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Essere genitori: figli, sesso e cattiva educazioneeli2

Elisabetta Bagli è una poetessa molto impegnata nel trasmettere ai propri lettori le sensazioni che derivano dalle ingiustizie umane. Sempre in prima linea per difendere i diritti delle donne, dei bambini e delle persone più deboli, tesse nella propria poetica i drammi quotidiani che spesso sfociano in tragedie. La sua sensibilità, tutta femminile, ne ha fatto il portavoce ideale, la Penna in grado di non far mai dimenticare quello che accade intorno a noi, anche quando i nostri occhi sono troppo stanchi per vedere. Nell’articolo che segue, espone un classico esempio di cattiva educazione, da parte delle istituzioni, nei confronti dei minori in età scolare.

Elisabetta Bagli ha pubblicato con EEE: Voce

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Il non facile compito di Educare

Di Elisabetta Bagli

Le polemiche che si sono innalzate in questi giorni, in Spagna, su un evento increscioso di cui sono stati protagonisti un ex Ministro del Governo catalano, Marina Geli, e il giornalista Eduardo García Serrano mi hanno fatto riflettere (e non poco) sul mondo in cui viviamo.

Marina Geli

Marina Geli

Non voglio assolutamente entrare nel merito politico della questione, che non è di mia competenza, ma sono stata fermata davanti alla Scuola, che frequentano i miei figli, da Intereconomia (testata giornalistica) che mi ha intervistato sull’argomento trattato in un video (per fortuna non più disponibile in rete NdR), proposto dal Ministro, in merito all’educazione sessuale per i minori nelle scuole. Mi è stato chiesto cosa ne pensassi e se ritenessi tale video idoneo per essere mostrato ai ragazzi in età scolare. Nel filmato si vede un ragazzo che fa ogni tipo di esperienza sessuale sia con i suoi coetanei e le sue coetanee sia con uomini più grandi. Alcune immagini istigano addirittura al bondage e al sadomasochismo. La seconda parte del video, invece, è incentrata su una ragazza che, per autodeterminazione, sceglie, “provando” i vari partners attraverso esperienze anche estreme, qual è l’uomo della sua vita. Non sono una bigotta, ma sono una madre di due bimbi di 9 e 12 anni e non credo che questo sia il modo adeguato per affrontare l’argomento “educazione sessuale” nelle scuole e sulle pagine istituzionali di siti governativi. Il video in questione era stato inserito nella pagina Sexo Joven de la Generalitat de Catalunya dall’allora Consigliere della regione Marina Geli, affinché fosse una sorta di manuale per i ragazzi.

Eduardo García Serrano

Eduardo García Serrano

Un giornalista, Eduardo García Serrano, ha denunciato questa pagina ritenendola offensiva e istigatrice per la nostra gioventù, insultando con parole dure il Ministro. Per questa sua rimostranza, lo Stato spagnolo l’ha condannato a dover pagare 22.000 Euro, mentre al Ministro è stato solo fatto ritirare il video dalla pagina.

Ripeto, non entro nel merito della condanna o della questione politica. Ma sono una mamma che tiene all’educazione dei suoi figli, come tante mamme in questo mondo e non credo che sia necessario proporre video di questo genere a dei bimbi o a degli adolescenti né nelle scuole né, tanto meno, sui siti istituzionali per impartire l’educazione sessuale ai nostri figli. È vero che la gioventù di oggi è diversa da quella di un tempo. È vero che a 12 anni io ancora giocavo con la Barbie e cercavo di fumare la prima sigaretta, come atto d’insubordinazione (ringrazio il cielo che mi ha stomacato appena messa in bocca, aiutandomi a stroncare il “vizio” sul nascere), mentre mia figlia, a poco meno di 12 anni, già sa molte cose della vita, del suo corpo, di ciò che le gira intorno e ha desideri diversi di quelli che avevo io alla sua età. È vero che i ragazzi di oggi sono più svegli e svelti a fare tutto, ma è anche vero che, pur credendo di avere il mondo in mano e di sapere tutto, pur pensando di essere i migliori e invincibili, non riescono, nel loro intimo, a essere sicuri di se stessi e sono molto più fragili di quel che mostrano. Hanno in mano molta informazione della quale spesso non sanno cosa farsene, come utilizzarla. Hanno voglia di sfidare il mondo, perché si credono invulnerabili, ma non pensano che spesso le prime vittime di questi loro atteggiamenti sono proprio. Gli atti di bullismo che ci sono per ogni dove, quelli di violenza ai propri simili, non solo fisica ma anche verbale, quegli atti di insubordinazione nei quali mancano di rispetto non solo ai genitori ma anche agli insegnanti e a tutto ciò che rappresenta la disciplina, sono ormai all’ordine del giorno.

