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Elisabetta Bagli e La sua Postazione

Ogni autore possiede una propria postazione in cui le idee prendono forma e le parole scorrono velocemente sul monitor. Per i più conservatori esistono ancora gli scrittoi, carta, penna, talvolta calamaio. Tuttavia, a prescindere dal mezzo con cui si esprimono i pensieri, la magia che scaturisce è quella insita in ogni forma d’arte e noi vogliamo farvi vedere come se la cavano i nostri autori.

La mia postazione

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Ecco la mia postazione. Non è cambiata, da quando scrivo è sempre la stessa, ma è cambiata la casa in cui è stata inserita, visto che pochi anni fa abbiamo fatto uno di quei mega traslochi che non augurerei a nessuno. Ancora dobbiamo finire di sistemare la nostra casetta, perché nel frattempo la vita ci chiama e noi dobbiamo risponderle!

Come sapete vivo a Madrid e scrivo. Da quando un mio amico mi disse “Perché invece di mettere i versi di Borges su FB non metti i tuoi??” non ho mai smesso di scrivere e credo che non lo farò mai! Perché non mettevo le mie poesie su FB? Semplice: perché non mi sentivo all’altezza, perché mi sono sempre sentita un punto piccolissimo in questo mondo e anche perché avevo paura di uscire allo scoperto. Ora le cose sono cambiate, ma ho ancora quel timore reverenziale nei confronti delle parole Scrittore e Poeta. E scrivo perché mi piace, perché mi sfogo scrivendo, mi aiuta a pensare, a sentirmi viva! Poi, mi rendo conto di dove sono arrivata dopo soli cinque anni e mi metto ancora più paura! Sono contenta del percorso che ho intrapreso, nonostante le mille difficoltà, gli alti e i bassi che questa “passione”, ormai per me evolutasi in lavoro, “regala”! Uso il vocabolo “regalare”, perché credo che tutte le esperienze, anche quelle negative o comunque meno belle, siano importantissime visto che ci regalano la possibilità di osservare il mondo da altre prospettive, perché ci fanno misurare con noi stessi, donandoci l’opportunità di superare quegli ostacoli mentali che spesso ci poniamo per difenderci dagli altri, temendo la nostra vulnerabilità. Ora sono molto più forte dell’inizio e so che ciò è avvenuto anche grazie alla scrittura. Scrivendo ho superato momenti tristi e ho vissuto momenti straordinari da ricordare.

La mia postazione, come potete vedere è semplice. Oserei dire che passerebbe inosservata se non fosse per il fatto che gli elementi che sono lì, ci sono per un motivo ben specifico. Non amo contornarmi di tante cose e, anche se la mia postazione non è del tutto ordinata, io la amo così com’è! Nel mio disordine ordinato riesco a trovare qualsiasi cosa! La mia famiglia è sempre con me, anche sulla scrivania: ho il righello con la coccinella comprato da Bartolucci al Pantheon che mi ha regalato mia figlia Francesca Romana, ho i due portapenne che mi ha regalato mio figlio Stefano, il fermacarte dell’ONU di Ginevra che mi ha regalato mio marito, il calendario della società di elaborazioni dati e dei commercialisti Bagli che è un gadget natalizio dei miei genitori e di mio fratello e la mitica tazza da té che mi hanno regalato i miei figli il giorno di un mio compleanno dove, solitamente, bevo il té verde. Quest’ultima, a volte, l’alterno con la “calabaza curada” per prendere la Yerba Mate, rito al quale mi introdusse una mia amica brasiliana nel lontano 1994 ai tempi dell’Erasmus spagnolo e che, da quattordici anni a questa parte, hanno risvegliato degli amici miei argentini. Ebbene sì, sono ormai quattordici anni che ho messo piede in pianta stabile qui a Madrid e non me ne andrei via per tutto l’oro del mondo!

Insomma, sulla mia postazione, ho tutto quello che mi serve a portata di mano: ho ciò che mi ricorda chi sono, da dove vengo e dove sicuramente andrò! Sì perché scrivere è viaggiare e io viaggio tantissimo, insieme ai miei personaggi, alle mie storie, alle mie poesie…. viaggio e non mi fermo mai! Perché farlo se “viaggiare” scrivendo lo trovo affascinante e nel contempo catartico? Non vi libererete facilmente di me e della mia postazione! Spero non sia una minaccia per voi, ma un piacevole svago, un intenso momento di riflessione… per me, vi assicuro, lo è!

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