Piera Rossotti Pogliano

Forse dovremmo proprio uccidere Cenerentola

Una storia antica, quella di Cenerentola, originaria, pare, dell’antico Egitto o della Cina, che si raccontava assai prima che la scrivessero Perrault o i fratelli Grimm.
Ma bisognerebbe davvero smetterla di raccontarla alle bambine. Rousseau diceva che le fiabe e le favole sono diseducative, perché non insegnano la verità.
Allora, storie come quella di Cenerentola che sposa il principe azzurro non andrebbero più raccontate alle bambine, o almeno non dovrebbero chiudersi sul lieto fine del “felici e contenti”, ma raccontare il “poi”, le croste polverose che si depositano sul prosieguo della vita coniugale.
Qual è il vero destino di una donna? Cedere tutta se stessa a un uomo, e l’unico traguardo a cui può aspirare è che un uomo l’ami fino alla fine dei suoi giorni. Ma è un desiderio impossibile.
Certo, alcune riescono ad essere donne prima che femmine, amanti prima che innamorate, individui prima che coppia. Ma sono una sparuta minoranza. Per le altre restano i sogni, il desiderio di fuga o – più difficile, ma più onesto – il disincanto.
Il romanzo di Miria Spada, Uccidi Cenerentola, che pubblichiamo questa settimana è centrato sull’erotismo, ma costituisce, in realtà, la sua eclatante negazione, per farsi invece analisi impietosa e profonda della condizione femminile delle quarantenni di ieri e di molte di oggi. Delle quarantenni di domani?
Vi segnalo che nel nostro blog troverete questo ebook nella sezione “free”, in versione parziale gratuita, insieme a molti altri titoli. Sono disponibili in formato epub e mobi e c’è anche un articolo chiarificatore, per chi avesse problemi a scaricarli sullo smartphone.
E, se volete sorridere con Achille Campanile, vi segnalo il consueto video settimanale.

Buon fine settimana e buona lettura a tutti.
Piera Rossotti Pogliano
Direttore Editoriale di Edizioni Esordienti E-book

Lug 21, 2017

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Piera Rossotti Pogliano e La sua Postazione

Ogni autore possiede una propria postazione in cui le idee prendono forma e le parole scorrono velocemente sul monitor. Per i più conservatori esistono ancora gli scrittoi, carta, penna, talvolta calamaio. Tuttavia, a prescindere dal mezzo con cui si esprimono i pensieri, la magia che scaturisce è quella insita in ogni forma d’arte e noi vogliamo farvi vedere come se la cavano i nostri autori.

L’editora e una delle sue postazioni di lavoro

No, le mie postazioni di lavoro a tavolino non posso mostrarvele: mi togliereste il saluto! Vi si ammonticchiano libri, vi si aggrovigliano i cavi di stampanti, pc ecc., ci sono sparsi qua e là occhiali, pennarelli, tazzine del caffè da lavare, due cellulari, un vecchio “ascoltino” mp3 per la musica che mi ostino ad usare…

Quella che vi voglio mostrare è la postazione “lettura manoscritti inediti”, inaugurata di recente, e che mi piace moltissimo: quell’aggeggio bianco che vedete non è un trapano da dentista (!), ma un sostegno per il Kindle.

Non sapevo che esistessero delle cose del genere, me l’ha insegnato Irma al Salone, l’ho cercato in rete… et voilà! Così la sera, quando vado a letto, posso leggere i manoscritti senza paura di addormentarmi e lasciar cadere il reader; se il manoscritto mi piace, vado avanti finché l’attenzione mi sostiene, mentre, se la lettura è soporifera, dormo tranquilla il sonno dell’editora che, un giorno di più, ha cercato di fare bene il suo mestiere, o perlomeno ci ha provato… e il reader va silenziosamente in stand-by. Buona notte!

 

Lug 13, 2017

Scrivere mi piace: INTERVISTA alla Casa Editrice EEE Ed.Esordienti Ebook

Dal Blog Scrivere mi piace, un’intervista a Piera Rossotti Pogliano, Direttore Editoriale di EEE

Eccomi tornata con le interviste alle Case Editrici.

Quando sono stata al Salone Internazionale del libro di Torino, ho collezionato molti contatti degli Editori che hanno attirato la mia attenzione, quindi in questi giorni vi presenterò alcuni di loro, che hanno gentilmente risposto alle mie domande.

Oggi ho il piacere di presentarvi EEE Edizioni Esordienti Ebook

1. QUANDO E COME E’ NATA LA CASA EDITRICE, E QUAL ERA LA VOSTRA IDEA DI PARTENZA? PERCHE’ HA QUESTO NOME?

La CE è nata nel settembre 2011; l’idea di partenza era quella di pubblicare autori esordienti, e per “esordienti” intendiamo autori “non ancora famosi, ma meritevoli di diventarlo”, e di farlo puntando soprattutto sull’e-book, una scelta che allora è stata quasi una scommessa, ma che si è rivelata vincente, anche se molti titoli li pubblichiamo anche in formato cartaceo.

