Profumo criminale

Profumo criminale e Ritorno a El Alamein in versione FREE

Profumo criminale e Ritorno a El Alamein sono due dei libri scelti dal catalogo EEE per essere visualizzati anche nella versione FREE

Avere la possibilità di leggere gratuitamente una parte corposa di un libro vi darà modo di comprendere se vi piace lo stile dell’autore, se la trama vi coinvolge e se, arrivando al termine della parte FREE, avrete voglia di acquistare in versione completa digitale o, in diversi casi, la versione cartacea del libro in questione.

Profumo criminale – versione free

Francesco. Il suo editore gli deve quel conto in banca a molti zeri. Dieci anni prima pubblica L’ultimo dente in bocca, un romanzo che fa numeri da capogiro in tutto il mondo.

Però, dopo quell’esordio fulminante, le cose iniziano a girare male. La creatività dello scrittore svanisce, adesso non sarebbe in grado di pubblicare neppure un articolo per il giornalino della parrocchia e come se non bastasse il suo matrimonio va a rotoli. Un giorno, Francesco torna a casa e trova Isabella, sua moglie, a letto con l’amante.

Non la prende male, propone un caffè per tutti e si mette a cercare la moka da tre. La caffettiera, che per parecchio tempo sembra più introvabile della primula rossa, salta fuori solo dopo che Francesco, ormai rassegnato alla misteriosa sparizione, decide di andare a prendere un espresso al bar. Spunta fuori all’improvviso, la maledetta caffettiera. Compare tra le mani di un assassino dal volto invisibile che colpisce il cornuto tramortendolo.

Quando Francesco riprende i sensi scopre i cadaveri di Isabella e del suo amante trucidati. Nel timore di essere accusato del duplice omicidio, se la squaglia e intraprende la sua indagine personale per incastrare l’assassino. Nei panni di un investigatore in fuga, il nostro eroe prende la mano del lettore e lo porta a spasso sul filo, sopra un mondo popolato da personaggi impossibili e divertenti, tenendolo sospeso tra la realtà e il romanzo. E poi lo lascia cadere, per sorprenderlo con un colpo di scena senza precedenti.

 

Ritorno a El Alamein – versione free

Mario, un ragazzo di Arona, classe 1920, muore a vent’anni tra le sabbie di El Alamein.

Trent’anni dopo, inspiegabilmente, un giovane tedesco, Franz, scopre a poco a poco che dentro di lui rivive il Mario, del quale non aveva mai neppure sentito parlare.

L’elemento fantastico che caratterizza e rende intrigante tutta la storia è il motivo conduttore che permette una ricostruzione cruda ma convincente dell’epoca fascista prima, di alcuni scenari della seconda guerra mondiale e della lotta partigiana poi, per finire con uno scorcio dell’Italia degli anni ’70.

Un romanzo a tinte forti, ben ritmato, denso e ricco, con personaggi a tutto tondo “di carne e di sangue”, capaci volta a volta di amore o violenza, vendetta o perdono.

 

Set 11, 2017

Profumo criminale – versione free

Francesco. Il suo editore gli deve quel conto in banca a molti zeri. Dieci anni prima pubblica L’ultimo dente in bocca, un romanzo che fa numeri da capogiro in tutto il mondo.

Però, dopo quell’esordio fulminante, le cose iniziano a girare male. La creatività dello scrittore svanisce, adesso non sarebbe in grado di pubblicare neppure un articolo per il giornalino della parrocchia e come se non bastasse il suo matrimonio va a rotoli. Un giorno, Francesco torna a casa e trova Isabella, sua moglie, a letto con l’amante.

Non la prende male, propone un caffè per tutti e si mette a cercare la moka da tre. La caffettiera, che per parecchio tempo sembra più introvabile della primula rossa, salta fuori solo dopo che Francesco, ormai rassegnato alla misteriosa sparizione, decide di andare a prendere un espresso al bar. Spunta fuori all’improvviso, la maledetta caffettiera. Compare tra le mani di un assassino dal volto invisibile che colpisce il cornuto tramortendolo.

Quando Francesco riprende i sensi scopre i cadaveri di Isabella e del suo amante trucidati. Nel timore di essere accusato del duplice omicidio, se la squaglia e intraprende la sua indagine personale per incastrare l’assassino. Nei panni di un investigatore in fuga, il nostro eroe prende la mano del lettore e lo porta a spasso sul filo, sopra un mondo popolato da personaggi impossibili e divertenti, tenendolo sospeso tra la realtà e il romanzo. E poi lo lascia cadere, per sorprenderlo con un colpo di scena senza precedenti.

 

Profumo criminale – versione free epub
Profumo criminale – versione free mobi

Il romanzo completo è su tutti i webstore.
Ecco alcuni link diretti: Amazon, Kobo, StreetLib… ma lo trovate ovunque.

Buona lettura!

