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Andrea Ravel

Il Longobardo – Terra di conquista – versione free

A.D.773. Carlo Magno valica le Alpi e in poche settimane cancella il regno longobardo dalle carte geografiche. Da che parte schierarsi? Il dilemma angoscia anche Claudio, discendente dell’antica e potente famiglia dei Ravello. Aiutato da un pugno di coraggiosi, il giovane ingaggia una disperata lotta contro avversari astuti e spietati, compiendo il percorso di maturazione che lo trasformerà in un uomo.

Terra di Conquista è un romanzo dal taglio cinematografico e ricco di dialoghi che compongono un affresco straordinariamente accurato di un’epoca violenta e remota in cui la cultura di Roma, nonostante l’imporsi della barbarie, non è del tutto spenta, ma sopravvive oltre che nell’orgoglio di Claudio, anche nella forza unificante della lingua latina e della religione cristiana.

Teatro di questa avventura sono la città di Torino, allora sede di un importante ducato, i contrafforti delle Alpi e le paludi e i boschi che all’epoca occupavano gran parte della valle del Po.

 

 
Il Longobardo – Terra di conquista – versione free epub
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Il Longobardo – Terra di conquista – versione free mobi
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Il romanzo completo è su tutti i webstore.
Ecco alcuni link diretti: Amazon, Kobo, StreetLib… ma lo trovate ovunque. Il cartaceo, senza spese di spedizione, si trova sul sito dell’Editore.

Buona lettura!

Come leggere gli ebook

Se non avete un software apposito, che decodifica il formato dell’ebook in vostro possesso, non riuscirete mai ad aprirlo e leggerlo.

Lug 12, 2017

Biografia di Andrea Ravelravel

Andrea Ravel è lo pseudonimo utilizzato da una coppia di autori, padre e figlio, che condividono la passione per la storia e hanno scritto a quattro mani il loro primo romanzo ambientato nell’Italia dell’VIII secolo.
La stesura di Terra di Conquista è costata cinque anni di lavoro, di cui tre dedicati alla ricerca storica, alla visita dei luoghi ed allo studio dei documenti dell’epoca.

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Intervista

Apr 03, 2017

pizap-com14775190466921Le promozioni di novembre su Amazon

Anche per il prossimo mese Amazon ha scelto tre titoli, scelti fra le innumerevoli proposte di EEE, da offrire al pubblico in Daily Deal, ovvero abbassando il prezzo di copertina, di alcuni libri selezionati, solo per un giorno.

Vediamo dunque il calendario programmato:

02/11/2016 – Fino all’ultima bugia di Mario Nejrotti

fino all'ultima bugiaItalia, Torino. Una banda di delinquenti, gestita da un potente e misterioso personaggio, sta preparando, in collaborazione con importanti famiglie calabresi, un sostanzioso traffico di cocaina. Ma anche quando un’operazione sembra semplice non bisogna mai sottovalutarne i rischi, soprattutto quando le distrazioni aumentano.
Croazia, isola di Lissa. Dal traghetto in arrivo dall’Italia sbarcano Matteo, un giovane dottore torinese, e Chiara, una studentessa anch’essa di Torino. Come i loro sguardi si incrociano, è subito amore, ma un oscuro passato rincorre la ragazza. Chiara sta scappando. Da chi? E soprattutto, perché?

Una giovane universitaria, un affascinante medico alla ricerca della vocazione perduta, carichi di cocaina provenienti dal Sud America, un’organizzazione di malviventi torinesi, un giovane poliziotto infiltrato, un generale ufficialmente in pensione e ufficiosamente molto attivo come agente speciale per i servizi segreti italiani e una combriccola di ex militari croati sempre pronti a battersi per una buona causa: questi sono i variegati ingredienti che compongono l’intreccio dell’avvincente romanzo di Mario Nejrotti. Il risultato è un mix perfetto tra storia d’amore, spy-story, romanzo d’avventura e poliziesco.
Non è una semplice storia di droga e non è una smielata storia d’amore fine a se stessa: tra bugie, rocambolesche avventure e incredibili colpi di scena, la tensione cresce sempre più e con essa la curiosità. Questo è uno di quei libri che si leggono tutti d’un soffio, un romanzo coinvolgente che terrà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

