Voce

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Descrizione

Voce di Elisabetta Bagli

 

Dettagli prodotto

  • Formato: ebook
  • Dimensioni file: 524 KB
  • Lunghezza stampa: 86
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (4 febbraio 2015)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 9788866902379

Descrizione prodotto

Sinossi

Con la seconda edizione della sua silloge Voce, Elisabetta Bagli riprende alcuni dei temi che le sono più cari e allarga ulteriormente il suo sguardo, tornando anche a osservare, con il suo modo di sentire viscerale, il mondo che le sta attorno. Affronta temi quali le radici, anche se la terra, in cui esse affondano, assume sapori diversi; le donne e la femminilità, raccordandosi a uno degli argomenti a lei più cari; la vita nelle sue molteplici sfumature e, immancabile, l’Amore. Un amore che coglie tutte le accezioni possibili: vissuto, negato, frustrato, passionale, finito e sognato.
Una raccolta poetica completa e intensa, che ripropone i versi raccolti in un periodo fresco nella poetica dell’autrice, arricchiti oggi da una sapiente dose di maturità stilistica e di maggiore introspezione personale.
Le poesie presentate, in versi liberi, sono tutte caratterizzate da uno stile ricercato e raffinato, ma senza mai diventare pesanti o nebulose. La vita è vita e se ne parla, per quanto in veste poetica, in modo diretto, toccando, come solo pochi autori sanno fare, l’anima del lettore. Conducendolo nei meandri dell’intimo, anche in anfratti mai visitati prima, attraverso la parola che scorre a volte placida, altre volte impetuosa.
Voce presenta una panoramica a 360° sull’esistenza e sulle situazioni quotidiane, viste, interpretate e descritte dall’occhio sensibile e dalla mano unica di una poetessa che è un astro nascente nel panorama poetico italiano e internazionale.

2 recensioni per Voce

  1. Valutato 5 su 5

    Antonio De Cristofaro

    Nel leggere la silloge poetica “Voce” di Elisabetta Bagli, edita dalla casa editrice EEE-Book, mi sono ritrovato immerso in un mare di sentimenti, legati indissolubilmente alla condizione femminile, declinati in tutti i suoi aspetti più intimi e personali. Pur tuttavia, essi sono temi indiscutibilmente universali. Fin dalla prima poesia intitolata:”Voce”, che da il titolo alla raccolta, si viene proiettati nel mondo intimo dell’autrice che manifesta l’intenzione di esprimere se stessa mettendosi a nudo davanti al lettori, attraverso il suo linguaggio poetico. Infatti, nell’ultima strofa essa recita, a conferma di quanto precedentemente affermato:
    “Un gioco, una sfida raccolta.
    I miei sentimenti formano parole.
    La mia voce sotterranea,
    mossa da un nuovo impeto,
    con vigore,
    si rivela a tutti.”
    Esprimendo così, in modo estrinseco, l’intenzione di fare ascoltare e leggere a tutti la sua voce intima, la voce di un’anima in cerca di se stessa prima che degli altri.
    La seconda poesia che vorrei citare si intitola “Scrivere”, essa è inserita nel gruppo di poesie che vanno sotto il titolo di:” Vita, entusiasmo e dolore.” Per questa lirica non mi sento di estrapolare nessuna strofa riassuntiva, va scritta e letta tutta a beneficio del lettore che forse mai comprerà e leggerà l’intera raccolta di questa voce poetica che esalta il poetare moderno innalzato alle sue vette più alte dell’ispirazione poetica. Quindi, a beneficio di tali lettori, eccola:
    “Scrivere per comunicare,
    per fare sentire attraverso il tuo cuore i tuoi
    sentimenti, il tuo amore.

    Scrivere per rappresentare la tua vita,
    per riempire quelle pagine bianche che ancora non
    hai vissuto.

    Scrivere per dare un senso ai tuoi sogni,
    alle tue illusioni, alle tue speranze.

    Scrivere per sfogare la tua rabbia,
    il tuo odio, il tuo disprezzo.

    Scrivere anche quando non vuoi,
    anche quando hai paura di perdere per sempre chi
    non vuoi perdere.

    Scrivere per toccare l’essenza più alta della tua
    esistenza,
    per sentirti vivo.

    Non scrivere più è morire dentro,
    e tu non puoi.”
    Per ultima vorrei citare la poesia: “Anima perfetta”, contenuta nella parte intitolata:“Amare.” Di questa lirica mi piace citare solo la prima strofa, che da il senso a tutta la poesia:
    “Perfezione,
    ti cerco,
    ti vedo nel suo sguardo,
    voglio afferrarti,
    sentirti ovunque,
    nei miei occhi,
    nelle mie labbra,
    nella mia mente.”
    Lungo il corso dell’intera raccolta si apprezzano temi quali: il trascorrere delle esperienze della vita, dello struggersi dell’amore in tutti i suoi aspetti, l’amore a tutto tondo, da quello filiale, a quello materno, a quello della persona amata, a quello per le creature di tutto il creato. Tutta la silloge è uno spaccato del mondo femminile che ci fa apprezzare e ci mette in comunicazione con ciò che è l’essenzialità e la poeticità delle donne. E’ un inno alla loro sensibilità, alla loro imprescindibilità, per addolcire e guidare gli uomini su di un percorso di amore e di elevazione allo stesso tempo fisico e spirituale. Spesso, durante la lettura delle poesie, mi sono dovuto soffermare per un lunghissimo momento a riflettere su molte strofe che mi hanno illuminato nel duro cammino verso la comprensione dell’altra metà del cielo. Mi sento di esprimere i miei complimenti vivissimi all’autrice, sono sicuro che il suo cammino nella ricerca del suo io ci fornirà ulteriori prove di grande talento, illuminandoci ancora di più sui temi a lei più cari nelle sue prossime raccolte.
    Consiglio il libro a tutti i veri appassionati lettori della poesia moderna.

