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Pro e contro dell’utilizzo di uno pseudonimo

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Il diritto allo pseudonimo è sancito dal Codice Civile e dalla Legge 633 del 22 aprile 1941. La SIAE, rifacendosi a questa legge, prevede che si possa registrare il proprio pseudonimo, sulla base dell’art. 4 del suo Regolamento Generale: esiste un modulo apposito su cui si possono indicare parecchi pseudonimi, in ordine di preferenza, e questo modulo deve essere presentato unitamente al versamento di circa 120 € (attenzione, è necessario essere già Associati in regola con la propria quota associativa!); sarà la SIAE stessa, verificata la disponibilità dello pseudonimo, a “riconoscerlo” al richiedente, fermo restando che “La Società potrà richiedere ogni documentazione idonea ad accertare l’acquisita notorietà al pubblico dello pseudonimo, del nome d’arte, della sigla o del segno convenzionale”. Insomma, il vostro pseudonimo deve già essere conosciuto.

Come editore, quando mi viene richiesto di pubblicare sotto pseudonimo, chiedo all’autore di indicarlo nel contratto, accanto al suo nome. I dati “veri” dell’autore sono necessari per la cessione dei diritti e il pagamento delle royalties, ma restano assolutamente riservati presso l’editore. Anche la registrazione dell’ISBN avverrà esclusivamente con l’utilizzo dello pseudonimo.

In questo caso non ci sono spese.

Tuttavia, l’autore può stare tranquillo che, per errore, il suo vero nome non venga stampato sul libro in distribuzione?

imagesDirei di sì. Anzitutto, dovrebbe vedere la bozza del libro/e-book e della copertina per il consueto “visto, si stampi”, quindi potrà facilmente rilevare un eventuale errore e poi, per maggior sicurezza, può chiedere all’editore lo screenshot della registrazione ISBN.
Essendo in possesso della copia del contratto editoriale e della relativa opera (a stampa o digitale, purché debitamente registrata), ci sono tutti gli strumenti necessari per rivendicarne la paternità, se dovesse essere necessario. Detto questo, e riconosciuto il diritto dell’autore di celarsi dietro un nome fittizio, invito gli scrittori a riflettere sull’opportunità di fare ricorso allo pseudonimo. Rivelerete ai vostri amici e parenti lo pseudonimo utilizzato, farete delle presentazioni o le eviterete, per non rischiare di essere scoperti?
Le motivazioni valide ci possono essere (ad esempio scrivete libri per ragazzi, ma desiderate anche cimentarvi con opere più trasgressive), ma valutate bene i pro e i contro, anche perché poi sarà difficile ritornare sui propri passi…

 

 

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