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Il mercato dei libri in Italia cresce

I dati sul 2017 dell’Associazione Italiana Editori dicono che il fatturato delle case editrici è aumentato, e ci sono altri segnali incoraggianti

Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), presenterà i dati dell’ultima analisi del mercato dei libri in Italia fatta dall’Ufficio studi dell’organizzazione, nella giornata finale del XXXV Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, a Venezia. In generale sono dati positivi per chi fa libri: considerando libri di carta, ebook e audiolibri, il fatturato delle case editrici nel 2017 è aumentato del 5,8 per cento rispetto al 2016 ed è stato pari a 1,485 miliardi di euro. Questo dato va considerato e confrontato con quelli diffusi all’ultima Buchmesse di Francoforte, tenendo conto che non comprende i ricavi dovuti ai libri scolastici, scientifici, tecnici e medici, e quelli relativi alla vendita di diritti all’estero e di banche dati.

Una cosa importante: i dati sulle copie vendute non tengono conto delle copie vendute attraverso Amazon, che non fornisce all’AIE i propri dati. Quindi il dato sulle copie effettivamente vendute non tiene conto di quelle vendute attraverso Amazon. Nel 2017 secondo questi dati sono stati venduti 88,6 milioni di copie, l’1,2 per cento in più rispetto al 2016. È la prima volta da sette anni che c’è un aumento di numero di vendite di singoli libri di carta. In ogni caso anche il mercato degli ebook e degli audiolibri è cresciuto nel 2017: ha avuto un fatturato di 64 milioni di euro nel 2017, il 3,2 per cento in più del 2016.

Per quanto riguarda i posti in cui si comprano più libri – includendo Amazon grazie alla stima dei libri venduti che si può fare sapendo quanti ne hanno venduti le case editrici ad Amazon stesso – le librerie fisiche continuano a essere i punti vendita principali (il 69,6 per cento): quelle di catena sono responsabili del 44,4 per cento delle vendite, quelle cosiddette “indipendenti” del 25,2 per cento. È cresciuto comunque il numero di libri venduti online: nel 2016 solo il 16,5 degli acquisti di libri veniva fatto su internet, contro il 21,3 per cento del 2017. Infine anche le vendite nei supermercati e negli autogrill sono diminuite: nel 2016 erano pari al 10,7 per cento del totale, nel 2017 sono passate al 9,1 per cento.

L’analisi dell’AIE riguarda anche il numero di nuovi titoli di libri pubblicati l’anno scorso: sono stati 66.757, più o meno tanti quanti nel 2016 e nel 2015. Di sola narrativa, italiana e straniera, sono usciti 19.860 nuovi libri; nel 1980 erano stati 1.087. Il numero di nuovi libri per bambini è molto cresciuto rispetto al 2016: si è passati da 6.457 a 9.923, un numero più di dieci volte più alto rispetto al 2000.

Sorgente: Il mercato dei libri in Italia cresce – Il Post

Gen 29, 2018

Tutte le promozioni su IBS fino a gennaio

Il mese di dicembre porta tante promozioni per i titoli EEE e sono davvero moltissimi i libri, presenti nel catalogo, che vengono proposti sulla piattaforma IBS. Inoltre, diversi autori sono stati messi in evidenza anche sul blog Il Giallista che ha dedicato loro una pagina personale.

Dalla letteratura ai grandi saggi: su IBS ogni mese puoi trovare tanti nuovi eBook in offerta. Scegli tra una selezione di titoli a prezzo fortemente scontato fino alla fine del mese.

Dal 1 dicembre fino al 4 gennaio 2018

Africa
I sette giorni mancanti di Goffr
La Bela Caplera
La collina dei girasoli
L’anno che portavi i capelli
La pavoncella
La stanza dei fiori
La voce del Maestrale
Le foto di Tiffany
L’eredità di Amos

Dal 4 dicembre al 12 dicembre

Ami dagli occhi color del mare
Nero pesto
Ritorno a El Alamein
Sarà mica per sempre
Swatch
Trame oscure
Uccidi Cenerentola
Un salto in paradiso
Vietato gettare rifiuti

I daily deal

Concerto a quattro mani – 24 dicembre
Costantino al festival – 25 dicembre
Dietro una porta chiusa – 26 dicembre
Feuilles d’album – 27 dicembre
Il cuore sbagliato – 31 dicembre

Ebook low cost dal 22 dicembre al 4 gennaio 2018

Angelus di sangue
Cappuccino italiano
C’era una volta in Sardegna
Come foglie al vento
Come il mare ad occhi chiusi
Cuore mancino
Frittate e grattacieli
Gelatina
Il Longobardo – Eredità
Il Longobardo – Terra
Il segreto di Punta Capovento
Il sogno della farfalla
L’imperatrice
L’uomo dei corvi
Noccioli di ciliegie
Tutta la vita per morire
Un’implacabile felicità
Un’altra direzione
Una seconda occasione
Una volta ancora
Voce e pianoforte

Destinazione Giappone

Il Giappone è il paese del sushi, dei lottatori di sumo, dei geniali disegnatori di cartoni animati e del famoso monte Fuji. Dal 1 dicembre al 16 dicembre è questo il titolo EEE in promozione:

Il cammino di Neko Kurotachi

Regala ebook per Natale. Dal 6 dicembre al 4 gennaio 2018

Antarctica Observer
Arduhinus
Attacco allo Stivale
Eroi dimenticati
Il filo rosso del male
I muri del buio
L’intruso
L’oro di Gorgona
L’uomo che sognava le onde
Schiavi della vendetta

Dic 11, 2017

Quei lettori che… “guai” a chi semina (dis)ordine nella loro libreria!