07/11/2016 – Trame oscure di Alessandro Cirillo

cover_trame_EEETrame oscure ha come soggetto l’attualissimo tema degli intrecci tra mafia e politica in Italia e vede ancora come protagonisti l’agente dei servizi segreti Nicholas Caruso e il suo amico Ruben Monteleone, scomparso dopo una misteriosa sparatoria in casa sua e apparentemente coinvolto in un traffico di droga. La caccia ad una valigetta di documenti, che potrebbero scuotere dalle fondamenta l’intero sistema politico italiano e che mafiosi e personaggi insospettabili vorrebbero far sparire dalla circolazione, lascerà dietro di sé una lunga serie di morti.
Terzo romanzo di Alessandro Cirillo, dopo Attacco allo Stivale e Nessuna scelta, anche questo thriller, di ambientazione tutta italiana, regala al lettore intensi e drammatici momenti di azione, e un ritmo rapido, che lo terrà con il fiato sospeso fino alla rivelazione finale di una sconcertante verità.
Il romanzo si è classificato secondo al Premio Letterario e Giornalistico “Piersanti Mattarella” 2015

20/11/2016 – Il Longobardo – Terra di conquista di Andrea Ravel

Il LongobardoAnno Domini 773. Carlo Magno valica le Alpi alla testa di un imponente esercito e in poche settimane cancella il regno longobardo dalle carte geografiche.
Dopo duecento anni di pace l’Italia si trasforma nuovamente in un campo di battaglia dove ognuno deve scegliere da che parte schierarsi. Un dilemma che angoscia anche Claudio, giovanissimo discendente dell’antica e potente famiglia dei Ravello. La sua decisione è resa ancora più difficile dall’improvvisa morte del padre e dalla cospirazione, ordita dai suoi nemici, per ucciderlo e impadronirsi di tutti i beni della famiglia.
Mentre il rombo della cavalleria franca risuona nella pianura devastata dalla guerra, Claudio, aiutato dal fedele amico Mistico e da un pugno di coraggiosi, ingaggia una disperata lotta contro avversari astuti e spietati, compiendo il percorso di maturazione che lo trasformerà in un uomo.
Terra di Conquista è un romanzo dal taglio cinematografico e ricco di dialoghi, nel quale la storia è filtrata attraverso gli occhi del protagonista, che racconta in prima persona. Il risultato è un affresco straordinariamente accurato di un’epoca violenta e remota in cui la cultura di Roma, nonostante l’imporsi della barbarie, non è del tutto spenta, ma sopravvive oltre che nell’orgoglio di Claudio, anche nella forza unificante della lingua latina e della religione cristiana.
Teatro di questa avventura sono la città di Torino, allora sede di un importante ducato, i contrafforti delle Alpi e le paludi e i boschi che all’epoca occupavano gran parte della valle del Po.

La promozione autunnale vede Il piede sopra il cuore, sempre di Mario Nejrotti, in offerta fino al 05/11/2016

il piede sopra il cuoreSicilia, 1943: mentre gli Alleati sbarcano in Sicilia, la mafia si prepara ad essere protagonista dei nuovi scenari politici del dopoguerra collaborando con gli americani e cercando di insediare i suoi uomini ai posti di potere, mentre cerca di trarre ancora tutti i guadagni possibili dalla borsa nera e dalle connivenze con il fascismo, che ormai sferra gli ultimi colpi di coda.
Le persone integre, quelle che rifiutano la collusione, vengono eliminate senza pietà: è il caso del professor Di Salvo, che muore in un attentato in cui è sterminata anche la sua famiglia. Per un caso fortuito, si salverà soltanto il piccolo Santino, che resta solo al mondo. Ma un personaggio molto singolare entrerà in gioco per prendersi cura di lui.
Questo romanzo, dove è protagonista la “piccola storia” quotidiana delle persone, che scorre a fianco della Grande Storia, conduce anche a una riflessione più intima e profonda sul significato della libertà, della responsabilità, della giustizia, della comprensione e, in definitiva, della difficoltà e della grandezza di essere uomini.

Ott 30, 2016

Claudio e Filiberto Arnaudo (Andrea Ravel per i lettori), rispettivamente padre e figlio, sono gli autori del ciclo Il Longobardo, serie di romanzi storici dedicati a una delle radici più importanti del nostro passato. Claudio rappresenta “pubblicamente” un po’ entrambi e possiede uno spirito decisamente carico di allegria (anche se a prima vista nessuno lo direbbe), in grado di abbattere le mura di Gerico. #EEE #autoriEEE

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Andrea Ravel e la sua esperienza con EEE

di Claudio Arnaudo

Dire EEE e dire Piera Rossotti Pogliano è un po’ la stessa cosa e il mio primo incontro con EEE è avvenuto proprio attraverso una telefonata con la Signora Rossotti in persona.

