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Le foto di Tiffany

Le foto di Tiffany e L’eredità di Amos in versione FREE

Le foto di Tiffany e L’eredità di Amos sono due dei libri scelti dal catalogo EEE per essere visualizzati anche nella versione FREE

Avere la possibilità di leggere gratuitamente una parte corposa di un libro vi darà modo di comprendere se vi piace lo stile dell’autore, se la trama vi coinvolge e se, arrivando al termine della parte FREE, avrete voglia di acquistare in versione completa digitale o, in diversi casi, la versione cartacea del libro in questione.

Le foto di Tiffany – versione free

Tiffany è una bella trentenne, giornalista, che vive a Bologna. Un giorno riceve sul suo smartphone un inquietante messaggio, accompagnato da una sua foto, che la ritrae di spalle, nuda.

Si tratta di lei, senza alcun dubbio, è riconoscibile da un tatuaggio, un’iris, alla base della schiena. Ma chi le ha scattato quella foto?

Non sarà quello l’unico messaggio del genere e la ragazza, dapprima inquieta, poi sempre più curiosa di conoscere l’identità del misterioso stalker, si metterà a indagare per risalire all’autore di quelle foto che la fanno sembrare così bella, così sensuale…

Il ritmo di un thriller, il sorriso di un erotismo leggero.

 

L’eredità di Amos – versione free

L’eredità di Amos  racconta una storia giocata tra presente e passato: il presente è quello di Athina Delimari, una giovane archeologa, che nel 2012 si reca nell’isola di Rodi alla ricerca dei documenti lasciati, ne è certa, dal nonno paterno, Amos, catturato con la famiglia perché ebreo, cattura a cui sfugge per un semplice caso una figlia, Miriam, che sarà la madre di Athina.

La storia del passato inizia nel 1937, quando il nonno Amos, allora giovane e promettente archeologo specializzato nella traduzione di epigrafi, conduce le sue ricerche nelle isole di Rodi, Kos e Kalymnos, sottraendosi così, in un primo tempo, alle leggi razziali promulgate nel 1938.

Attraverso le ricerche della giovane Athina viene messo in scena un periodo buio e difficile della storia d’Italia, con i giochi di potere e l’arrivismo di alcuni loschi individui, il declino del fascismo ma anche la generosità e l’amicizia perfino di persone che la storia indicava invece come nemiche.

 

Set 06, 2017

Presentazione del romanzo Le foto di Tiffany

Per il ciclo Fuori dall’ombra di Cristian PalmieriRoberta Andres presenterà il suo romanzo “Le foto di Tiffany“, edito da Edizioni Esordienti Ebook, martedì 18 aprile 2017, ore 17,30 presso le Scuderie ducali di Atri (TE) e Lorena Marcelli (anch’essa scrittrice di alcuni libri pubblicati con EEE) avrà l’onore di conversare con l’autrice per farvi conoscere la sua storia di donna e di scrittrice.

“Fuori dall‘ombra” è un progetto fotografico tutto al femminile che nasce dalla volontà di Cristian Palmieri  di rendere la donna protagonista, tramite l‘arte fotografica, di una società che non sa riconoscerla ancora come tale. Il proposito qui descritto è insito in un‘attitudine tutta personale dell‘artista, figlio d‘arte, che già in precedenza ha trattato da vicino questo tema in occasione del progetto fotografico dedicato all‘emancipazione femminile dal titolo “Una porta, una finestra, due mura”- la storia di quattro donne contemporanee e legate l‘una all‘altra dal fil rouge dell‘arte, traendo spunto dallo spirito avanguardistico e senza tempo contenuto nella celebre poesia “The Spleen” della Contessa di Winchilsea, poetessa britannica vissuta nella seconda metà del Seicento, periodo in cui alle donne era vietato l‘accesso alla formazione scolastica.

Proprio in questo contesto il libro di Roberta Andres prende forma e diventa il veicolo più adatto per trattare alcuni argomenti cari alla scrittrice. Non mancate, quindi, a questo appuntamento.