Dare un ordine alla propria libreria non è mai un’operazione semplice, ciascuno ha il suo metodo e ciascuno è diverso. E “guai” a chi interviene per spostare i libri…

Dare un ordine alla propria libreria non è mai un’operazione semplice, ciascuno ha il suo metodo e ciascuno è diverso. E “guai” a chi interviene per spostare i libri…

Dare un ordine alla propria libreria non è mai un’operazione semplice, ciascuno ha il suo metodo e ciascuno è diverso, scelto dopo numerosi tentativi ed esperimenti falliti.

Eppure c’è qualcosa che accomuna tutti, o quasi tutti, i lettori e gli amanti dei libri: il fastidio, la viscerale insofferenza nei confronti di chi si permette di mettere (dis)ordine nelle librerie altrui.

È una piccola idiosincrasia che accomuna tantissimi amanti dei libri, da chi li ordina per casa editrice e per collana a chi preferisce dividerli per nazionalità dell’autore, separando la letteratura francese da quella americana e così via; c’è anche chi li dispone per genere e chi, invece, li mette tutti in ordine rigorosamente alfabetico, ma ogni lettore sa che nel riordinare la propria libreria vi è un piacere unico: sapere di essere l’unica persona al mondo capace di ritrovare un libro tra quegli scaffali.

Se qualcuno si permette di ribaltare quest’ordine rischia di incappare in severissime “punizioni”. Una simile azione dovrebbe essere punibile per legge…

Sorgente: Quei lettori che… “guai” a chi semina (dis)ordine nella loro libreria! – Il Libraio

Nov 23, 2017

Come vanno i libri in Italia

L’editoria è in ripresa ma il problema è il solito, dicono i dati: si leggono sempre meno libri

Alla Buchmesse, la fiera del libro di Francoforte in corso in questi giorni fino a domenica, è stato presentato il rapporto sullo stato dell’editoria italiana del 2016 curato dall’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE). Il rapporto spiega cosa è successo nel mercato editoriale nell’ultimo anno: la notizia principale è che il fatturato complessivo delle case editrici è cresciuto rispetto all’anno precedente. Tuttavia questo aumento si deve principalmente all’aumento del prezzo dei libri e non delle vendite.

Quante sono le case editrici e quanti libri sono stati pubblicati
Le case editrici attive in Italia, cioè che nel 2016 hanno pubblicato almeno un libro, sono 4.877, il 5,8 per cento in più rispetto al 2015. In tutto nel 2016 sono stati pubblicati 66mila titoli su carta, più o meno quanto nel 2015: la narrativa è stabile con uno 0,3 per cento in più, la manualistica è aumentata del 3,9 per cento mentre per la prima volta da anni sono in calo i libri per bambini e ragazzi, con meno 4,5 per cento. Quest’ultima tendenza è stata già ribaltata nel 2017, di cui si hanno i dati del primo semestre: rispetto allo stesso periodo nel 2016, i libri per bambini e ragazzi hanno infatti aumentato le vendite del 10,7; la narrativa ha venduto l’1,4 per cento in più e la saggistica generale, non soltanto manuali, è in calo del 7 per cento. Il catalogo complessivo di titoli di carta in commercio supera per la prima volta il milione con 1.032.799 di titoli, il 13,9 per cento in più del 2015.

Cresce il fatturato e cresce il costo dei libri
Nel 2016 l’editoria italiana ha fatturato un totale di 2,561 miliardi di euro, l’1,2 per cento in più del 2015. Il mercato è in crescita dopo gli anni della crisi economica, dal 2011 al 2014, ma non si è ancora ripreso del tutto: nel 2011 il fatturato era stato di 3,1 miliardi di euro. Se si considerano anche i libri usati e i cosiddetti “non book” – cioè i prodotti realizzati dagli editori e venduti in libreria che però non sono libri – la crescita è dell’1,1 per cento, pari a 2,710 miliardi di euro.

Questa crescita non è però legata a un aumento nelle vendite ma a quello del costo dei libri: i prezzi medi di copertina sono infatti saliti del 2,8 per cento, una tendenza già iniziata nel 2015 dopo una contrazione dal 2010 al 2014, quando erano diminuiti del 14,7 per cento. Nel 2015 un libro appena pubblicato costava in media 18,41 euro, nel 2016 è arrivato a 18,93 euro. Stando ai dati Nielsen relativi al 2016, ad aumentare di più il prezzo non sono stati i grandi editori, forse perché possono fare con facilità politiche di promozione, ma gli indipendenti. Rispetto a sei anni fa comunque il prezzo medio di un libro è inferiore del 12,4 per cento, circa 2,6 euro.

