Parchi Letterari: alla scoperta dei luoghi della storia letteraria italiana

Parchi Letterari: alla scoperta dei luoghi della storia letteraria italiana

I Parchi Letterari sono territori con elementi naturali e umani diventati famosi grazie alla penna di alcuni dei più grandi scrittori italiani.

di Federica Crisci

I testi letterari sono ricchi di ambientazioni che fanno parte del nostro immaginario culturale. La curiosità verso quei luoghi in cui poeti e scrittori hanno vissuto e che hanno provocato suggestioni tali da portare alla nascita di opere d’arte è del tutto legittima. Grazie all’associazione Paesaggio Culturale italiano e al suo progetto Parchi Letterari ora è possibile passeggiare in quegli stessi posti e cercare di comprendere (e magari anche rivivere) le sensazioni provate dagli autori in quell’ambiente.

I Parchi Letterari sono costituiti da territori diversi che includono elementi naturali e umani. Sono gli sfondi di alcune vicende biografiche dei padri della nostra letteratura, oppure i paesaggi descritti in un romanzo o una poesia. Se ne possono trovare in tutta la penisola: in Lombardia abbiamo il Parco Alessandro Manzoni e Parco Adda Nord in cui è possibile visitare alcune delle ambientazioni dei Promessi Sposi; in Veneto c’è il Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei dove, oltre all’ultima dimora ad Arquà del poeta, sarà possibile vedere antiche abbazie e castelli, scenari tipici delle poesie dell’amor cortese e romantiche. Le Terre di Dante porteranno i viaggiatori a muoversi tra la Toscana e la Romagna, mentre i visitatori del Parco Eugenio Montale si recheranno alle Cinque Terre e nei luoghi cari al premio Nobel. Il Parco Pier Paolo Pasolini si trova a Ostia, mentre in Abruzzo si possono ammirare i luoghi del D’Annunzio. Andando verso sud, ci sono ad Avellino il Parco Francesco De Santis, ad Aliano il Carlo Levi e in Sardegna quello dedicato ai luoghi alla scrittrice Grazia Deledda.

Nel corso dell’anno, in questi parchi, sono organizzati diversi tipi di eventi che permettono ai partecipanti di fare esperienza di quegli stessi luoghi attraverso attività ricreative e culturali. Si può prendere parte a uno spettacolo itinerante per le vie del centro storico di Castegneto, fare un giro in bicicletta a Ravenna nei luoghi che hanno ispirato il Paradiso dantesco, assistere alle prove dell’Aida del maestro Muti o partecipare a salotti letterari con scrittori di narrativa e saggistica.

I Parchi Letterari sono iniziative che, oltre a dare risalto al mondo letterario, vogliono avvicinare le persone a luoghi poco conosciuti e creare un tipo di turismo culturale ed eco sostenibile. Infatti, alcuni dei parchi collaborano con organizzazioni quali il WWF e Lipu; inoltre, durante gli itinerari, sono spesso proposti soggiorni in hotel bio o agriturismi biologici. La valorizzazione e la salvaguardia del territorio avvengono grazie alla letteratura e, allo stesso tempo, un’occasione di vicinanza con i testi letterari è offerta dal territorio stesso. Di certo, rappresentano una meta interessante per appassionati lettori, una possibilità per chi volesse organizzare una vacanza diversa dal solito.

Sorgente: Parchi Letterari: alla scoperta dei luoghi della storia letteraria italiana., Cultora

Presentazione Il tramonto delle aquile al Festival del Libro Possibile

Presentazione Il tramonto delle aquile al Festival del Libro Possibile

Il Tramonto delle aquile al Festival del Libro Possibile, nello scenario suggestivo di Polignano, è stata una presentazione tanto attesa e ricca di emozioni.

Il Festival del Libro Possibile, che è  alla sua XVI edizione, ormai è diventato un evento di grande portata, dove si alternano in piazza e nelle vie del vecchio borgo le presentazioni con autori famosi e autori emergenti, partecipano sia le case editrici indipendenti sia le grandi case editrici. Per quattro serate, dal 5 al 8 luglio, Polignano è gremita di gente, non solo di turisti che affollano le vie del borgo antico, con le spettacolari balconate a picco sul mare, da cui si osserva uno scenario mozzafiato, ma anche di chi è curioso e interessato ad assistere alla presentazione del suo autore preferito con la possibilità di farsi autografare il libro appena comprato.

