Frittate e grattacieli

Valutato 4.50 su 5 su base di 8 recensioni
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Descrizione

Frittate e grattacieli di Margherita Terrosi

 

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 1191 KB
  • Lunghezza stampa: 160
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (5 gennaio 2016)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-291-1

 

Descrizione prodotto

Sinossi

Un uomo bello, intelligente, musicista, talentuoso ballerino di tango (ma un gran bastardo) e una donna disposta ad annullarsi per lui, a dedicargli la sua vita, con il solo scopo di vederlo felice. La storia di Alessandro e Mina, che vivono insieme da sette anni, sembra in effetti banale, destinata ad avvitarsi su se stessa. Ma l’allontanamento dell’uomo, che si stabilisce a Bruxelles per motivi di lavoro, con l’intesa che anche Mina lo raggiungerà appena possibile, rappresenta l’occasione, per la donna, attraverso le mail e i contatti su Skype, di fare il bilancio della sua storia d’amore, e anche della propria vita, di cui vede debolezze, difetti e mancanze. Mina si racconta ad Alessandro e, soprattutto, si racconta a se stessa, riuscendo finalmente a capire chi è e cosa vuole fare della sua vita, diventandone la regista e decidendo che è arrivato il momento di non accontentarsi. Mai più.

8 recensioni per Frittate e grattacieli

  1. Valutato 5 su 5

    Lettura piacevole e densa di spunti riflessivi in una struttura narrativa che si specchia totalmente nelle tante E-mail che la protagonista femminile (Mina) scrive ad Alessandro, suo compagno di vita da ben sette anni che si è trasferito per lavoro a Bruxelles, in attesa di un preventivato ricongiungimento che i protagonisti sembrano aver stabilito avvenire proprio nella città in cui Alessandro ora vive e lavora.
    Lo scrivere di se stessa e dell’analisi e delle tante sfumature del loro rapporto di coppia nasce dall’esigenza di poter finalmente raccontarsi vincendo la di lei ritrosia a farlo (ben spiegata psicologicamente nelle prime E-mail) quando i due possono interagire nella quotidiana realtà.
    Questo “escamotage” permette a Mina di fare il punto reale della situazione e dar voce finalmente ai tanti pensieri e disagi inespressi di persona.
    Le E-mail che compongono l’intera struttura del romanzo sono solo quelle “in uscita” di Mina, vera protagonista, antieroe all’inizio e sempre più eroina al femminile via via scrivendo, riuscendo comunque a darci presenza e spessore di Alessandro, facendocelo percepire come realmente è, certamente non il massimo per una donna che si dice e dichiara innamorata di lui, come Mina.
    Frittate e grattacieli, come titolo e definizione, prende spunto da una similitudine per spiegare due tipi di personalità: quella di chi si concentra a realizzare completamente se stesso in tutte le proprie passioni e obiettivi slanciandosi verso l’alto, cioè raggiungendo picchi di valore assoluti in ciò a cui si dedica completamente (Grattacielo) e quella che pur avendo molteplici interessi (o ingredienti) rimane una frittata schiacciata al suolo vivendo ogni presente per quello che di variegato può offrire tralasciando l’ossessivo raggiungimento di un obiettivo ben preciso posto nel futuro. E così si autodefinisce Mina stessa.
    Questo romanzo di Margherita Terrosi coinvolge ogni lettore, sia maschile che femminile, facendolo obbligatoriamente parteggiare per la “frittata” Mina, esasperandolo per la sua iniziale bassa autostima e facendolo tifare per una presa di posizione e di coscienza più consona alla reale profondità psicologica e purezza interiore della protagonista.
    Leggendo questo romanzo “epistolare” ai tempi del Web mi è venuto spontaneo pensare inizialmente a “c’è posta per te”, il bellissimo film del 1998 di Nora Ephron con splendidi protagonisti Tom Hanks e Meg Ryan, già remake del classico di Ernst Lubitsch “Scrivimi fermo posta”, del 1940.
    Solo che mentre in “C’è posta per te” i protagonisti scrivendosi conoscevano la reale essenza dell’interlocutore epistolare pur ignorando chi realmente fosse nella loro rispettiva quotidianità reale, nel romanzo della Terrosi i protagonisti si conoscono benissimo nella realtà pur scoprendosi via via sempre più sconosciuti e distanti in questo esplorarsi virtuale ed epistolare.
    Ovviamente nel finale la protagonista si riscatta e lo scoprire che anche le frittate, nel loro piccolo, si incazzano, farà sorridere finalmente ogni lettore, legato ormai a doppia mandata, empaticamente, a Mina, senza lesinarci un ultimo sussulto nell’ultima E-mail del romanzo.
    Lo ripeto, una più che piacevole lettura che scorre fluidamente e con grande freschezza. Resto in attesa di leggere altre opere della stessa brava Autrice.