È vero, si legge sempre meno
Il problema principale dell’editoria italiana è il basso indice di lettura e una diminuzione costante di lettori: in sostanza, si leggono sempre meno libri. Le persone con più di sei anni che hanno detto di aver letto almeno un libro non scolastico nel 2016 sono diminuite del 3,1 per cento rispetto al 2015. In Italia le persone che nel 2016 hanno letto almeno un libro sono il 40,5 per cento, in Spagna sono il 62,2 per cento, in Germania il 68,7 per cento, negli Stati Uniti il 73 per cento, in Canada l’83 per cento, in Francia l’84 per cento e in Norvegia il 90 per cento. La lettura è diminuita tra i cosiddetti lettori deboli e occasionali, e tra donne, bambini e ragazzi, che però sono le fasce che solitamente leggono di più, mentre è quasi stabile (-0,4 per cento) tra i cosiddetti “lettori forti”, cioè quelli che leggono più di 12 libri all’anno.

Come vanno gli ebook
Nel 2016 4,2 milioni di persone hanno detto di aver letto almeno un ebook nei tre mesi precedenti, mentre nel 2015 erano stati 4,7 milioni. Il settore è cresciuto rapidamente ma poi ha iniziato a rallentare, pur passando dal 2,3 per cento del 2011 al 7,3 per cento del 2016. Secondo il rapporto, il 37 per cento dei lettori legge sia ebook che carta, mentre l’1 per cento legge solo ebook; aggiunge anche che secondo altri istituti di ricerca il 3 per cento dei lettori sceglie prevalentemente ebook. Nel 2016 sono stati comprati più di 900 mila e-reader, il 9,4 per cento in meno del 2015, e 2,4 milioni di tablet, il 7,6 per cento in meno. In generale il mercato degli ebook è cresciuto meno del previsto e oggi è pari al 5 per cento totale delle vendite, 63 milioni di copie vendute. I titoli disponibili invece sono aumentati del 29,6 per cento, passando da 62.544 nel 2015 a 81.035 nel 2016.

Non compriamo più libri all’autogrill 
Ci sono sempre più posti e modi di comprare un libro e le stesse librerie si sono molto modificate negli ultimi anni, trasformandosi parzialmente in caffetterie e ristoranti e aprendosi ad altri prodotti, come oggettistica, cartoleria e appunto cibo. La gran parte dei libri viene ancora comprata nelle librerie fisiche, anche se c’è stato un leggero calo – nel 2007 erano il 79 per cento del totale, nel 2016 il 73 per cento – mentre sono cresciuti gli acquisti nelle librerie online: dal 3,5 per cento nel 2008 all’attuale 17 per cento. Soprattutto continua la crisi dei libri nella grande distribuzione, cioè autogrill e supermercati, che negli anni Ottanta e Novanta furono fondamentali nell’attirare nuovi lettori e che negli ultimi anni vendono sempre meno libri e sono responsabili del 46 per cento in meno del fatturato complessivo. Circa un milione di persone comunque continua a comprare libri soltanto attraverso la grande distribuzione, che resta quindi un canale di accesso non trascurabile per gli editori.

La narrativa straniera va un po’ peggio
Come avevano già mostrato i dati Nielsen la narrativa straniera è in calo: nel 2015 un libro venduto su quattro era tradotto, quest’anno la percentuale è del 23,7 per cento, pari al 22,5 per cento del fatturato complessivo dell’editoria italiana. Nel 2016 i titoli tradotti da una lingua straniera sono stati circa 7.400, contro gli 11.500 dell’anno prima, passando quindi dal 17,6 per cento del 2015 all’11,8 per cento nel 2016.

D’altra parte in Italia sono aumentati i titoli italiani tradotti all’estero: le case editrici hanno venduto 6.565 diritti agli stranieri – ma furono 1.800 nel 2001 – e comprato diritti per 9.552 titoli – 5.400 nel 2001: rispetto al 2015 hanno venduto l’11 per cento in più e comprato il 10,6 per cento in meno.

Sorgente: Come vanno i libri in Italia – Il Post

Ott 20, 2017

L’e-book sta per morire?

La maggior parte dei flussi di vendita passa per Amazon, che si rifiuta fermamente di fornire i dati di vendita per quei libri pubblicati esclusivamente sul Kindle. In queste pieghe non sondate potrebbe annidarsi un potenziale incremento del mercato digitale non proveniente dagli editori tradizionali

di Alessandra Rotondo

L’arrivo del Kindle – nel 2007 per il mercato statunitense, nel 2009 per il resto del mondo (inizialmente solo nella versione in lingua inglese) – è stato spesso paragonato, per dirompenza, a quello dell’iPod nell’industria musicale. «Non c’è da stupirsi» commenta Simon Rowberry su The Bookseller. «Il formato e-book prometteva notevoli vantaggi. Gli utenti avrebbero potuto modificare le impostazioni tipografiche del testo per una maggiore leggibilità, la portabilità sarebbe aumentata, nessun limite avrebbe più condizionato il rapporto tra il lettore e il catalogo dell’editore».