2. COME SI STRUTTURA LA PRODUZIONE EDITORIALE?

Pubblichiamo e-book e cartacei, precisamente romanzi (mainstream e romanzi di tutti i generi, dalla collana “L’amore ai tempi del web” che parla d’amore nel mondo contemporaneo, a “Adrenalina”, per i romanzi thriller e horror, “Grande e piccola storia” per gli storici, “Luci rosse” per il genere erotico… ecc. ), poesia, collana “Poësis” , teatro, collana “Fuoridallequinte”. Abbiamo anche qualche titolo che documenta esperienze specifiche e che riteniamo interessanti, in una collana che si chiama “Esperienze e testimonianze”.

3. QUAL E’ IL FILO COMUNE CHE LEGA LE VS. PUBBLICAZIONI?

La qualità dei testi, che sono selezionati. Secondo noi, il valore aggiunto di una pubblicazione attraverso una CE, oggi che in realtà è facilissimo pubblicare in self, è proprio la selezione. Mettiamo il marchio solo su quello che ci piace e che, a nostro giudizio, vale la pena di promuovere e il criterio che ci guida è il rispetto per il lettore.

4. QUANTI TITOLI PUBBLICATE L’ANNO?

Una settantina di pubblicazioni all’anno, tenendo conto che i due terzi sono sia e-book, sia cartaceo, gli altri solo e-book… diciamo una media di 50 nuovi titoli.

5. COME SCEGLIETE GLI AUTORI E/O GLI ILLUSTRATORI DA PUBBLICARE?

Gli autori ci mandano i loro manoscritti, li leggiamo e, se ci piacciono e sono in linea con il nostro catalogo, pubblichiamo. Semplice semplice.

6. QUALI SONO I TITOLI CHE HANNO RICEVUTO UNA MIGLIORE ACCOGLIENZA DA PARTE DEL PUBBLICO IN TERMINI DI VENDITA?

Il nostro primo best-seller (quindicimila copie in e-book) è stato Io dormo da sola, di Salvatore Paci e Emanuela Baldo, poi ripubblicato da Newton&Compton sotto lo pseudonimo autoriale di Asia Stella; tra i nostri autori, il best-seller è Alessandro Cirillo, che scrive thriller d’azione, abbiamo appena pubblicato il suo sesto romanzo, poi ci sono Giancarlo Ibba, Andrea Ravel, Mario Nejrotti, Sabrina Grementieri (che oggi pubblica con Rizzoli e Sperling&Kupfer, ma di cui abbiamo ancora due titoli in catalogo) e Emanuele Gagliardi. Quindi, vendono soprattutto thriller, giallo e rosa, i romanzi di genere, insomma.

7. QUANTO SONO DIFFUSI E CONOSCIUTI I VOSTRI LIBRI IN ITALIA? SIETE SODDISFATTI DELLA DISTRIBUZIONE E DELLA VISIBILITA’ A VOI RISERVATA IN LIBRERIE, BIBLIOTECHE, ECC.?

Nel mare magnum dell’editoria medio-piccola è dura emergere, e la nostra CE è giovane, anche se la sottoscritta non lo è più… Cerchiamo di farci conoscere per la serietà dell’impegno e la validità delle opere che proponiamo. Dire che siamo soddisfatti della visibilità non sarebbe veritiero, ma continuiamo a lavorarci e soprattutto, essendo una CE a vocazione in prima battuta digitale, cerchiamo di essere molto presenti nel web e con una presenza di qualità, sia attraverso il bloghttp://edizioniesordientiebook.altervista.org/, sia attraverso il canale Youtube, anche con lezioni di scrittura e lettura creativa:https://www.youtube.com/channel/UCbrNKDSs9eEtNQnFYKATozA
Intanto, sponsorizziamo il premio di poesia Parasio – Città di Imperia, il premio “Un bagaglio di Idee” della Fed.It.Art e siamo alla quinta edizione di un concorso tutto nostro, gratuito, questa volta dedicato al giallo-thriller-noir, che premia davvero chi merita. E poi, moltissimi dei nostri autori vincono premi, anche significativi, a livello nazionale, e questa è una bella pubblicità (sono segnalati nel blog).

8. QUAL E’ L’ASPETTO PIU’ COMPLICATO DEL VOSTRO MESTIERE?

Nell’editoria non c’è nulla di complicato, è soltanto un grande impegno, ma è anche molto interessante, è un lavoro bellissimo.

9. QUALI PROGETTI E AMBIZIONI COLTIVATE PER IL FUTURO?

Il progetto e il sogno è quello di diventare un vero punto di riferimento per gli autori non ancora conosciuti ma che hanno delle qualità e di farli conoscere. Nello stesso tempo, vogliamo continuare a considerarli amici e non soltanto numeri, come accade per la maggior parte degli autori che pubblicano con grandi CE.