Lug 02, 2017

Biografia di Simone Fanni

Simone Fanni nasce a Iglesias il primo maggio del 1969. Dal 1995 vive e lavora in Veneto dove collabora con i principali Simone Fanniquotidiani bellunesi, scrive storie a tinte fosche e presenta Dallo stomaco alla libreria, la sua versione dei fatti a proposito della scrittura creativa. Nel 2002 con L’ultimo teorema è finalista al concorso Esperienze in Giallo e nel 2009 con Pecore in cantina si classifica terzo al premio Leone di Muggia. Ha pubblicato Il nome del figlio (Effedue, 2004), Sguardo da Mucca (Sensoinverso, 2011) e Favola di Francesco che sapeva sognare, di Isabella che lo amò e di alcune altre cose (Sensoinverso, 2013).

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Intervista

Lug 03, 2014

Profumo Criminale è il nuovo libro in promozione su Amazon, questa settimana.

Profumo criminale

Il libro, scritto da Simone Fanni, è un giallo fuori dagli schemi, ricco di personaggi surreali e caratterizzato da una trama che, pur mantenendo gli ingredienti di una vera crime story, sorprende per l’ironia e l’umorismo con cui i fatti vengono raccontati, portando il lettore verso un finale decisamente sorprendente e imprevedibile. Non pensate di comprendere chi sia l’assassino, potrebbe essere chiunque e nessuno. La verità, che verrà svelata fra una battuta e una riflessione, saprà dare ancora più gusto a un romanzo già sapientemente speziato di suo. Profumo Criminale, selezionato nel nostro precedente concorso, è un noir da assaporare pagina per pagina, lasciandosi coinvolgere da un protagonista improbabile ma umano, che non può non suscitare la vostra simpatia.

Giu 02, 2014

Profumo criminaleIntervista a Simone Fanni

 

  • Simone Fanni non è nuovo al genere giallo, nel recente passato ha pubblicato e ricevuto dei riconoscimenti proprio per il suo talento innato. Con “Profumo criminale” propone un romanzo dallo stile originale, per nulla scontato: un ottimo giallo. Come nasce la tua passione per questo genere?

Credo che siano tutti quei morti. In un giallo si possono mettere dentro tantissimi morti. Ogni scrittore di gialli sa bene che nel suo romanzo può metterci un numero a piacere di morti, la sola cosa che conta è che inizi a farlo già nelle prime pagine. Ho molta paura di morire, perché in quel momento sarò costretto a esserci. Mi consola il pensiero di non temere la morte, perché credo che la morte sia il niente. Sfido chiunque a toccare il niente. Qualcuno provi ad annusarlo e qualcun altro aguzzi l’udito nel tentativo di ascoltarlo. E vogliamo parlare di chi possa essere in grado di vedere il niente? Ho fatto questo discorso alla mia parrucchiera e mi ha detto che se guardassi i programmi di Maria de Filippi cambierei opinione.

  • Lo stesso inizio da modo di capire una certa propensione anche per l’horror, dal momento che la storia si basa proprio su uno scrittore di romanzi sui vampiri, condita però da una vena ironica davvero notevole. Questa caratteristica, data dal sarcasmo, è presente in tutti i tuoi romanzi?

L’ironia è la spada più affilata. Taglia in due il pubblico, separa quelli che la colgono da quelli che non ci riescono. Ma è anche la spada con l’impugnatura più scivolosa, se il colpo non è calibrato bene, la testa che vola è proprio quella dello spadaccino. Per questo, in tutte le mie storie, durante le operazioni di revisione, mi sono accorto di essermi decapitato almeno mille volte. Così, mi sono ricucito la testa prima di mettere i romanzi in vetrina. Purtroppo sono altre mille le teste che ho perduto quando ormai era troppo tardi.

  • I personaggi sembrano caricature di quel classico stereotipo presente in quasi tutti i romanzi gialli, tuttavia le descrizioni e il modo con cui li fai muovere all’interno della trama denotano una ricerca molto accurata del particolare, da dove trai lo spunto per scegliere i tuoi protagonisti?

Li metto nella scena che sto scrivendo e poi qualcosa succede sempre. Loro fanno cose, uccidono, amano, vincono e perdono, dormono e così via. Però non posso dire di avere una sorgente di spunti dalla quale sgorghino personaggi. Comunque “Profumo criminale” è diverso. Per la prima volta ci sono alcuni amici veri che si muovono in tempi e spazi immaginari. Sono Giulia, Augusto, Michele e Patrizio. Ognuno di loro, in qualche modo, condivide con me il piacere di collegare lo stomaco ai polpastrelli e pestare sui tasti di un computer per dare un corpo alle proprie fantasie.

  • Profumo criminale è decisamente un romanzo atipico, la lettura è talmente scorrevole e divertente che, arrivando alla fine, si ha quasi voglia di tornare all’inizio e ricominciare. Questo denota una grande maestria nel saper apporre dialoghi e fasi narrative, come e quando nasce la tua passione per la scrittura?