A dieci anni dall’arrivo degli e-book sul mercato, molti si chiedono se il formato abbia mantenuto le promesse fatte. Anche alla luce dei dati, che mostrano come nell’ultimo periodo il libro elettronico si sia costantemente confrontato con un consistente calo delle vendite. Il PA Publishing Yearbook registra, per il 2016, un -17%, a fronte di un aumento dell’8% dei ricavi provenienti dalle vendite del «libro fisico». Sul versante dei «formati innovativi», l’e-book appare peraltro totalmente surclassato dall’audiolibro, che – almeno nel mercato statunitense – continua incessantemente a crescere.

Tuttavia, continua Rowberry, sono poche le opinioni che si spingono più in là della superficie. E se, apparentemente, il «declino» dell’e-book può essere imputato alle preferenze bibliofile dei lettori e al loro amore per la carta, la faccenda è più complessa di così.

In primo luogo, i sistemi e le metriche di rilevazione e sintesi dei dati sul mercato editoriale dell’Associazione degli editori britannici (quelli di tutte le associazioni degli editori, potremmo aggiungere) si stanno ancora adeguando ai nuovi modelli dell’editoria. Proprio come l’industria musicale ha dovuto – volente o nolente – confrontarsi e imparare a «misurare» il fenomeno dello streaming (Spotify, giusto per portare l’esempio più celebre), così l’industria editoriale sta ancora capendo come valutare l’impatto delle nuove forme e tecnologie di lettura (come i servizi in subscription, per esempio: Amazon Unlimited primo fra tutti).

La «quota e-book», peraltro, non include segmenti emergenti delle vendite digital onlytra cui gli autopubblicati, dove nuovi generi guidano un mercato vibrante e divergente. La maggior parte di questi flussi, infatti, passa per Amazon, che si rifiuta fermamente di fornire i dati di vendita per quei libri pubblicati esclusivamente sul Kindle. In queste pieghe non sondate potrebbe annidarsi un potenziale incremento del mercato digitale non proveniente dagli editori tradizionali.

La riduzione delle entrate provenienti dagli e-book, considera ancora Rowberry,  è una conseguenza diretta della priorità riconosciuta dagli editori ai prodotti editoriali stampati, a scapito di quelli digitali. Il lancio del Kindle negli Usa, nel 2007, è iniziato con la commercializzazione dei titoli digitali a 9,99 dollari: con uno «sconto» di almeno 10 dollari rispetto al cartaceo. Questo approccio era naturalmente insostenibile nel lungo periodo, ma ha condizionato le aspettative dei lettori rispetto al costo dei libri elettronici. Quando i prezzi degli e-book si sono fisiologicamente avvicinati a quelli del libro fisico – ma i lettori erano ormai abituati alla «convenienza» del prodotto digitale – la vendita delle copie cartacee ha cominciato a cannibalizzare il mercato del libro elettronico.

È pur vero che sia l’EPUB che il formato proprietario di Kindle si basano su tecnologie di 20 anni, in un’epoca caratterizzata da una rapida obsolescenza tecnologica. Il recente piano che prevede la fusione dell’IDPF con il W3C potrebbe segnare un momento fondamentale di svolta per l’editoria digitale e rappresentare una sfida significativa per il formato e-book. Infatti il comitato, pur continuando a sostenere l’EPUB, sta sperimentando nell’ambito delle Portable Web Publications (PWP), con l’obiettivo – probabilmente – di «spostare» la lettura digitale dalle applicazioni dedicate ai browser, attraverso sistemi nativi. Questo comporterebbe indubbiamente dei vantaggi, ma chiamerebbe i libri a scendere nell’arena della conquista dell’attenzione sul web, al pari di tutte le altre offerte di contenuti con le quali l’utente si trova a interagire durante la navigazione.

Se il PWP sostituirà effettivamente l’EPUB, la resistenza di Amazon nei confronti del formato potrebbe risultare – col senno di poi – lungimirante. Per il momento, comunque, a Rowberry le profezie funeree sul libro digitale sembrano azzardate. Certo non impossibili, se il disinteresse di Amazon e la caduta del mercato trade dovessero perpetuarsi.

Gli editori, dal canto loro, dovrebbero guardare all’e-book come a un alleato piuttosto che come a un antagonista del libro cartaceo. Lasciare che l’e-book muoia per trarre beneficio dalla vendita delle copie stampate nel breve periodo, potrebbe significare rinunciare al libro digitale come formato autonomo e circoscritto nel lungo periodo. E dover competere indistintamente con l’enorme varietà di generi e formati offerti dal web per conquistare l’attenzione dei lettori, in un futuro non poi così lontano.

Sorgente: L’e-book sta per morire?

Set 04, 2017

A proposito di Amazon…

Beh, a proposito di Amazon, come sempre, vi mettiamo la lista dei titoli che rientrano fra le prime mille posizioni nelle varie classifiche specifiche. Sarebbe stato troppo facile rendervi note le posizioni (in realtà l’ho fatto) subito dopo il Salone del Libro di Torino, perché quasi tutti gli autori hanno riguadagnato diversi posti, mettendosi in luce.

Per questo, passato il momento di euforia, dato proprio dalla riuscita della manifestazione, ho pensato che sarebbe stato più interessante capire che fine avevano fatto i nostri scritti.