Dettagli del Libro

  • Formato: Formato ebook
  • Dimensioni file: 895 KB
  • Lunghezza stampa: 89
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (12 settembre 2015)
  • Venduto da: Amazon – Kobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 9788866902584

 

Apr 14, 2017

gioco-di-libriRoberta Andres e Il Gioco di Libri

Talvolta è capitato di passare qualche ora in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, un personaggio, un piatto tipico e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Le foto di Tiffany

Sinossi

 Andres_EEE Tiffany è una bella trentenne, giornalista, che vive a Bologna. Un giorno riceve sul suo smartphone un inquietante messaggio, accompagnato da una sua foto, che la ritrae di spalle, nuda. Si tratta di lei, senza alcun dubbio, è riconoscibile da un tatuaggio, un’iris, alla base della schiena. Ma chi le ha scattato quella foto? Non sarà quello l’unico messaggio del genere e la ragazza, dapprima inquieta, poi sempre più curiosa di conoscere l’identità del misterioso stalker, si metterà a indagare per risalire all’autore di quelle foto che la fanno sembrare così bella, così sensuale…
Il ritmo di un thriller, il sorriso di un erotismo leggero.

Se “Le foto di Tiffany” fosse

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Una città: Bologna

Perché è la città in cui  è ambientata la storia ed è una città che amo molto, avendoci studiato ed essendo stata la cornice di un amore per me importante.

Per me  Bologna rappresenta gli anni della gioventù, quando tutto era ancora da costruire, gli anni della maturità per esserci tornata tante volte quando ero ormai molto più consapevole di me e di ciò che è importante.

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Un piatto: Tortellini al ragù

Ovviamente, perché è il piatto tipico della città di Bologna ma anche perché lo adoro!

Penso che rappresenti bene l’amore per la vita e per i suoi piaceri, così tipico della città e dei suoi abitanti.

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Un personaggio: Audrey Hepburn

Audrey Kathleen Ruston  nasce il 4 maggio 1929 a Bruxelles da famiglia agiata, frequenta la scuola di ballo. Negli anni della guerra deve a lungo soffrire la fame, e si dice che la sua struttura fisica, così snella e flessuosa, si sia   determinata quando la ragazza dovette cibarsi solo di povere cose. La prima persona che la nota è la scrittrice – allora ottantenne – Colette  , in vacanza a Montecarlo, che la vuole protagonista della sua commedia teatrale “Gigi”, tratta da un suo romanzo.  A ventidue anni, agli albori della carriera, ottiene un ruolo di principessa birichina nel film  “Vacanze romane”  che le porta anche un Oscar come miglior attrice protagonista. poi nel 1954 arriva  “Sabrina”   uno dei film più belli che oggi la storia del cinema ricordi, che la lancia nell’Olimpo delle star.  La bellezza eterea di Audrey Hepburn non è l’unico elemento che la consacra regina di Hollywood. Alle spalle vi è anche un’ indiscutibile bravura. Gira poi  “Colazione da Tiffany” e “My fair lady”.

Una canzone: La vie en rose

Nella versione cantata da Edith Piaf è perfettamente in linea con l’atmosfera del romanzo e con il suo spirito “rosa”.

Mi piace moltissimo la canzone e trovo la cantante un mito

Dettagli del libro

  • Formato: Formato ebook
  • Dimensioni file: 895 KB
  • Lunghezza stampa: 89
  • Editore: EEE-book (12 settembre 2015)
  • Venduto da: Amazon – Kobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 9788866902584
Dic 03, 2016

la-mia-postazione

Roberta Andres e La sua Postazione

Ogni autore possiede una propria postazione in cui le idee prendono forma e le parole scorrono velocemente sul monitor. Per i più conservatori esistono ancora gli scrittoi, carta, penna, talvolta calamaio. Tuttavia, a prescindere dal mezzo con cui si esprimono i pensieri, la magia che scaturisce è quella insita in ogni forma d’arte e noi vogliamo farvi vedere come se la cavano i nostri autori.

