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Andrea Leonelli

Ufficio grafico: Cui prodest?

di Andrea Leonelli

Sono da poco stato nominato responsabile dell’ufficio grafico di EEE e, dopo il primo e comprensibile attimo di euforia, ho cercato di unire un minimo di talento e di capacità nell’utilizzo di software grafici a uno studio più approfondito dei prodotti (cover) considerati migliori.

Mi sono subito imbattuto in questo articolo di Il Post e dopo averlo letto e guardato le copertine, considerate come le più belle prodotte nel corso del 2017 (per i più pigri, in fondo all’articolo ve le riproponiamo), in un primo momento ho avuto in testa molte più domande che risposte.

La più importante è stata: “Possibile che non me ne piaccia nemmeno una?”

Domanda più che legittima dal momento che, dovendo affrontare questa nuova avventura, vorrei tentare di dare il meglio riuscendo, contemporaneamente, a soddisfare le aspettative sia dell’Editora che degli autori. E il fatto che nemmeno una delle cover riportate nell’articolo de Il Post fosse in linea con i miei gusti e con quelli che io ritengo essere dei normali canoni estetici, mi ha decisamente sconfortato.
Ho continuato a cercare e ho trovato un altro articolo, sempre di Il Post, relativo alle cover più belle dell’anno precedente (questo), e anche in questo caso non ne ho trovata una che mi piacesse. Però, un particolare ha attirato la mia attenzione: nell’articolo si specificava:

Uno dei concorsi mondiali più interessanti a proposito è l’annuale 50 Books – 50 Covers, in cui il sito americano Design Observer, che si occupa di grafica, cultura pop e critica d’arte, sceglie le migliori copertine di libri e riviste uscite nel corso dell’anno precedente (con un’attenzione prioritaria ai libri in inglese, salvo rare eccezioni). Il concorso, fondato nel 1923 dall’American Institute of Graphic Arts (AIGA), premia anche i 50 libri che si distinguono per la grafica (non della sola copertina quindi, ma nella sua interezza): spesso sono volumi d’arte o cataloghi di mostre, mentre la categoria delle copertine comprende molta narrativa.

Ah, ecco svelato l’inghippo!
A questo punto, dopo un’ampia e prolungata discussione con il responsabile dell’Ufficio Stampa, siamo giunti a diverse conclusioni.
Le cover evidenziate negli articoli sono state giudicate le più belle da un particolare settore, molto specializzato, di giudici; che sia l’AIGA o che siano grafici e designer di alto livello, sono comunque Specialisti che valutano un lavoro con l’occhio esperto del professionista abituato a Grandi realizzazioni grafiche e non con quello del “comune” lettore.

In sostanza, esiste un certo divario fra quelle che sono le progettazioni di copertine fatte per Case Editrici di un certo livello (spesso d’oltre oceano) e quelle che sono le reali esigenze nostrane. Non solo, stando anche a tutti i consigli che si possono trovare in rete, scritti da chi le copertine le realizza per autori italiani e da chi le copertine se le crea da solo, il divario diventa quasi abissale e si discosta anni luce da quelli che sono i criteri con cui vengono selezionate le copertine più belle, a livello internazionale.

Perché? Come mai? Dove sta la differenza?

La differenza c’è e si spiega valutando la nostra realtà editoriale e confrontandola con quella estera più famosa.
Se hai un nome abbastanza altisonante (S. King, Dan Brown) puoi mettere ciò che vuoi in copertina tanto i lettori prenderanno il tuo ultimo volume “a occhi chiusi”. E se la copertina sarà stata presa dal catalogo della Postal Market non importerà a nessuno.
Se hai un budget abbastanza elevato, da investire in marketing e pubblicità, vale il caso sopra; potrai martellare la gente, facendo entrare nel comune immaginario la cover fino a che le persone non sentiranno l’impellente necessità di avere il volume fra le mani.
Se pubblicherai con un grosso editore americano… tutti i problemi li risolverà qualcun altro al posto tuo e la copertina del libro sarà l’ultimo dei tuoi pensieri.

La realtà spicciola, invece, quella che come ufficio grafico affronto a ogni cover che creo, è:
L’immagine parla del testo? La copertina invoglia all’acquisto? Incuriosisce? Le scritte sono leggibili anche nelle miniature degli store? Ma, soprattutto, piacerà ad autore ed editore? Rispecchierà un sufficiente compromesso fra idee e aspettative di entrambe le parti?

Tralasciando i grossi nomi editoriali nostrani, il resto dell’editoria affronta problematiche più banali, meno romantiche e decisamente più quotidiane, quindi l’estetica pura e semplice, come la realizzazione grafica di una cover, diventa un fattore che deve, per forza, rientrare in budget limitati. Lo stesso dicasi per chi il lavoro lo deve effettuare con mezzi e possibilità relativi. Tuttavia, c’è anche da dire che la concezione italiana di estetica va ben al di là di quello che è il gusto internazionale (vedi la moda, il design etc etc), pertanto cercare di confrontarsi con determinate realtà può diventare persino controproducente.

In poche parole, se dovessi realizzare delle copertine, così come i canoni estetici proposti da 50 Books – 50 Covers suggerirebbero, molto probabilmente la mia Editora e gli autori EEE organizzerebbero una rivolta.
Il mio compromesso reale si snoda fra quello che l’autore vorrebbe, quello che piace all’editore e quello che il mio istinto mi suggerirebbe di fare. E poi, il tutto si scontra con la possibilità di poter realizzare concretamente un’immagine ideale.

La NOSTRA realtà (come piccola realtà editoriale) è questa: Non abbiamo, per ora, nomi altisonanti fra le nostre fila (anche se i nostri autori vendono benissimo e si fanno onore) e nemmeno imponenti budget da investire in mastodontiche campagne di marketing, e quello che possiamo fare, per dare maggiore visibilità ai titoli in catalogo, proviene quasi sempre dalle nostre tasche e dal nostro ingegno.