Oltre alle emozioni che quel luogo affollato e bellissimo suscita, è avvenuto un fatto davvero curioso che non mi sarei mai aspettata. In via Mulini, dove la calda serata del sei luglio avevo la mia presentazione, ho incontrato amici e conoscenti, gente che si fermava per curiosità, il luogo era affollato, le sedie tutte occupate. Ero anch’io in compagnia di cari amici e parenti e tutti pronti ad assistere all’evento, ero felice del loro sostegno. Vedevo la professoressa Piera De Giorgi, l’amica che avrebbe presentato il romanzo, in attesa di cominciare e anche altri in piedi ad aspettare che terminasse la presentazione dell’autore prima di me. Quando è giunto il nostro turno, ci siamo sedute davanti al pubblico numeroso, ci hanno dato i microfoni e mentre la presentatrice che introduceva ogni autore e il suo relatore era in piedi e stava già parlando, qualcuno l’ha bloccata tra la sorpresa di tutti.

Era un signore di mezza età che veniva avanti mostrando il mio romanzo precedente. Prima che cominciassimo dovevo assolutamente autografargli quel libro che era di sua moglie, e guai se fosse tornato a casa senza dedica.  È stata una scena buffa, qualcosa di inaspettato. Poi la presentazione è cominciata tra i numerosi spettatori che avevano atteso pazientemente il mio turno alle ore 23. Una presentazione che ha suscitato interesse ed è andata benissimo, di sicuro la ricorderò a lungo.

La storia del gatto che firmava progetti di ricerca di fisica

La storia del gatto che firmava progetti di ricerca di fisica

Non era uno scherzo: F. D. C. Willard, il gatto, risultò co-autore di almeno due studi. Il motivo? Aggirare alcune regole editoriali molto restrittive e assurde

Nel mondo dei fisici, il nome di F. D. C. Willard ispira rispetto e, al tempo stesso, risate. La ragione è semplice: il soggetto in questione, nel 1975, ha co-firmato un importante paper di ricerca sulla fisica a basse temperature, pubblicato sulla prestigiosa rivista Physical Review Letters. Questo spiega il rispetto. Il problema, però, è che F. D. C. Willard era un gatto. E questo spiega le risate.

Come è possibile? In tanti sono convinti che i felini siano più intelligenti degli esseri umani. E a volte è vero. Non sono ancora riusciti, però, a scrivere un paper accademico. E se F. D. C. Willard lo ha fatto è stato solo per una questione semi-burocratica. Lo racconta bene, in un libro, Jack H. Hetherington, l’altro autore dello studio.

“Prima che inviassi l’articolo, chiesi a un collega di dargli un’occhiata. “È un buon articolo, ma lo rifiuteranno”. La rivista aveva regole editoriali molto severe, tra cui quella della parola “noi”, che non poteva essere utilizzata per un articolo scritto da una persona sola”.

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A quel punto però riscrivere l’articolo, cambiando ogni volta il soggetto, avrebbe richiesto troppo tempo (e la scadenza era vicina). Lo scienziato ebbe allora una trovata geniale: inventarsi un co-autore, nella persona del suo gatto Chester. Un siamese pacioso, figlio di un certo Willard, del Colorado. Era fatta: Hetherington aggiunse F. D. (Felix Domesticus) all’iniziale del nome, C. e poi Willard come cognome. Inviò l’articolo e se lo trovò pubblicato.

Il gioco durò per un po’. Poi un giorno Hetherington ricevette una visita proprio in un giorno in cui era assente. Lo sfortunato visitatore, allora, non potendo incontrare lo studioso, chiese di conoscere Willard. E quando gli fu mostrato il gatto, capì tutto.

Willard divenne una piccola celebrità nel dipartimento. Partecipò a diverse riunioni e dibattiti e si guadagnò la simpatia di tutti. Fu giudicato molto “utile”, anche solo con la sua presenza. Addirittura, riuscì a firmare (stavolta da solo) un altro studio. Quando morì, a 14 anni, fu un lutto per tutta l’università. E in un certo senso, per tutto il mondo della ricerca.