Noi genitori ci siamo mai chiesti il perché di tutto questo? Mancano le linee guida, quei tre cardini fondamentali che sono stati il sostentamento delle generazioni da sempre: i genitori, la scuola, la società.

I genitori sono troppo occupati a cercare di fare bene i genitori moderni dalla mentalità aperta, dai sorrisi “smart”, senza comprendere che è necessario essere veramente genitori per educare i figli: non si deve essere fratelli, zii o amici, ma genitori!

Mom serie tv

Mom serie tv

Giorni fa mi sono imbattuta in una nuova serie televisiva che fanno vedere qui in Spagna da poco tempo, il titolo è “Mom”. Il limite minimo di età per vederla è di 12 anni! Sono rimasta allibita! Mia figlia e mio figlio avevano iniziato a vedere questa serie nella quale si parla di sesso, anche spinto, di alcool e di famiglie allargatissime. Ci sono delle donne che passano da un uomo a un altro in modo superficiale e che rimangono incinte di sconosciuti come se fosse la cosa più normale di questo mondo! Comprendo l’intento degli sceneggiatori di far ridere su argomenti che sono seri e che, quindi, molto dietro le righe, dovrebbero fare comunque riflettere, ma i bimbi di 12 anni non sono in grado di capirlo e il messaggio che passa è deleterio! Non hanno coscienza critica! Figuriamoci poi se hanno coscienza critica i bimbi di 9 come mio figlio! Ho proibito ai miei figli di vedere questa serie e loro, logicamente, si sono alterati, soprattutto mia figlia Francesca che mi ha detto: “Ma mamma, è proibito ai minori di 12 anni e io ne quasi 12! Dai!”

Chi decide il limite d’età? Che valori si prendono come termini di paragone per decidere questi limiti? Non comprendo… Ma poi penso al fatto che mia figlia tornerà a scuola, che i suoi compagni inizieranno a commentare “Mom” e che lei si sentirà esclusa, si sentirà una “mosca bianca” per non averlo visto, per non avere il cellulare, per non fare o dire o avere altre mille cose che i genitori “amici”, nella loro visione “moderna”, fanno, dicono o danno ai propri figli in un’età non consona. Non sono una mamma speciale, anzi sono normalissima, con i miei pregi e i miei difetti, come tutte le mamme che stanno imparando a crescere i propri figli, ma so che come me la pensano altre milioni di mamme e spesso, per quieto vivere, lasciano correre e lasciano che i figli facciano quel che credono, perché è più facile dire SÌ che dire NO.

Cos’altro manca a questi ragazzi? La scuola, intesa come docenti e non come struttura, perché badate bene che i mezzi e le strutture per fare bene ci sono, ma sono mal utilizzate. Ora, la maggior parte dei docenti sono votati a prendere lo stipendio a fine mese e basta. Sono realmente pochi coloro che si preoccupano di fare gli “educatori” nel vero senso della parola. E la scuola è formazione, è educazione, è trasmissione di messaggi giusti, di valori, al pari della famiglia. Ma oggi, è troppo spesso latitante.

L’ultimo punto cardine che manca ai ragazzi è la società. Nonostante ci siano strutture adeguate per sostenere i giovani, inadeguati sono spesso i modi con le quali vengono usate. Oggi la società è volta a insegnare il modello di vita del “tutto e subito”, perché solo ottenendo tutto e subito si può dire di aver vissuto davvero intensamente. Questo è il messaggio che viene dato ai ragazzi e non c’è nulla di più errato! Il modello del “tutto e subito” al giorno d’oggi viene applicato in ogni campo, anche nell’educazione sessuale proposta nel video, di cui vi ho parlato all’inizio, che prevede due giovani, un uomo e una donna, che per vivere in pieno la loro sessualità devono provare ogni tipo di esperienza, anche la più aberrante. Ma se ai ragazzi non vengono spiegate prima altre cose, quali l’amore, il desiderio, la vita, il piacere di condivisione con l’altro sesso, cosa potranno mai comprendere di quel che viene loro mostrato nel video? Nulla! Possono pensare solo che è quello il modo giusto di amare.