Il nostro punto di forza, a prescindere dal fattore estetico dato dalle cover, è appunto la produzione di libri di qualità che le persone possano leggere con soddisfazione e piacere. Per questo motivo, e soprattutto per tutto l’impegno che esiste dietro ogni singola pubblicazione di EEE (a partire dagli autori, per finire al nostro ufficio stampa), anche per le copertine EEE esisterà, da oggi in poi, uno studio approfondito e dedicato che possa far risaltare al meglio il lavoro di tutti.
Perché ogni singola azione, e ogni più piccolo contributo, concorrerà a rendere ogni libro unico ed eccezionale, anche dalla cover.

E pazienza se non verrà selezionata per l’anno prossimo dalla giuria dell’American Institute of Graphic Arts.

 

Aggiornamento

Dato che il titolo del post, che voleva essere ironico e a doppio senso, ha dato origine a fraintendimenti abbiamo preferito correggerlo

Per i più pigri, ecco le 32 copertine più belle stampate nel 2017

 

Dic 27, 2017

L’emozione ha un sapore nuovo

Dopo aver scritto nel marzo 2015 uno degli articoli più letti del blog, L’inferno dentro: la rianimazione, per il quale ha ricevuto diversi commenti di consenso (tra cui anche diverse richieste di informazione sulla data di uscita del libro), Andrea Leonelli è riuscito a giungere alla fine di questa avventura, per lui alquanto significativa e sofferta.

Dall’inferno a volte si può uscire. Non è facile ma è possibile farcela.

di Andrea Leonelli

Devo ammetterlo. Questa volta è stata proprio ansia. E non è solo la trepidazione in attesa della risposta, perché ero già in ansia nel momento in cui ho ricevuto l’ultimo brano da inserire come contributo esterno al mio libro. È un’ansia globale, passata, presente e futura.

Non è il primo libro che presento a un editore, è il quinto. Stavolta però sono fuori dalla mia “comfort zone”. Molto fuori da essa… Infatti non è un’altra silloge poetica ma è un romanzo autobiografico. Un romanzo in cui mi sono messo a nudo (ma nudo nudo) con le mie fragilità, le mie debolezze, i miei errori e le mie contraddizioni.

La mia vita dopo quell’infarto che invece di uccidermi mi ha fatto rinascere. Cambiamenti, decisioni, bivi e strade da scegliere, giuste o sbagliate ma a senso unico. Un po’ come il tempo. Non si torna indietro.

Come dopo aver premuto il tasto “Invio” e si è inviata una email.

E le ansie si succedono ad altre ansie di tipo diverso: da “Riuscirò a finire definitivamente questo libro (ci ho messo anni a scriverlo, ma non per la lunghezza, per la mia difficoltà ad affrontarne i contenuti)?” a “Piacerà all’editore? Lo pubblicherà?” fino a “Piacerà al pubblico?

Ok, so che non si può piacere a tutti, ma spero che il messaggio veicolato da questo libro possa raggiungere le persone. Possa far capire che dall’inferno a volte si può uscire. Non è facile ma è possibile farcela.

Non importa a che punto critico si arrivi ma non ci si può arrendere. Si può lottare e le forme di “combattimento”, di ribellione, possono essere varie e diverse per ognuno di noi. Ognuno di noi “è un numero unico”, ognuno di noi ha la sua ricetta personale, la propria strada per uscire dall’abisso. A volte si può anche decidere di rimanere sul fondo, ma è talmente opprimente che, poi, ci si ritrova morti senza aver realmente vissuto. Si diventa comparse sullo sfondo delle vite di altri. Non voglio affermare che tutti dobbiamo essere dei protagonisti, ma possiamo ritagliarci, con un po’ di improvvisazione a volte, la nostra parte sul grande palcoscenico della vita.

La strada è ancora lunga, spero, e “Domani ci sarà tempo“.

Buon viaggio a tutti.

Andrea

Dic 06, 2017

Tante nuove uscite entro Natale

Esistono delle scadenze fisse che ci costringono a correre contro il tempo. Punti fermi sul calendario che segnano lo scatto delle lancette, facendo sudare chiunque si trovi nella situazione di dover produrre un “qualcosa” entro una certa data.

Natale, Pasqua, l’inizio dell’estate, i primi di settembre e, nel caso dell’editoria, anche il Salone Internazionale del Libro di Torino, sono tutti appuntamenti inderogabili con i quali dover fare i conti. Tuttavia, dato che EEE non perde tempo, diversi titoli stanno già per entrare nel catalogo, alcuni solo in formato digitale, altri, invece, anche in formato cartaceo.

 

L’immagine che vedete presenta, appunto, tre new entry quasi pronte. “Quasi” perché in realtà sono le bozze di stampa e alcuni particolari vanno ancora visti e rivisti prima di dare il definitivo consenso alla stampa.

Da sinistra si vede la copertina del nuovo libro di Elena Grilli, Il cerchio delle donne, il romanzo che ha vinto il nostro concorso GTN (giallo, thriller e noir) diventando il degno erede di Come il mare ad occhi chiusi, detentore di diversi titoli rilasciati da giurie autorevoli. Conoscendo le capacità di Elena, siamo certi che anche questo libro vi terrà incollati alle pagine, con il fiato sospeso fino alla fine.

Al centro il libro di Andrea Leonelli, Domani ci sarà tempo, rappresenta una novità per l’autore, in quanto non si tratta di una silloge poetica ma di un testo narrativo che porta all’attenzione del lettore l’esperienza personale del poeta vissuta nel momento del suo infarto. Un evento che ha radicalmente cambiato la sua vita, il suo modo di pensare e di approcciarsi all’ambiente esterno.

A destra si trova l’ultima silloge di Maria Luisa Mazzarini, Piccola Venezia sogna, una raccolta di poesie che, al pari delle altre che l’hanno preceduta, saprà emozionarvi e trasportarvi nell’universo sensoriale della poetessa. Venezia è un altrove dove un “Cuore di rondine” anela tornare…

Ma non è finita qui, perché anche Oliviero Angelo Fuina presenta la sua nuova silloge Poesie (R)Accolte, una raccolta che potremmo definire un “the best of”, ovvero le migliori composizioni premiate, menzionate e riconosciute in premi, concorsi ed eventi di ogni genere, come testimonianze della bravura di questo nostro poeta.

