Il fiordaliso spinoso

Valutato 4.67 su 5 su base di 3 recensioni
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Descrizione

Il fiordaliso spinoso di Marina Atzori

 

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 1550 KB
  • Lunghezza stampa: 175
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (16 aprile 2015)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-247-8

 

Descrizione prodotto

Sinossi

Petronilla, quarantenne single nata in Sardegna ma residente in Liguria, decide di trascorrere una decina di giorni di vacanza nella sua terra d’origine: sarà un modo per partire alla ricerca di se stessa, con lo spirito di una ragazzina che si addentra in una favola. Il principe azzurro c’è, anche se forse di un azzurro un po’ appannato; la fata madrina c’è pure lei, però rappresentata da uno Zio affezionato, e c’è anche una centenaria e bizzarra tartaruga di nome Zippo. Una scrittura poetica e leggera, coinvolgente per noi lettori, chiamati a entrare a piè pari nella storia, perché la ricerca di noi stessi, della nostra identità e di un amore sincero che dia senso alla nostra vita è un bisogno per tutti.

 

coppa primi Vincitore al Concorso Rosa Contemporaneo di Edizioni Esordienti E-book

 

3 recensioni per Il fiordaliso spinoso

  1. Valutato 5 su 5

    Margherita Terrosi

    Il fiordaliso spinoso è, al contempo, una delicata storia d’amore ed una travolgente dichiarazione d’amore dell’autrice per la sua regione natale.
    Non conosco la Sardegna: purtroppo non vi sono mai stata. So che è una terra bella, bellissima, e Marina è stata bravissima, in questo libro, a trasmetterne i colori e gli odori, a farne percepire la calura delle giornate estive e la brezza delle notti stellate.
    Ma, sopra, ogni cosa, ho apprezzato la linea sottile su cui Marina fa scorrere la vicenda del suo romanzo: una linea che divide la realtà dal sogno e su cui questi due mondi si incontrano, si uniscono e di nuovo si separano.
    E poi ho apprezzato la sua protagonista, una donna priva di tutti i clichè dell’eroina di un romanzo d’amore: Petronilla è una bella donna, ma non è affatto tormentata o affranta o disperata. Anzi: è una donna ironica, con la testa un po’ tra le nuvole, che ama la vita e che ama se stessa. E la sua storia d’amore è come lei: ironica e leggera. Ironica ed onirica. Perché, in fondo, una storia d’amore, è anche un po’ una favola.

  2. Valutato 4 su 5

    Claudio Oliva

    Una analisi interiore, che emoziona e cattura dolcemente il lettore. Una donna che gioca, ad un gioco pericoloso quale può essere il gioco dell’amore, e sogna. Una donna che gioca come una bimba o a tratti una bimba, anche capricciosa e testarda, che desidera diventare finalmente donna. “Mi piace immaginarla mentre percorre chilometri con un borsello colmo di lettere.” dice la bimba. A volte presuntuosa: “rimango colpita da un certo ordine che francamente non mi aspettavo” oppure “fallo immediatamente perchè ho freddo in questi giorni senza di te” ribatte la donna. In un certo senso è un’analisi introspettiva magnificamente scritta da una Signora Scrittrice che temo non possegga solo la ‘S’ maiuscola ma anche tutte le altre lettere.

  3. Valutato 5 su 5

    CINZIA MOREA

    Simpatica ed eccentrica come il suo nome: Petronilla, la protagonista de Il Fiordaliso Spinoso cade presto preda del Maestro della Confusione, come l’autrice magistralmente definisce l’amore, benché sia incline a sfuggirla la confusione, ed anche l’amore.
    Ha organizzato la sua esistenza in modo quieto e ordinato, rifugiandosi in un angolo pittoresco di mondo in cui ci accoglie fin dalle prime righe, un animato borgo ligure, dove gestisce un negozio di casalinghi.
    Se la sua vita è tranquilla fin quasi a essere monotona non lo è invece il suo vissuto interiore, irrequieto e scabro, come il suo diminutivo: Petra. A quarant’anni qualcosa le manca, lo dice lei stessa deplorando di non essere né mamma né nonna e affermando di amare, finora, solo i suoi barattoli.
    Spera di poter cambiare nel breve spazio di una vacanza, e come meta sceglie la Sardegna, sua terra d’origine, più precisamente l’isola dell’Asinara, dove sarà veramente lontana da tutto, immersa nella natura senza computer, cellulari né tutto quanto ci serve ormai per sentirci collegati alla realtà.
    Avviene così che il lettore si immerga con lei in una parentesi che per metà è sogno. Il desiderio romantico che ci portiamo dietro dall’infanzia, che le onde facciano rotolare ai nostri piedi una bottiglia contenente un messaggio da terre lontane si incarna nel romanzo in una tartaruga, creatura leggendaria che si diletta a recapitare biglietti, ogni abitante dell’isola lo sa, gelosamente custoditi in barattoli da cucina, messaggi provenienti da cuori distanti che, ai tempi del web, faticano a parlarsi. Petronilla si getterà all’inseguimento di questa creatura che viaggia tra le due dimensioni del sogno e della realtà, combattuta tra l’attrazione per due diversi uomini, un biologo marino che teme di immergersi nell’acqua, come lei teme di abbandonarsi all’amore, e un misterioso avvocato, tagliente e distaccato.
    Il lettore la segue, trascinato dallo stile autoironico e poetico del suo racconto, tra incantevoli scenari, a far la conoscenza con personaggi usciti dal cuore dell’isola, vale a dire dal cuore del sogno.
    Il risveglio alla realtà è piuttosto brusco. La delusione porta Petronilla a rinunciare di nuovo ai sentimenti e a fuggire di nuovo nel suo rifugio.
    La tartaruga però la raggiungerà, aiutandola a comprendere di essere abbastanza forte per vivere l’amore anche al di fuori dei sogni.
    Insegnandoci che anche, o soprattutto, ai tempi del web, l’amore si alimenta di sogni e un pizzico di follia, di cui e ghiotto il cuore degli uomini.

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