  2. Valutato 5 su 5

    Anche le frittate, nel loro piccolo s’incazzano.
    Questa parafrasi potrebbe essere la giusta sintesi per questo libro, basato tutto sulla distanza.
    Distanza chilometrica, affettiva, di stile di vita e di modo di pensare.
    Intanto c’è da dire che, in questo storia, tutti i protagonisti prendono forma da “una voce sola” ovvero quella della narratrice tramite le email che scrive al suo, almeno inizialmente, compagno. Nello svolgersi della trama esso diviene, oserei dire, un molestatore.
    Di questa vicenda, narrata dunque in forma epistolare, noi leggiamo solo quello che scrive una delle due parti, Mina, la “frittata”, al suo “grattacielo”, Alessandro. Anche leggendo solo metà delle comunicazioni queste sono più che sufficienti per farci intuire benissimo quanto scritto da entrambe le parti.
    Le spiegazioni dei due termini, “frittata” e “grattacielo”, sono ben chiare anche nella sinossi che presenta il libro ma, leggendolo, quelle che sono semplici definizioni assumono ben altre connotazioni e numerose sfumature.
    E la distanza? La distanza è quella che separa in chilometri i due protagonisti principali ma, se vogliamo, sarebbe quella con minor valore nella relazione affettiva. Ciò che veramente divide i due è la loro maniera di vedere la vita, di affrontarla e di porsi nei confronti delle situazioni.
    Lui, il grattacielo, capace di riuscire a dedicarsi completamente a un solo obbiettivo, sentendosi però insoddisfatto nei confronti degli altri aspetti del quotidiano.
    Lei, riuscendo a essere più flessibile nei suoi molteplici interessi, dedicando loro meno tempo e dedizione ma sentendosi però inadeguata rispetto agli obbiettivi raggiunti da un partner grattacielo.
    Sono questi due stili così inconciliabili fra loro? È meglio essere un grattacielo o una frittata? Credo che a quest’ultima domanda, ognuno di noi potrebbe dare una propria risposta.
    E perché allora ho iniziato la mia recensione con quella frase mutuata dal titolo di un altro famoso libro? Perché, pur nell’insoddisfazione di entrambi i partner, almeno in questo volume, la stretta base del grattacielo è stata sbriciolata dalla costante adattabilità e dalla versatilità, dovuta al suo “essere più fluida”, della frittata. Essa, pur ammaccandosi, è riuscita a cambiare per l’ennesima volta la sua forma e andare avanti. Il grattacielo invece, sempre uguale a se stesso, di fronte alle medesime difficoltà, non ha saputo cambiare il suo “modus operandi”, riproponendo quella che è la sua filosofia: “tornare indietro”. Tornare a ripetere gli stessi errori senza essere capace di modificare le sue reazioni.
    La chicca finale dell’ultimo capitolo è la degna conclusione di un libro profondo che porta il lettore a immedesimarsi nella protagonista. Le stesse parole le avrei usate anche io nei confronti di un ex compagno così invadente.

