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Agata e il segreto delle scarpette tecnomagiche

Serata piacevole a Caorle per Nicoletta Parigini

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L’Amministrazione comunale di Caorle, con il supporto della Biblioteca Civica, ha organizzato la prima edizione del “Festival della lettura ad alta voce, i luoghi e le parole”. Si tratta di un Festival itinerante di parole e musica che si è svolto nei primi giorni del mese di luglio. Martedì 7 luglio, in Piazza Matteotti, un evento speciale ha catturato l’attenzione stregando il pubblico: l’OPEN MIC READING, una serata dedicata a tutti coloro che hanno voglia di leggere ad alta voce brani letterari propri o d’altri autori, in prosa o poesia. Nicoletta Parigini, autrice di La centunesima infelice e altri libri pubblicati con EEE, ha partecipato entusiasmando gli ascoltatori. Questo il suo resoconto della serata:

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di Nicoletta Parigini

Che serata piacevole, ieri a Caorle!
All’Open Mic Reading, in piazza Matteotti, ognuno poteva mettere in comune la propria voglia di leggere, di comunicare, di passare un messaggio, di divertire, di sconcertare (la lettura di “Una carogna” di Baudelaire eseguita con voce zuccherosa e ninna nanna come sfondo, era un autentico spasso!) in piena autonomia e spontaneità.
Siamo abituati all’idea dello spettatore passivo e dello spettacolo costruito, pianificato nei minimi dettagli: all’Open Mic invece, ho avuto l’impressione che la serata si svolgesse fresca e fluida come un ritrovo del tutto informale. Semplice e delicato. Senza il peso delle cose posticce e impostate.
11722418_1144625062220041_8362945727054389175_oIo ho letto un pezzetto di Agata e il segreto delle scarpette tecnomagiche. Altri lettori hanno presentato brani di autori celebri (da Corona a Hosseini, dalla Allende ad Andreoli), altri ancora hanno scelto pezzi meno noti o composizioni proprie.
E non è mancata nemmeno la musica.
Bravissimi gli organizzatori (Il Teatrino della Neve e la Biblioteca) e spero in una prossima edizione!

#‎openmicreading‬ ‪#‎lettureadaltavocecaorle‬

 

Lug 26, 2015

Scrivere libri per ragazzi: Nicoletta Parigini

Scrivere libri per ragazzi non è diverso da scrivere un libro per adulti: sincerità, attenzione, credibilità, responsabilità. Questi gli ingredienti usati da Nicoletta Parigini quando scrive i suoi libri per un target giovane e in crescita. Occorre però non far mancare stimoli che possano aiutare lo sviluppo dei lettori in erba. Scrivere libri per ragazzi è un talento istintivo.

Nicoletta Parigini, nata nel 1978, vive in Veneto con il marito e le figlie. È laureata in Storia dell’Arte e haAgata e il segreto delle scarpette di Nicoletta Parigini esercitato l’attività di restauratrice di opere d’arte.
Lettrice da sempre, da qualche anno è approdata alla scrittura e nel 2012 ha pubblicato due romanzi per ragazzi Agata e il segreto delle scarpette tecnomagiche e Agata e il manoscritto di Melchiorre con Editrice Esordienti Ebook, disponibili in questo Catalogo. Per i ragazzi ha scritto anche un romanzo fantasy Nina Tempesta e il signor Schmitt, vincitore del Premio Streghe Vampiri e co., che sarà presto pubblicato da Giovane Holden Editore.
La centunesima infelice è il suo primo romanzo dedicato a un pubblico adulto.

  • Come si scrive per i giovani?

Per quanto mi riguarda, esattamente allo stesso modo con cui si scrive per gli adulti: con sincerità, attenzione, credibilità, responsabilità. Un buon libro, a mio parere, possiede sempre questi requisiti a prescindere dal target. E l’impegno che l’autore dovrà profondere per portare a termine la sua opera sarà lo stesso. Scrivere per i ragazzi non significa prendere una strada più semplice, significa scegliere un percorso peculiare.

  • Come si sceglie una particolare tematica?

La scelta dipende prima di tutto dalla fascia d’età. La letteratura lascia un segno nel lettore sensibile e lo scrittore deve sempre tenerlo a mente.  Perciò, a mio avviso, oltre all’esclusione della violenza gratuita e dell’erotismo, bisogna fare attenzione anche a quello che il testo sottintende e a tutto ciò che può risultare ambiguo e ingenerare confusione nel lettore, soprattutto se la fascia di lettori a cui è dedicato il libro è quella dei piccoli.

  • Quali sono le maggiori difficoltà che si riscontrano?

Ammorbidire certi spigoli mantenendo la propria personalità. I giovani lettori hanno bisogno di crescere e la letteratura può aiutarli in questo: se è tutto troppo “facile”, non c’è stimolo. È come servire la pappa frullata a chi può addentare una bistecca.
Ciò vale, a mio parere, anche per quanto riguarda il linguaggio. Scrivere senza semplificare troppo il lessico significa fornire ai ragazzi un’occasione per ampliare le loro conoscenze linguistiche.

  • Perché scegliere di scrivere proprio per i giovani?

Perché ogni scrittore ha il proprio talento naturale. Il proprio linguaggio, le capacità che lo contraddistinguono. E scrivere per ragazzi -invece che per adulti- è uno degli aspetti con cui talento, linguaggio e capacità si manifestano.
Dunque, a mio parere, più che scelta è istinto. Propensione. Sfruttare questo istinto rendendosene consapevoli, è un passo successivo.