Era un pigro giovedì pomeriggio di fine Agosto 2014 e stavo per entrare in piscina quando suona il cellulare…

“Buongiorno Signor Arnaudo, sono Piera Rossotti etc etc… il suo romanzo è arrivato secondo al nostro concorso per i romanzi storici.”

“Secondo? E perché non primo” rispondo, pentendomi immediatamente. (Mia moglie dice, a ragione, che sono impulsivo, ho un pessimo carattere e invecchiando non miglioro). Dall’altra parte percepisco un momento di sbalordimento, vorrei rimediare in qualche modo ma forse il silenzio è la scelta preferibile.

“Se lei è d’accordo” continua imperturbabile la Signora “penserei di pubblicarlo. Ma, come prima cosa, occorre cambiare il titolo. Quello che ha scelto non va assolutamente bene.”

“A parte il fatto che ci abbiamo messo due anni (io e mio figlio) a sceglierlo” replico decisamente irritato “a me pare perfetto.”

“È un titolo che fa pensare a un romanzo a metà tra il fantasy e il racconto a sfondo religioso. Io detesto il fantasy e i romanzi religiosi non li legge nessuno!”

Vi risparmio il seguito della conversazione, soprattutto quando mi ha intimato di accorciare il manoscritto entro il limite massimo delle battute previste. Devo dire che aveva, naturalmente, ragione più o meno su tutto: il titolo era pessimo, ma soprattutto non dava l’idea del tipo di romanzo che avevamo scritto.

Questo è stato il mio approccio a EEE, traumatico al punto che ancora non riesco a rivolgermi al mio editore che in due modi: o Signora Rossotti Pogliano o Professoressa Rossotti. Inutile dire che il rapporto è poi migliorato e da un po’ di tempo sto riflettendo sulla possibilità di proporle di darci del tu e magari chiamarci per nome, ma non è niente di più che un’idea. Anche se, devo dire, Professoressa Piera (Rossotti) non suona poi tanto male.

Mag 16, 2016
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“Qui non ci sono nato, è quasi certo; non c’è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch’io possa dire «Ecco cos’ero prima di nascere».”
Nell’incipit de La luna e i falò, il narratore di questo romanzo di Cesare Pavese si definisce un bastardo, perché non conosce le proprie origini.
È un bisogno sapere da dove veniamo, dove affondano le nostre radici. Io credo che il senso profondo dei romanzi storici (ben documentati e ben scritti, questo va da sé), sia proprio questo: ci portano in un passato, anche lontano, coinvolgendoci e restituendone l’atmosfera, molto meglio di quanto lo possa fare la pagina di un manuale di storia. Li possiamo leggere come romanzi d’avventura, ma sono molto di più.
I due romanzi che presentiamo questa settimana ci riportano all’epoca longobarda, ai tempi di Carlo Magno, dove ci sono le radici del mondo moderno, le nostre radici. Il romanzo di Andrea Ravel è già noto al pubblico, è uno dei nostri bestseller, in offerta per questa settimana, mentre L’uomo dei corvi, di Grazia Maria Francese, è appena stato pubblicato.

La trama de L’uomo dei corvi:

Adelwin non ha più incontrato suo padre Arechi da quando, dieci anni prima, l’uomo ha preso parte alla ribellione contro Carlo Magno ed è stato fatto prigioniero. Paolo Diacono, zio del ragazzo, s’impegna a farlo liberare. In cambio ottiene dalla famiglia che Adelwin entri nell’ordine benedettino, ma il destino del ragazzo non sarà la vita monastica e, pur imparando a leggere e scrivere il latino, seguirà una strada diversa da quella desiderata dallo zio Paolo.
Questi, che vive in un mondo fatto di erudizione e di libri, ha ricevuto l’incarico di scrivere una cronaca del regno longobardo, diventato ormai provincia dell’impero carolingio. Nella speranza di raccogliere informazioni sulla storia della sua gente si rivolge a un “uomo della memoria”, e l’opera che scriverà, la celebre HistoriaLangobardorum, è considerata ancora oggi la principale fonte storica dell’alto Medioevo italiano
.