  3. Valutato 5 su 5

    Allora…dopo 2 giorni per provare a scaricarlo…ci sono riuscita!!! Chi mi conosce sa che è una cosa normale e per chi decidesse di leggere questo libro autobiografico quest’operazione non supererà i 5 min!!! Ho iniziato a leggerlo appena mi si è materializzato davanti agli occhi (anche se preferisco di gran lunga il cartaceo!!!) facendo una pausa per il cinema pomeridiano e la cena ma immediatamente tornata a casa ho ripreso la lettura. E non sono riuscita a smettere, nonostante il sonno, fino al termine! E’ uno di quei libri che appena distogli un’attimo lo sguardo …ti chiama!!! Comunque a me è piaciuto tanto e mi ha fatto emozionare!Anche se un po’ sono di parte perché Margherita Terrosi è un’amica ma proprio per questo posso affermare che il testo è come lei…genuino,semplice,coinvolgente e speciale!!! Ma non vi dico altro..

  4. Valutato 4 su 5

    Intrigante e moderna impalcatura stilistica per raccontare uno stralcio di vita. La ricostruzione di sensazioni e ricordi si rispecchia in un amore (corrisposto?) al momento lontano e sempre più sfuggente rispetto alle aspettative. Nel mantenere un difficile legame amoroso a distanza, la protagonista ripercorre se stessa, il suo vissuto, i suoi ricordi, con gioie e dolori. Una donna che si rafforza in un percorso narrativo coinvolgente e si evolve fino alla consapevolezza di un finale inaspettato, in cui i ruoli si ribaltano e le rispettive illusioni scompaiono.

  5. Valutato 4 su 5

    Racconto che si legge tutto di un fiato. Stile moderno, trama scorrevole, finale sorprendente.
    Il percorso di crescita di una donna complessa che, grazie agli eventi quotidiani, rilegge il proprio passato e si auto analizza, scoprendo che l’amore non può reggersi sul sacrificio e sulle rinunce, neppure se l’amato è un bellissimo grattacielo.

  6. Valutato 4 su 5

    Ogni volta che dalla narrazione dei fatti l’Autrice si proietta nelle introspezioni intimistiche crea dei veri e propri cameo, sulla cui minuta e preziosa superficie cesella la descrizione minuziosa dell’avvilupparsi dei più autentici e travolgenti sentimenti umani e passioni: la caratteristica formidabile é che le parole del libro “vestono” la realtà dell’essere umano come un abito fatto su misura da un sarto d’esperienza, agganciandosi inevitabilmente al vissuto del lettore. Brava, mi é piaciuto molto.

  7. Valutato 4 su 5

    Letto in una volta sola non sembra affatto opera di una debuttante! Anzi! E’ una scrittura sincera, onesta, equilibrata che si concede a piccole divagazioni sempre interessanti e garbate. I due assurdamente inconciliabili protagonisti, una “frittata” e un “grattacielo”, sono ovviamente i simboli di una coppia coinvolta in una relazione di cui l’autrice porta alla luce le incomprensioni, i silenzi carichi di significati mai colti e tutte le situazioni che ben conosce chiunque abbia vissuto una storia tanto incredibile quanto evidentemente destinata a fallire una volta che ci si trovi costretti a guardarla da fuori. Un viaggio in un sogno di felicità apparentemente a portata di mano la cui utopistica natura sta proprio nell’averlo immaginato. Il finale è assolutamente sorprendente.

  8. Valutato 5 su 5

    Margherita Terrosi, nel suo romanzo intitolato Frittate e Grattacieli, che ho trovato avvincente fino all’ultima pagina, affronta con onestà e verità il tema più antico e doloroso del mondo: la perdita. Con una scrittura fluida e immediata descrive gli stati d’animo complicati che ci accompagnano nel cammino difficile della consapevolezza e della risalita. La protagonista, attraverso la propria esperienza, suggerisce molto a chiunque viva, inevitabilmente, le medesime situazioni. Ci sono tanti modi per perdere qualcuno ed è allora che si vanno a creare, nelle nostre vite, profonde voragini , vuoti che aspettano di essere riempiti e il come, l’autrice ce lo insegna, dipende solo da noi. Consigliatissimo a tutti. Non solo alle donne!
    p.s. sono stata tentata fino all’ultimo di lasciare la G di grattacieli in minusolo…

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