Ebbene, ancora una volta la lista è piuttosto lunga e ricca. Vi lascio quindi ai libri EEE, se siete curiosi di leggere di più, di ogni singolo titolo, non dovete fare altro che cliccarci sopra e verrete rimandati direttamente sulla pagina di pertinenza su Amazon.

Buon divertimento!

L’oro di Gorgona (Adrenalina)

di Alessandro Cirillo

Arduhinus (Grande e piccola storia)

di Grazia Maria Francese

Il cammino di “Neko” Kurotachi (Grande e piccola storia)

di Massimiliano Saputo

Il piede sopra il cuore (Grande e piccola storia)

di Mario Nejrotti

Eroi dimenticati (Grande e piccola storia)

di Paolo Fiorino

Fino all’ultima bugia (Giallo, Thriller & Noir)

di Mario Nejrotti

Il Longobardo: Eredità di sangue (Grande e piccola storia)

di Andrea Ravel

Tutta la vita per morire (Giallo, Thriller & Noir)

di Mario Nejrotti

Eroi nel nulla (Grande e piccola storia)

di Paolo Fiorino

Trame oscure (Adrenalina)

di Alessandro Cirillo

Antarctica Observer (Adrenalina)

di Andrea De Magistris

Noccioli di ciliegie (L’amore ai tempi del web)

di Sabrina Grementieri

Tramonto in una tazza – Sunset in a Cup (Poesis)

di Lidia Chiarelli

Il volo dell’albatro (Giallo, Thriller & Noir)

di Laura Pituello

Dal nero al bianco (Altrimondi)

di Nadia Dovano

Angelus di sangue (Adrenalina)

di Giancarlo Ibba e Alessandro Cirillo

Attacco allo Stivale (Adrenalina)

di Alessandro Cirillo

Il Longobardo – Terra di conquista (Grande e piccola storia)

di Andrea Ravel

I nostri scarponi sulla Via Francigena (Esperienze e Testimonianze)

di Elena Moscardo

Nessuna scelta (Adrenalina)

di Alessandro Cirillo

Il diario intimo di Filippina de Sales (Grande e piccola storia)

di Piera Rossotti Pogliano

Materiali di scena (Fuoridallequinte)

di Armando Vertorano

C’era una volta in Sardegna (Adrenalina)

di Giancarlo Ibba

Profondo Sud: Storie dal profondo Sud americano per capire la lotta dei neri per la conquista dei diritti civili – Teatro…

di Francesca Mereu

Una seconda occasione (L’amore ai tempi del web)

di Sabrina Grementieri

Ritorno a El Alamein (Grande e piccola storia)

di Enea De Alberti

Religioni e neospiritualità (Religione ed Esperienze)

di Leonella Cardarelli

Il giorno dei morti (Altrimondi)

di Filippo Semplici

Il sogno segreto di Zekharia Blum (Ragazzi… e Genitori)

di Claudio Oliva

Schiavi della vendetta (Adrenalina)

di Alessandro Cirillo

Africa: Magia nera, sortilegi, streghe e guaritori (Esperienze e Testimonianze)

di Lory Cocconcelli

Come foglie al vento (Altrimondi)

di Stefano Pavesio

Le risonanze della folgore (Altrimondi)

di Irma Panova Maino

L’alba del sacrificio (Adrenalina)

di Giancarlo Ibba

Il peccato di Rennahel (Altrimondi)

di Irma Panova Maino

Il tramonto delle aquile (Grande e piccola storia)

di Chiara Curione

La vendetta è un gusto (Adrenalina)

di Giancarlo Ibba

Rosa antico

di Bruna Nizzola

La resa degli innocenti (Adrenalina)

di Irma Panova Maino

Costantino al festival delle nuvole (Ragazzi… e Genitori)

di Cinzia Morea

Filippina va in città (Grande e piccola storia)

di Piera Rossotti Pogliano

Crepuscoli di Luce (Poesis)

di Andrea Leonelli

Swatch (L’amore ai tempi del web)

di Davide Baraldi

Il Romanzo della Pasta Italiana

di Nunzio Russo

L’arte di Khem (Altrimondi)

di Stefano Santarsiere

Uomini nudi (Fuoridallequinte)

di Salvatore Buccellato

Dimmelo (Poesis)

di Maria Rotonda D’Alterio

Ocho cortado: ovvero un movimento appena iniziato e bruscamente interrotto (Fuoridallequinte)

di Maria Gabriella Olivi

Costantino e Rosa Scompiglio (Ragazzi… e Genitori)

di Cinzia Morea

XII – Il segno dei giusti (Grande e piccola storia)

di Pino Benincasa

L’Intima Essenza: La via degli haiku (Poesis)

di Andrea Tavernati

Agata e le scarpette tecnomagiche (Ragazzi… e Genitori)

di Nicoletta Parigini

Turista per professione (Esperienze e Testimonianze)

di Laura Celotto

Quando gli dei torneranno (Altrimondi)

di Massimo Licari

La guardia delle Terre Rinate (Altrimondi)

di Segio Piergianni

La Centunesima Infelice (I Mainstream)

di Nicoletta Parigini

Cinque commedie in cerca d’attori (Fuoridallequinte)

di Oronzo Trapani

E il diavolo l’amò sotto una tenda di stelle (Altrimondi)

di Angelica Intersimone

Quasi sedici! (Ragazzi… e Genitori)

di Beppe Forti

Viaggio in camper (Ragazzi… e Genitori)

di Caterina Peschiera

L’esteta dell’albero dei limoni – Nebbia: Due drammi in tre atti venuti alla luce (Fuoridallequinte)

di Renato Gattuso

Amore e Morte (Giallo, Thriller & Noir)

di A.A.V.V.

