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Presentazione de IL CUORE SBAGLIATO

Giovedì 29 Giugno 2017 alle ore 21,00, Stefano Pavesio presenterà il suo nuovo libro “Il cuore sbagliato”.

La trama:

Un’impressionante serie di delitti efferati, tra il 2014 e il 2015, legati tra loro dalla presenza, accanto ai cadaveri o inciso sui loro corpi, di un numero a quattro cifre, mette a dura prova l’acume investigativo del tenente colonnello dei Carabinieri Corrado Beneghetti e della sua amica Carla Vicini, dei RIS. Un altro elemento comune alle vittime è la loro origine riconducibile alla val Tanaro, tranquilla, provinciale, quasi sonnacchiosa, con i suoi paesini dove tutti conoscono tutti. Ma il male si può annidare ovunque, e molti ricordano ancora un terribile delitto di dieci anni prima, quello di un bimbo di nove anni seviziato e sepolto ancora vivo in un bosco. È possibile che questa crudele uccisione abbia qualcosa a che fare con i delitti presenti? E, soprattutto, è possibile ricondurre tutti questi crimini ad un’unica mano assassina?

Il cuore sbagliato è un romanzo che va oltre i toni del thriller e del noir, per scavare nelle motivazioni profonde dell’assassino, delle sue responsabilità, ma anche dell’ineluttabilità delle sue scelte, in una storia dove quasi nessuno è davvero innocente.

Dettagli del libro:

  • Formato: Formato epub
  • Dimensioni file: 2479 KB
  • Lunghezza stampa: 189
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (6 maggio 2017)
  • Venduto da: Amazon – KoboEEE
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-387-1

Giovedì 29 giugno alle ore 21:00 Biblioteca Civica “F.lli Angelo e Stefano Jacomuzzi”

Via Lagrange, 1, 10020 Cambiano

 

Giu 26, 2017

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Irma Panova Maino e La sua Postazione

Ogni autore possiede una propria postazione in cui le idee prendono forma e le parole scorrono velocemente sul monitor. Per i più conservatori esistono ancora gli scrittoi, carta, penna, talvolta calamaio. Tuttavia, a prescindere dal mezzo con cui si esprimono i pensieri, la magia che scaturisce è quella insita in ogni forma d’arte e noi vogliamo farvi vedere come se la cavano i nostri autori.

Le radici

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La mia postazione è situata in un luogo completamente nuovo e non è sempre stata quella che vedete ora. Anzi, per molto tempo la mia postazione è stata un netbook molto piccolo che mi sono portata dietro in tutti gli innumerevoli viaggi.

Con il net ho scritto molti dei miei romanzi e racconti nelle sale d’aspetto degli aeroporti, nelle hall degli alberghi, in taxi e nel corso di qualche transfert da un luogo all’altro. Forse qualche personaggio è addirittura scaturito da qualcuno che ha attratto la mia attenzione e il cui comportamento ha fatto scattare l’ispirazione.

Il piccolo net ha fatto davvero un lavoro egregio perché, per quanto piccolo fosse e per quanto le sue prestazioni non fossero eccezionali, è riuscito a dare corpo a ogni mia fantasia e a mettere insieme le trame che hanno poi fatto nascere i miei libri.

Nella sua memoria sono state contenute centinaia di cartelle, milioni di parole, centinaia di personaggi… anche tanti file che sono rimasti lì, in attesa di essere sviluppati, che forse non vedranno mai la luce.

Da qualche tempo, però, la mia vita ha preso una piega un po’ meno vagabonda e questo mi ha permesso di ampliare la mia postazione, rendendola più comoda e molto più prestante. Un computer fisso, diversamente da un portatile, offre la possibilità di installare hardware e software migliori e più potenti.

Tuttavia, come potete vedere nella foto, oltre al pc c’è anche il mio fidato tablet, quello che mi permette di portare con me i libri a cui tengo e che leggo appena riesco. Intorno alla tastiera ci sono alcuni oggetti che mi sono cari e che mi aiutano a concentrarmi, oltre a uno dei miei “draghi”, simbolo dello zodiaco cinese a cui appartengo.