La trama de Il longobardo:

Anno Domini 773. Carlo Magno valica le Alpi alla testa di un imponente esercito e in poche settimane cancella il regno longobardo dalle carte geografiche.
Dopo duecento anni di pace l’Italia si trasforma nuovamente in un campo di battaglia dove ognuno deve scegliere da che parte schierarsi. Un dilemma che angoscia anche Claudio, giovanissimo discendente dell’antica e potente famiglia dei Ravello. La sua decisione è resa ancora più difficile dall’improvvisa morte del padre e dalla cospirazione, ordita dai suoi nemici, per ucciderlo e impadronirsi di tutti i beni della famiglia.
Mentre il rombo della cavalleria franca risuona nella pianura devastata dalla guerra, Claudio, aiutato dal fedele amico Mistico e da un pugno di coraggiosi, ingaggia una disperata lotta contro avversari astuti e spietati, compiendo il percorso di maturazione che lo trasformerà in un uomo.
Terra di Conquista è un romanzo dal taglio cinematografico e ricco di dialoghi, nel quale la storia è filtrata attraverso gli occhi del protagonista, che racconta in prima persona. Il risultato è un affresco straordinariamente accurato di un’epoca violenta e remota in cui la cultura di Roma, nonostante l’imporsi della barbarie, non è del tutto spenta, ma sopravvive oltre che nell’orgoglio di Claudio, anche nella forza unificante della lingua latina e della religione cristiana.
Teatro di questa avventura sono la città di Torino, allora sede di un importante ducato, i contrafforti delle Alpi e le paludi e i boschi che all’epoca occupavano gran parte della valle del Po.

Nel consueto video settimanale di lettura e scrittura creativa, inizio un discorso, spero interessante, che riguarda il personaggio nel romanzo. Argomento immenso, che amplierò nelle prossime settimane, se continuerete ad avere la voglia e la pazienza di seguirmi.

Cari saluti e buona lettura a tutti!
Piera Rossotti Pogliano

Direttore Editoriale di Edizioni Esordienti E-book
Ott 29, 2015

Campagna sociale: Come puoi abbandonare tanto amore? Parte seconda

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Prosegue la nostra campagna sociale di sensibilizzazione. In questa seconda parte saranno gli scritti di Chiara CurioneAndrea Tavernati, Lu Paer, Roberta Andres, Andrea Ravel e Marina Atzori a dire la loro in merito alla pratica incivile che vede migliaia di creature abbandonate durante questo periodo estivo.

Chiara Curione: Ho avuto un cane meticcio trovato da cucciolo che è stato un membro della famiglia per quattordici anni.
Nerino era fonte di gioia continua e non saremmo mai andati in vacanza senza di lui. Abbandonare un cane è come lasciare un bambino solo per strada. Quando si decide di prendere un animale in casa bisogna pensare che non è un peluche, ma un essere vivente da amare. Noi umani non siamo capaci di ricambiare l’affetto e la fedeltà che loro ci donano. È un delitto abbandonare i nostri piccoli amici che ci regalano tanta gioia in cambio di un po ‘ di cura e qualche piccola carezza.

Andrea Tavernati e Gordon: Se ci riflettiamo un attimo, il torto maggiore che facciamo abbandonando un animale non è verso l’animale, ma verso noi stessi. GordonL’abbandono fa parte di quella pratica sempre più generalizzata che riduce la nostra quotidianità ad un usa e getta, che Montale, in altri tempi, aveva definito: lo scialo. Scialo di cose, di esperienze, di parole e perfino di affetti e sentimenti subito bruciati e dimenticati per essere soppiantati da nuovi oggetti di interesse che in breve faranno la fine dei precedenti, non solo non lasciandoci nulla, ma portandoci via ogni volta un pezzetto della nostra umanità. Non stabilire gerarchie, non dare realmente importanza a nulla, scrollarsi tutto di dosso con una semplice alzata di spalle tradisce la nostra dilagante paura: paura di accettare le sfide, di credere in qualcosa; in definitiva paura di vivere. Perché vivere da esseri umani vuol dire prima di tutto essere coscienti di ciò che si fa e quindi maturare il senso della propria responsabilità nei confronti dei propri simili e del mondo che ci circonda. Lo sappiamo: vuol dire pensare, soppesare le conseguenze di quello che si decide di fare. Impegnativo, persino faticoso. Ma non è quello che dovrebbe distinguere gli uomini da tutti gli altri esseri viventi? Allora, se si accetta nella propria famiglia un animale senza pensare che quando andremo in vacanza bisognerà prendersi la briga di occuparsi anche di lui, e nel migliore dei modi, saremo capaci di ragionare in un modo diverso quando il “fastidio” ci sarà procurato dai nostri figli, o da un genitore anziano? Si può dubitarne, perché l’uomo cambia il pelo ma non il vizio e, guardandosi allo specchio, un uomo così, magari saprà, razionalmente, di avere dei lontani parenti animali, ma non saprà riconoscere la bestia che intanto è diventato.