Ultimi, ma non ultimi, Cinzia Morea e Giancarlo Ibba offrono ai lettori una chicca davvero interessante: il libro scritto a quattro mani Lo spirito del lago. La particolarità di questo giallo, arrivato secondo nel nostro concorso GTN, si riscontra proprio nelle propensioni letterarie dei due autori: Cinzia scrive libri per ragazzi e Giancarlo sforna horror imperdibili. Il connubio fra i due sarà sicuramente fuori dagli schemi.

Di prossima uscita anche il libro di Danae Lorne del quale, però, non siamo riusciti a estorcere, al nostro editore, alcuna informazione. Abbiamo solo una vaga idea di quale sarà la copertina ma, in sostanza, del contenuto e del titolo non sappiamo ancora nulla. Ma siamo decisamente curiosi!

Dunque, se non sapete quale libro regalare o regalarvi per Natale, presto saranno disponibili nuovi titoli interessanti da inserire nelle vostre librerie e in quelle degli amici.

 

Nov 22, 2017

gioco-di-libriAndrea Leonelli e il Gioco dei Libri – Consumando i giorni con sguardi diversi

Talvolta è capitato di passare qualche ora in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, un personaggio, un piatto tipico e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Consumando i giorni con sguardi diversi

Sinossi

 consumando-i-giorni-con-sguardi-diversi Introduzione a “Consumando i giorni con sguardi diversi”

Consumando i giorni con sguardi diversi è una raccolta poetica alla sua seconda edizione. Un’edizione rinnovata, corretta, pulita, che nulla ha più del gusto lievemente acerbo che caratterizzava la prima edizione e che rappresenta un importante punto di evoluzione del poeta, dal pessimismo iniziale verso la luce e la speranza delle sue composizioni più recenti. È una poesia di sperimentazioni lessicali, di emozioni distillate, di momenti rarefatti. Una via non facile da percorrere, ma necessaria, perché “conduce, produce metamorfosi”.

Se “Consumando i giorni con sguardi diversi” fosse

 losangelesbladerunner

Una città: Los Angeles (ma quella di Blade Runner)

Il film è interamente ambientato a Los Angeles, nel novembre del 2019. Il pianeta Terra, a causa dell’inquinamento e del sovraffollamento, è diventato invivibile. Chi può si trasferisce nelle colonie extramondo, mentre sulla Terra rimangono coloro che sono stati scartati, perché malati, alla visita medica preliminare al trasferimento nello spazio (come J. F. Sebastian, affetto da invecchiamento precoce), o coloro che non possono permettersi il viaggio. La vita animale e vegetale è pressoché scomparsa: quasi tutti gli animali in circolazione sono sintetici, ed è proibito uccidere quelli veri sopravvissuti.

La città di Los Angeles è perennemente avvolta dalla nebbia prodotta dall’inquinamento, che offusca il Sole e produce una pioggia continua. Le strade, rese luride dalla pioggia, sono piene di veicoli e di persone di ogni etnia, anche se è nettamente predominante la componente asiatica.[20] In città si parla il Cityspeak, uno slang plurilinguistico e multietnico.
I moderni grattacieli e le industrie sorgono accanto ai palazzi più antichi, per lo più fatiscenti e adattati alle “nuove tecnologie” facendo passare le tubazioni sulle facciate esterne. L’assenza totale del bello contribuisce a trasmettere allo spettatore la sensazione di claustrofobia.

 biscotti-cioccolato-e-sale

Un piatto: Biscotti al cioccolato e sale di Cervia

Ingredienti:
150 g di farina 00
120 g cioccolato fondente
120 g burro
100 g zucchero
30 g cacao amaro in polvere
1 cucchiaino colmo di lievito vanigliato
1 uovo
Sale Marino di Cervia
Procedimento:
Lasciare ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
Mettere il cioccolato tagliato a pezzetti in una ciotola resistente al calore e scioglierlo a fuoco basso adagiando la ciotola sopra un pentolino contenente poca acqua, in modo che il fondo della ciotola non ne sia a contatto.
A questo punto, montare a crema il burro ammorbidito insieme allo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso, e poi aggiungervi l’uovo. Mescolare bene.
Aggiungere farina setacciata con cacao e lievito e infine il cioccolato fuso raffreddato.
Amalgamare bene tutti gli ingredienti e porzionare con una paletta da gelato.
Disporre su di una teglia rivestita di carta da forno e cospargere con qualche granello di Sale di Cervia.
Cuocere 20 minuti a 180° e lasciare raffreddare completamente.

fonte ricetta: Giochi di zucchero

Contrasti di sapore piuttosto forti, come quelli che potrete trovare nelle composizioni del mio libro. La sperimentazione è piuttosto spinta sia nei temi che nella costruzione dei versi quindi l’accostamento direi a questi biscotti che è azzeccato.

 erwin_schrodinger_1933

Un personaggio: Erwin Schrödinger

(Vienna, 12 agosto 1887 – Vienna, 4 gennaio 1961) è stato un fisico e matematico austriaco, di grande importanza per i contributi fondamentali alla meccanica quantistica e in particolare per l’equazione a lui intitolata, per la quale vinse il premio Nobel per la fisica nel 1933.

Io adoro il Paradosso del gatto di Schrödinger e, le successive interpretazione di Copenaghen (riducendo il problema ai minimi termini) dicono che è la misurazione, o l’osservatore a determinare uno stato fisico che viene “fissato” soltanto dopo l’osservazione o la misura. Prima, in quanto ignoto, era indefinito e potenzialmente variabile fra i suoi molteplici possibili stati. Nell’interpretazione a molti mondi l’osservazione determina semplicemente in quale dei possibili mondi è presente l’osservatore, mentre in un altro universo quello che accade non è necessariamente la stessa cosa. In “Consumando” accade la stessa cosa, è il lettore che determina quello che legge.

Voivod Nothingface

Bellissima canzone, a mio parere, fuori dagli schemi classici della musica, anche da quelli del metal. Il punto di forza è la sua diversità dalla norma. Può anche essere un tallone d’Achille, infatti molti potrebbero non apprezzarla. Questo ne fa il paragone migliore con il mio libro.