Non solo, proprio da questo pc, di solito, svolgo le mie mansioni come responsabile per l’ufficio stampa EEE e preparo le iniziative, nonché le promozioni per il Mondo dello Scrittore.

Dunque, non solo un luogo in cui creare ma anche un posto in cui una passione diventa un lavoro, nel senso più positivo del termine.

A proposito, le foto qui sotto sono le mie 😀

Giu 23, 2017

C’è paura e paura…

La paura ci accompagna, in questi tempi scellerati che stiamo vivendo, col suo carico di insicurezza e di angoscia. Ma la paura è anche compagna inseparabile della condizione umana.
Io, che mi occupo di libri, sono tuttavia persuasa che ci sia una paura che fa molto bene al nostro spirito, ed è la paura “controllata” che proviamo leggendo un thriller o un romanzo horror: partecipiamo con le nostre emozioni, ci lasciamo coinvolgere, siamo magari testimoni di eventi terribili… poi chiudiamo il libro, è tutto finito, siamo ancora liberi e integri.
E scarichiamo le nostre tensioni. Abbiamo provato una paura catartica e liberatoria.
Anche nel video di questa settimana affronto il tema dell’orrore in letteratura, argomento che ho già avuto modo di toccare più volte in passato, per esempio in questo vecchio video che si intitola “I meccanismi della paura”.
Antarctica Observer, un horror con una particolare ambientazione di tipo “gotico” è il romanzo, appena pubblicato, di un giovane autore, Andrea De Magistris, che situa l’azione in una base scientifica in Antartide. 

Per l’agente dell’FBI Tom Hewitt l’incubo ha inizio in una fredda mattina di fine settembre, in un desolato vicolo di New York. A fare la differenza con ogni altro caso di omicidio però è l’identità della vittima; perché sotto i flash implacabili delle fotocamere degli uomini della scientifica non si delineano i tratti di uno sconosciuto, ma le linee familiari e care di Claire Savage, la partner di una vita. La ricerca della verità inizia il suo corso, ostacolata da misteri e segreti che lottano per rimanere nell’ombra, da forze celate nell’oscurità che operano nel più impensabile dei luoghi. Per far chiarezza sulla morte della sua collega l’agente Hewitt dovrà addentrarsi tra i cunicoli labirintici della Observer, base scientifica nel cuore del Plateau Antartico, e combattere contro nemici e contro un male dalla natura inimmaginabile.

Piera Rossotti Pogliano
Direttore Editoriale di Edizioni Esordienti E-book

  • Formato: Formato epub – Kindle
  • Dimensioni file: 2079 KB
  • Lunghezza stampa: 455
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (5 giugno 2017)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-394-9
Giu 15, 2017

Dal Salone del Libro di Torino un bilancio per EEE

Si sono chiuse le porte della trentesima edizione del Salone Internazionale del Libro a Torino e ora, che siamo rientrati tutti a casa, è giunto il momento di tirare le somme e fare qualche considerazione.

Per quel che ci riguarda non vogliamo fare nessuna polemica e nessun confronto con la Fiera di Milano, di certo possiamo dire che se all’inizio un po’ di apprensione l’abbiamo provata, fin da giovedì mattina abbiamo compreso che sarebbe stata una grande festa e che a Torino l’entusiasmo non sarebbe mancato. Tuttavia, qualche pecca organizzativa c’è stata anche quest’anno (ma era da mettere in conto) e i disagi si sono sentiti soprattutto nelle piccole cose di tutti i giorni, come la mancanza dei cestini della spazzatura, una certa lentezza nei servizi e la scarsità del segnale wi-fi per il collegamento con internet, distribuito a macchia di leopardo nei padiglioni.