Lu Paer: Nulla fa più male del tuo sguardo che non riconosco mentre accompagna il silenzio assordante della tua voce. Più in là, più in là, la palla; oggi ho un caldo opprimente e mi sento addosso una tristezza strana, ma corro come un matto per farti contento. Mi giro e non ci sei più. Ti cerco, ancora. Nulla. Sono come trafitto.
luQuale la strada che mi riporta a te? Inseguo impazzito il tuo odore che si perde in quello denso e spietato dell’asfalto. Tornerai, lo so. Tornerai con la luce, la stessa luce che ha dissolto l’ultima immagine che ho di te.
Ma è di nuovo buio.

Ho raccolto Molly, in Puglia, l’estate scorsa. Correva a tre zampe sull’asfalto rovente. Molly ora è al sicuro presso una famiglia che la ama, ma i suoi fratelli sono ancora là. Con questa esperienza ho toccato con mano le difficoltà enormi che hanno gli eroici volontari del nostro sud, dove il randagismo è una piaga. Chi ha cuore e coraggio al sud ne ha da vendere.

Ciò che la natura aborrisce di più è l’abbandono. Raffaele Morelli (Medico psichiatra)

Marina Atzori: È arrivata l’estate. Il nostro unico pensiero è quello di partire per le ferie e di goderci le vacanze senza gratta capi. briscolaI nostri piccoli e grandi amici a quattro zampe iniziano a diventare un peso, una grana da gestire, richiedono maggior attenzione da parte nostra per via del caldo. Purtroppo l’incubo dell’abbandono è dietro l’angolo. Vorrei fare un appello a tal proposito, che potrà sembrare scontato, ma vi assicuro non lo è mai troppo, se si pensa ai numeri spaventosi degli abbandoni, specialmente in questo periodo. Perché non portarli con noi? Oppure, dove questo non fosse proprio possibile, perché non affidarli ad una struttura adeguata alle loro esigenze, magari per il lasso di tempo in cui saremo assenti? Non bisogna dimenticare che il nostro gatto e il nostro fedele cagnolino si affezionano a noi in maniera incondizionata e nutrono per noi un rispetto del quale dovremmo sempre tenere conto e dal quale dovremmo a volte prendere esempio. La loro compagnia non è da dare per scontata. Infatti Felix o Fido salvano dalla noia le serate tristi e lunghe dell’inverno, colmano il vuoto della solitudine delle persone sole, allietano le nostre passeggiate quotidiane nelle sere d’estate, rendono giocose le giornate dei nostri bambini; insomma la loro presenza mette allegria per tutta la casa! Pensate per un attimo a quando vi segue come un’ombra, mentre bagnate i fiori in giardino, oppure a quando si accuccia vicino al suo padrone, mentre legge il giornale in veranda, o quando vi protegge da uno sconosciuto che vuole entrare in casa vostra. Un animale è un essere vivente utile e da proteggere, esattamente come lui protegge voi, pertanto non merita di essere trascurato, o nella peggiore delle ipotesi abbandonato, non dimenticatelo mai!

Roberta Andres: Cammino in bilico sulla ringhiera del ponte, guardo giù, passano macchine veloci. Non ero abituato a frugare nei rifiuti e bere alle pozzanghere ma: “è un gatto, non vuol bene a nessuno!”. Chissà perché allora all’alba mi mettevo dietro la porta della tua stanza in attesa di salutarti e quando arrivava qualcuno a casa uscivo sul pianerottolo ma poi schizzavo dentro spaventato!
Non ero abituato a questi rumori di automobili, ad aver fame e troppo caldo, nessuno che mi tocca; a vedere gatti schiacciati sull’asfalto, rossi di sangue e senza qualche pezzo. Dove sei? Mi hai lanciato dal finestrino sapendo che atterro, sempre e comunque, sulle quattro zampe e trotterello via; credevo fosse il solito gioco, non che l’automobile fuggisse via veloce. Ti amo dal momento in cui mi avevi comprato ma… come diceva la poesia che tua figlia ripeteva per la scuola quest’inverno?

“…ti si sfaccia la casa/la malattia ti impedisca/i tuoi nati torcano il viso da te!”

Andrea Ravel: Devo confessare che, quando mi è stato chiesto di scrivere qualche riga per spiegare perché non si devono abbandonare gli animali, mi sono trovato in difficoltà.
Arnaudo_13piccolaGli animali non si abbandonano e basta, così come non si abbandonano i figli o i genitori. Quando è stato scelto, è diventato parte della famiglia, dentro di lui c’è un pezzetto della nostra vita e della nostra umanità. Ha condiviso con noi gioie e dolori, ci ha dato conforto nei momenti tristi o disperati.
Quando penso a questi argomenti mi torna sempre in mente uno dei capolavori del neorealismo: “Umberto D” sceneggiato da Zavattini e diretto da De Sica. Se avete in mente di abbandonare il vostro animale andate a rivedervi questo film, vi insegnerà molto di più delle mie poche e inadeguate parole.