Julián Marías

Julian Marias

Ma bisogna ricordarsi che affinché ci possa essere una buona educazione sessuale ci deve essere un’ottima “educazione sentimentale”, così come ci diceva il filosofo Julián Marías nel suo famoso libro “La educación sentimental”.

Ma l’educazione sentimentale, a cui ogni società dovrebbe far riferimento, è ormai uno strumento educativo e formativo troppo obsoleto e lento per l’uomo di oggi. Si dovrebbe dedicare molto tempo a educare l’essere umano e l’uomo ormai non ha più tempo neanche per se stesso. Credo che si sia persa la bussola e che ciò che “normale non è” sia diventato la “normalità”, degradando il modello educativo personale e sociale, facendolo arrivare a uno tra i livelli più bassi della storia. Cosa fare, quindi?

Rimboccarsi le maniche. Ognuno di noi, nel suo piccolo, deve cercare di fermarsi e prendersi il tempo giusto per educare ed educarsi. Le esperienze vanno vissute e ogni persona è libera di scegliersi quelle che vuole provare e il modo in cui lo vuole fare, ma tutto deve avvenire a tempo debito, con coscienza e consapevolezza, cosa che i giovani di oggi credono di possedere e, purtroppo, non hanno.

È compito nostro, genitori, educatori e società, prendere in mano la situazione e cercare di capovolgerla perché non dobbiamo dimenticarci che l’oceano è formato da tante gocce e ogni piccola goccia può aiutare a ingrandire il mare.

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12 Comments

  1. Marina Atzori 24 marzo 2015 8:01

    Un bell’articolo, dalla tematica sicuramente delicata. Purtroppo i mass media influenzano quotidianamente l’educazione dei ragazzi. Il genitore deve continuamente essere vigile sugli imput spesso distorti che i figli ricevono quotidianamente. Questi argomenti servono a porre le basi di riflessioni attente. Dedicare più tempo possibile all’attenzione nei loro confronti certamente aiuta ad intervenire in tempo e a prevenire. La comunicazione è fondamentale, la famiglia serve a stabilire un rapporto di estrema fiducia che può servire a creare un ponte, attraverso il quale i figli possano trovare un porto sicuro, un appoggio per poter crescere e valutare i pericoli con la consapevolezza necessaria delle conseguenze. Complimenti per l’approfondimento Elisabetta.

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    • Elisabetta Bagli 26 marzo 2015 18:19

      Non è per nulla facile educare i figli e, al giorno d’oggi, è ancora più complesso. Purtroppo, la relazione genitori-figli, spesso è distorta dall’omologazione sociale cui sono soggette entrambe le parti. Ora è più facile tentare di essere come gli altri perdendo di vista la propria essenza, il rapporto formativo che dovrebbe aiutare le nuove generazioni a crescere e, invece, dona loro solo grandi incertezze. I ruoli ormai si sono persi e sarebbe davvero importante recuperarli e credere che la famiglia e gli insegnanti riescano a trasmettere quei valori giusti che sono alla base di ogni convivenza civile e nucleo di ogni essere umano. Grazie di cuore Marina per il tuo commento!

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  2. Maria Teresa Infante 22 marzo 2015 22:18