Dettagli del libro

Formato: Formato ebook
Dimensioni file: 714 KB
Lunghezza stampa: 101
Editore: EEE-book (7 marzo 2016)
Venduto da: Amazon – Kobo
Lingua: Italiano
ISBN: 978-88-6690-293-5

Mag 04, 2017

gioco-di-libriAndrea Leonelli e il Gioco dei Libri – La selezione colpevole

Talvolta è capitato di passare qualche ora in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, un personaggio, un piatto tipico e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

La selezione colpevole

Sinossi

la selezione colpevole Introduzione a “Crepuscoli di luce”

La totale e completa negazione di una visione positiva regala in realtà la massima espressione del contrario della stessa. Cosa mai potrebbe esserci di peggiore? Ed ecco che il pessimismo si tramuta nella timida speranza che non vi sia affatto niente di peggio. “ma lascio la radice sperando di rifiorire”. L’animo sprofondato nel nulla risorge dalla propria miseria, facendo tesoro della bruttura umana. Francamente trovo che la raccolta contenga delle vere ed autentiche perle di pessimismo estremo che adoro, perché per quanto possa essere buio il pozzo in cui c’immergiamo, la luce del nostro IO brilla comunque. Come Dorian Gray trasmuta nel ritratto la propria essenza, così il mostro t’invita a vedere “il riflesso del tuo sporco interiore”. E la prosa contenuta è talmente estrema da riempire con la sua sofferenza ogni angolo disponibile, diventando “importante”.

Irma Panova Maino

Se “La selezione colpevole” fosse

 faenza

Una città: Faenza

«Le città di Lamone e di Santerno
conduce il lïoncel dal nido bianco,
che muta parte da la state al verno.»
(Dante Alighieri, Inferno, Canto XXVII)

Faenza è un comune italiano di 58541 abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.
Posta sulla via Emilia tra Imola e Forlì, poco a ovest del centro della Romagna, si trova ai piedi dei primi rilievi dell’Appennino faentino ed è sede vescovile della diocesi di Faenza-Modigliana nonché storicamente nota per la produzione di ceramica.
Oltre che faentini, un nome classico con il quale sono raggruppati gli abitanti di Faenza è “manfredi”, dal nome della famiglia che governò la città.

Faenza è la città in cui ora risiedo e lavoro, dove vivo. La città in cui sono avvenuti i cambiamenti della mia vita adulta. In cui mi sono scoperto persona, in cui mi sono perso e ritrovato in cui sono quasi morto e poi rinato.
Questa prima silloge, scritta in questa città è figlia anche del mio “essere” qua, in questa città per cui provo sentimenti contrastanti.
Né città né paese ha molte delle caratteristiche di entrambe, e non sempre sono le migliori. Ma non credo esista una “media città” perfetta. E come si può amare o odiare sia la metropoli che il villaggio rurale, lo stesso si può dire per queste località che stanno a metà strada.

 fegatoveneziana

Un piatto: Fegato alla veneziana

Ingredienti per 4 persone

400 g di fegato di vitella tagliato a fette sottili; 2 o 3 cipolle bianche del peso complessivo di circa 400 g; 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva; 2 dita di vino bianco secco; prezzemolo, sale e pepe.

Minuti preparazione: 20

Minuti cottura: 25

Spellate le cipolle e affettatele sottili. Togliete la pellicina tutto intorno alle fette di fegato e tagliatele a listarelle larghe circa due dita.
Scaldate l’olio in una larga padella antiaderente e fatevi appassire le cipolle. Mantenete la fiamma a metà altezza e mescolate spesso in modo che le cipolle si cuociano senza quasi prendere colore.
Dopo circa un quarto d’ora, insaporite con sale e pepe e bagnate con il vino. Distribuite sulle cipolle le listerelle di fegato, rialzate la fiamma e lasciate cuocere per non più di quattro o cinque minuti, mescolandolo spesso e salandolo solo a fine cottura.
Perché il fegato non indurisca, dovrete cuocerlo solo all’ultimo momento, facendo attenzione che non passi di cottura senza tuttavia rimanere al sangue ma solo leggermente rosato all’interno.
Servitelo caldo, spolverato di prezzemolo tritato, accompagnandolo con fette di polenta arrostita.

fonte ricetta: Gambero Rosso

Perché il fegato? In primis perché lo adoro, poi perché il suo essere dolciastro e amarognolo racchiude un po’ la delusione e la rivalsa che provavo nel periodo un cui lo scrivevo. Dolore solitudine e disillusione mentre lo scrivevo, rivalsa e soddisfazione quando l’ho visto pubblicato. Questi i motivi per il fegato alla veneziana accanto a “La selezione colpevole”

 charles-bukowski

Un personaggio: Charles Bukowski

I suoi racconti e le sue poesie trovano spazio su giornali come “Story” ma soprattutto sulle pagine delle riviste underground. Non è infatti una fugace o “poetica” linfa creativa che lo induce a scrivere, ma la rabbia verso la vita, l’amarezza perenne del giusto di fronte ai torti e all’insensibilità degli altri uomini. Le storie di Charles Bukowski sono imperniate su un autobiografismo quasi ossessivo. Il sesso, l’alcol, le corse dei cavalli, lo squallore delle vite marginali, l’ipocrisia del “sogno americano” sono i temi sui quali vengono intessute infinite variazioni grazie a una scrittura veloce, semplice ma estremamente feroce e corrosiva.

Autodistruttivo… Per un periodo lo sono stato anche io. Poi sono, almeno parzialmente, rinsavito. Ma lo spirito corrosivo e sarcastico mi è rimasto. Forse ha sempre fatto parte di me.
Insieme al dolore e alla solitudine, l’autodistruzione e la cattiveria sono parte della mia silloge.

Disturbed Down with the sickness

L’energia di questa canzone è quella che ricevevo, ascoltandola, assieme agli altri brani dell’album The Sickness, mentre scrivevo le poesie di questa silloge. La scrittura e la musica mi hanno aiutato moltissimo a superare questo periodo critico della mia vita.