La mia postazione

la-mia-postazione

Qui scrivo, mi estraneo dallo scorrere vorticoso della vita quotidiana e mi immergo in me stessa cercando il filo che colleghi gli elementi dei miei racconti e dei miei romanzi.
Qui ho scritto “Le foto di Tiffany”, qui sto scrivendo altri romanzi che sono ancora in bozza; qui ho scritto anche moltissimi dei miei racconti usciti in varie antologie, tra cui “Io tornerò farfalla”, pubblicato dalla EEE in “Amore e morte”: un racconto che segna per me un momento importante sia per l’incontro con questa Casa Editrice e un bel gruppo di colleghi e collaboratori; sia per la delicatezza della tematica di questa Antologia.
Ricordando quel che la grande Virginia Woolf chiama “la stanza tutta per sé” ne ho curato e ne curo i particolari per sentirmi completamente a mio agio in questo angolo della mia casa, per proteggerlo dal flusso della vita che mi sta intorno senza farlo però inaridire.
Qui di solito lavoro di sera o di notte, quando è più facile star tranquilla e non essere disturbata. Spesso è in disordine, ma come dicono molte persone disordinate, è un disordine del tutto apparente, in realtà è un equilibrio preciso che rispecchia l’ordine dei miei pensieri e della mia “memoria di lavoro”, per cui solo sedendomi e guardandomi attorno io riesco a ritrovare all’istante il filo del discorso mentale che ho lasciato interrotto la sera prima.
Di solito, mentre scrivo, i miei gatti riescono comunque a intrufolarsi nella stanza e spesso si stendono sulla tastiera del computer chiedendomi attenzione e coccole. Cerco inutilmente di continuare a scrivere facendo finta di niente , scostandoli un po’ ma senza cacciarli perché mi fanno molta tenerezza, specialmente uno dei due, quello nero, con cui ho un rapporto speciale avendolo allevato.
I miei figli, invece, sono più discreti: sono cresciuti vedendomi alla tastiera e hanno imparato che quella parentesi è importantissima per la serenità della madre.

Nov 27, 2016

libri-da-gustareRoberta Andres e Il suo Libro da Gustare

Lo spazio Libri da Gustare vuole stimolare la fantasia dei lettori e non solo quella. Dal momento che il vecchio detto recita che “il cibo nutre lo stomaco e i libri saziano la mente“, abbiamo pensato di stuzzicare i nostri autori proponendo loro di abbinare i titoli delle loro opere a una ricetta, un qualcosa che possa identificare e dare soddisfazione anche al palato.

Un tavolino, una crepe e un libro

Vorrei consigliare ai lettori di “Le foto di Tiffany” di leggere il romanzo seduti ad un bistrot mangiando una crepe: assaggiare un piatto francese ben si adatta all’atmosfera del romanzo, in cui l’erotismo solletica il lettore con gusti saporiti ma non eccessivi e dove il sentimento è al centro della scena. Che poi le crepes e la lettura le preferiate dolci o un po’ salate, a voi la scelta!

Le foto di Tiffany

Crepes a piacere

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Crepes a piacere

Per preparare le crepes sguscia 3 uova in una terrina, unisci un pizzico di sale e sbattile con una frusta; incorpora al composto 125 g di farina setacciata e 2,5 dl di latte, versandolo poco per volta e continuando a sbattere con la frusta, fino a ottenere una pastella liscia e ben amalgamata.
Copri il composto e fallo riposare per circa mezz’ora; poi sbattilo di nuovo per un istante. Scalda sul fuoco una padella antiaderente di 16-18 cm di diametro, spennella con abbondante burro fuso e toglila dal fuoco.
Versa subito un mestolino di pastella nella padella e falla ruotare velocemente in modo che il fondo venga ricoperto da un velo sottile e uniforme di pastella.
Rimetti la padella sul fuoco abbastanza vivo e cuoci la crepe finché i bordi cominciano ad arricciarsi. Girala con una paletta, cuocila ancora per un minuto e trasferiscila in un piatto.
Ripeti l’operazione fino a esaurimento della pastella, scaldando bene la padella e spennellandola di burro ogni volta.
Con queste dosi si ottengono una dozzina di crepes.