    Elisabetta ti ringrazio per aver messo in evidenza un argomento di grande attualità, in quanto siamo al cospetto di interrogativi che da sempre ci siamo posti, forse un po’ meno le generazioni che ci hanno preceduti per le quali il sesso era tabù, quindi non se ne parlava affatto: punto! Oggi invece se ne parla eccome, se ne affrontano le tematiche, ci si interroga sulle metodologie e gli approcci più giusti da seguire. Il tuo articolo, condotto a “raggiera” ci dà una visione ampia della questione che altro non rispecchia, se non il “modus vivendi” della società attuale, che vuole crescere troppo in fretta, saltando delle tappe. Le tappe le facciamo saltare involontariamente anche a nostri figli, privandoli del respiro genuino degli anni dell’adolescenza, passando spesso dall’infanzia al” sentirsi adulti” e dico “sentirsi” , sia perchè scimmiottano comportamenti che non gli appartengono e sia perchè essere adulti non è solo un dato anagrafico. Ma leggendo anche i commenti mi sembra palese che ciò che in effetti manca è un programma organizzativo di educazione alla crescita ( non solo sessuale, mens sana in corpore sano), cioè un coordinamento famiglia/scuola/ istituzioni/mass media , perchè essi spesso entrano in conflitto tra loro, non seguono delle direttive comuni e sappiamo bene cosa genera la confusione.
    Io ho visto il video di cui hai parlato e sai che l’ho trovato inadeguato per dei ragazzi giovanissimi e anche volgare, anzi, non solo per i giovanissimi, era davvero volgare e di poco gusto Il sesso era presentato come ciò che non è o per ciò che non dovrebbe mai essere.
    Quindi spiego la mia affermazione di cui sopra: se io ai miei figli dico che il sesso è un bellissimo atto d’amore, è il completamento di un sentimento, ecc ecc.. (ognuno lo intende e lo spiega a suo modo ) , poi non possiamo permettere ai media di propinare un documentario con scene, se pur a fumetti di “estrema leggerezza” e quasi perversione e farle passare per normalità….. siamo fuori di testa o vogliono usare questa generazione come cavia?
    Coordinamento del programma educativo sessuale… credo sia questo il punto, secondo il mio modestissimo parere, né da specialista, né da addetta ai lavori, ma da donna e mamma di buon senso, abbiamo sulle spalle migliaia di anni di esperienza.
    Grazie Elisabetta Bagli

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    • Elisabetta Bagli 24 marzo 2015 10:15

      Cara Maria Teresa, ti ringrazio di cuore per la tua approfondita analisi in merito a questo problema al quale dobbiamo porre riparo al più presto onde evitare degenerazioni ancor peggiori. Certamente le cavie per poter “vendere” un prodotto del genere come “normalità” non devono essere i nostri figli. Il video in questione non aveva alcun senso né per i ragazzi né da mostrare agli adulti e credo che sia una perversione cercare di farlo passare come “educazione sessuale”.
      Dobbiamo tutti imparare a essere genitori, educatori e lo facciamo commettendo i nostri errori, naturalmente, ma non dobbiamo mai perdere di vista che per tutto c’è un tempo e che anche se i tempi sono cambiati queste generazioni hanno necessità di linee guida, sempre.
      Grazie mille per il tuo commento! Grazie!

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  3. Oliviero Angelo Fuina 20 marzo 2015 23:50

    Ho avuto modo di intravedere fotogrammi del video “educativo” in oggetto e dire che sono rimasto allibito è dir poco.
    Di educativo lì non c’è nulla ed è alla stregua di qualsiasi filmato pornografico visibile, negli appositi siti, in rete.
    Ovvio che oggi giorno i nostri ragazzi hanno già queste informazioni e non sto a discutere sulla leggerezza con la quale ognuno di loro può accedervi. Ma da qui a chiamarli “educativi” e addirittura essere prodotti e avallati dalle istituzioni mi sembra eccessivamente di cattivo gusto e assolutamente improprio.
    La vera educazione comunque che ritengo debba essere impartita a questi nostri adolescenti o dintorni – e sono d’accordo con quanto detto anche da te, Elisabetta- è quella sentimentale e quella dei valori più veri che vanno dal rispetto all’amore. Rispetto per sè stessi e il proprio corpo e l’amore per sè stessi da poter riversare all’esterno. Dovremmo riuscire inoltre ad affrancare i nostri ragazzi dal subdolo rischio dell’omologazione globale e insegnare ad ognuno di loro ad usare un personale discernimento che ovviamente si calibrerà in maniera naturale di esperienza in esperienza. Esperienza sempre scelta e mai imposta dalla logica del branco.
    Perchè, come nel caso con tua figlia, tu hai ben voglia di indirizzarla verso programmi più consoni ai valori che stai insegnando a lei ma poi devi confrontarti col senso di inadeguatezza che lei sicuramente dovrà affrontare in un contesto omologato di tutti gli amici e compagni di scuola che di contro certi programmi in qualche modo li guardano e ne fanno vessillo imperdibile, pena l’esclusione “sottile” dal gruppo. E’ questa la direzione dei nostri sforzi educativi laddove vogliamo intervenire nell’etica familiare con la quale ci identifichiamo e riconosciamo.