Dettagli del libro

Formato: Formato ebook
Dimensioni file: 575 KB
Lunghezza stampa: 116
Editore: EEE-book (10 agosto 2012)
Venduto da: Amazon – Kobo
Lingua: Italiano
ISBN: 978-88-6690-088-7

Mar 25, 2017

gioco-di-libriAndrea Leonelli e il Gioco dei Libri – Crepuscoli di luce

Talvolta è capitato di passare qualche ora in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, un personaggio, un piatto tipico e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Crepuscoli di luce

Sinossi

Crepuscoli di luce Introduzione a “Crepuscoli di luce”

“Crepuscoli di luce” è la nuova silloge poetica di Andrea Leonelli, un passaggio attraverso il quale si ricongiunge un passato doloroso e catartico con un presente in cui, cadute le maschere, il poeta ritrova lentamente se stesso e la propria identità. L’espressione del linguaggio accentua lo stile tagliente e mai scontato, utilizzando parole in cui il significato viene stravolto a favore di una nuova intensità emotiva. E sono proprio le emozioni a creare la poesia stessa, trasformando la negatività in quella lirica che si eleva al di sopra degli animi, portando i versi verso un’eternità costituita da sprazzi di luce oltre la tenebra. “La notte non può durare per sempre” (cit) ed è da questo punto fondamentale che l’uomo ricomincia a vivere, cedendo all’esistere con la stessa voluttà con cui si potrebbe cedere a un’amante. Lo spirito si rinnova calpestando le schegge del proprio passato, mentre l’anima si avvia verso una guarigione cercata e voluta. “Crepuscoli di luce” offre ai lettori sia l’uomo che il poeta, sia la lirica che la realtà, senza compromessi né sotterfugi che potrebbero creare false illusioni. Questo è reale, questo è vivere. Al di là della concezione materiale dell’esistere quotidiano e delle false icone che l’ambiente propina. Messo a nudo, resta solo l’Essere, con i propri dubbi e le proprie speranze, un uomo che non accetta la sconfitta emotiva come un fattore prestabilito o come un retaggio dato dall’essere umano. Esiste, sempre e in ogni caso, l’alba che porta a nuova luce e a nuovi respiri. Così come esisterà sempre un crepuscolo nel quale rilassare le membra e trovare, all’interno del proprio intimo, la ragione di esistere.
Andrea Leonelli non delude mai e la sua lirica arriva a corteggiare direttamente l’anima. Tuttavia, diversamente dalle precedenti sillogi, “Crepuscoli di luce” apre le porte a una speranza inaspettata, senza mai rinunciare allo stile inusuale con cui il poeta ha sempre espresso i propri versi. Ed è da questa nuova combinazione che la poetica trae il massimo vantaggio, diventando emozione pura.

Se “Crepuscoli di luce” fosse

 milano

Una città: Milano

Milano è una città italiana di 1 350 387 abitanti, centro dell’omonima città metropolitana e capoluogo della regione Lombardia, secondo comune italiano per numero di abitanti e, con i suoi quasi dieci milioni di abitanti, quarta area metropolitana più popolata d’Europa dopo Londra, Madrid e Parigi.
Fondata dagli Insubri all’inizio del VI secolo a.C., fu conquistata dai Romani nel 222 a.C. e denominata Mediolanum; accrebbe progressivamente la sua importanza fino a divenire capitale dell’Impero romano d’Occidente. Durante la sua storia assunse svariati ruoli, tra i quali capitale, nonché centro politico e culturale del Ducato di Milano durante il Rinascimento, capitale del Regno d’Italia durante il periodo napoleonico e capitale del Regno Lombardo-Veneto durante il periodo austriaco. In ambito culturale, Milano è dal XIX secolo il massimo centro italiano nell’editoria, sia libraria sia legata all’informazione, ed è ai vertici del circuito musicale mondiale grazie alla stagione lirica del Teatro alla Scala e alla sua lunga tradizione operistica.

Milano è parzialmente nelle mie origini, a tratti nel mio passato prossimo. Città che corre, attiva, un po’ caotica ma multiforme nel passare fra molte lingue e accenti o dialetti diversi; fra le diverse forme di architettura che compongono le costruzioni che le danno forma. Una città in cui si passa dallo splendore del centro per arrivare ai quartieri popolari, alcuni anche piuttosto pericolosi, dell’hinterland. Molte forme, molti colori, molti “dimensioni” diverse.

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Un piatto: Cagliata d’uovo

Ingredienti per un panetto di cagliata
4 uova
Alcol a 95 gradi
Procedura
Rompere le uova in un recipiente ampio, versarci sopra alcol etilico a 95 gradi in piccole quantità, mescolare fino ad ottenere la completa coagulazione dell’uovo.
Versare la cagliata in un colino piuttosto grande e lavare sotto un filo di acqua corrente mescolando per togliere l’alcol residuo. Versare la cagliata in uno strofinaccio e strizzare per eliminare l’acqua in eccesso.
A questo punto la nostra cagliata d’uovo dovrà essere usata come preparazione di base per piatti più articolati. Vi proponiamo alcuni esempi appetitosi.

ROTELLINE DI CAGLIATA
La cagliata a questo punto ha assunto una forma piuttosto solida e malleabile, quindi può essere stesa su un piano e tirata delicatamente con un mattarello. La sfoglia che si ottiene può essere farcita a piacimento (verdure e formaggi sono preferibili), arrotolata su se stessa e tagliata come un salame. Vi garantiamo che l’effetto è suggestivo!

Un’altro modo interessante di servire la nostra cagliata può essere quello di usarla come spuma per farcire le tartine. Vi spieghiamo come:
SPUMA VEGETARIANA PER TARTINE
Ingredienti
50 gr di cagliata
30 gr di mascarpone
30 gr di panna montata
30 gr di peperoni di colori diversi
Qualche goccia di limone
Sale e pepe
Pane ai semi di finocchio tostato
Procedura
Preparare la panna montata con il sale, pepe e succo di limone. Aggiungere la cagliata al mascarpone montando con un fustino. Quando il composto risulta omogeneo, introdurre la panna mescolando con un cucchiaio. Infine inglobare i peperoni tagliati finemente. Spalmare il composto ottenuto sul pane e guarnire a piacere.

fonte ricetta: Moebiusonline

Perché la cucina molecolare? Perché da sempre sono stato appassionato di chimica e fisica e la cucina molecolare sfrutta questi due aspetti nella preparazione delle pietanze. Perché è a suo modo innovativa e propone piatti inconsueti ma non meno gustosi di quelli tradizionali

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Un personaggio: Leonardo Da Vinci

Leonardo di ser Piero da Vinci (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) è stato un ingegnere, pittore e scienziato italiano.
Uomo d’ingegno e talento universale del Rinascimento, incarnò in pieno lo spirito della sua epoca, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell’arte e della conoscenza. Si occupò di architettura e scultura, fu disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista, progettista e inventore. È considerato uno dei più grandi geni dell’umanità.

