Si aprano le danze

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Descrizione

Si aprano le danze di Maria Luisa Mazzarini

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 4407 KB
  • Lunghezza stampa: 83
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (1 aprile 2016)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-299-7

Descrizione prodotto

Sinossi

Si aprano le danze è una fantasmagoria di colori e di luci, è un susseguirsi incalzante di visioni e di sogni (chi, se non un visionario, sa ascoltare la luce e respirarla?) ed è al contempo un Viaggio alla ricerca del senso più profondo di sé, di quel giardino interiore che è segreto anche al cuore e che si trova forse soltanto attraverso l’Arte, la Poesia, prima rigagnolo, poi torrente in piena, che rompe gli argini e apre i sensi alla bellezza magica del mondo e alla Bellezza superiore dello spirito. Sensibile alla pittura e ai principi fondanti del Metateismo, l’Autrice crede alla possibilità di riconquistare attraverso l’Arte il legame spirituale che collega umano e divino, perché l’Arte è ciò che permette all’Uomo di “creare nel creato”, di ritrovare in sé il “sacro”, inteso come lo spirito dell’“Uomo portatore di divino” e di prenderne coscienza, per dar vita a un nuovo Umanesimo.

5 recensioni per Si aprano le danze

  1. Valutato 5 su 5

    Dulcinea Annamaria Pecoraro

    “Si aprano le danze” monito d’apertura e titolo della silloge di Maria Luisa Mazzarini che accompagna il lettore verso quanto di più bello la vita può proporci. È una primavera dalla libera forma, che veste “di poesia e di mare”, regalando pennellate di colori e “frammenti di bagliori” dati dalla consapevolezza di un’esperienza maturata, e dalla voglia di continuare a scorrere, nonostante i silenzi o le dure prove di questa esistenza.
    La poetessa scioglie nei versi quel brio, di chi ancora sa sognare, e lasciare segni importanti di quanto si è appreso. La stessa forma è slegata dai canoni stilistici conosciuti, ma ogni parola ha il suo preciso spazio. È emozione che danza nella pagina, impregnando con l’inchiostro, il tempo, i pensieri, i segreti, che si aprono al mondo solo se abbiamo occhi grandi per vederli realizzati.
    Ed è sulle punte leggere, che attraversando profumi e colori, di notte o di giorno, che quell’umanità si fa concreta e sboccia, in tutto il suo splendore. Ecco allora quella “quasi farfalla” che volteggia e s’apre, diventando testimone di quei valori come l’Arte, la Libertà, l’Amore. Difatti danzare da sempre è stato il sinonimo di indipendenza e evoluzione dei movimenti, con l’aiuto del suono d’anima e corpo.
    Con quest’opera la poetessa fa tutto questo con le parole. Trascina, trasporta, ferma, lascia, dona, suggestiona, accarezza, incanta, sorprende, fa ballare in quell’immensità di infiniti spazi che la mente sa creare affacciandosi nell’azzurro del cielo o del mare.
    “Svirgolettate” e assestamenti di sospiri che esplodono in tutto il loro fragore, squarciando con una positività disarmante, anche dove vivono “inquieti pipistrelli”.
    Già perché in questa natura vi sono luci e ombre che convivono nella loro diversa complementarietà, ma sta a noi dare il senso, o scegliere con che sfumature dipingere il nostro capolavoro più bello.
    Ascoltare quella voce che nella sua semplicità, può far volare e permettere salti o passi determinanti per crescere con unicità spettacolare.
    Diventa allora facile essere fuoco, luna, anemoni fluorescenti, stelle devote o scintille di luce, per trovare la vera dimensione, e come un derviscio, continuare a roteare tra mistero e bisogno.