Lug 15, 2015

Questi titoli saranno sponsorizzati direttamente da Amazon, teneteli d’occhio!

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La pavoncella di Emanuele Gagliardi

Nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 muore Pier Paolo Pasolini. Morte violenta, squallida… “pasoliniana” a tutti gli effetti. Pino Pelosi, il “ragazzo di vita” che lo ha massacrato a legnate e gli ha rubato l’auto con cui lo ha investito già esanime, catturato poco dopo, confessa. la pavoncellaBenché vi siano incongruenze, parecchie incongruenze, l’idea dell’assassinio maturato nell’ambiente della prostituzione omosessuale soddisfa i media e l’opinione pubblica. Ma fra gli intellettuali, come nelle forze dell’ordine, molti non sono convinti. Circola un’inquietante ipotesi che collegherebbe la fine di Pasolini alle “lotte di potere” all’interno del settore petrolchimico, tra ENI e Montedison, tra Enrico Mattei (morto nel ’62 in circostanze non meno dubbie) ed il suo vice Eugenio Cefis. Pasolini, infatti, si era interessato al ruolo di Cefis nella storia e nella politica italiana facendone uno dei personaggi chiave del misterioso romanzo-inchiesta a cui stava lavorando prima della morte. Così, quando in seguito, a distanza di una settimana l’uno dall’altro, vengono trovati i cadaveri seminudi di due alti dirigenti dell’ENI e spuntano le copie ciclostilate degli appunti di Pasolini con i nomi di maggiorenti della DC e dell’ENI legati alle vicende dello stragismo italiano, un brivido scuote parecchie schiene nei palazzi del potere. Oltre alla pista politica, però, altre sono possibili, e recano l’impronta di due donne: Santina Martino, ammaliante pittrice e ballerina di danze orientali che usa la sua avvenenza per irretire e spillar soldi a facoltosi manager e Luana Dabrowska, moglie del Prefetto di Roma, dirigente all’ENI come i due morti, algida carrierista; una donna dal passato oscuro le cui origini si perdono nella tragedia della repressione nazista nel ghetto di Varsavia. Due sirene… che renderanno a Soccodato molto difficile dipanare l’intricata matassa.

Il piede sopra il cuore di Mario Nejrotti

il piede sopra il cuoreSicilia, 1943: mentre gli Alleati sbarcano in Sicilia, la mafia si prepara ad essere protagonista dei nuovi scenari politici del dopoguerra collaborando con gli americani e cercando di insediare i suoi uomini ai posti di potere, mentre cerca di trarre ancora tutti i guadagni possibili dalla borsa nera e dalle connivenze con il fascismo, che ormai sferra gli ultimi colpi di coda. Le persone integre, quelle che rifiutano la collusione, vengono eliminate senza pietà: è il caso del professor Di Salvo, che muore in un attentato in cui è sterminata anche la sua famiglia. Per un caso fortuito, si salverà soltanto il piccolo Santino, che resta solo al mondo. Ma un personaggio molto singolare entrerà in gioco per prendersi cura di lui. Questo romanzo, dove è protagonista la “piccola storia” quotidiana delle persone, che scorre a fianco della Grande Storia, conduce anche a una riflessione più intima e profonda sul significato della libertà, della responsabilità, della giustizia, della comprensione e, in definitiva, della difficoltà e della grandezza di essere uomini.

Il Longobardo – Terra di conquista di Andrea Ravel

Anno Domini 773. Carlo Magno valica le Alpi alla testa di un imponente esercito e in poche settimane cancella il regno longobardo dalle carte geografiche.
Il LongobardoDopo duecento anni di pace l’Italia si trasforma nuovamente in un campo di battaglia dove ognuno deve scegliere da che parte schierarsi. Un dilemma che angoscia anche Claudio, giovanissimo discendente dell’antica e potente famiglia dei Ravello. La sua decisione è resa ancora più difficile dall’improvvisa morte del padre e dalla cospirazione, ordita dai suoi nemici, per ucciderlo e impadronirsi di tutti i beni della famiglia.
Mentre il rombo della cavalleria franca risuona nella pianura devastata dalla guerra, Claudio, aiutato dal fedele amico Mistico e da un pugno di coraggiosi, ingaggia una disperata lotta contro avversari astuti e spietati, compiendo il percorso di maturazione che lo trasformerà in un uomo.
Terra di Conquista è un romanzo dal taglio cinematografico e ricco di dialoghi, nel quale la storia è filtrata attraverso gli occhi del protagonista, che racconta in prima persona. Il risultato è un affresco straordinariamente accurato di un’epoca violenta e remota in cui la cultura di Roma, nonostante l’imporsi della barbarie, non è del tutto spenta, ma sopravvive oltre che nell’orgoglio di Claudio, anche nella forza unificante della lingua latina e della religione cristiana.
Teatro di questa avventura sono la città di Torino, allora sede di un importante ducato, i contrafforti delle Alpi e le paludi e i boschi che all’epoca occupavano gran parte della valle del Po.