Fonte dalla quale è tratta la ricetta: Sale & Pepe

Le foto di Tiffany

Tiffany è una ragazza affascinante, dai lunghi e ricci capelli color rame, che riempie la sua vita da single con la presenza di gatti e la dedizione al suo lavoro: è giornalista e vive a Bologna. E’ anche una donna in lotta con la parte più nascosta di se stessa, una donna forte, sensuale e indipendente, i cui ricordi legati ad una infanzia triste hanno segnato inesorabilmente anche la sua vita adulta, priva di legami stabili.
Un giorno riceve sul suo smartphone un inquietante messaggio, accompagnato da una sua foto, che la ritrae di spalle, nuda. Si tratta di lei, senza alcun dubbio, è riconoscibile da un tatuaggio, un’iris, alla base della schiena. Ma chi le ha scattato quella foto? Non sarà quello l’unico messaggio del genere e la ragazza, dapprima inquieta, poi sempre più curiosa di conoscere l’identità del misterioso stalker, si metterà a indagare per risalire all’autore di quelle foto in cui per la prima volta si scopre così bella, così sensuale. E così Tiffany ci accompagna lungo le strade di Bologna, alla ricerca di questa misteriosa persona.
In fondo, la parola chiave della storia è “fotografia”. La fotografia è la causa degli avvenimenti, ma è anche ciò che scatena nuove sensazioni, nuovi desideri nella protagonista, che utilizzerà inconsciamente quella immagine come punto di partenza per un cambiamento. Tutto il racconto in definitiva è la fotografia di un momento importante della vita di questa donna, divisa tra un passato articolato tra amanti passeggeri, genitori e amici, e un futuro individuato nei nuovi desideri e nelle consapevolezze che man mano affiorano in lei.
Nella trama i sentimenti giocano un ruolo importante e la fanno da padroni in un romanzo con un pizzico di erotismo, che sa anche di giallo, di suspence, di intrigo

Dettagli del libro

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 895 KB
  • Lunghezza stampa: 89
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (12 settembre 2015)
  • Venduto da: Amazon – Kobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 9788866902584
Nov 12, 2016

Andres_EEEI libri usciti nel mese di settembre portano fra gli autori EEE diversi nomi eccellenti e alcuni li conosciamo già, grazie alla loro partecipazione al concorso Amore e Morte: Roberta Andres e Luca Ranieri. Entrambi gli autori si sono distinti con i loro racconti e sono alla fine arrivati alla pubblicazione con EEE. Dalla Penna di Roberta scopriamo quali sono state le sue emozioni quando è arrivata alla firma del contratto editoriale per il libro Le foto di Tiffany.