  2. Valutato 4 su 5

    Annarita Melaragna

    L’Autrice di “Si aprano le danze”, EEE, Moncalieri (TO), Marzo 2016 inneggia alla vita, nelle sue componenti, di un naturalismo ottocentesco, contemporaneo, ogni creatura riflessa dalla fragilità dell’esistenza umana, dell’essere naturale come sentire…
    Maria Luisa Mazzarini :non resta la metrica, o le rigide regole di composizione, a rendere vero o vivo l’insieme di elementi emotivi e rievocativi… la Vita per l’autrice è cosa sacra e con mani leggiadre, la sfiora e la descrive con melodiche e compositive note, in parallelismi composti di naturale bellezza .In ogni singolo elemento o parte di vita che appare all’occhio fragile nella sua completezza, che si lascia cogliere, che bagna, che scalda, che inebria, resta imponente la sua forza nel tempo in un rievocativo che scioglie barriere di ghiaccio, che fanno intravedere ma non più toccare. L’Autrice elegantemente ripone nell’acqua, elemento purificatore di speranza, che crea anche dove impossibile all’uomo appare, ed è percorsi di vita dall’infinita speranza, a sottolineare la continuità, la non mai fine. Appaiono quadri dalle moltitudini e varianti realtà, scene di un quotidiano a volte troppo semplice da considerare per animi frenetici. Maria Luisa Mazzarini con imponente candore e rispetto, abilmente obbliga al ritorno, al contatto con ciò che è vita che ci circonda e che se pur fragile, mutevole e di breve attimo, resta eterno profumo, che non lascia soli nel ripercorrere sentieri passati o di futuro Amore. “…il mio amore, seduzione che mi spoglia l’anima di dosso…” Impone Lei a Noi rispetto di colei che rende a chi la vive, vita, gioia, speranza e Amore. Elementi fuoco acqua aria terra …..Attenti ad essi, il dovuto rispetto, scontato nell’esistere è solo ciò che di esso non ha onore. “Fuoco -d’amor- sacro a stento tra le lacrime d’un sorriso a fiori di luce..”
    La luce, bianco candore, eterea fonte, acqua che disseta l’animo, inno alla creatura che, nel mistico contesto, si muove, persa, guidata dalla voce di chi di tale sensibile esistenza si nutre.
    Un’ Arte che scuote quell’animo velato, che al vento di tutto ciò che è creatura, si plasma…
    La luna con il suo magnetismo ci impone la vita, ci illumina quel famoso cammino scavato da quell’acqua che scorre e che mai nessuna vita fermerà.
    Creature tutte di una madre che, attenta, rispetta, inneggia ed è grata ad una Madre più grande che, mai se non per rifiuto di ferocia e brutale cattiveria, ripudierà mai i suoi figli tutti.