  2. Valutato 5 su 5

    marina atzori

    La Poesia possiede un universo di sensazioni che spesso vengono espresse tramite le parole. Elisabetta Bagli da una voce ai sentimenti, unica e profonda. Ebbene devo dire che leggendo questa silloge si è scatenato il terremoto dei sensi. Uso consapevolmente un elemento forte ed eclatante per descrivere le mie percezioni; questa calamità esplode quando la terra inizia a tremare. Ho avuto come l’impressione che l’autrice volesse trascinarmi in un vortice fatto di involucri, traballanti scossi, in cui emerge l’anima impaurita, sgretolata. Non vi sono lanterne a guidarvi in questo viaggio quasi ultraterreno. L’unica luce è il verbo. La parola scritta si traveste, si mimetizza, diviene quasi camaleontica, e si rimane inesorabilmente rapiti da quella che oltre ad essere Poesia diviene suono e quindi anche musica. Resto infatti in balia di tonalità alte, basse e anche mute come il silenzio espresso in questa splendida silloge. Elisabetta Bagli si improvvisa direttore d’orchestra di spartiti che sanno di magia. Così scrive e ci spiega cosa significa esternare attraverso l’arte della scrittura: “Scrivere anche quando non vuoi, anche quando hai paura di perdere per sempre chi non vuoi perdere… Non scrivere più è morire dentro… oppure “Sono un libro mai finito…”
    Queste per la scrittrice sono le intenzioni della vita: proseguire nel nostro percorso per poi rimanere sospesi come un manoscritto incompiuto. Tali versi racchiudono la forza incontrollata di una mano che elabora pensieri per chi nutre il desiderio di leggere qualcosa che lo riguardi da molto vicino. A mio avviso è senz’altro uno dei passaggi più significativi in cui il lettore può avvicinarsi ad un mondo simile al suo.
    Una Poesia che raggiunge soprattutto le profondità degli abissi dell’animo femminile, mi ritrovo coinvolta, affascinata dalla semplicità attraverso la quale l’autrice riesce a commuovermi, a scuotermi, ad entrare e toccare le corde più sensibili mentre faccio scorrere piano la lettura dei versi..
    Cito testualmente alcuni dei momenti catartici che mi hanno colpita. Qui non si nasconde la sensibilità, si gioca con i suoni, i nervi sono scoperti, e le ferite bruciano tra queste poche righe. Da Voce: “scorre lenta l’acqua sotterranea imprigionata nelle mie debolezze…”
    E poi in due parole affiora il significato di ciò che ci crea tormento, di quanto si possa gioire, per poi dover inevitabilmente soffrire: “La vita è entusiasmo e dolore” Quindi si procede scoprendo ancor meglio la vera intenzione di questa raccolta, in “Limiti”: “con versi semplici canto la mia vita”. L’autrice vuole parlare di concetti della vita quotidiana, questa è la novità, lo fa investendo parte del suo percorso, raccontando la nascita e l’amore, ma non solo raccontando le donne e il loro moto perpetuo intorno a qualsiasi cosa. In “Ciclicità” scrive: “mani e piedi stanchi i occhi e bocche dolci di donne resistenti che combattono ogni giorno per la loro identità.” C’è voglia di riscatto da parte dell’universo femminile, l’autrice se ne fa portavoce elencandone fatiche e fragilità, lo fa in alcuni punti, con estrema delicatezza e dolcezza, non senza fermezza e determinazione, definendo le donne “FORZA DELLA NATURA”. Inoltre leggo tra le righe un forte desiderio di esprimersi per donare, donare qualcosa di speciale che difficilmente si può scordare: purezza e generosità. Tuttavia la Poetessa Bagli non poteva esimersi da una dedica emozionante al “Nulla”, che già a pronunciarlo fa mettere le ali ai piedi per fuggirvi il più distante possibile. Vediamo cosa scrive di questo niente. Leggete e poi ditemi voi: “Sei nulla come la polvere di un pesce di creta che cade a terra”. Quella appena descritta risulta un’immagine legata in maniera inscindibile al suono del dolore. Gira vorticosamente il rumore della Poesia in questa silloge, sfiorando e schizzando acqua di un fiume emotivo unico, ruota come farebbero le pale di un mulino tra i bisticci del vento. Per concludere, Elisabetta scrive della luna, del cielo, e poi lui: il vento complice della maturità di una rosa selvatica. Non aggiungo altro, in fondo custodisco gelosamente una lettura profondamente viva, che mi ha riempita il cuore. Complimenti all’autrice per essere riuscita a varcare la soglia dell’anima in punta di piedi.

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