Nasce alla fine degli anni novanta del secolo scorso. Ero povero, pieno di debiti e il mio corpo emanava un’aura di creatività repressa. Era un’aura insopportabile, la mia ex ragazza non riusciva a dormire per colpa della mia aura. Così, una sera, era tornata a casa con un corso di scrittura creativa preso in edicola per duemila lire. Non lo avevo neppure aperto, ma sotto il mio primo foglio bianco non avrei potuto avere nulla di più rassicurante. Con la biro tra le dita della destra, la fronte tra quelle della sinistra e il gomito sulla scrivania presa a rate, avevo partorito tutto d’un fiato un racconto breve sulla faccenda della diga del Vajont. Ecco là, il mio hobby low cost. Alcune ore dopo, la mia aura di repressione si era estinta e la mia ex aveva ripreso a dormire.

  • Nonostante l’ironia e la parte umoristica, il libro è veramente un giallo e la trama si dipana in modo elegante e fluido fino alla conclusione finale, ciò nonostante si ha quasi l’impressione che il protagonista sappia esattamente di essere all’interno di un romanzo e che tutte le decisioni finali le prenderà comunque lo scrittore. Questa scelta è voluta?

Naturalmente. Gli scrittori sono tutti pazzi e la scrittura non è altro che uno strumento per veicolare un delirio di onnipotenza. Lo scrittore non decide solo la sorte degli altri, per fare questo basterebbe essere un assassino, un giudice, un insegnante, un dittatore o il direttore di una banca. Lo scrittore decide chi ama e chi non deve essere amato, nessun altro può farlo nella vita reale.

  • Francesco, il tuo protagonista, è decisamente un personaggio bizzarro, un anti eroe che non sfoggia né muscoli né particolari doti alla Sherlock Holmes per giungere a scoprire il vero colpevole della vicenda. Tuttavia, la sua simpatia e il suo essere quasi fatalista lo aiutano a superare i momenti critici, quanto sei Francesco nella vita reale?

Quale vita reale?

  • E a proposito di vita reale, un passaggio del tuo libro dice: “Anche se certe volte non si può fare a meno di confondere il romanzo con la realtà, morire fra le righe di un libro non è proprio come morire nella vita” il tutto scritto in un momento piuttosto surreale. Questi accostamenti fra “serio” e “faceto” sono studiati appositamente oppure hanno origini naturali?

È tutto studiato. Il senso di questa storia è l’inevitabile distorsione della realtà. Il messaggio nascosto tra una parola e l’altra è che ciascuno di noi vede le cose dal proprio punto di vista e su quello costruisce un’opinione. La condizione geografica e sociale, la musica che possiamo ascoltare, l’arte che ci circonda, avere due genitori che si amano, essere un figlio sano, andare in parrocchia oppure a visitare un museo, tutte queste cose sono fogli trasparenti sui quali qualcuno ha scarabocchiato qualcosa per noi. Dopo aver sovrapposto tutti i fogli trasparenti, gli scarabocchi si incrociano ed è impossibile vedere cosa ci sia dall’altra parte. Quindi, non credo che esista un’oggettività delle cose, se questo è il modo di intendere la realtà.

  • Il protagonista è appunto uno scrittore che spesso si interroga sulle strategie migliori per vendere un libro e per tornare a cavalcare l’onda del successo, quanto hai studiato realmente il mondo dell’editoria per giungere a determinate conclusioni?

Ogni prodotto, un paio di occhiali, un orologio, l’articolo di un quotidiano, il panino del pub di Giulio, è cucito su misura per il cliente e i libri non fanno eccezione. Le realtà locali sono la strada per vendere quel tanto di copie che basta per arrotondare lo stipendio. Ti faccio un esempio: se scrivessi un libro sulla madonna che appariva ogni terza domenica del mese sul soffitto della camera da letto di un’amica di mia zia, quasi tutte le parrocchie del Nordest farebbero a gara per avermi come ospite della domenica e i fedeli sarebbero felici di acquistare una copia del libro con la mia dedica. Ma a me non interessa, preferisco raccontare i morti ammazzati a quelli che vogliono leggere i capricci del mio stomaco.

  • Isabella e Francesco sono nomi piuttosto ricorrenti nelle tue pubblicazioni, che cosa rappresentano per te?

L’amore.

  • Quanto tempo impieghi per preparare un libro che sia pronto per la pubblicazione?

Le storie che ho pubblicato le ho scritte quasi tutte in meno di dodici mesi. “Profumo criminale” è il romanzo più breve che abbia mai pensato, ma ho lavorato due anni su queste pagine perché le riempivo contemporaneamente a quelle di un’altra storia a proposito della quale sono costretto a mantenere la massima segretezza.

  • Passiamo ora a conoscere brevemente l’autore, non solo come magnifico scrittore di gialli, ma anche come persona. Quando Simone Fanni non scrive, come occupa il proprio tempo?

Quasi tutti i giorni Simone Fanni legge qualcosa e fotografa qualcuno. Una volta all’anno, insieme a pochi parenti e amici, gira l’abominevole film di Natale. Il film è abominevole perché i parenti e gli amici sono veramente degli attori cani.

  • Quali sono i prossimi progetti che hai nel cassetto?

Scrivere ancora, naturalmente.

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Mag 29, 2014
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