

200 g di cioccolato fondente

200 g di meringhe

Rhum q.b.

Preparare la panna montata, aggiungervi un po’ alla volta e mescolando delicatamente il cioccolato tagliato a scagliette, le meringhe sbriciolate e il rhum. Versare il composto in uno stampo da plumcake foderato di pellicola trasparente e lasciarlo in freezer per 24 ore.

Tagliare a fette spesse e servire con crema al cioccolato o frutti di bosco.

Una canzone: Peter Pan di Enrico Ruggeri

E infine la canzone… Costantino al Festival delle Nuvole sarebbe Peter Pan di Enrico Ruggeri. È una canzone sognante e misteriosa in cui il protagonista non è mai nominato, se non nel titolo, eppure mi è sempre sembrato perfettamente chiaro che non potesse essere nessun altro se non il protagonista delle opere di James M. Barrie. Nulla la accomuna al mio romanzo se non la sensazione di voler rimanere almeno con un piede nel mondo dell’infantile meraviglia dove tutto è possibile.

Dettagli del libro

Formato: Formato ebook
Dimensioni file: 518 KB
Lunghezza stampa: 156
Editore: EEE-book (21 settembre 2014)
Venduto da: Amazon – Kobo
Lingua: Italiano
ISBN: 978-88-6690-211-9

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