Però un punto di contatto fra Leoneardo da Vinci e ma, passante attraverso Faenza (città in cui attualmente vivo) c’è.
Un bel “mistero di cui vi anticipo uno stralcio e che potrete finire di leggere al seguente link: RennesLeChateau.it

FAENZA. Passa anche da Faenza il percorso di inquietanti misteri che portano a Rennes-le-Chateau in Francia, dove un’antica e dibattuta storia, tra realtà, leggenda e fantasia, risalente alle origini del cristianesimo, colloca i sacri resti di Gesù.
Della vicenda si è occupata, in più puntate, la trasmissione televisiva Voyager, ma senza essere ancora a conoscenza dell’enigmatica “Lapide di Faenza” e del rebus contenuto nientemeno che nella Pala Bertoni. La chiave di lettura è un antico codice, lo stesso di cui si serviva Leonardo Da Vinci. E se si utilizza lo stesso metodo, qualcosa di “sconvolgente” emerge anche dalla decifrazione di uno scritto in un particolare del prezioso dipinto.

Non voglio avvicinarmi al genio né paragonarmi a lui. Sarebbe un paragone molto scomodo. Ma mi affascina la sua abilità visionaria di progettare macchine e costruzioni così avanzate da essere considerate folli ai suoi tempi. E l’altra sua capacità di essere abile in molte branche del sapere: anatomia, meccanica, pittura, architettura. Nel mio libro, nel mio piccolo provo ad affacciarmi su argomenti diversi come lui balzava da un ramo all’altro dello scibile umano.

Metallica S&M Ecstasy of Gold & The Call of Ktulu

Musica di ampio respiro, che vaga in spazi aperti, ma senza testo: questo brano è solo strumentale. Le parole potrebbero semplicemente togliere significato piuttosto che aggiungerne

Dettagli del libro

Formato: Formato ebook
Dimensioni file: 328 KB
Lunghezza stampa: 87
Editore: EEE-book (9 dicembre 2014)
Venduto da: Amazon – Kobo
Lingua: Italiano
ISBN: 978-88-6690-229-4

Dic 16, 2016

gioco-di-libriAndrea Leonelli e Il Gioco di Libri

Talvolta è capitato di passare qualche ora in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, un personaggio, un piatto tipico e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Aperti Ermetismi 

Introduzione

 aperti-ermetismi-coverblog Le parole “aperti” ed “ermetismi” si legano tra loro come se fossero una sorta di strano ossimoro: gli “ermetismi”, ovvero le cose che sono chiuse, nascoste e volutamente velate, sono invece, nell’aggettivo “aperti”, lì, visibili, afferrabili, comprensibili.

Qualcosa che è per definizione chiuso si dà nell’apertura e nel farlo si rende condivisibile. L’apertura infatti non è mai solo un mostrarsi puramente gnoseologico, un rendere conoscibili le cose nascoste, ma è piuttosto un reale tendere all’altro in una dimensione di partecipazione e di comunione. Di pura compassione nel senso di “patire insieme”.

Senza voler necessariamente rintracciare nel termine “ermetismi” rimandi alla massiccia tradizione italiana di un certo modo di far poesia, Andrea Leonelli sceglie di compiere un viaggio all’interno dei propri, personali, individuali “ermetismi” nel tentativo di renderli “aperti” soprattutto a sé stesso più che al lettore.

Il poema che Leonelli costruisce è soprattutto un lungo monologo in cui il principale fruitore è Leonelli stesso, o forse i molti suoi sé che lo animano, un soliloquio verso una nuova dimensione di scoperta e di esistenza.

Se “Aperti Ermetismi” fosse

Beautiful sunset over river Arno in Florence, Italy, HDR

Una città: Firenze

Perché è la città in cui sono nato, ma che conosco poco dato che vi ho passato il mio tempo solo nella prima infanzia e per periodi saltuari e sempre di breve durata.

Per me Firenze è come un “arto fantasma”, che sento mio ma di cui avverto davvero solo la mancanza. Provo anche il dolore della “non conoscenza”. Fa parte delle mie radici ma è una radice tagliata, che non da stabilità. In questi aperti ermetismi, questo mio “errare vagabondo” penso sia abbastanza evidente

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Un piatto: Bistecca alla Tartara

La Bistecca alla tartara consiste in una preparazione a base di carne cruda fresca e macinata finemente che viene condita con olio, limone, salsa Worcershire e senape e accompagnata con un tuorlo d’uovo crudo.

Adoro la carne cruda e i sapori forti. Adoro questo piatto e lo abbino al mio libro per i “sapori forti” delle poesie contenute nella silloge

 lovecraft

Un personaggio: Howard P. Lovecraft

Howard Phillips Lovecraft (Providence, 20 agosto 1890 – Providence, 15 marzo 1937) è stato uno scrittore, poeta, critico letterario e saggista statunitense, riconosciuto tra i maggiori scrittori di letteratura horror insieme ad Edgar Allan Poe e considerato da molti uno dei precursori della fantascienza angloamericana.

Adoro questo scrittore che forse è uno di quelli meno noti del genere fantastico. Onirico, visionario e fuori dagli schemi della letteratura del suo tempo, ha scritto opere innovative che sono state spesso non comprese e sottovalutate. Lo lego al mio libro per alcuni contenuti che penso sarebbero potuti piacere anche a lui

Una canzone: Disturbed – What Are You Waiting For

Perché adoro il gruppo che la canta e i testi che scrivono. Mi piace moltissimo il loro modo di suonare e, in particolare, il video e il testo di questa canzone in cui mi rispecchio molto.

