Nubi, Spettri e Mulini a vento

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Descrizione

Nubi, Spettri e Mulini a vento di Marina Atzori

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 689 KB
  • Lunghezza stampa: 48
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (2 novembre 2016)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-342-0

Descrizione prodotto

Sinossi

“Nubi, Spettri e Mulini a vento” è una raccolta poetica dal linguaggio semplice e diretto, frutto di un’approfondita ricerca stilistica e dello sforzo dell’Autrice di scavarsi dentro per giungere alla consapevolezza di sé, delle difficoltà in cui si sente immersa, della rabbia e delle frustrazioni, degli attacchi del vento – un vento fatto anche di ricordi – che la vita ci costringe tutti a subire. Tutto questo, come pietra che ci portiamo dentro, necessita dello scalpello di un poeta per emergere, prendere forma e farsi arte. È l’arte che purifica e fortifica e ci dà quella consapevolezza di noi in cui possiamo attingere il coraggio di vivere. È questo anche il valore della poesia, che parte dall’esperienza che un poeta ci sa trasmettere, per diventare parte della nostra personale esperienza di lettori.

alloro 2 e 3 posto 2° posto nella Terza edizione del Concorso EEE “Selezione per Sillogi Poetiche”

1 recensione per Nubi, Spettri e Mulini a vento

  1. Valutato 5 su 5

    Oliviero Angelo Fuina

    Questo esordio poetico della bravissima Marina Atzori lascia indubbiamente il segno. “Nubi, spettri e mulini a vento” è una silloge nuova, fresca, intensa e originale per cifra stilistica e lessicale.
    Le parole sono amiche della Atzori e le si possono incontrare in ogni pagina di questa silloge al meglio del loro immenso potere creativo ed evocativo.
    Poesie scritte in un linguaggio apparentemente semplice ma altamente incisivo, e ogni immagine si lega inesorabilmente a sensazioni tattili e organolettiche che possiamo intimamente decodificare. Filo conduttore rimane sempre la Natura, vera musa ispiratrice della scrittrice e Poetessa, come lei stessa vuole rimarcare nel suo presentarsi in questa veste sfolgorante e per noi inedita. Già nel titolo è intrinseca la natura di questo viaggio esplorativo dentro “ed oltre” sé stessa.
    Una silloge ricca di metafore che inebriano il percepire di ogni lettore attento a questi versi e soprattutto alle pause riverberanti tra una riga e l’altra.
    “Nubi” a rispecchiare i momenti non trasparenti nei quali sapersi guardare dentro non è mai stato facile, “spettri” quali fantasmi del passato che sanno fermarci nei nostri tentativi di volo e “Mulini a vento” quali conflitti interiori tra contrapposti stati d’animo che ostacolano la libertà di vivere pienamente sé stessi, lasciandoci “prigionieri della corrente”.
    Con questa silloge Marina Atzori si offre realmente per la persona che è o comunque che sente di essere, al netto di parole che sa ottimamente ed emotivamente addomesticare: “…Fuori dalle pagine tuona il dolore/ Nube e paura/ Questa sono io”.
    Ma nella contraddittorietà tipica della Vita vera, dell’Esistenza, Marina Atzori sa identificarsi ed elevarsi proprio nello scrivere: “( …) per una volta io scrivo/ scrivo e mi sento vera, stabile, dritta sulla schiena/ come un soldato che torna a casa/ Scrivo/ mi copro/ di vita/ di eternità.” (Gocce)
    Amo realmente questa silloge e la forza che da essa ne scaturisce, la forza vitale, creativa, evocativa, l’immenso potere della parola, specchio sincero dell’anima. Poesie testimoni di un crescere esistenziale, di un cadere e di un rialzarsi caparbio e tenace, di un amore come “acqua limpida di sorgente/ sgorga, sconvolge, passa attraverso/ investe e asciuga/ scalda il corpo come un raggio di sole/ è audace/ forte/ caparbio/ non tocca mai il fondo/ mi avvicina a sé …”, un amore che Marina sa riscoprire accanto a sé stessa.
    Marina Atzori erroneamente non si considera poeta ma lo è in ogni sua infinitesimale molecola d’inchiostro che ci offre, perché la parola scritta la vive come libertà assoluta e ad essa nulla preclude. Emblematici gli ultimi versi di questa sua meravigliosa silloge meritatamente premiata al Concorso poetico proprio della Casa Editrice E.E.E. :
    “La poesia è come un vaso capace e generoso/ si confida con il mondo al posto mio/ si riempie di vuoti e non è mai sazia.”
    Certamente non sazio del mio poterla leggere lo sono io. Chapeau, Marina!

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