C’era una volta in Sardegna di Giancarlo Ibba

Qualcuno ha scritto: se il terrore potesse avere una voce, parlerebbe sardo. Ibba_EEEEbbene, C’era una volta in Sardegna risuona di accenti che trasportano il lettore all’interno dell’isola, direttamente nelle atmosfere sconcertanti che il libro propone. Cosa accade a Solus? E che significato ha la lettera che viene recapitata al protagonista, costringendolo a tornare al paese natio? Ogni episodio crea quel perfetto tassello che, come un puzzle, ricompone la storia, offrendo un quadro che nessuno avrebbe potuto immaginare, se non le vittime e i carnefici. Eppure, nemmeno le vittime, o gli stessi carnefici, avrebbero potuto organizzare una tragedia di così ampia portata. Solus non è quello che sembra e i suoi abitanti nascondono segreti che sarebbe meglio non scoprire. Il vero volto dell’orrore ha spesso connotazioni familiari, fattezze che potremmo riconoscere in chiunque. I morti parlano, la loro voce risuona fra le fronde degli eucalipti, strisciando fra l’erba, oppure intorno ai megaliti di Perdas Fittas. Il destino è sempre in agguato e sceglie le proprie prede con una cura quasi maniacale. E nessuno può considerarsi veramente al sicuro. Giancarlo Ibba tratteggia la storia con quelle pennellate noir che appartengono ai veri maestri dell’horror e lo fa con una tale naturalezza da costringere il lettore a vivere la trama. Solus diventerà anche la vostra dimora… e anche voi sarete catapultati nel profondo Sulcis, arrivando a dire:
“C’è qualcosa che non va, qui”.

Giu 30, 2015

Diversi libri EEE nelle varie classifiche di amazon.

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La giornata di ieri ha registrato picchi notevoli nelle classifiche di amazon e non tanto per il piazzamento dei vari autori in diversi generi, quanto per il numero considerevole di titoli che sono rientrati nelle top 100. Con il suo ultimo nato, C’era una volta in Sardegna, Giancarlo Ibba spopola nella sezione horror continuando a insidiare il posto a nomi blasonati quali Meyer e Poe. Alessandro Cirillo mantiene ben tre libri, Attacco allo Stivale, Nessuna Scelta e Trame oscure, nella categoria azione e avventura. Andrea Ravel, con il suo Il Longobardo, stoicamente sventola il suo baluardo dalla sezione narrativa storica, mentre Andrea Leonelli si è conquistato un posto al sole nella categoria poesia. La resa degli innocenti entra ed esce dalle classifiche in continuazione, insieme a Noccioli di ciliegie e Un solo colpevole. Stessa altalena spetta a Il piede sopra il cuore, Il tramonto delle aquile, I nostri scarponi sulla Via Francigena, Eroi nel nulla e altri libri di autori altrettanto meritevoli. Tuttavia, lo screenshot più impressionante ha visto ben quattro opere targate EEE, nelle prime 14 posizioni di amazon nella sezione azione e avventura. Un traguardo decisamente notevole per una piccola Casa Editrice digitale, a dimostrazione del fatto che, per una volta lasciatecelo proprio dire, la qualità ripaga tutti gli sforzi fatti. Sappiamo bene che una rondine non fa primavera e che questo piccolo successo non significa che possiamo dormire sonni tranquilli, ma il solo fatto di poter dare visibilità a un risultato come questo riempie di soddisfazioni.