Sorgente: La storia del gatto che firmava progetti di ricerca di fisica – Linkiesta.it

Piera Rossotti Pogliano e La sua Postazione

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Piera Rossotti Pogliano e La sua Postazione

Ogni autore possiede una propria postazione in cui le idee prendono forma e le parole scorrono velocemente sul monitor. Per i più conservatori esistono ancora gli scrittoi, carta, penna, talvolta calamaio. Tuttavia, a prescindere dal mezzo con cui si esprimono i pensieri, la magia che scaturisce è quella insita in ogni forma d’arte e noi vogliamo farvi vedere come se la cavano i nostri autori.

L’editora e una delle sue postazioni di lavoro

No, le mie postazioni di lavoro a tavolino non posso mostrarvele: mi togliereste il saluto! Vi si ammonticchiano libri, vi si aggrovigliano i cavi di stampanti, pc ecc., ci sono sparsi qua e là occhiali, pennarelli, tazzine del caffè da lavare, due cellulari, un vecchio “ascoltino” mp3 per la musica che mi ostino ad usare…

Quella che vi voglio mostrare è la postazione “lettura manoscritti inediti”, inaugurata di recente, e che mi piace moltissimo: quell’aggeggio bianco che vedete non è un trapano da dentista (!), ma un sostegno per il Kindle.

Non sapevo che esistessero delle cose del genere, me l’ha insegnato Irma al Salone, l’ho cercato in rete… et voilà! Così la sera, quando vado a letto, posso leggere i manoscritti senza paura di addormentarmi e lasciar cadere il reader; se il manoscritto mi piace, vado avanti finché l’attenzione mi sostiene, mentre, se la lettura è soporifera, dormo tranquilla il sonno dell’editora che, un giorno di più, ha cercato di fare bene il suo mestiere, o perlomeno ci ha provato… e il reader va silenziosamente in stand-by. Buona notte!

 

Una nuova generazione di scrittori consapevoli

Una nuova generazione di scrittori consapevoli

Le nuove generazioni di autori cominciano a usare linguaggi, stili e generi che colgono i gusti dei lettori (italiani e non solo). Ne abbiamo parlato con Giuseppe Strazzeri, direttore di Longanesi.

di Camilla Pelizzoli

La narrativa italiana sta vivendo negli ultimi anni un momento che potremmo definire di riscoperta, tanto dai lettori quanto, di conseguenza, dal mercato. I dati Nielsen lo confermano: ormai la fiction scritta da autori e autrici italiani vale per il 41%, a valore e a volume, di tutta la fiction venduta in Italia. Quali sono i motivi che hanno portato a questa ritrovata popolarità? In che modo sono cambiate le storie e gli autori, e il modo in cui gli editori li propongono ai lettori?

Ne abbiamo parlato con Giuseppe Strazzeri, alla direzione della casa editrice Longanesi, che ha sottolineato due elementi principali: i nuovi linguaggi autoriali e, nel suo caso, la linea della casa editrice «fedele al percorso tracciato da Leo Longanesi e Mario Spagnol, che ne hanno definito la fisionomia dichiaratamente un po’ anticonvenzionale», e che ha spinto verso una ricerca di progetti narrativi valevoli e variegati all’interno della narrativa di genere e popolare (come quando, invece di dedicarsi al filone del noir all’italiana, si sono cercati autori con storie più thriller e si è portato in libreria Donato Carrisi).

Cominciamo partendo dal mercato: la ritrovata importanza della narrativa italiana è stata recepita anche a livello di selezione dei manoscritti e quindi di costruzione del catalogo in fieri?