Agata e il manoscritto di Melchiorre (Ragazzi… e Genitori)

di Nicoletta Parigini

Giu 21, 2017

In Germania, un monumento costruito con migliaia di libri censurati

In Germania è stato realizzato un monumento dalla forma di un partenone con oltre centomila libri, un tempo considerati “proibiti”

La Germania è uno dei paesi culturalmente ed artisticamente più evoluti del mondo e in ogni occasione dimostra la sua lungimiranza; ne è un esempio lo splendido monumento realizzato con migliaia di libri, un tempo vittime di censura. Nella Friedrichsplatz di Kassel è stato costruito un monumento, la cui forma riprende quella del Partenone, con oltre centomila libri, un tempo considerati “proibiti”. La scelta del luogo è  stata tutt’altro che casuale: questa piazza infatti è molto conosciuta nella storia della Germania, perché proprio lì, nel 1933, Hitler ordinò il rogo di numerosissimi libri finiti nella lista nera dei nazisti.

Questo interessantissimo progetto, frutto di una splendida sinergia tra arte e storia, è nato dalla famosa artista contemporanea argentina Marta Minujín, in occasione dell’esposizione Documenta14, tutt’ora in corso. Chiamato“Partenón de libros prohibidos”, questo monumento imita molto le forme dell’acropoli di Atene, e la struttura è stata completamente ricoperta da libri sigillati in buste di plastica, così che restino protetti in caso di pioggia e di vento. La raccolta dei volumi è nata attraverso una riuscitissima campagna di crowdfounding, coinvolgendo tutto il mondo: migliaia di persone infatti hanno inviato un libro che sia stato proibito in passato, o che sia proibito tutt’ora in specifici Paesi. Un progetto analogo era già stato realizzato dall’artista in Argentina, suo paese natale, per celebrare il ritorno della democrazia, dopo anni di silenzio e di soprusi.

Grazie all’aiuto di un gruppo di studenti e un lavoro durato alcuni mesi, questa volta Marta Minujín ha ricostruito un tempio sul modello del Partenone, rispettandone le proporzioni, e infine posizionandolo al centro della Friedrichsplatz di Kassel. Il Partenone dei libri può essere considerata a tutti gli effetti un’opera epocale: politica, ma non ideologica, questa installazione racconta la storia passata e recente, evocando il dramma della distruzione dei libri non ariani voluta da Hitler e l’attuale crisi degli Stati occidentali. Molto apprezzato dagli abitanti del posto e dai numerosi turisti in visita in questi giorni, il lavoro realizzato dall’artista argentina è un segno importante per la costruzione di un messaggio democratico e aperto: ancora una volta la Germania si è dimostrata un paese lungimirante ed illuminato.

Sorgente: In Germania, un monumento costruito con migliaia di libri censurati | SiViaggia

Giu 20, 2017

Da Sandokan al Corsaro Nero: la vita e i libri di Emilio Salgari

Emilio Salgari, scrittore con una vita drammatica, ha pubblicato famosi libri di avventura per ragazzi, come “Le tigri di Mompracem” e “Il Corsaro nero”.

di Matilde Quarti

A volte la vita di uno scrittore è in completa antitesi con la sua opera, perché l’immaginazione può essere un motore creativo potente come l’esperienza. È il caso di Emilio Salgari, inventore di personaggi come Sandokan, Tremal-Naik, il Corsaro Nero, o la piratessa Jolanda che, a differenza dei suoi eroi, vive le giornate cupe e ripetitive di chi non riesce a sbarcare il lunario e in nessun modo ottiene i successi tanto rincorsi.

La storia di Emilio Salgari, nato nell’agosto del 1862 a Verona e morto il 25 aprile 1911 a Torino, è drammatica, segnata da lutti e da povertà, a cui lo scrittore fa fronte rifugiandosi in un mondo parallelo, fatto di esotismi e avventure all’ultimo respiro. La sua produzione è immensa (scriverà infatti circa ottanta romanzi e oltre cento racconti),  sicuramente per necessità economiche, ma anche perché solo con la fantasia Salgari poteva sfuggire alla sua grigia quotidianità.

Il romanzo Il Corsaro Nero

Emilio Salgari, uno scrittore con l’animo di un capitano

Di statura bassa e tarchiata, con dei grandi baffoni che gli solcano il viso, Salgari non ha mai avuto il phisique du role dell’impavido avventuriero e lo scarto tra i centimetri di tacco camuffati nelle suole delle scarpe e la sua altezza è la triste metafora dello scarto tra la statura dei suoi sogni e la realtà. Il giovane Emilio Salgari aveva infatti un solo desiderio: intraprendere la carriera di capitano, con marinai da dirigere e una nave a cui far solcare le acque in cerca di avventure.