Inoltre, le loro canzoni mi danno sempre una gran carica vitale

Dettagli del libro

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: KB
  • Lunghezza stampa:
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (13 ottobre 2015)
  • Venduto da: Amazon – Kobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN:
Nov 08, 2016

pizap-com14783595619011Le news di questa settimana: volti nuovi e vecchie conoscenze

In questi primi giorni di novembre sono sei i titoli nuovi proposti da EEE e tra questa rosa vi sono ben quattro sillogi, a dimostrazione del fatto che la Poesia vive anche attraverso i talenti nostrani. Tuttavia, oltre alla poesia possiamo andare alla scoperta del nuovo libro di Emanuele Gagliardi, pluripremiato con il suo precedente La pavoncella e l’allegro romanzo di Nicoletta Parigini: Nina Tempesta e le ceneri di Hilda.

Andiamo, dunque, a scoprire da vicino le nostre news

Ci basterà il mare di Maria Luisa Mazzarini

ci-bastera-il-mareCi basterà il mare è una nuova raccolta poetica di Maria Luisa Mazzarini, che riesce a esprimere un sogno e a dire l’inesprimibile. Il tema è l’amore, indefinito e indefinibile, per due cuori senza alcuna velleità di possesso o di costrizioni, liberi e decisi, pur nella fragilità fugace dell’esistenza e malgrado l’inesorabile scorrere del tempo, a salvare la loro possibilità di amore e di felicità.
Un inno alla vita e alla libertà cantato con voce piena e gioiosa.

maria-dimmeloDimmelo di Maria Rotonda D’Alterio

“Dimmelo” è una silloge di poesie d’amore, brevi e taglienti come frammenti di specchi, vitali, vissute tra passioni e paure quasi adolescenziali, cui si contrappone la consapevole maturità di una donna che trova il coraggio di raccontarsi.

marina-nubi-spettri-e-mulini-a-ventoNubi, Spettri e Mulini a vento di Marina Atzori 

“Nubi, Spettri e Mulini a vento” è una raccolta poetica dal linguaggio semplice e diretto, frutto di un’approfondita ricerca stilistica e dello sforzo dell’Autrice di scavarsi dentro per giungere alla consapevolezza di sé, delle difficoltà in cui si sente immersa, della rabbia e delle frustrazioni, degli attacchi del vento – un vento fatto anche di ricordi – che la vita ci costringe tutti a subire. Tutto questo, come pietra che ci portiamo dentro, necessita dello scalpello di un poeta per emergere, prendere forma e farsi arte. È l’arte che purifica e fortifica e ci dà quella consapevolezza di noi in cui possiamo attingere il coraggio di vivere. È questo anche il valore della poesia, che parte dall’esperienza che un poeta ci sa trasmettere, per diventare parte della nostra personale esperienza di lettori.

aperti-ermetismi-coverblogAperti ermetismi di Andrea Leonelli

La nuova silloge di Andrea Leonelli costituisce il seguito di un cammino intrapreso da tempo con le precedenti raccolte poetiche, pellegrinaggio catartico che l’Autore compie dentro di sé, per svelare, rendere accessibile e comprensibile, tutto ciò che è chiuso, nascosto, sepolto nel profondo. È questo il senso degli “aperti ermetismi”: un percorso di conoscenza e autocoscienza che il lettore è invitato a percorrere insieme al poeta, con spirito di condivisione e di partecipazione.

Nina Tempesta e le ceneri di Hilde di Nicoletta Parigini

parigini_nina_estNel Regno dei Calderoni, e in particolare nella capitale Stregonessa, dove convivono umani e Gente Magica, Nina Tempesta, uno gnomo-detective diventata strega, si trova a fronteggiare una pericolosa lotta generazionale tra Streghe della vecchia e della nuova guardia.
Tra un’avventura e l’altra, mentre cerca di sventare i piani dell’ostinata e temibile Yvette, e tanti personaggi, scienziati, briganti, stregoni, soci in affari che litigano, scappano, pensano, corrono e si innamorano, Nina Tempesta si domanda che cosa conti davvero nella vita. Questa ed altre questioni, come la ricerca della verità, il rapporto tra scienza e natura e il senso dei valori sono i temi profondi trattati con leggerezza in questo romanzo ricco di movimento e di invenzione.

nero-pestoNero pesto di Emanuele Gagliardi

Roma, 1979. Sono gli anni in cui eversione nera e terrorismo rosso insanguinano la Capitale aggiungendosi agli attacchi diretti allo Stato culminati nel rapimento e uccisione di Aldo Moro. Omicidi, sequestri, rapine, violenze hanno spesso connotazione ideologica e così, quando un portinaio di 60 anni iscritto al MSI, Alfredo Mancini, viene trovato morto, orrendamente mutilato, il commissario capo della Squadra Mobile Umberto Soccodato si indirizza senza esitare sulla pista politica, benché le caratteristiche del delitto lascino ipotizzare un movente passionale forse omosessuale. Qualche giorno dopo, nello stesso stabile, avviene un secondo omicidio. A parte il teatro dei delitti e le simpatie destrorse delle vittime, non parrebbe esserci un comune denominatore tra i due casi. Ma è davvero così? Soccodato e i suoi collaboratori si muovono non senza grossi rischi e affanni nel sottobosco del terrorismo neofascista che per le sue aderenze con gli ambienti istituzionali e con la grande criminalità capitolina si rivela un nemico quanto e forse più insidioso delle temibili e meglio organizzate formazioni eversive di sinistra.

Nov 05, 2016

libri-da-gustareAndrea Leonelli e Il suo Libro da Gustare

Lo spazio Libri da Gustare vuole stimolare la fantasia dei lettori e non solo quella. Dal momento che il vecchio detto recita che “il cibo nutre lo stomaco e i libri saziano la mente“, abbiamo pensato di stuzzicare i nostri autori proponendo loro di abbinare i titoli delle loro opere a una ricetta, un qualcosa che possa identificare e dare soddisfazione anche al palato.

Unire sapori in una sera da gustare

Vorrei consigliare ai lettori di “Crepuscoli di luce” di degustare questo piatto che io adoro, la tagliata con cipolle in agrodolce, perché trovo si leghi benissimo all’armonia di sfumature che potrete incontrare anche nel mio libro.