Ma queste sono, come già detto, piccolezze e non hanno smorzato l’entusiasmo che è andato crescendo di giorno in giorno, di conferma in conferma.

E di conferme questo Salone ne ha date tante, soprattutto è servito per sottolineare che non solo Torino o il Piemonte hanno partecipato all’evento, ma tutta l’Italia con editori, lettori e addetti ai lavori. Le oltre 165.000 mila persone che sono intervenute sia al Lingotto sia alle manifestazioni del Salone Off hanno dimostrato che la cultura c’è, esiste e ha bisogno di essere nutrita. Esiste la voglia di leggere, di raccogliersi insieme per parlare di libri, autori, trame e, perché no, spettegolare su quell’editore o sul best seller del momento. Inutile negare che un pizzico di soddisfazione per questo risultato lo proviamo, così come è inutile negare che ci assale lo sconforto di fronte a certi titoli “acchiappalettori” proposti da alcuni quotidiani e settimanali (vedi L’Espresso) più per sensazionalismo che per dare una reale dimensione dello stato in cui versa l’editoria nostrana. La buona editoria non è affatto morta e, anzi, questa manifestazione ha portato alla luce il fatto che non servono i “grandi nomi” per riempire i corridoi e i padiglioni del Salone.

Grandi nomi… sfatiamo anche questo mito, se per “grandi nomi” s’intendono le Case Editrici più blasonate, molte c’erano e mancavano solo alcune di quelle che fanno parte della cordata milanese, un vero peccato, anche se, e va detto, non di sola Mondadori è composta l’editoria italiana. Centinaia di stand carichi di libri sono stati una realtà tangibile, così come lo è stato la ricomparsa dei trolley e la mancanza di esposizioni che nulla avrebbero a che vedere con la letteratura (tipo stand con prodotti alimentari, stand con souvenirs e gadget, e simili).

Se vogliamo dirla proprio tutta, la lezione è stata data proprio dal pubblico, da coloro che sono arrivati da tutta Italia, che hanno investito una parte del loro tempo per venire fino a Torino (e sappiamo bene che il fattore economico non è da sottovalutare) per passare una giornata o due immersi in un’atmosfera gioiosa e ricca di opportunità, all’insegna di una tradizione che dura ormai da trent’anni.

Nel nostro stand, come di consueto, c’è stato un gran via vai di autori e l’aver messo a disposizione un numero telefonico dedicato ha permesso a diverse persone di collegarsi con noi e di porre le domande più disparate ad autori e alla Casa Editrice: un nostro piccolo successo. Tra l’altro, anche la possibilità di farsi dedicare un libro dall’autore preferito ha funzionato e diversi libri sono stati spediti verso le destinazioni richieste.

Tuttavia, l’effetto Salone non si è fermato fra le mura del Lingotto ma ha decisamente influenzato anche le vendite online, tant’è che molti titoli nuovi sono saliti nelle classifiche di vendita proprio in queste ore, con tanto di recensioni annesse. Nei prossimi giorni vi farò il consueto riassunto tratto da Amazon.

Per concludere, ringraziamo il nostro Editore perché i suoi sforzi sono sempre mirati a garantire ai propri autori la visibilità necessaria per poter emergere. Ringraziamo gli autori per aver partecipato, perché senza di loro non potremmo costruire alcun futuro. Ringraziamo i lettori e gli affezionati che ci sono venuti a trovare e che hanno manifestato il loro interesse anche aderendo alla nostra iniziativa online. Ringraziamo tutti i proprietari di cani che, in questa edizione, hanno allietato le nostre giornate, dandoci modo di godere anche dell’universo a quattro zampe. E ringraziamo anche la Giunti, nostro dirimpettaio, perché con il loro “gradino” hanno fatto “inciampare” diversi visitatori direttamente dentro il nostro stand.

 

Ci vediamo il prossimo anno, sempre a Torino, dal 10 al 14 Maggio!