  3. Valutato 5 su 5

    SUSANNA POLIMANTI

    tuttavia offre all’autrice lo spunto per attuare un dono nonché scopo primario della sua poetica “sotterranea [,] /chiara limpida onda/di fiume[.]/Invisibile agli occhi”, che è la sublimazione dell’essere; migliorarne e rafforzarne l’esistenza, compito e missione della sua arte. L’occhio della poetessa ha la capacità di saper leggere dentro la luce e nei colori del tempo e, di quell’antico palcoscenico che è la natura, di ogni sua forma, prospettiva, azione o movimento, ne coglie perfettamente l’anima universale. I titoli, essenziali e fulminei, proseguono in versi talvolta ridotti a singole parole che si stagliano isolate o accostate tra loro, per lo più senza punteggiatura e con un sapiente utilizzo di spazi bianchi che, intervallati, assumono a loro volta un significato preciso, rendendo leggere e uditive le strofe “Quel Sogno di poesia/di cielo e terra in armonia [.]/ Quasi farfalla”
    La costante ricerca di una semantica lessicale genera una purezza estrema e un mondo già di per sé completo dove risaltano timbrica, coloritura, carattere e impronta, caratteristiche di un’interessante e gradevolissima partitura poetica. Una silloge nell’insieme incredibilmente ricca di afflato morale che riassume una fisionomia poetica, umana, culturale, ideologica e religiosa; persino la terminologia con lettera maiuscola nella penna della Nostra, evidenzia l’importanza immaginativa della personificazione concepita quale rinascita di un mondo interiore, mentre ogni spettacolo della natura è afferrato con animo aperto e commosso.
    Il ritmo non s’interrompe e modula così una sua invariata musicalità, il fascino di una melodia lenta e profonda che si tramuta in danza, un’intensa espressione umana di celebrazione del Creato in un assiduo ringraziamento di quel Tutto-Entità addormentato nel silenzio e tradotto nel risveglio di note ispirate che plasmano lo schema e la struttura del componimento “[…] a onorare la vita/nel Silenzio che amo[,] /di alate Parole[.]” L’arte poetica è conforme alla danza, ritrova nella natura la sua origine, si trasfigura nella bellezza, nella grazia e delicatezza di un cigno, richiamando il significato primordiale del compimento di riti ancestrali, secondo cui il singolo individuo ‘trascende il suo sé corporeo, per fondersi con il suo sé spirituale’.
    La permeabilità delle emozioni è parte viscerale dell’io poetico, del suo modo di percepire, del suo sentire; è come se un’immagine addormentata si risvegliasse “All’improvviso” da una qualsiasi di queste sensazioni, come se il silenzio fosse lo spazio dove è possibile coltivare sogni che nascono dall’accettazione e dalla devota affinità, dalla benevolenza di un’agàpe che allo stesso tempo è sorpresa, meraviglia e trasecolamento “[…] D’UN MIO GIARDINO/ – interiore – /segreto anche al cuore[,]. La visibilità della realtà e dell’essere, in un reciproco incrociarsi e permutare metamorfico, ha lo stesso spirito e la stessa immedesimazione della suggestiva lirica rilkiana e di alcune opere goethiane, come dire che senza l’universo e quanto noi viviamo in esso, non potrebbe esistere la poesia.
    Al di là dei suoi innumerevoli contenuti, l’opera è realmente un’interpretazione allegorica di una continua preghiera che esorcizza ogni malinconia e, in particolar modo, “gli affanni del mondo”.

  4. Valutato 5 su 5

    Emilio Red Mercatili

    A circa un anno dalla sua quinta raccolta di poesie, l’amica poetessa Maria Luisa Mazzarini ritorna con una nuova ed intensa raccolta dal titolo “ Si aprano le danze” (EEE-book, Moncalieri (TO, marzo 2016) che -come la precedente raccolta – trae spunto da ogni aspetto della propria esistenza e da tutto ciò che la circonda, esprimendo quelle emozioni universali che solo la sua penna sa trasmettere al lettore.
    Le poesie di Maria Luisa esprimono sempre una marcata personalità laddove i sentimenti e le emozioni di chi le scrive vengono, automaticamente, messi allo scoperto e proposti al lettore, che si trova così a dover condividere quelle stesse iridescenze dell’anima che l’autore ha scolpito dentro la sua armatura.
    La raccolta si apre con una nota di felicità laddove cita nel poema iniziale (Primavera) questi versi struggenti:
    “Vestite /di teneri tutù/ e scarpette di raso,/ sognano il cielo nella stanza.”
    Dopo questo toccante avvio, Maria Luisa ci trasporta poi nel suo mondo, nel suo involucro femminile, … in quel suo sentire musicale e floreale che la circonda e stimola ricolme eterne riflessioni come: l’innocenza; l’amore, gli affetti, i drammi della vita ed i suoi turbamenti, i colori della natura, i respiri del cuore, i sogni dell’anima, il peregrinare errante del proprio io…
    “ di te/ che m’aspettavi all’alba/ e la nostra corsa al vento/ sulla spiaggia…/una conchiglia voluttuosa/ sulla riva,/ quasi fiore di sabbia.”
    Tale delicatezza poetica prende forma nelle sue liriche , talvolta ermetiche, utilizzando uno stile personale, a tratti malinconico, quasi ad estraniarsi dalla realtà. Una realtà fatta di sogni ma anche di consapevolezza, quella di aver sempre anteposto la felicità degli altri alla propria.
    Forse, un simile desiderio è destinato a rimanere solo un’utopia, un’illusoria proiezione della fantasia, meravigliosa facoltà degli esseri umani, una sorta di sorprendente macchina del tempo, capace di abbattere le barriere del passato, per farci rivivere il lungo percorso dell’uomo, alla faticosa ricerca di una dimensione in cui collocare le proprie aspirazioni e coltivare improbabili sogni.
    “Gelide acque di cristallo/sciogliersi all’amore/come lacrime/ alla vita di una Donna”
    Percepire l’infinito dell’estasi è possibile se alla fine di ogni poesia chiudi gli occhi e la senti tua, ti immergi e provi a viverla. I sentimenti e le emozioni sono scolpiti tutti e attraversati da stati d’animo di diversa intensità dove l’alternarsi della gioia, della felicità, dell’inquietudine, della paura, dei sogni colorano il proprio vivere e sentire. Chiudendo questa recensione vorrei citare una frase di un grande poeta dell’amore, Hermann Hesse, dove lo stesso usava dire:
    “Anche la vita più infelice ha le sue ore di sole e i suoi fiorellini in mezzo alla sabbia e alle pietraie.”