Senz’altro, almeno in parte, sì. Nel senso che, per quanto riguarda Longanesi, tradizionalmente ancora oggi la maggioranza di titoli è di narrativa straniera; ma confermo che – grossomodo nel corso dell’ultimo decennio – la quota di autori italiani ha cominciato decisamente a crescere. Io, in particolare per quanto riguarda lo specifico di Longanesi, rilevo due fattori all’origine dell’aumento: da un parte il fatto che, per quel che riguarda i generi della narrativa in cui Longanesi si è sempre distinta (dalla crime fiction, al thriller, all’avventura), è successo qualcosa che non era ovvio fino a una dozzina di anni fa, ovvero la crescita in quantità e soprattutto in qualità di una stagione di scrittori italiani in qualche modo interessati alla scrittura (diciamo così) di genere, che producono testi interessanti. Dall’altra c’è un fatto molto oggettivo e legato al mercato, ossia il fatto che la crisi degli ultimi anni ha colpito anche l’acquisto dei diritti esteri. Si è verificata quindi una congiuntura favorevole all’acquisto di letteratura nazionale, banalmente anche per il fatto che solitamente sono titoli meno cari da acquistare, perché subiscono meno fasi di intermediazione; senza contare l’innegabile vantaggio dato dalla presenza dell’autore sul territorio, che è una risorsa importantissima in sede di promozione e comunicazione del titolo.

La narrativa di genere è effettivamente una parte importante di questa ripresa del mercato da parte della narrativa italiana. Sembrerebbe che gli autori siano riusciti a cogliere il desiderio dei lettori per queste varie tipologie di storie.

Certo: io credo che oggi più che mai l’autore italiano che si affaccia sulla scena editoriale, prima ancora che letteraria, deve avere in mente un suo pubblico di riferimento, e da quel punto di vista ora c’è una più istintiva e facile comunanza di intenti tra editore e autore. Inoltre, da questo punto di vista la narrativa di genere offre più meccanismi entro i quali depositare una storia, e per questo ci sono più possibilità di individuare il pubblico giusto.

Mi piacerebbe approfondire questa nuova consapevolezza dell’autore del proprio pubblico, che viene anche da una nuova formazione, un nuovo modo di porsi e di scrivere. Tutto questo come influenza la loro attività, e di conseguenza la vostra?

Prima di tutto c’è un fatto che tocca tanto la fruizione quanto la produzione dei contenuti, che è la moltiplicazione di fonti creative rispetto a un tempo. È ovvio che chi legge libri oggi ha moltissime altre occasioni di fruizione di un contenuto narrativo, scritto e non scritto (meglio, scritto in prima battuta per poi essere veicolato con un altro medium); tutto un mondo che fa parte delle nuove consuetudini di chi legge, ma anche di scrive.
Oggi a noi arrivano, molto più di un tempo, scritti che tengono conto di tutto questo, di una koinè linguisticaormai «digerita», un certo stile, che chiaramente sono mutuati da mondi che non sono genericamente quelli letterari; e poi inevitabilmente entra in gioco l’ineludibile elemento del talento. Comunque si presentano da subito come testi che traggono ispirazione da molte esperienze estetiche che testuali non sono, pur essendo vicine alla narrativa tradizionalmente intesa.

A livello più prettamente redazionale, si nota come gli autori siano sempre più scaltriti dal punto di vista dei meccanismi narrativi, della costruzione strutturale di una storia, ma che magari invece rispetto al proprio analogo di qualche decennio fa dimostrano di avere talvolta una minore padronanza stilistica, uno stile meno personale, proprio perché abituati a quella koinè comunicativa di cui parlavamo che è molto più veloce che stilistica, molto più efficace che pensata. Per questo talvolta c’è un lavoro di «ristilizzazione», da fare insieme all’autore, e anche questo è interessante, un portato dei tempi.

Questo non è l’unico modo in cui influenza il nostro lavoro a livello editoriale. Si presuppongono, ad esempio, sempre più forme di competenza aggiornate da parte dell’editor. Nel senso che un tempo il buon editor era la persona di ampie letture e di conoscenza verticale dello specifico settore editoriale che ricopriva nella casa editrice; oggi si presuppone che anche l’editor sia estremamente onnivoro, che sia in grado di comprendere, intuire, prevenire, se occorre anche di smascherare un po’ tutti i codici a cui l’autore ha messo mano nel momento in cui si apprestava a scrivere. Questo per quanto riguarda la costruzione del testo. Invece per quanto riguarda il lato promozionale, entra inevitabilmente in gioco l’elemento internet: la maggiore o minore consuetudine dell’autore può entrare a fare parte integrante anche del momento di comunicazione e promozione. Oltretutto, ci sono sempre più autori che nascono ad esempio come blogger prima di essere autori su carta stampata, e quindi magari il loro libro è, da un certo punto di vista, già una seconda esperienza; non si può non tenerne conto nel momento in cui un contenuto che viene da un blog, o da un altro tipo di piattaforma digitale, si deposita sulla pagina. Tanto nella produzione del contenuto, quanto nella sua promozione, sono mondi che devono rispecchiarsi virtuosamente.