E’ stato veramente bellissimo conoscere una realtà come questa, con tutti i pro e i contro, le gioie e i dolori… Cosa aspettate?
Visitate il loro SITO e leggete i loro romanzi.
E se siete autori esordienti, perché non proporvi?

Sorgente: Scrivere mi piace: INTERVISTA alla Casa Editrice EEE Ed.Esordienti Ebook

Giu 10, 2017

Tecniche per spy story… poi si può aggiungere il talento!

Cari Lettori e Autori,
eccoci di nuovo all’appuntamento settimanale con i video, per chi ha la pazienza e la voglia di seguirli, e con qualche notizia editoriale.
Questa settimana parliamo di spy story e, come sempre, di lettura e scrittura consapevoli: è il sessantesimo video della serie! Ma si impara a leggere e a scrivere soltanto facendolo, o almeno si imparano le tecniche, il talento è un qualcosa di più che, se c’è, può fare molto. Ma, senza la tecnica, il talento non basta.
Nel video parliamo di una spy story molto famosa, Il Codice Rebecca di Ken Follett, ma vorrei segnalarvi tre nostri ebook in promozione, la cui lettura, vi assicuro, sarà molto godibile, anche se i nomi degli autori sono meno conosciuti (per ora):

Emanuele Gagliardi, Nero pesto (Offerta Lampo Kindle e promo su tutti gli store soltanto il 21 gennaio). Roma, 1979. Sono gli anni in cui eversione nera e terrorismo rosso insanguinano la Capitale aggiungendosi agli attacchi diretti allo Stato culminati nel rapimento e uccisione di Aldo Moro. Omicidi, sequestri, rapine, violenze hanno spesso connotazione ideologica e così, quando un portinaio di 60 anni iscritto al MSI, Alfredo Mancini, viene trovato morto, orrendamente mutilato, il commissario capo della Squadra Mobile Umberto Soccodato si indirizza senza esitare sulla pista politica, benché le caratteristiche del delitto lascino ipotizzare un movente passionale forse omosessuale. Qualche giorno dopo, nello stesso stabile, avviene un secondo omicidio. A parte il teatro dei delitti e le simpatie destrorse delle vittime, non parrebbe esserci un comune denominatore tra i due casi. Ma è davvero così? Soccodato e i suoi collaboratori si muovono non senza grossi rischi e affanni nel sottobosco del terrorismo neofascista che per le sue aderenze con gli ambienti istituzionali e con la grande criminalità capitolina si rivela un nemico quanto e forse più insidioso delle temibili e meglio organizzate formazioni eversive di sinistra.

Alessandro Cirillo e Giancarlo Ibba, Angelus di sangue: (promozione fino alla fine del mese su tutti gli store) Il Palazzo Apostolico in Vaticano è certamente uno dei luoghi più monitorati al mondo, ma è davvero impenetrabile ad un attacco terroristico? Dalle penne di Alessandro Cirillo e di Giancarlo Ibba è nato un romanzo d’azione dai ritmi serrati e convulsi, denso di colpi di scena, in cui si misurano due grandi protagonisti: il terrorista afgano Fawaz, intelligente e crudele, ma con fortissime motivazioni all’azione e all’odio, e Bruno Majo, un diacono che sta per essere ordinato sacerdote, ma che ha un passato da militare addestrato e un terribile segreto da custodire.


Alessandro Cirillo, Schiavi della vendetta
(promozione fino alla fine del mese su tutti gli store): Durante un’operazione militare in Somalia, il sergente Loiacono stupra una giovane donna con la complicità di alcuni commilitoni, mentre Samuel Pagano, uno dei soldati al comando di Loiacono, pur volendolo, non trova coraggio sufficiente per contrastare il gesto scellerato del suo superiore e dei suoi compagni.
Vent’anni più tardi, le vite dei protagonisti di quel turpe episodio hanno preso strade diverse: Pagano, ad esempio, si è laureato ed è diventato un importante uomo d’affari e un buon padre di famiglia; Loiacono, sempre scapolo alla ricerca di dubbie avventure con donne conosciute occasionalmente o prostitute, ha fatto carriera in politica ed è addirittura indicato come futuro presidente del Consiglio. Eppure, qualcuno non ha dimenticato, vorrà pareggiare i conti e lavare col sangue l’oltraggio subito nel passato dalla giovane somala e tenterà di farlo mettendo in campo tutta la sua rabbiosa determinazione e il suo odio cresciuto nel tempo.
Schiavi della vendetta è un romanzo denso d’azione, dal ritmo incalzante, pagina dopo pagina.

Questi libri sono anche in formato cartaceo e, se li ordinate dal sito EEE, senza spese di spedizione.

Buona lettura!