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    • Elisabetta Bagli 21 marzo 2015 9:41

      Ti ringrazio per questo commento analitico e dettagliato, Oliviero. La tua è una giusta analisi e che arrivato il momento di fare qualcosa. Per questo dico che è arrivato il momento di fermarsi a riflettere su quel che abbiamo costruito e vedere dove e come poter correggere quel che abbiamo nelle nostre mani affinché le generazioni future abbiano un mondo migliore. La vita non è facile, ma abbiamo un dovere morale, un compito nei confronti dei nostri figli che è quello di educarli al rispetto dell’altro e di se stessi, prima di tutto. Far loro capire che il “gruppo” è importante, ma può anche schiacciarli, per me è fondamentale. Ma per questo dovrebbero avere una maturità diversa che, per certi versi, ora pur avendo quasi tutto, non hanno. Rimbocchiamoci le maniche e vediamo che possiamo fare almeno noi genitori per loro.

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  4. Mario Dalle Fosse 20 marzo 2015 20:42

    Diciamo però che anche educare sessualmente i figli non è più semplice come una volta. Adesso se cerchi di raccontare loro quello che hanno raccontato a noi, oramai 40enni, per prepararci alla vita sessuale, questi ragazzi ti ridono in faccia e ti dicono: “Papà ascolta. Adesso ti racconto io come funziona…” e 90 volte su 100 sono preparati solo su argomenti di natura sessuale e non sentimentale emotiva.
    Avventurarsi così nella vita e come esplorare il Polo Nord con un giubbotto tecnico specifico, ma senza pantaloni: manca una parte fondamentale…

    Reply
    • Elisabetta Bagli 20 marzo 2015 21:00

      Hai ragione. Sanno già tutto e credono di poter dominare tutto perché lo sanno prima di quando lo sapevamo noi. Per questo è necessario educarli sentimentalmente e stare dietro di loro il più possibile senza soffocarli, ma facendoci vedere partecipi delle loro emozioni e aiutarli nei loro disagi, ma senza perdere di vista il nostro ruolo guida di genitori.

      Reply
  5. Roberta 20 marzo 2015 20:40

    Ma quale educazione sessuale nelle scuole! Prima devono imparare la matematica, la storia, le scienze, l’italiano, la geografia, l’educazione civica e a rispettare la gente. Poi forse se avanza tempo possiamo mandarli in palestra, altro che riempirgli la testa di fesserie.

    Reply
    • Elisabetta Bagli 20 marzo 2015 20:52

      Concordo in pieno con te. È assolutamente necessario farli tornare a studiare e tentare di usare anche i nuovi strumenti che hanno a loro disposizione in modo proficuo e poi fargli fare altre cose. Mi sono stupita di quanto ora siano avanti nella gestione dello studio delle materie scolastiche e vedere mia figlia fare delle ricerche su internet e dei power point per storia e geografia non ha potuto far altro che meravigliarmi positivamente. Questo è il modo giusto di approfittare dei nuovi strumenti a disposizione, non è necessario insegnargli cose che poi scopriranno da soli. Utile è il sostentamento delle strutture,e delle istituzioni, sempre, in ogni momento della loro vita, ma tutto a tempo debito.

      Reply
  6. Penelope Polla 20 marzo 2015 20:30

    E la chiamano educazione sessuale, quello schifo????? Ma se mio figlio fanno vedere quella roba li denuncio! Bello questo articolo, meno male che ci sono anche persone con un cervello in giro.

    Reply
    • Elisabetta Bagli 20 marzo 2015 21:06

      Grazie per il tuo commento all’articolo. Spero sia utile per i genitori, per riflettere sulle cose che ci girano intorno e che viviamo quotidianamente. Credo che si siano resi conto da soli che non potevano andare da nessuna parte con quel video, per questo l’hanno tolto e meno male!

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