Tornando a guardare più in generale il mercato, abbiamo potuto osservare anche un aumento delle vendite di diritti di libri italiani all’estero, sicuramente anche grazie alla sua ritrovata importanza sulla scena nazionale. Per quella che è la vostra esperienza, cosa chiedono le case editrici estere, e come reagiscono a quello che voi proponete?

Si torna in un certo senso alla prima domanda; è il risvolto di quanto si diceva prima. L’avvenuta maturazione da parte di una generazione di scrittori, ormai adulta e operante, di moduli narrativi internazionali, dei meccanismi interni che trascendono le nazionalità, ha portato non a caso a un aumento delle possibilità di vendere i diritti all’estero. È una produzione che inevitabilmente suona meno locale, meno interna dal punto di vista dei codici messi in atto. Dopo di che ovviamente l’italianità, se giocata nel modo giusto, può essere un punto a favore. L’enorme successo internazionale della Ferrante, ad esempio, corrobora questa impressione. Abbiamo da una parte una capacità narrativa di imbastire una storia ad ampio respiro, una vera e propria saga, assolutamente all’altezza di palati internazionali vari, uniti a quell’inevitabile pittoresco napoletano: è una tipizzazione col segno positivo dal punto di vista della vendibilità del prodotto. Stessa cosa si potrebbe dire per Camilleri, che da questo punto di vista funziona benissimo; ancora una volta forse felicemente differente è Donato Carrisi, che si caratterizza per il fatto di essere molto internazionale nei temi e nei toni. Di recente, dato che gli ultimi romanzi erano ambientati a Roma, si è aggiunto quel più che è sempre gradito sul mercato estero, quel tocco di caratterizzazione e colore locale.

Abbiamo ormai a che fare con autori le cui frequentazioni creative – non solo letterarie – li mettono quotidianamente di fronte alla possibilità di giocare con storie e strutture narrative che sono, in partenza, globali; unendo questa consapevolezza a una rappresentazione dell’italianità che sappia giocare con questi meccanismi, si possono creare libri in grado di esercitare una fantastica attrazione sui lettori di tutto il mondo.

Sorgente: Una nuova generazione di scrittori consapevoli

Tante sfumature di rosso in promozione su Amazon

Tante sfumature di rosso in promozione su Amazon

Fino alla fine di luglio Amazon propone le creazioni di Giancarlo Ibba (La vendetta è un gusto, L’alba del sacrificio e C’era una volta in Sardegna) in cui il rosso, come il sangue, c’è e in abbondanza e l’eros che scaturisce dal libro di Roberta Andres: Le foto di Tiffany.

Dunque ancora rosso, come i sapori piccanti creati dalle atmosfere di Roberta.

Ovviamente nel catalogo EEE ci sono altri horror e altri erotici, ma perché non approfittare delle offerte Amazon e lasciarsi conquistare in questa estate afosa?

E voi, con questo caldo, quale genere preferite?

Le foto di Tiffany

Formato: Formato ebook

Dimensioni file: 895 KB

Lunghezza stampa: 89

Editore: EEE-book (12 settembre 2015)

Venduto da: Amazon Kobo EEE

Lingua: Italiano

ISBN: 978-88-6690-258-4

 

I libri di Giancarlo Ibba

Formato: ebook e cartaceo

Dimensioni file: 1223 KB

Lunghezza stampa: 120

Editore: EEE-book (5 agosto 2012)

Venduto da: Amazon Kobo EEE

Lingua: Italiano

ISBN: 978-88-6690-085-6

Formato: ebook e cartaceo

Dimensioni file: 1595 KB

Lunghezza stampa: 343

Editore: EEE-book (18 ottobre 2013)

Venduto da: Amazon Kobo EEE

Lingua: Italiano

ISBN: 978-88-6690-160-0

Formato: ebook e cartaceo

Dimensioni file: 2362 KB

Lunghezza stampa: 509

Editore: EEE-book (18 febbraio 2015)