Il periodo scolastico all’Istituto Nautico si conclude però disastrosamente, e Salgari non farà che un unico viaggio in mare: lungo la costa adriatica, dal Veneto alla Puglia. Eppure, ironia della sorte, l’acqua ha sempre segnato i suoi spostamenti: Salgari, per motivi lavorativi, si trasferisce a Genova e dunque sulle rive del Po, a Torino, dove si ferma e mette su famiglia con l’attrice Ida Peruzzi.

Da Sandokan al Corsaro Nero: immaginare esotismi

Quando arriva a Torino, Salgari è già celebre: Le tigri di Mompracem (pubblicato a puntate sulla “Nuova Arena” di Verona tra la fine del 1883 e l’inizio del 1884 con titolo La tigre della Malesia), La favorita del Mahdi, pubblicato nello stesso periodo, e Il Corsaro Nero, del 1898, sono già entrati nell’immaginazione di legioni di ragazzini. Pur ambientando le sue opere nella giungla indiana, nei deserti africani, o nei mari delle Antille, Salgari non ha mai viaggiato fuori dall’Italia e scrive le sue storie documentandosi su atlanti e libri cercati in biblioteca, con ricerche approfondite e certosine. La sua immaginazione è onnicomprensiva e Salgari, di animo romantico e melodrammatico, dà ai figli i nomi esotici dei suoi personaggi: Fatima, Romero, Omar e Nadir.

Le tigri di Mompracem, dello scrittore Salgari

Uno scrittore moderno

L’enorme successo (Salgari viene persino nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona dalla Regina Margherita), non viene però accompagnato da stabilità economica. Salgari non sa amministrare i guadagni che gli derivano dalla pubblicazione dei suoi libri, e questi stessi guadagni sono in ogni caso molto scarsi. Neppure nell’ambiente intellettuale Salgari è ben visto, nonostante pubblichi con le maggiori case editrici del periodo, persino con la milanese Treves. I suoi romanzi infatti sono melodrammatici, stracarichi di dialoghi e di avvenimenti: sceneggiati televisivi ante litteram, un intrattenimento troppo moderno, forse, per essere capito. Anche il contenuto di molte sue opere è ostico: sono libri per ragazzi, certo, ma all’epoca di successi come I ragazzi della via Pal, gli squartamenti e le atroci morti cui vanno incontro i suoi personaggi non sono ben visti dagli educatori.

Non stupisce che nonostante ciò i romanzi di Salgari siano comunque passati di mano in mano tra gli studenti. L’immaginazione di Salgari è sfrenata e le storie che inventa sono un coacervo di avventura e passione. Si va dalle atmosfere storiche di Cartagine in fiamme, del 1906, a quelle fantascientifiche delle Meraviglie del duemila, del 1907 (senza dimenticare il romanzo realistico La bohème italiana, appena stato ripubblicato da Elliot). Solo la saga dei pirati della Malesia consta di undici volumi: le avventure di Sandokan, del fedele Yanez e della bella Marianna sono avvincenti e incredibili agli occhi di un piccolo lettore italiano di inizio Novecento. Salgari descrive vividamente luoghi lussureggianti che pure non ha mai visto, racconta i profumi e i colori della giungla, il ponte ruvido delle navi che si scagliano l’una contro l’altra in battaglia. Gli stessi vezzi di forma, così evidenti al pubblico contemporaneo, non erano un ostacolo per dei lettori abituati a tutt’altro linguaggio.

Cartagine in fiamme, di Salgari

Il suicidio: la morte di un eroe romantico

La realtà dei fatti è però diversa da quella fantastica dei romanzi: la figlia di Salgari, Fatima, si ammala di tisi, e la moglie, Ida, viene internata in manicomio. Il colpo, sia emotivamente sia economicamente, è insostenibile per Salgari, che a pochi giorni dal ricovero della moglie si toglie la vita. La morte di Emilio Salgari riassume tutto il dolore e tutta la passione che lo scrittore deve aver provato nei suoi lunghi anni torinesi. Prima di uccidersi, Salgari scrive alcune lettere: solo tre sono arrivate a noi, ma alcuni biografi sostengono siano state di più. Nella lettera indirizzata agli editori, Salgari chiede loro con rabbia di pagare almeno i suoi funerali, visto che si sono arricchiti a scapito della sua famiglia.

Il suicidio di Salgari è un suicidio pensato in anticipo, le lettere di addio sono state persino scritte tre giorni prima della morte: difficile immaginare l’angoscia di un uomo che per così tanto tempo si prepara a morire. Salgari si toglie la vita in modo atroce e romanzesco, come un personaggio dei suoi romanzi: fa harakiri nel bosco di Val San Martino, appena sopra Torino, squarciandosi addome e gola con un rasoio. Anche la sua morte, tuttavia, passa in sordina; Torino è in festa per il cinquantenario dell’Unità d’Italia.

Sorgente: Da Sandokan al Corsaro Nero: la vita e i libri di Emilio Salgari – Il Libraio

Mag 02, 2017

Arrivano novità sugli sconti dei libri?