Apr 23, 2015

L’importanza dei dialoghi nei romanzi storici

Libri

di Andrea Ravel

Quando, vincendo la naturale ritrosia degli scrittori esordienti, mi capita di raccontare che io e mio figlio abbiamo scritto un romanzo storico ambientato all’epoca di Carlo Magno, il primo immancabile commento è: Chissà quanto è stato difficile documentarsi!
In effetti sembrerebbe logico pensare che più il tempo di cui si scrive è remoto, maggiore sia la possibilità di commettere errori. Ma questo è vero solo in parte e comunque la documentazione non è affatto la maggiore difficoltà che si incontra nello scrivere un romanzo storico.
420_0Per evitare gli errori sono sufficienti alcune semplici regolette: leggersi un buon saggio sul periodo, (anche più di uno) saper lavorare bene con Internet ed effettuare qualche ricerca sul campo (ci aiuta a conoscere visivamente l’epoca che vogliamo descrivere). Nei casi disperati ricordare sempre la regola di Ken Follet: “Se hai anche il minimo dubbio non parlarne; nessuno si accorgerà mai di quel che hai omesso, ma tutti vedranno i tuoi errori!”
Con questo, beninteso, non intendo affermare che lo scrittore non deve documentarsi o che può farlo in modo approssimato, la documentazione è un po’ il pane e burro in una colazione al sacco. Tutti dovrebbero saper spalmare il burro sul pane, ma quello che gli cambia il sapore è la marmellata, quella famosa di zia Cesira, con la sua scelta dei frutti, la maturazione, i tempi di cottura: è quella a fare la differenza.
Cos’è la marmellata del romanzo storico? Sono i dialoghi. Nei dialoghi i personaggi ci rivelano il loro modo di pensare che è il naturale riflesso del loro modo di vivere, di rapportarsi l’un l’altro, in una parola del loro retroterra culturale.

Un bandito come Robin Hood può parlare come un teppista del Bronx? E come parla Robin Hood? mi domando, mentre apro le virgolette e mi preparo a scrivere il primo dialogo? Riuscirò, mi dico, a far capire ai miei lettori i suoi ragionamenti? Si sentiranno vicini a lui o si stancheranno e, orrore, chiuderanno il libro, il mio libro, smettendo di leggere?

Ascoltate questo dialogo tratto da “Il nome della rosa” di Umberto Eco, dove si assiste a una rissa tra persone volgari.
nome-rosaCi troviamo nella cucina del convento: il capo cuciniere e Salvatore, il frate cellario, stanno discutendo, perché quest’ultimo ha passato di nascosto del cibo a dei caprai.
“Cellario, cellario,” disse, “tu devi amministrare i beni dell’abbazia, non dissiparli!”
“Filii Dei, sono,” disse Salvatore, “Gesù ha detto che facite per lui quello che facite per uno di questi pueri.”
“Fraticello delle mie brache, scoreggione di un minorita!” gli gridò allora il cuciniere. “Non sei più tra i tuoi pitocchi di frati! A dare ai figli di Dio ci penserà la misericordia dell’Abate!”
Salvatore si oscurò in viso e si voltò adiratissimo: “Non sono un fraticello minorita! Sono un monaco Sancti Benedicti! Merdre a toy, bogomilo di merda!”
“Bogomila la baldracca che t’inculi la notte, con la tua verga eretica, maiale!” Gridò il cuciniere.
Salvatore fece uscire in fretta i caprai e passandoci vicino ci guardò con preoccupazione: “Frate,” disse a Guglielmo, “difendi tu il tuo ordine che non è il mio, digli che i filios Francisci non ereticos esse!” poi mi sussurrò in un orecchio: “Ille menteur, puah,” e sputò per terra.

Era così che parlavano i frati nel XIV secolo? Non lo sappiamo e non lo sa neppure Eco, ma questo non gli ha impedito di costruire un dialogo convincente e verosimile. Ci ha fatto assistere a una disputa condotta in ben tre lingue, ha utilizzato il termine bogomilo, di cui la maggior parte di noi non conosce il significato, ma è stato efficacissimo lo stesso. In altre parole ci ha portati nel Medioevo, invece di portare il Medioevo da noi. Un piccolo capolavoro di cui pochissimi altri scrittori al mondo sono capaci; perché richiede talento, che è innato e conoscenze che si acquisiscono in una vita di studio e di lavoro.
E a questo punto noi che ci sentiamo sì bravini, ma che non siamo Eco, come faremo? Faremo come Crichton o Follet e quasi tutti gli altri scrittori, grandi e piccoli, che utilizzano esattamente la tecnica opposta. Quella di attualizzare i personaggi, facendoli ragionare proprio come noi, allo scopo di renderli più vicini al lettore. Ritornando all’esempio iniziale, Robin Hood non parlerà come un teppista del Bronx, ma potrà ragionare come lui. Frate Tuck ci ricorderà il nostro vicino di casa e lady Marian assomiglierà alla zia Cesira. Se saremo stati abbastanza convincenti la magia è fatta!

Andrea Ravel ha scritto, per la collana Romanzo StoricoIl Longobardo

Feb 26, 2015
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