Da cosa nasce cosa

di Roberta Andres

Come si dice, “da cosa nasce cosa” e la “cosa” da cui ha origine la nuova e speciale avventura editoriale che sto vivendo nasce molto molto indietro nel tempo, risalendo a quando avevo sei anni e sono diventata amica inseparabile della persona (anche lei scrittrice) che un anno fa mi ha messo in contatto con Ewwa (European Writing Women Association) rimproverandomi di essere “una scrittrice troppo pigra!”.
Io, che nonostante la pubblicazione di due raccolte di racconti, di molti singoli testi in antologie e dell’aver vinto qualche Concorso letterario, scrittrice non mi sono mai sentita (e neanche pigra!), pur rimanendo sconcertata, ho deciso di crederci: ho stabilito di comportarmi per un anno come se fosse vero, cercando di invertire la rotta e di investire tempo ed energie su questa parte della mia esistenza che, lo ammetto, c’è sempre stata, ma che ho lasciato sotterranea e misconosciuta.
Era esattamente il giugno del 2014 quando mi sono trovata di fronte a una scadenza tassativa (Devi scrivere un racconto per la nostra antologia entro questa data!) e, dopo alcuni anni, in cui non ero più riuscita a scrivere, mi sono seduta e l’ho fatto, rimanendo persino soddisfatta del risultato! Poi ho cominciato a guardarmi attorno, attraverso i mezzi di informazione dell’Associazione e, del tutto casualmente, sono approdata a EEE e a Il Mondo dello Scrittore attraverso la partecipazione a un Concorso: nel giro di poche settimane il mio racconto è stato scelto per l’antologia “Amore e Morte”. Le varie fasi di questa partecipazione mi avevano messo di fronte a una possibilità che avevo colto in pieno: quella di chiudermi in casa da sola per giornate intere (con 35 gradi fuori) e revisionare un testo che avevo scritto anni prima; lavorarci per ore, piangerci anche sopra, per poi, mesi dopo, assaporare lo stupore e la gioia di vederlo pubblicato in una bellissima e curata antologia.
E siccome, come abbiamo detto all’inizio, “da cosa nasce cosa”, una volta cominciato ho continuato, ligia al programma di dare spazio, appunto, per un anno alla scrittura: quel che avevo da affrontare (e che rimandavo da anni) era la stesura di un romanzo, faticoso impegno dei mesi successivi.
I fatti che vengono dopo non sono niente di diverso dall’iter vissuto da tutti coloro che scrivono e non hanno ancora un nome e una visibilità come autori; l’iter però è stato baciato dalla Fortuna, visto che l’Editore EEE ha scelto di pubblicare il mio romanzo. Senza nulla togliere a questa gratificante notizia, arrivatami a fine maggio, quando ero ormai entrata nell’ottica che l’anno stava per scadere senza grandi risultati e che avrei gettato la spugna (almeno sollevata dall’averci provato), il traguardo si è profilato all’orizzonte. Tutto sta nel constatare che gli avvenimenti, relativi alla scrittura, accaduti in quest’anno mi hanno felicemente costretto (e mi costringono ancora) a riconoscere finalmente e integrare questa parte di me, che da sempre è soffocata da montagne di impegni: fatti della vita, lavoro, figli, doveri. Una parte di me che ha pochissimo tempo (e se lo deve rubacchiare qua e là), pochissimo spazio (quasi che fosse indegna di accompagnare la mia identità “ufficiale”: la docente, la madre), pochissimo riconoscimento, ma che nella mia vita scorre ed è scorsa come un fiume carsico, da quando avevo 8 anni ed ho scritto il primo (tremendo) “testo teatrale”, in cui la maggior parte delle battute era costituita dai saluti che ogni personaggio, all’ingresso in scena, rivolgeva a tutti gli altri, in un copione assai ripetitivo (ma educatissimo!). Questo fiume si è inabissato per anni, dopo grandi traumi o grandi gioie (come la nascita dei miei figli), ma è sempre riemerso e ogni volta che è riemerso ha cercato di far capire alla testona, che sono, che dovevo credere nella sua esistenza, ma la mia parte disfattista, indaffarata nelle faccende quotidiane e imbarazzata dalla presunzione di scrivere, si è sempre voltata dall’altra parte.
E pensare che proprio io ho dedicato e dedico ore di studio, articoli e lezioni ai miei studenti sul tema: riconoscersi e autorizzarsi nella propria creatività; corollario: la difficoltà delle donne che scrivono a concedersi di farlo!
Credo sia iniziato un cambiamento, e questa è la novità entusiasmante e l’importanza fondamentale di questa esperienza; mi sento chiamata (ma da chi? Da me stessa, ovviamente!) a guardare questo fiume, a sedermi sulla riva e immergermi in esso, vincendo anche (o imparando a gestire) la paura di annegarci, che a momenti mi volteggia intorno, attualizzandosi nelle pietanze dimenticate sui fornelli mentre scrivo (e irrimediabilmente bruciate!) o nelle occhiaie del mattino dopo, quando vado a scuola con poche ore di sonno perché ho lavorato a un testo fino alle ore piccole!
Così mi sembra opportuno chiudere queste considerazioni personali con le parole di Nathalie Goldberg sul perché si scrive, parole sue ma che sento veramente mie e che da un anno campeggiano sul muro di fronte alla mia scrivania, a “memento” di qualcosa che so profondamente ma che rischio di dimenticare, in un auto-sabotaggio non più ammissibile:

Scrivere ci dà l’opportunità di prendere quelle emozioni che tante volte abbiamo provato e dar loro luce, colore, una storia. Così possiamo trasformare la nostra rabbia in un campo di tulipani color rosso fiamma e il nostro dolore nel vialetto affollato di scoiattoli in un giardino abbandonato, nella mezza luce di novembre. Scrivo perché sono sola, scrivo perché sono pazza e lo so e lo accetto, scrivo perché ci sono storie che la gente ha dimenticato di raccontare, scrivo perché soffro e scrivere è un modo per trasformare questa sofferenza in un bene. Scrivo per diventare forte e tornare a casa e questa potrebbe essere benissimo l’unica vera casa che avrò mai” (N. Goldberg).

Link all’acquisto: AmazonKobo

Le foto di Tiffany
Riferimento ISBN 9788866902584
Autore: Roberta Andres
Formato: Epub, Kindle

Ott 07, 2015
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