 

Mag 24, 2017

Biografia di Laura Celotto

Nata ad Asti il 12 ottobre 1966, non a caso il giorno della scoperta dell’America, Laura Celotto è una dei pochi professionisti ad aver ricoperto un così gran numero di ruoli diversi nel mondo del turismo da poter descrivere quasi tutte le figure professionali del settore per conoscenza diretta: è stata Direttore Marketing di un Ente Regionale, Assessore Comunale al Turismo, ha acquisito esperienze in prestigiose aziende del campo, tour operator italiani e stranieri e gruppi alberghieri, fino a diventare imprenditrice di successo nel settore privato.
Predisposta alle relazioni interpersonali e al lavoro di squadra, orientata al raggiungimento di risultati concreti e allo sviluppo di nuovi progetti in ambienti stimolanti, Laura racconta in Turista per professione ventitré anni dedicati al turismo in tutti i suoi segmenti. Una straordinaria esperienza di vita in cui l’autrice ha maturato, oltre ad un alto profilo professionale, una spiccata attitudine per le interazioni sociali e multiculturali, un nutrito bagaglio di ricordi ed emozioni e quel profondo arricchimento interiore che solo i viaggi e il confronto con mondi diversi sanno regalare.
Il suo sito internet è www.turistaperprofessione.it

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Intervista

Apr 30, 2017

Biografia di Bruna Nizzola

Bruna Nizzola è nata a Desenzano del Garda (Bs).
Attualmente risiede in Toscana, a Torre del Lago Puccini.
La sua attività come pittrice è stata evidenziata da Lodovico Gierut con la pubblicazione “Bruna Nizzola, d’acqua e di colore” nel 1997.
Ha esposto in spazi pubblici e privati con opere collocate stabilmente, tra l’altro, nel Museo Storico della Resistenza a Sant’Anna di Stazzema (LU), nel Museo della Carta a Pescia (PT), nel Centro Internazionale di Cultura e Spiritualità Fra’ Benedetto a Sillico di Pieve Fosciana (LU), a Prato, alla Fondazione “Antonio Fineschi” e all’Associazione CLIO promossa dall’Editore Mauro Baroni in Viareggio.
Al suo attivo, per la collana “La Versilia e l’arte” curata da Lodovico Gierut,  ha anche varie pubblicazioni (illustrate in genere da disegni e chine della stessa autrice): “Il cancello dei ricordi” con nota introduttiva di Manlio Cancogni; “Sinite Parvulos…”  (che gode delle simpatiche illustrazioni della pittrice Liliana Marsili); “Il Messaggio”, vincitore del primo premio assoluto per la narrativa edita, nel 3° Concorso Nazionale “S. Bernardo 2001” a San Giovanni in Fiore (Cs) ; la raccolta di liriche “Fili di ragno”;  il racconto lungo “La Bugia” (illustrato, oltre che dall’autrice, anche da valenti artisti: Mauro Capitani, Amedeo Lanci, Renzo Maggi, Domenico Viggiano, Vittorio Zerbi); un originale diario “Una pagina al giorno…” e, per la Casa Editrice Baroni di Viareggio, quattro opere inserite nella collana “Mediterranea”: “Il Dubbio e altri racconti”, “La vita semplice”, poi, in collaborazione con Sauro Farnocchia, “Diverso… d’amore” ed infine “La ribollita” con un saggio e bibliografia ragionata di Mauro Baroni. Questi ultimi volumi sono tutti impreziositi dalle delicate grafiche di Grazia Leoncini.

Il sito di Bruna Nizzola è www.brunanizzola.it

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Intervista

Apr 29, 2017

Biografia di Maria R. D’Alteriomaria

Medico, ama viaggiare nel mondo scuro e brillante dell’anima, la musica come compagna di esplorazione e un’infinita varietà di libri come guida per “giocarsi” la vita.
Nel 2015 il Primo Concorso Nazionale Terra di Guido Cavani è il suo esordio in prosa e il suo racconto “Dopo la notte” si classifica al secondo posto.
Un amore antico, la poesia, risvegliato, per caso, su Facebook, la porta ad aprire, nel social, una pagina personale: “Perle d’amore”.
Pubblica, nel 2016, con Il Mondo dello Scrittore, la sua prima silloge: “Seta stropicciata”, che porta al Salone Internazionale del Libro di Torino nello stesso anno.
Sempre nel 2016, con la Casa Editrice EEE, nasce il suo secondo libro di poesie dal titolo “Dimmelo”.