 

 

Mag 04, 2015

La centunesima infelice: anche i fantasmi amano il rap?

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Nicoletta Parigini riesce sempre a stupire, dopo essersi aggiudicata il primo posto al Premio Nazionale Streghe Vampiri e co., pubblica con EEE il suo nuovo romanzo: La centunesima infelice. Nicoletta ha già al suo attivo altri due romanzi per adolescenti: Agata e il manoscritto di Melchiorre e Agata e il segreto delle scarpette tecnomagiche. Con questo nuovo libro si rivolge a un pubblico più ampio, scrivendo sì per adolescenti, ma prestando la dovuta attenzione al pubblico adulto. In questo modo crea il perfetto connubio fra due mondi spesso in conflitto ma che, in questo caso, troveranno la sinergia giusta per risolvere un mistero centenario. Una bella storia, questa della Centunesima infelice, perché parte come un racconto di fantasmi ma diventa un romanzo di formazione, fresco e immediato, che passa attraverso gli occhi e il linguaggio di una ragazzina di oggi, quella che potreste trovarvi vicina su un vaporetto veneziano, mentre va a scuola al mattino e magari stupirvi se, passando in un certo tratto del Canal Grande, si mette le mani sulle orecchie e comincia a canticchiare un brano di rap.

La trama:

Quante persone vivono, o sono vissute, a Venezia? Quanti, che vi hanno abitato in passato, sono ancora lì, camminatori instancabili, presenze in genere silenziose e ignote… a meno che non incontrino qualcuno che riesca a percepirli o a cui possano apparire in sogno.
Nell’attesa di transitare definitivamente nell’aldilà, le anime di coloro che hanno amato troppo la vita, che hanno lasciato qualcosa di incompiuto, o che hanno timore di ciò che li attende, vagano per le calli e, talvolta, interferiscono con il mondo dei viventi.
Marino Sanudo, uomo politico ed attento cronista della Serenissima, vissuto a cavallo tra il Quattro e il Cinquecento, che non ha nessuna voglia di abbandonare la sua città e non è certo ansioso di sottoporsi al Giudizio, trova nella quattordicenne Angiolina il legame perfetto con il mondo visibile. Legame strano e curioso, quello tra un fantasma che ama vestirsi secondo la moda di epoche successive alla propria (predilige la marsina), e che addirittura prova a scrivere dei testi rap, e un’adolescente con una famiglia normalmente infelice: una sorella di poco maggiore che le ha “soffiato” il ragazzo, una madre depressa, un padre disorientato, un delizioso fratellino in età di asilo nido, una nonna bisbetica e una badante polacca.
Per una ragazzina che ha già le normali difficoltà legate alla sua età, per di più innamorata anche di Dario, un giovane rapper che sembra avere qualche problema di cui nessuno vuole parlarle, non è certo facile venire anche in contatto con la sofferenza che sente nelle voci dei trapassati, che le comunicano il loro dolore, l’attesa, l’impazienza, la paura. Ma se Marino Sanudo comunica con Angy, una ragione c’è, e quando la ragazza comprenderà, si potrà finalmente chiudere il cerchio della vicenda.

Gen 30, 2015

Un bel riconoscimento per Nicoletta Parigini.

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Nicoletta Parigini, autrice dei libri editi da EEE e , si è aggiudicato il primo posto nel concorso Premio Nazionale Streghe Vampiri e co indetto da Giovane Holden Edizioni con il racconto Nina Tempesta e il signor Schmitt. La cerimonia di premiazione, che si è svolta sabato 15 novembre 2014 con la proclamazione dei vincitori e organizzata in collaborazione con l’Agenzia Letteraria I soliti Ignoti e con il Patrocinio della Provincia di Lucca e del Comune di Viareggio, ha avuto il merito di portare alla ribalta, con opere di narrativa e poesia, un genere piuttosto amato dal pubblico: il fantasy.

In questo contesto, la nostra Nicoletta Parigini è riuscita a emergere con un libro fresco e ricco di suggestioni, adatto sia agli adulti che ai giovani. Queste le motivazioni che hanno indotto la giuria a preferirlo:

Una favola delicata e generosa, sorretta da un linguaggio moderno e da un’invenzione narrativa che permette all’autrice di interrogarsi e interrogarci sul significato dell’amore, della vita e soprattutto del vago confine tra quello che noi crediamo essere il mondo e quello che potrebbe essere. Uno stile limpido, lineare e accattivante sorregge una struttura narrativa che combina in modo ineccepibile gli elementi del fantasy con quelli del mistery. Un sistema di personaggi variegato e ben delineato anche nella psicologia che sottende azioni e comportamenti. Il punto di forza del testo è il duplice piano di lettura che permette una lettura gradevolissima sia a un pubblico giovanissimo che a un pubblico adulto.

Dunque, vi lasciamo con un anticipo di trama, facendo i nostri migliori auguri a Nicoletta:

Nina Tempesta ha appena iniziato a indagare su un caso di sparizione e già si trova nei guai: la faccenda è più complicata del previsto ed esige un impegno e un coinvolgimento che mai, nessun caso precedente, le aveva richiesto.
La detective ha trovato finalmente il suo mostro… o finalmente ha trovato se stessa?

Dic 03, 2014
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