Una proposta di legge vuole ridurre dal 15 al 5 per cento lo sconto massimo sul prezzo di copertina: editori e librai sono favorevoli, ammesso che serva

Molti editori – praticamente tutti: naturalmente i piccoli, ma anche i medi e i grandi, con l’eccezione del Gruppo GeMs e una posizione più articolata di Mondadori – sono favorevoli a una revisione della legge Levi sul prezzo dei libri, approvata dal Parlamento nel 2011, che fissava al 15 per cento lo sconto massimo sul prezzo di copertina. La nuova proposta di legge – la prima firmataria è Sandra Zampa del PD – si intitola “Disposizioni per la promozione della lettura, il sostegno delle librerie di qualità, dei traduttori nonché delle piccole e medie imprese editoriali” e fissa lo sconto massimo al 5 per cento, come avviene in Francia, Olanda, Spagna, Svizzera, mentre in Germania gli sconti sono vietati e nel Regno Unito il prezzo è libero.

La misura si applicherebbe – ovviamente, visto che l’obiettivo implicito è colpire Amazon – anche alle «vendite per corrispondenza e su piattaforma digitale via internet, con una possibilità massima del 10 per cento di sconto in occasione di fiere ed iniziative di settore espressamente indicate e del 20 per cento in caso di vendita a biblioteche, pubbliche e private». È una misura protezionistica, concepita per difendere le piccole librerie e i piccoli editori da chi può offrire prezzi più bassi grazie a volumi maggiori di vendita. I critici – al momento pochi – sostengono che questa difesa verrebbe pagata dai lettori. Il fatto che a sei anni dall’approvazione della legge Levi lo schieramento dei favorevoli si sia allargato anche a Giunti, Feltrinelli e in parte anche Mondadori, cioè editori che controllano grandi catene, dimostra che tutti gli editori e i librai, anche quelli di catena, sentono il bisogno di essere difesi dallo Stato dalla crescita della vendita online. Gli sconti di Amazon – che al suo arrivo in Italia vendeva anche al 40 per cento di sconto – costringono in pratica le grandi catene di librerie a vendere al 15 per cento in meno rispetto al prezzo di copertina. Se si scendesse per legge al 5, per farla breve, recupererebbero il 10 per cento di margine.

I tempi per approvare la legge in Parlamento sono stretti, quindi gli editori spingono per un decreto del governo o per inserire il provvedimento nella prossima legge di stabilità. A questo scopo nei prossimi giorni le parti coinvolte – editori, librai e associazioni di categoria – dovrebbero mandare al ministro della Cultura, Dario Franceschini, una lettera esprimendo una posizione unitaria. È il passaggio più difficile, perché se contro Amazon sono tutti d’accordo – perfino Ricardo Levi, il promotore della legge in vigore, era presente all’incontro sul tema al Bookpride di Milano – e tutti in astratto sono favorevoli a sostenere librerie e piccoli editori, poi nel concreto le posizioni si differenziano.

continua su: Arrivano novità sugli sconti dei libri? – Il Post

Apr 21, 2017

In Norvegia nasce Doomsday Library, la biblioteca che salverà i libri dall’apocalisse

Si chiama Doomsday Library (Biblioteca del Giorno del giudizio) ed è una struttura “segreta”, il cui compito sarà quello di salvare i libri dall’apocalisse

di Redazione

In tempi duri come quelli in cui viviamo oggi, in preda a deliri complottisti e visioni della fine del mondo, c’è già chi inizia a ipotizzare l’avvento dell’apocalisse. E la proliferazione di romanzi, serie tv e film distopici, così come la loro recente ribalta in termini di accoglienza del pubblico, dimostra senz’altro una tendenza che continua a essere al centro dell’immaginario collettivo. Tant’è che negli Usa, si legge in un recente articolo del Foglio, la distopia pare abbia smesso di essere un genere letterario e cinematografico e sia diventata parte del Dna sociale.

L’immagine che si ha del futuro è ancora piuttosto incerta ma molti, temendo la catastrofe, cominciano già ad attrezzarsi. È questo il caso della Norvegia, in particolare dell’isola di Spitsbergenin, nell’arcipelago artico delle Svalbard, dove è stata realizzata una vera e propria biblioteca con un intento specifico: proteggere i libri dall’apocalisse.

Si chiama Doomsday Library (la biblioteca del Giorno del giudizio) ed è una struttura “segreta”, nascosta nel permafrost, il cui compito sarà quello di conservare le tracce del nostro passaggio sulla Terra, dando testimonianza alle civiltà future dei nostri pensieri e delle nostre opere più importanti.

Per conservare i libri – riporta un articolo dell’Huffington Post – verrà utilizzato un sistema digitale di preservazione eterna chiamato PIQL, ideato in Norvegia e utilizzato per molti film di Hollywood. Due programmi, PIQL Writer e il PIQL Reader, permettono di trasferire contenuti digitali sulla speciale pellicola PIQL Film che rende gli scritti leggibili anche a distanza di 1000 anni.

I Paesi di tutto il mondo sono stati invitati a inviare le versioni digitalizzate delle loro opere più significative al World Arctic Archive, da dove partirà il processo per l’inserimento nella Doomsday Library, destinata a custodire il sapere dell’intera umanità.

Sorgente: In Norvegia nasce Doomsday Library, la biblioteca che salverà i libri dall’apocalisse – Cultora, Cultora

Apr 12, 2017
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