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Intervista

Apr 28, 2017

Biografia Andrea Benigni

Andrea Benigni nasce a Milano nel 1970. Dopo la maturità classica si laurea in ingegneria chimica.
La prima esperienza di lavoro è in Argentina, a Buenos Aires, dove vive per un anno, nel 1996.
Tornato a Milano, nel 2000 si trasferisce per lavoro a Portorico, San Juan. È lì che pubblica i primi racconti in spagnolo, sul quotidiano dell’isola. Torna nel 2003 in Italia e, lavorando di giorno, ottiene l’MBA alla Bocconi, frequentando per due anni le lezioni serali. Scrive il racconto “Il rifiuto” che si classifica terzo al concorso “Elsa Morante”, e viene pubblicato nell’antologia del premio. Nel 2006 inizia la prima stesura diTropici milanesi, intervallata dalla scrittura di altri racconti, alcuni dei quali vengono pubblicati dalle riviste letterarie “Inchiostro” e “Il foglio clandestino”.Due altri racconti appaiono nelle antologie dei premi letterari “Il molinello” e “Città di Torino”.
Nel 2007 si trasferisce a Madrid, per un progetto di lavoro che lo porta a vivere una decina di giorni al mese, per quasi due anni, a San Men, quattro ore a sud di Shanghai. Nel 2009 torna alle sue radici, dalle quali non si è mai emotivamente staccato.
Agli inizi del 2010 termina la terza stesura del suo primo romanzo, Tropici Milanesi.

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Intervista

Apr 28, 2017

Biografia di Salvatore Buccellatosalvatore-buccellato

Salvatore G. Buccellato è un uomo oramai grande, intendendo l’età. Figlio degli innovativi ’60 si ritrova spiazzato, stranito a ricordare tutta quella fantasia che doveva portare al potere, a cambiare il mondo e che invece si è persa. Si chiede spesso: dov’è finita quella voglia affamata di libertà, di cultura e di nuovo e di condivisione?
Da giovane voleva iscriversi al DAMS a Bologna, recitare, scrivere, fare Teatro ma ad una vita da artista – piena di incognite –  ha preferito una carriera più solida – da commerciale – nella moda.
Scrivere gli è sempre piaciuto, ora avendo più tempo l’ha fatto. Affascinato dal Teatro, pensa che nel 2016 sarebbe ora che i “Teatri” non producessero solo testi “sicuri”; “classici di 2000 anni fa ma sempre attuali” riproposti in chiave moderna, ma nuovi testi, nuovi autori che affrontino tematiche attuali, che informino e aprano nuovi orizzonti agli spettatori. Un Teatro che utilizzi un linguaggio meno aulico e costoso, con letture, monologhi; contaminazioni tra cinema, fotografia ed elettronica.
L’idea di UOMINI NUDI nasce come la risposta al maschile dei Racconti della Vagina. Sette persone che si raccontano parlando della loro condizione di omosessuali.
Il testo è stato scritto con la volontà di arrivare a tutti quelli che non hanno mai riflettuto su questa condizione, mostrando degli UOMINI A NUDO – che hanno vite che spesso sfioriamo, che ci passano vicine. Sono i nostri amici, colleghi, fratelli che per paura ci mentono per non essere giudicati.
Salvatore G. Buccellato vive e lavora a Monza dove si è trasferito tradendo l’Emilia Romagna amata terra nella quale ha trascorsi i suoi primi 50 anni.