Piera Rossotti Pogliano

Gen 31, 2017

gioco-di-libriPiera Rossotti Pogliano e Il Gioco di Libri

Talvolta è capitato di passare qualche ora in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, un personaggio, un piatto tipico e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Il diario intimo di Filippina de Sales, marchesa di Cavour

Sinossi

 il diario intimo di Filippina Il punto di partenza di Diario Intimo è stato la ricerca storica, ed in particolare la ricerca della risposta alla domanda: si può parlare di un Piemonte giacobino e napoleonico? In fondo, si tratta di un periodo talmente breve, soltanto un quindicennio, che forse è esagerato considerare tanto importante.
A mano a mano che approfondivo l’argomento, che mi perdevo tra ricerche d’archivio e contributi di studiosi di grande rilievo, mi rendevo conto che non sarei mai riuscita a trovare una risposta assoluta. L’unica possibilità era dare una risposta “parziale”, cioè guardare quel periodo attraverso gli occhi di un personaggio che me lo potesse far comprendere meglio.
Leggendo l’opera fondamentale che Rosario Romeo ha scritto su Cavour, e poi la corrispondenza degli anni giovanili dello statista, ho trovato a più riprese allusioni alla nonna paterna, Filippina de Sales, una Savoiarda venuta sposa giovanissima a Torino, nel 1781, deceduta nel 1849. Di quanta grande Storia è stata testimone questa donna, da un osservatorio privilegiato come quello che le poteva offrire una famiglia così in vista!
Dalla Rivoluzione francese, al periodo del Consolato e dell’Impero napoleonico, quando il Piemonte è diventato parte integrante della Francia, alla Restaurazione, fino all’inizio delle guerre per l’Indipendenza.
Allora, ho provato a guardare attraverso i suoi occhi.
Ma non c’era soltanto la grande Storia, c’erano anche tutte le minuzie della quotidianità. Così, mi sono inventata il suo Diario, per raccontare.
In fondo, troverete una bibliografia, ma questo è un ROMANZO, scusate se lo “scrivo a voce alta” utilizzando il carattere maiuscolo. È documentato con attenzione, ma NON è un documento storico.
Marguerite Yourcenar ha scritto, nei suoi Carnets allegati ai Mémoires d’Hadrien: “ In un modo o nell’altro, ricostruiamo sempre il passato a modo nostro. È già molto utilizzare solo pietre autentiche”.
Questo ho tentato di fare, ma posso anche dire, imitando Flaubert, che, almeno un pochino, “Philippine, c’est moi”. Non so se lei sarebbe d’accordo, io sono una proletaria miscredente, lei era una dama di antica nobiltà, pronipote di San Francesco di Sales. Ma ho cercato di entrare nella sua mente e nel suo cuore.
Se ci sono riuscita, potrà dirlo il lettore.

Se “Il diario intimo di Filippina de Sales, marchesa di Cavour ” fosse

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Una città: Torino

Sicuramente Torino, una Torino parruccona di fine Settecento, ancora chiusa dalle mura, dove Filippina arriva diciannovenne, sposa di Filippo di Cavour, che ha il doppio dei suoi anni. Abituata ai paesaggi aperti e all’aria pura della Savoia, la prima cosa che la colpisce è la puzza della città, degli escrementi dei cavalli, dei rigagnoli al centro delle strade per lo scolo di liquami ed immondizie. Filippina apprezza però anche le prospettive della città, le vie larghe e dritte, i bei palazzi, tra cui Palazzo Madama, che unisce una maestosa parte medievale a una parte settecentesca, dovuta all’architetto Juvarra (la foto di Torino è appunto scattata dal fastigio di Palazzo Madama: a sinistra, la cupola di S. Lorenzo del Guarini, al centro la torre campanaria del Duomo, un pezzo di Palazzo Reale e la cupola della Sindone, sempre del Guarini).

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Un piatto: Biscottini alle nocciole

I biscottini alle nocciole, molto apprezzati dagli ospiti di Filippina. Ecco la ricetta originale:

Pelare le nocciole appena tostate e ben pestare in un mortajo con un pugillo di zuccaro, affinché non facciano olio; sbatterle per lo spazio di un quarto d’ora con un’oncia di farina, tre rossi d’uova e quattr’once di zuccaro fino, aggiugnendovi poi quattro bianchi d’uova sbattuti; mettete la pasta nelle forme di carta fatte in forma di cassa, della larghezza e altezza di due dita, unte al di dentro con butirro, coprendo poscia i biscottini con zuccaro e facendoli cuocere lentamente nel forno; quando saranno ben coloriti, levateli dalla carta che siano ancor caldi. (Anonimo, Il cuoco piemontese, Milano, Silvestri, 1832).

