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gioco-di-libriEmanuele Gagliardi e il Gioco di Libri

Talvolta è capitato di passare qualche ora in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, un personaggio, un piatto tipico e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Nero pesto

Sinossi

 nero-pesto Roma, 1979. Sono gli anni in cui eversione nera e terrorismo rosso insanguinano la Capitale aggiungendosi agli attacchi diretti allo Stato culminati nel rapimento e uccisione di Aldo Moro. Omicidi, sequestri, rapine, violenze hanno spesso connotazione ideologica e così, quando un portinaio di 60 anni iscritto al MSI, Alfredo Mancini, viene trovato morto, orrendamente mutilato, il commissario capo della Squadra Mobile Umberto Soccodato si indirizza senza esitare sulla pista politica, benché le caratteristiche del delitto lascino ipotizzare un movente passionale forse omosessuale. Qualche giorno dopo, nello stesso stabile, avviene un secondo omicidio. A parte il teatro dei delitti e le simpatie destrorse delle vittime, non parrebbe esserci un comune denominatore tra i due casi. Ma è davvero così? Soccodato e i suoi collaboratori si muovono non senza grossi rischi e affanni nel sottobosco del terrorismo neofascista che per le sue aderenze con gli ambienti istituzionali e con la grande criminalità capitolina si rivela un nemico quanto e forse più insidioso delle temibili e meglio organizzate formazioni eversive di sinistra.

Se “Nero pesto” fosse

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Una città: Roma

Non potrebbe essere che Roma. Non tanto perché è la città dove ho ambientato il romanzo, sarebbe ovvio, ma perché un intrigo tra grande criminalità e terrorismo, tra potere e alta società corrotta, giustizia ossequiente, polizia impotente non potrebbe avere altro teatro

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Un piatto: Pasta alla gricia

Considerata l’antenata della pasta all’amatriciana, la Gricia è uno dei piatti più famosi della cucina laziale.

In comune l’Amatriciana ha guanciale, pecorino romano e pepe, manca invece il pomodoro perché le origini della pietanza sarebbero addirittura precedenti alla sua importazione in Europa. I formati di pasta più adatti per la Gricia sono bucatini e tonnarelli oppure, andando sul corto, rigatoni.

fonte: Giallo Zafferano

Lo scorcio degli Anni ’70 (la vicenda di Nero Pesto si svolge nel 1979) segna l’acme di un’escalation di violenza innescata più o meno direttamente dalla rivoluzione culturale del Sessantotto che aveva tra le sue istanze anche una generale (molto spesso solo teorica) proletarizzazione dei costumi. Così anche piatti “proletari” come la Gricia (la sua ricetta è attribuita ai pastori della campagna romana) compaiono nei menù della borghesia tendente al radical-chic che muove i primi passi in questo periodo

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Un personaggio: Mario Amato 

(magistrato – 1937-1980)

Il giudice Mario Amato (che compare nel mio romanzo) è l’incarnazione della drammatica congiuntura su cui si innesta la storia narrata in Nero Pesto. Erede unico del giudice Vittorio Occorsio, ucciso dal leader di Ordine Nuovo Pierluigi Concutelli nel 1976, Amato si ritrova sulle spalle tutta la responsabilità delle inchieste sul terrorismo nero. In vano chiede più volte ai suoi superiori di essere coadiuvato per portare avanti il duro lavoro. Inviso, oltre che dai neofascisti, anche da molti colleghi simpatizzanti di destra (soprattutto da Antonio Alibrandi, padre di Alessandro, terrorista dei Nuclei Armati Rivoluzionari legato a Giusva Fioravanti), continua le sue inchieste in desolante solitudine fino al mattino del 23 giugno 1980 quando, mentre attende l’autobus (gli era stata negata anche l’auto blindata) poco lontano da casa, viene raggiunto alle spalle da Gilberto Cavallini (pure lui esponente dei NAR) che gli spara alla nuca.

Una canzone: Il mio canto libero (Mogol-Battisti)

Un successo di Lucio Battisti di qualche anno prima (1972-73) che però connota egregiamente un decennio senza assumerne temi dichiaratamente (a volte forzatamente) “impegnati” (all’epoca sinonimo quasi esclusivo di “di sinistra”) propri della produzione di altri cantautori coevi. Battisti attraversa gli anni Settanta senza lasciarsi catturare dai trend, dalle tematiche dominanti, dalle atmosfere plumbee della cronaca e mantenendo una solare speranza… proprio come il commissario Soccodato del mio romanzo.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 1576 KB
  • Lunghezza stampa: 363
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (26 ottobre 2016)
  • Venduto da: Amazon – Kobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-332-1

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3 Comments

  1. Carlo 20 novembre 2016 20:42

    Ho letto il libro e adesso questo gioco… Direi che la pasta alla gricia è il piatto indovinato per caratterizzare Nero Pesto: una pietanza dal sapore forte per un romanzo dal sapore forte! Sarei curioso di vedere cosa assocerebbe, in temini di città, cibo, personaggio e canzone, all’altro giallo LA PAVONCELLA.

    Reply
    • Irma Panova Maino 20 novembre 2016 20:53

      Siamo curiosi anche noi, speriamo che l’autore abbia il tempo per preparare anche l’altra scheda.

      Reply
  2. Andrea Leonelli 19 novembre 2016 15:08

    Caro Emanuele. ti sei trovato di fronte a scelte forse obbligate, ma scommetto scelte anche gradite.L’ambientazione del libro e le vicende narrate portano giocoforza ad avere come protagonisti di questo “giocolibro” soggetti che non solo parlano del libro, ma ne sono parte integrante e, se vogliamo, lo sostengono e lo arricchiscono.

    Reply

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