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Intervista

Apr 21, 2017

Intervista a Ludovico Alia

Affrontare un romanzo erotico, senza cadere nella mercificazione e nel pornografico non è così semplice, soprattutto non è facile stabilire un confine che possa far comprendere i meccanismi psicologici, morali e sociali che possono portare a determinate scelte. Il gusto dell’amarena selvatica porta il lettore ad assaporare sì l’asprezza ma anche la dolcezza insita che esiste nel frutto. E il frutto, in questo caso, è proprio il rapporto che esiste fra i protagonisti.

  • Può un romanzo erotico parlare di amore, inteso come sentimento e non come atto fisico?

Certamente. E questo può essere evidenziato descrivendo l’una e l’altra cosa e/o entrambe. Mi spiego: è possibile descrivere un momento in cui i personaggi vivano un rapporto del tutto fisico e magari mercenario, un’altra situazione in cui si illustri sentimento del tutto scevro di fisicità, oppure momenti in cui l’atto fisico sia accompagnato da un forte coinvolgimento sentimentale. Il lettore se ne accorge, senza ombra di dubbio. Penso che nell’”Amarena” ci siano tutti. Accidenti, mi sono accorto proprio ora che sono tre descrizioni e che l’amarena, intesa come frutto, possiede proprio tre gusti. E’ forse un segno del destino?

  • Histoire d’O affronta una tematica molto simile a quella presentata nel tuo libro, il cuckoldismo. Si può concedere solo ciò che ci appartiene e ci appartiene solo ciò che ci viene concesso. Tuttavia, in Histoire d’O non è l’amore il fattore scatenante, bensì il concetto di “possesso”. Quanto è sottile il confine fra amore e possesso, a tuo parere?

Non sono d’accordo. Histoire d’O è un romanzo impostato su un altro terreno. Tra i protagonisti non vi è amore, sentimento vero. Solo desiderio di possesso. La protagonista “crede” di essere innamorata. In realtà alla fine si renderà conto di non esserlo mai stata. Luca nell’Amarena non “possiede” Elena e viceversa lei non possiede lui. La loro unione è pura, cementata dal desiderio di compiacere i desideri del proprio compagno e nel contempo anche i propri; questo non solo in fatto di sesso ma anche per altri argomenti. Si adoperano entrambe per il proprio partner nel momento in cui ne abbia necessità. Histoire d’O è un romanzo asettico ambientato in un mondo distaccato, senza sentimento e lontano da una possibile vera realtà. Nell’amarena, ambientata nel mondo reale e in una situazione altrettanto vera e purtroppo attuale, l’amore è palpabile ed è questo sentimento la causa scatenante di tutta la narrazione. In definitiva secondo me c’è un abisso, tra amore e possesso.

  • In realtà, il menage a trois diventa una costante stabilizzata da un unico elemento, l’altro. Come hai scelto questa seconda figura maschile e cosa rappresenta per te?

Se intendiamo la figura di Sergio, direi che è un menage a trois molto particolare. In realtà il cuckold ‘concede’ la propria partner a chiunque lei desideri. Quindi la costante è Lui, lei e gli altri. Nel caso specifico Sergio è una figura da un lato paterna e dall’altro una persona che mendica la compagnia e la presenza della coppia. Rappresenta un po’ un esempio per tutti noi: cercare di dare prima di chiedere e ricevere aiuto da altri. Cercare di capire gli altrui desideri prima di soddisfare i nostri. Ma la cosa più importante di Sergio è guarda caso un esempio di devozione e amore assoluto e totale verso chi gli ha regalato gli anni più belli della sua esistenza: Aisha. Per lui Elena è solo una rappresentazione fisica della sua compagna, null’altro che un modo di illudersi che ella sia ancora in vita, completamente pazzo d’amore.

  • Dal tuo punto di vista, quanto realmente sono in grado di comprendere i lettori (se non hanno sperimentato di persona) il tuo romanzo?