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Un personaggio: Camillo di Cavour

Il giovane Camillo di Cavour, che amava moltissimo la nonna Filippina. Quando, nel 1848 viene proclamato lo Statuto albertino, Camillo, appena entrato in politica, è molto contento, mentre la nobiltà torinese è assai preoccupata. Filippina, invece, è serena. “Ci intendiamo a meraviglia, voi ed, io, cara nonna” le dice il nipote, fregandosi le mani. “Ci intendiamo perché anche voi siete sempre stata un po’ giacobina!” Giacobina una gran dama come Filippina di Cavour! Solo il giovane Camillo poteva dirle impunemente una cosa simile

Una canzone: Cavatina dal Barbiere di Siviglia di Paisiello

Piuttosto una musica, magari la bella Cavatina dal Barbiere di Siviglia di Paisiello (1782). Paisiello era molto amato nella Torino settecentesca.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato ebook – cartaceo
  • Dimensioni file: 443 KB
  • Lunghezza stampa: 280
  • Editore: EEE-book (7 aprile 2012)
  • Venduto da: Amazon – Kobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-025-2
  • Formato: Formato Cartaceo
  • ISBN: 978-88-6690-040-5
  • Numero pagine:245
Nov 26, 2016

Il POS è una realtà ancora lontana per i piccoli editori

di Piera Rossotti Pogliano, Direttore editoriale EEE

McNally Espresso Machine

McNally Espresso Machine

Chiariamo anzitutto i termini: parliamo di POS (Print On Sale) quando è possibile stampare una singola copia cartacea di un libro che è appena stato acquistato (sono acquisti che avvengono online, ma potrebbero benissimo essere effettuati anche in libreria) e spedirla all’acquirente, mentre definiamo POD (Print On Demand) le piccole tirature (da 10 copie in su).

Come editore di e-book, il POS mi attira molto, perché sarebbe il modo per far arrivare tutti i libri che pubblico anche a chi, per scelta personale, abitudini e per qualsiasi altro motivo vuole leggere il cartaceo. In questo modo, ogni titolo sarebbe sempre disponibile, senza andare mai in esaurimento.

I vantaggi ci sarebbero per tutti, a mio parere: gli autori sarebbero senza dubbio soddisfatti, ma anche i piccoli editori, che non dovrebbero affrontare gravose spese di stampa, magazzino, distribuzione, recupero dei resi da mandare al macero. E gli stampatori? Ritengo che potrebbero ragionevolmente ammortizzare l’investimento iniziale e guadagnare anche loro, perché il problema non sarebbe quello di stampare tante unità dello stesso titolo, ma quello di arrivare a stampare tante unità, anche di moltissimi titoli diversi.

Purtroppo, la filiera stampa-distribuzione al momento non viene ancora incontro alle esigenze innovative degli editori e il POS (e il POD di una decina di copie) può al massimo soddisfare l’autore che si autopubblica e che è disposto a investire un po’ di denaro anche sapendo che difficilmente riuscirà a recuperare il suo investimento.

Alle mie precise domande a un addetto del settore tipografico, che non ha voluto apparire direttamente, mi ha confidato, sulla base della sua personale esperienza, che la stampa digitale ha la possibilità tecnica di realizzare una singola copia, anche a dei prezzi contenuti, ma i costi di gestione, intesi come presa in carico dell’ordine, inserimento nel cassetto della carta desiderata, gestione della plastificazione della copertina ecc. hanno costi superiori alla vera e propria produzione.

Espresso Book Machine

Espresso Book Machine

Quindi il POS in tipografia arriva ad avere un costo troppo alto per un editore, il quale dovrebbe pagare una somma X per la presa in carico dell’ordine e la verifica del file (Amazon chiede 40 € a titolo), fornire la copertina e il testo impaginato (e questo ha dei costi, variabili, ma comunque non trascurabili), tener conto delle spese di spedizione, a fronte di ricavi bassissimi, che saranno naturalmente da dividere con gli autori. Grosso modo, ognuno dei miei titoli richiederebbe un investimento medio che potrebbe essere recuperato soltanto con la vendita effettiva di 400/500 copie cartacee di ogni singolo titolo reso disponibile per il POS e soltanto con vendite superiori comincerebbe il guadagno. Impensabile.

Le aziende di stampa che si fregiano del POS – continua l’addetto ai lavori che ha accettato di rispondermi senza peli sulla lingua –“in realtà non sono in grado di produrlo in modo economicamente conveniente e quindi se ne inventano di ogni tipo, ad esempio mettono insieme, per lo stesso editore, tanti singoli volumi con le medesime caratteristiche, oppure si impegnano a dare quel servizio per produrre le tirature più interessanti e realizzano le singole copie a tempo perso.”