La carne, succosa ed appena scottata vi farà provare il brivido di un gusto forte e potente. Ci sarà però la delicata dolcezza delle cipolle, ammorbidite da una cottura che le renderà armoniose in compagnia dell’aceto balsamico. Quest’ultimo darà quel sottofondo di acidità che, come nella silloge, permea ed equilibra la sinfonia di sapori che gusterete.

Un connubio all’insegna della poesia dai sapori forti

Crepuscoli di luce

Tagliata con cipolle in agrodolce

Crepuscoli di luce  tagliata

Un piatto semplice e gustoso. La classica tagliata viene accompagnata da timo e cipolle rosse in agrodolce che esaltano il sapore della carne.

Ingredienti

Controfiletto da 800 grammi, 3 cucchiai di olio, 400 grammi di cipolle, 30 grammi di burro, sale, 8 rametti di timo, 30 millilitri di aceto balsamico, 8 grammi di sale nero, 10 grammi di zucchero

Preparazione

Iniziate sbucciando le cipolle rosse. Tagliatele in 4 parti e poi in spicchi più piccoli, prendete quindi una padella antiaderente e fate scaldare l’olio extravergine di oliva, quando sarà ben caldo versate il burro. Quando il burro si sarà sciolto aggiungete gli spicchi di cipolle rosse e lasciate soffriggere delicatamente. Quando le cipolle rosse cominceranno ad ammorbidirsi, aggiungete l’aceto balsamico e lo zucchero. Salate a piacere e lasciate stufare fino a che non raggiungeranno una consistenza morbida ma non sfatta.
Ora occupatevi della carne: estraete la carne dal frigo almeno un’ora prima di cucinarla, in modo che non sia troppo fredda ma a temperatura ambiente. Ponete il controfiletto su un tagliere e con un coltello affilato eliminate lo strato di grasso sulla superficie fino a sgrassarlo completamente. Trasferite quindi la carne in una pirofila e versateci sopra l’olio, aiutandovi con le mani per ungere bene il pezzo. Cospargete la carne con il sale nero delle Hawaii e con le foglioline di timo.
Trasferite nuovamente la carne che avete aromatizzato sul tagliere e dividetela in due, dopodiché tagliate a metà ciascun pezzo ottenuto fino ad ottenere 4 bistecche. Fate scaldare molto bene una bistecchiera o una padella antiaderente e fate scottare le bistecche da entrambi i lati raggiungendo il grado di cottura desiderato. Se preferite che la parte interna rimanga rosata e non asciutta cuocete per al massimo 4-5 minuti. Evitate di punzecchiare la carne durante la cottura per evitare di fare fuoriuscire i suoi liquidi.
Una volta cotta, trasferite la bistecca su un tagliere e tagliatela in obliquo per ottenere delle fette più precise e compatte. Formate uno strato di cipolle caramellate su un piatto da portata e adagiateci sopra la tagliata. Guarnite con altro sale nero delle Hawaii e foglioline di timo.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 327KB
  • Lunghezza stampa: 87
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (9 dicembre 2014)
  • Venduto da: Amazon – Kobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-229-4
Ott 28, 2016

writer-1421099_640La poesia è anima che scrive

Scrivere in versi altro non è che la “verità vera” su noi stessi, dolcemente nascosta da un velo di parole che provengono dall’anima.

di Marina Atzori

È proprio così, la Poesia è anima che scrive, è libertà di espressione, è guardarsi dentro, è toccare con mano l’essenza delle emozioni. Non potevo esordire diversamente perché è stata proprio l’essenza dell’emotività a rivelarsi la protagonista assoluta del mio percorso poetico. In questi giorni ho ricevuto diversi complimenti da amici e colleghi, per il risultato raggiunto in occasione del Concorso sulle Sillogi Poetiche di EEEbook. Ebbene, devo confessarvi che sono stata la prima a rimanere sorpresa, nel momento in cui ho visto il mio nome comparire accanto a quello del poeta Oliviero Angelo Fuina. Ho riletto più volte l’articolo di Andrea Leonelli, poiché io stessa, stentavo a crederci.

Secondo posto e pubblicazione annessa. Che dire? Queste piccole, anzi grandi soddisfazioni, per me, sono quelle che contano per davvero. Vi dirò di più. L’estate appena trascorsa, scrivendo i miei componimenti, ho avvertito un cambiamento nel mio modo di scrivere, mi sono sentita pronta ad aprire la porta dei miei segreti più intimi e più vivi, perché ho creduto e credo, a questo punto, di aver raggiunto un equilibrio, tra quella che è la mia immagine riflessa allo specchio e le sensazioni che provo mentre scrivo.

In tutta sincerità, non è stato semplice tentare di addentrarmi nei meandri di una delle forme d’arte che reputo essere la punta di diamante della scrittura. Qualcosa però, nonostante tutte le riserve di questo mondo, mi ha spinta a farlo, anche se in punta di piedi. Il timore di confrontarmi con me stessa, e con ciò che la vita mi ha riservato fino ad ora, c’è stato, non lo nego. La poesia più di ogni altra cosa, mi ha permesso di superare questa paura recondita, in modo istintivo e spontaneo, in silenzio, di fronte a un foglio bianco.

Se è vero che le gabbie dorate rimangono pur sempre delle gabbie, devo ammettere di essere riuscita a spiccare il volo attraverso le feritoie luccicanti che mi impedivano di esplorare cieli e terreni nuovi.

notebook-405755_640Io scrivo di ciò che mi circonda immaginando di camminare su una corda sottile fatta di parole. Scrivo di estremi, di vertici, di angoli bui e ombrosi, di fragilità, di limiti. A volte temo che la corda si spezzi e invece, come per magia, ogni giorno diventa sempre più robusta.

Nella mia silloge “Nubi Spettri e Mulini a vento”, prossima alla pubblicazione con EEE, potrete leggermi attraverso e scoprirmi dunque, in questa insolita veste trasparente, più sensibile, più riflessiva, e di questo sono enormemente felice. Ringrazio dal profondo del cuore tutte le persone che hanno creduto e continuano a credere in me. Un grazie speciale va alla mia Editora Piera Rossotti Pogliano perché mi ha permesso di rivelare l’anima dei miei scritti ai lettori.

Ott 26, 2016
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