Reputo che molti di coloro che leggono siano persone preparate e aperte. In una recensione un lettore ha scritto “ben scritto e ha di carino che non parla solo di sesso ma anche un minimo di altre cose”. Attendo una critica che dica “parla di molte cose ma anche di sesso”, anche se ahimè è stato relegato tra i libri ‘a luce rossa’ e probabilmente questo ne frena parecchio la visibilità. Ad ogni buon conto ho ricevuto riscontri molto positivi. alcuni sfioravano l’entusiasmo, probabilmente perché i vari contenuti erano stati perfettamente intesi.

  • Quali sono state le reazioni più comuni?

Le critiche che ho ricevuto sono state per la stragrande maggioranza positive. Ho provato a buttare lì un paragone con altri romanzi (50 sfumature) e mi è stato detto che l’Amarena è moooolto meglio e meriterebbe ben di più di quello scritto. Un sacerdote ha avuto il coraggio e la pazienza di leggerlo e per questo lo ringrazio a prescindere. E’ stato cortese e mi ha detto che non era molto d’accordo sul mio modo di intendere l’amore. D’altronde, non tutti i gusti sono all’Amarena.

  • La pornografia spiccia dilaga in rete in modo del tutto incontrollato, ponendo i più giovani a contatto con una realtà che ha davvero ben poco a che vedere con un “normale” rapporto di coppia. Secondo te, quanti danni sta facendo?

In verità fa meno danni di tante altre cose. La pornografia c’è sempre stata. Vero è che oggi sul web ci sono una miriade di siti, filmati, chat a cui tutti possono accedere. Ma è anche vero è che al giorno d’oggi alcune cose sono cambiate e molti tabù e totem negli anni 70 e 80 sono crollati. Vedo molte persone frequentare club, o iscriversi a siti di annunci on-line. Forse la coppia del domani sarà più libera e slegata da certe idee. Per quanto mi riguarda deve essere sempre la famiglia a dover intervenire per spiegare questi fenomeni in modo intelligente alla propria prole.

  • A proposito, che cosa è “normale” in un rapporto di coppia?

Amarsi: rispettarsi sempre, confidarsi l’un l’altro i crucci e i dubbi, aiutarsi quando ve ne è necessità, gioire delle soddisfazioni del proprio partner e avere sempre un progetto per il futuro. Se invece la domanda era cosa è normale dal punto di vista “sesso” in una coppia rispondo che tutto ciò che i due componenti della stessa coppia concordano di poter mettere in pratica è normale.

  • Fra gli autori che propongono l’eros come genere tematico, hai delle preferenze?

Anais Nin e Alberto Moravia. Anais Nin perché racconta cose vere, solide assolutamente inconfutabili. Moravia per la fantasia, alle volte un pochino spicciola, ma insomma, scrive anche lui tra le righe e questo tipo di scrittura è sempre da valutare in modo molto positivo. Anche se lo hanno aspramente criticato per questo tipo di scritti. Gli autori contemporanei non mi convincono perché sfruttano in modo smodato temi e storie trite e ritrite e riproponendole fino allo sfinimento. In ciò che scrivo cerco sempre di descrivere un qualche argomento originale. Una piccola annotazione: in realtà la stragrande della maggioranza degli scrittori sono erotici: prendete ad esempio Follet e contate quante scene ‘erotiche ed esplicite’ si possono trovare nei suoi romanzi: ne sarete stupiti.

  • Quando Ludovico non scrive, come occupa il proprio tempo?

Facendo molte cose. In primis il papà e il marito, poi anche altre attività a livello hobbistico, che mi impegnano anche molto dal punto di vista squisitamente fisico.

  • Quali sono i tuoi progetti futuri?

Molto dipenderà dalla Casa Editrice. L’Amarena è una trilogia, poi ho scritto un altro romanzo e vorrei in seguito anche dedicarmi ad altri generi, ad esempio l’horror. Ma questo dipenderà dal tempo a disposizione e dal giudizio insindacabile dell’Editora.

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Apr 20, 2017
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