L’unico modo per rendere economicamente conveniente la produzione sarebbe automatizzare totalmente il processo, ma questo comporta una standardizzazione dei prodotti, stessa carta, formato, no plastificazione della copertina ecc…

Sinceramente, come editore che cura con maniacale attenzione anche le piccole tirature da 50 copie, facendo le copertine con le alette, utilizzando carta di marca e di alta grammatura e curando l’impaginazione e la correzione della bozza (faccio una bozza cartacea preliminare da ricorreggere anche per le piccole tirature, eppure il prezzo rimane molto inferiore a quello dei POS) sarei molto restia a mettere il mio marchio su un prodotto sul quale non avrei praticamente nessun tipo di controllo. Ci sono alcune ditte che, per il POS, richiedono la sola immagine della prima di copertina: il che significa che il libro finale non avrà quarta di copertina e, per ben che vada, sarà stampato su carta buona al massimo per le fotocopie da ufficio. Io non sarei soddisfatta e, ritengo, neppure l’autore.

Un altro problema che non viene mai affrontato dal POS è il deposito legale, che in Italia esiste, non è da trascurare e compete al responsabile della pubblicazione: se il singolo autore può permettersi di rischiare una multa (che può arrivare a 1500 € a titolo), lo stesso non può fare l’editore che pubblica 50-80 titoli all’anno, che quindi dovrebbe acquistare le copie necessarie come un qualunque acquirente, per poi provvedere ad inviarle alle Biblioteche preposte, con i necessari documenti di accompagnamento, e anche queste sono altre spese da considerare.

Insomma, siamo ancora in alto mare.

Eppure, sono sempre più convinta, il futuro del libro di carta del piccolo editore sarà sempre più un futuro POS, magari stampato in Cina…

 

Mar 03, 2016

Il Romanzo Storico: La storia vista dai personaggi

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di Piera Rossotti Pogliano

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Marguerite Yourcenar

Ne La luna e i falò, Cesare Pavese scrive che noi abbiamo bisogno del passato per non essere dei “bastardi”, per sapere da dove veniamo. Ma il nostro passato non lo possiamo trovare nei libri di storia o negli archivi. O, meglio, possiamo trovare la registrazione di avvenimenti, documenti, nomi, date… magari molto precisa, ma che vale? Ciò di cui abbiamo bisogno è un passato di cui riappropriarci, perché non sia tempo perduto, imbalsamato, affidato alle scartoffie, ma substrato ricco di humus in cui affondare le nostre radici.
Da soli, però, non siamo in grado di trasformare il tempo perduto in un proustiano “temps retrouvé”: abbiamo bisogno di un filtro che, a mio modo di vedere il romanzo storico, è quello dei personaggi: attraverso i loro occhi cogliamo la loro visione del mondo, la loro scala di valori, le loro angosce, ne comprendiamo affetti e risentimenti, gioie e sofferenze, in una parola possiamo recuperare qualcosa del passato ed arricchire il nostro presente.
Per quanto si faccia, scrive Marguerite Yourcenar nei suoi Carnets annessi alle Memorie di Adriano, si ricostruisce sempre il passato a modo proprio. L’importante, però, è farlo con pietre autentiche.
Scrivere un romanzo storico è impegnativo, anche perché richiede ricerche rigorose e non sempre facili, soprattutto se ci appoggiamo a documenti d’archivio sovente difficili da raggiungere (la preoccupazione degli archivisti e dei bibliotecari è quella di “conservare”, non di rendere disponibile agli studiosi!) o problematici da decifrare, ma anche perché poi questi documenti vanno interpretati, il periodo storico ricostruito nella sua verità sostanziale, in modo che il lettore vi si possa immergere, lo possa sentire, annusare, ci sia quel necessario “dépaysement” spazio-temporale.
Soprattutto, credo che sia essenziale comprendere e far comprendere, scrivendo del passato, le distanze che separano noi, gente del Terzo Millennio, da chi è vissuto in epoche magari molto lontane dalla nostra ma, al contempo, essere solidamente convinti che, senza quel passato che cerchiamo di visualizzare, noi non saremmo quello che siamo.
A me piace raccontare storie del passato, far vivere personaggi di epoche lontane, soprattutto raccontare la loro storia. Perché la vita umana è una storia, con un inizio, uno sviluppo, una conclusione, ed è uno straordinario soggetto narrativo. Forse il più perfetto, magari l’unico.

Piera Rossotti Pogliano ha scritto, per la collana Romanzo Storico, Il diario intimo di Filippina de SalesFilippina va in città

Mar 03, 2015

Mario Nejrotti presenta il suo ultimo libro a Torino

libreria A-zeta

 

Giovedì 18 dicembre, alle ore 21, presso la Libreria A-Zeta di Via Saluzzo 44 a Torino, Mario Nejrotti presenterà il suo ultimo libro: Il Piede sopra il cuore. Il romanzo, che ha vinto il Concorso “Romanzo Storico” indetto da Edizioni Esordienti Ebook, intreccia la Piccola Storia quotidiana, quella vissuta dalle persone comuni, con la Grande Storia, quella che fa riferimento alla Seconda Guerra Mondiale. All’evento interverrà l’Editore, Piera Rossotti Pogliano, la quale affiancherà il proprio autore nel corso della presentazione.