  5. Valutato 5 su 5

    Marzia Carocci

    Non appena si entra in contatto con il mondo poetico di Maria Luisa Mazzarini, ci rendiamo conto di quanto la sua parola elegiaca si intersechi con i simboli della natura, quasi a volere amalgamare la bellezza dell’idioma a l’incanto dei fenomeni naturali.
    L’eleganza del verso, l’emozionalità del senso, ci portano a seguire con attenzione sia la musicalità espressiva che l’essenza di un’introspezione di grande spessore emozionale.
    Una donna che osserva, che riflette e che si inebria del suo stesso pensiero ora delicato, ora riflessivo, ora nostalgico.
    Le metafore, le similitudini, le varie allegorie, ci rendono il verso un costrutto in movimento di vita dove l’amore, il ricordo, la speranza restano ancorati a una parola che incanta e che convince.
    Nell’itinerario poetico della Mazzarini esplodono luci e ombre così come nella vita stessa vi sono dolori e gioie; ella porta in visione le sue stesse esperienze ma le induce a assorbire quanto ci sia di più bello e coinvolgente nel nostro universo.
    Ci sarà la luna a illuminare i suoi momenti, la primavera a portare rimembranze, così come notti sotto un cielo di stelle a ricordare baci e ricordi felici.
    Fra i suoi versi, la notte e il giorno, il mare e il vento, la luna, le nubi e le stelle il tutto in uno sfondo di delicato sogno fra i giorni di ieri e le speranze a venire.
    Eleganti passaggi dove la scelta della parola evoca con armonia e grazia ogni verso che non costituisce mai forzature o retoriche letterarie ma che invece trasforma in incanto e variegata espressività ogni attimo, immagine, gesto e contemplazione dall’autrice interpretato.
    Scrivere poesia non è mai semplice; la difficoltà è proprio quella di non essere retorici né tanto meno costruttori dell’idioma che deve “volare” in alto con spontaneità e istintiva passione senza timore o timidezza nell’esporsi.
    La poesia come asseriva Saba, deve essere onesta, leale, vera. La costruzione per piacere agli altri renderà sterile di emozione quel cantico che nasce dalla profondità, dalla lealtà dall’essere se stessi.
    Tutto questo è il mondo di Maria Luisa Mazzarini, un mondo dove la visione del bello è in piena luce, dove le onde sanno cantare, le stelle illuminare e il vento accarezzare. Gli olezzi dei fiori aperti dal calore del sole, l’essenza della menta e del timo che riaffiorano nella mente coi ricordi di un tempo, poi neve, tempeste e albe da sognare.
    Un libro che è poesia fin dalla scelta della copertina dove le piccole ballerine di Degas si “muovono” a passo di danza, diventando preludio di un interno cartaceo da amare, da respirare e da goderne quell’ essenza piacevole che saprà riportarci alla bellezza e allo splendore di una parola che sa vibrare da un cuore all’altro.

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