il piede sopra il cuoreLa trama:

Sicilia, 1943: mentre gli Alleati sbarcano in Sicilia, la mafia si prepara ad essere protagonista dei nuovi scenari politici del dopoguerra collaborando con gli americani e cercando di insediare i suoi uomini ai posti di potere, mentre cerca di trarre ancora tutti i guadagni possibili dalla borsa nera e dalle connivenze con il fascismo, che ormai sferra gli ultimi colpi di coda. Le persone integre, quelle che rifiutano la collusione, vengono eliminate senza pietà: è il caso del professor Di Salvo, che muore in un attentato in cui è sterminata anche la sua famiglia. Per un caso fortuito, si salverà soltanto il piccolo Santino, che resta solo al mondo. Ma un personaggio molto singolare entrerà in gioco per prendersi cura di lui. Questo romanzo, dove è protagonista la “piccola storia” quotidiana delle persone, che scorre a fianco della Grande Storia, conduce anche a una riflessione più intima e profonda sul significato della libertà, della responsabilità, della giustizia, della comprensione e, in definitiva, della difficoltà e della grandezza di essere uomini.

Biografia dell’autore:

nejrottiMario Nejrotti, nato a Torino il 27 febbraio 1950, è medico di famiglia, giornalista e direttore responsabile del giornale Torino Medica e del portale www.torinomedica.com

Ha scritto alcuni testi scientifici e alcuni racconti.

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Dic 08, 2014

Esordienti in primo piano.

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In occasione dell’evento tenutosi a Milano il 16 novembre presso le Sale Panoramiche del Castello Sforzesco, nel contesto di BOOKCITY MILANO, sono stati diversi gli autori EEE che sono intervenuti a sostegno del proprio Editore, Piera Rossotti Pogliano e della propria “collega” Irma Panova Maino. La conferenza, intitolata Editoria Nativa Digitale: il caso EEE, ha visto avvicendarsi come oratori sia l’Editore che l’autrice, nonché Desiree Pedrinelli, curatrice del blog Letture al Contrario e organizzatrice dell’evento. Questa è stata un’ottima occasione per ritrovare alcuni volti conosciuti e scoprirne di nuovi, un momento socializzante in cui è stato possibile rivolgersi a dei lettori e non soltanto ad altri autori.

Dunque, conosciamo un po’ più da vicino gli autori intervenuti.

Paolo Fiorino. Autore del libro Eroi nel nulla, Paolo ha confessato che sta lavorando su nuovi scritti e noi non vediamo l’ora di sapere che cosa tirerà fuori dai suoi “cassetti”. Classe 1968, appassionato di cinema, ha da sempre preso la scrittura come una sfida personale. Da qualche tempo lontano dai circuiti tradizionali, quali i social network e la rete in genere, Paolo ha promesso di tornare in grande stile.

Andrea Tavernati. Poeta vincitore di numerosi riconoscimenti, ha scritto il bellissimo L’intima essenza, una raccolta di Haiku. Andrea, nonostante le mille difficoltà, è riuscito a essere presente, dando il proprio sostegno morale all’Editore e all’amica Irma. Nato a Pavia nel 1960, Andrea da buon creativo pubblicitario, oltre a scrivere meravigliose poesie è anche colui che spesso suggerisce nuove idee per il brand di EEE. Malato di scrittura fin dall’adolescenza, a 16 anni ha cominciato a scrivere un romanzo fiume. Quando, quattro anni dopo, l’ha concluso e riletto, ha deciso di sotterrarlo in giardino (tratto dalla sua biografia).

Franco Pulcini. Personaggio straordinario, Franco è intervenuto con la moglie, rivelandosi un profondo conoscitore della cultura musicale e di alcuni fra i più grandi compositori dell’est europeo. Ha collaborato con personaggi di spessore, come ad esempio Abbado, Schiavoni e Battiato, e dal 2005 lavora nella Direzione Artistica del Teatro alla Scala in qualità di “Coordinatore scientifico e responsabile editoriale”. Dopo Il maltempo dell’amore è in preparazione un secondo libro che, speriamo, possa avere lo stesso successo del primo.

Andrea Leonelli. Uno dei migliori esponenti del periodo poetico moderno, ha in preparazione la sua prossima silloge che, dopo La selezione colpevole e Consumando i giorni con sguardi diversi, offrirà nuovi spunti di riflessione per gli estimatori dell’arte poetica. Al BOOKCITY MILANO si è offerto di spostare le panche delle Sale Panoramiche, di fare le foto e sostenere le oratrici, a dimostrazione del fatto che un uomo è fatto anche di carne, oltre che di anima.

Cinzia Morea. Autrice new entry di EEE, suo il libro Costantino, Cinzia è una splendida giovane donna che scrive libri improntati a dare la stessa freschezza, dote che le è caratteristica, al mondo che la circonda. Medico ed educatore cinofilo, è da sempre appassionata di favole e leggende. Ha scritto il suo romanzo dopo aver assistito, a Triora, al  Festival delle Streghe. Il suo sorriso ha illuminato la sala.

Enea De Alberti. Enea De Alberti non smette mai di sorprendere. La sua ironia è contagiosa e l’allegria aleggia fra i tratti del suo volto regalandogli un’aura molto goliardica. La signora De Alberti, che ha accompagnato il marito, è stata costretta a frenare i suoi molteplici entusiasmi letterari, sorridendo con aria benevola. Dopo Ritorno a El Alamein, Enea è già pronto per mettere in moto la sua penna verso nuove sfide.

Sabrina Grementieri. Sabrina è uno degli autori “scippati”, a EEE, da una grande realtà editoriale. Donna speciale e multitasking, ancora una volta ha confermato di essere infaticabile. Dopo Una seconda occasione e Noccioli di ciliegie, Sabrina, in compagnia del suo inseparabile trolley color zucca fluorescente, è pronta per nuove avventure.

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In conclusione, la presenza degli autori, a un evento non correlato alla presentazione di una loro opera, ma strettamente legato alla propria CE e alle tematiche esposte nel libro di una collega, dimostra quanto Piera Rossotti sia riuscita a valorizzare ognuno dei propri autori, facendoli sentire parte di un progetto più ampio e non semplicemente un codice ISBN.

Nov 18, 2014

Piccole realtà crescono a BOOKCITY MILANO.

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Nella splendida location posta all’interno del Castello Sforzesco di Milano, nel contesto di BOOKCITY MILANO (#BCM14), domenica 16 novembre  si è svolto l’evento intitolato Editoria Nativa Digitale: il caso EEE. La conferenza, organizzata da Desiree Pedrinelli, ha coinvolto sia il Direttore Editoriale di Edizioni Esordienti Ebook, Piera Rossotti Pogliano, che l’autrice e blogger Irma Panova Maino, in qualità di testimoni di quanto sta accadendo nel piccolo mondo editoriale. Nel corso dell’evento è stato anche presentato il libro dell’autrice, La resa degli innocenti, come esempio di quanto EEE sia in grado di fare per i propri autori.

E dopo il doveroso cappello introduttivo, passiamo alle impressioni personali.

Personalmente, per quanto mi riguarda, posso affermare che non avrei potuto chiedere di meglio, come location e come pubblico, per presentare il mio libro, per la prima volta, nella città in cui risiedo. L’atmosfera imponente e storica, data proprio dal Castello Sforzesco, è stata ampiamente stemperata da quella sorta di informalità che si è creata non appena la conferenza ha avuto inizio. Desiree Pedrinelli ha introdotto l’argomento con grande professionalità, lasciando però le porte aperte agli stati emotivi che potevano suscitare sia la trama del libro che la presenza dell’Editore. Inutile negare che La resa degli innocenti sia un libro d’impatto, la cui trama propone tematiche spinose che lasciano poco spazio al sorriso. In Italia scompaiono più  di 3000 bambini in un anno, vittime di pedofili, di rapimenti, di criminali che ne fanno “carne da macello” per il mercato nero clandestino che alimenta i trapianti degli organi non autorizzati. Ed è stato confortante vedere quante “mamme” in platea hanno annuito convinte, quando ho dichiarato, senza mezze misure, che la protagonista del libro compie ciò che ogni madre, in cuor suo, vorrebbe e farebbe nel momento stesso in cui uno dei propri figli dovesse sparire. Tuttavia, La resa degli innocenti rappresenta ciò che l’Editore ama poter offrire ai propri lettori. Ed è stata la voce di Piera Rossotti a spiegare quello che è il proprio ruolo e quelle che sono le sue responsabilità come Editore. Il “caso” EEE è decisamente controverso, il fatto che una piccola Casa Editrice, oltretutto digitale, possa diventare un simbolo nel panorama editoriale, diventa un segnale allarmante per tutte quelle realtà blasonate che hanno fatto la storia dell’editoria italiana (di questo argomento ne avevamo parlato QUI). Ciò che Piera Rossotti ha ampiamente sottolineato è stato che, in realtà, compie tutto quello che avrebbe voluto fosse stato fatto quando lei non era altro che un’autrice. Il fatto di leggere, valutare e selezionare dei testi non è altro che l’azione primaria e basilare sul quale si fonda un lavoro editoriale, tutto ciò che segue è solo la conseguenza di tale scelta. Quindi, definire “caso” ciò che in realtà è un dovere richiesto a ogni buon editore, diventa sconfortante proprio perché dovrebbe essere ovvio. Inoltre, la presenza di un buon numero di autori, della stessa CE, conferma il sostegno che gli stessi scrittori offrono al proprio Editore, come testimonianza di un lavoro ben fatto.

Nov 17, 2014
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