Venduto da: Amazon Kobo EEE

Lingua: Italiano

ISBN: 978-88-6690-236-2

Oliviero Angelo Fuina e il Gioco di Libri

gioco-di-libriOliviero Angelo Fuina e il Gioco di Libri

Talvolta è capitato di passare qualche ora, in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, un colore, un animale, un quadro e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Poesie uroboriche

Sinossi

  La domanda è lecita: cosa sono le poesie uroboriche?
Uroborico deriva da Uroboro (meglio conosciuto come “Ouroboros” che in greco significa “serpente che si mangia la coda”).
È un simbolo molto antico e rappresenta, appunto, un serpente o un drago che si morde la coda, formando un cerchio senza inizio né fine.
Apparentemente immobile, ma in eterno movimento, rappresenta il potere che divora e rigenera se stesso, l’energia universale che si consuma e si rinnova di continuo, la natura ciclica delle cose che ricominciano dall’inizio dopo aver raggiunto la propria fine.

Se “Poesie uroboriche” fosse

 

Una città: Lecco

Perchè la presenza dell’amato lago è imprescindibile ad ogni mio sguardo “oltre” e interiore. In questa mia silloge “uroborica”, poi, l’onda lunga e lenta del lago che sembra sempre la stessa ma si rinnova ad ogni deflusso rende bene l’idea della ciclicità costante, apparentemente simile e sempre diversa e unica in base all’attimo emotivo che determina il singolo sguardo.

Un personaggio:

Marcel Proust

Personaggio imprescindibile dalla sua “Alla ricerca del tempo perduto”.
Proust É la “Recherche”.

La struttura della “Recherche” è circolare. Le tremila pagine del romanzo (sarebbero state molte di più se Proust non fosse morto prima di correggere gli ultimi volumi) sono state sintetizzate in tre parole: «Marcel diventa scrittore».
Per tremila pagine Marcel, io narrante, combatte contro la sua mancanza di volontà, la sua bassa autostima, la sua fragilità fisica e psichica, il tempo che scorre troppo veloce, per arrivare finalmente a prendere la grande decisione: scriverà un romanzo sugli uomini e sul tempo.
Ma il romanzo che scriverà non è un’altra Alla ricerca del tempo perduto, bensì proprio quelle tremila pagine di cui si è arrivati alla fine. Quindi la Recherche si trova ad essere sia il libro che si è appena letto, sia, in seconda lettura, il romanzo che Marcel ha trovato finalmente la forza di scrivere.
A simbolo di questa circolarità, Proust comincia il suo romanzo con le parole: «Longtemps, je me suis couché», e lo termina con le parole «dans le Temps». Proust ha sempre affermato che l’inizio e la fine dell’opera erano stati scritti simultaneamente. Essi infatti risultano legati proprio come in un percorso che torna su sé stesso.

 

Una pietanza:

Riso all’Indiana (o Riso alla Casimiro)

è un piatto che mi riporta alla memoria mio padre, Chef talentuoso di cucina. E alla mia adolescenza nei momenti speciali condivisi a tavola con la sua cucina e, in parte, con lui stesso. Il gusto contrastato e contradditorio del piatto, cioè quell’agro, piccante e speziato ben amalgamato con il dolce della frutta quale ananas e mele e quelle perle gustose di carne che impreziosiscono il tutto rappresentano la contradditorietà e l’uniformità stessa di tutta la mia silloge.

Per la ricetta consultare il sito: acquavivascorre.blogspot.it


Una canzone: sarebbe… due canzoni di Roberto Vecchioni

“Lettere d’amore” e “Momentaneamente lontano”.

Non ho mai taciuto che Vecchioni è uno dei miei “Vate” di riferimento e in questi due brani c’è tutto il senso delle mie “Poesie uroboriche”: la constatazione che scrivere poesie sulla vita non equivale a vivere infine la vita stessa e quel senso di distanza dal me stesso che in qualche modo vorrei si affermasse pubblicamente ma con tante, troppe, controindicazioni e contraddizioni emotive.

Dettagli del libro

Formato: Formato ebook e cartaceo
Dimensioni file: 1530 KB
Lunghezza stampa: 93
Editore: EEE-book (2 dicembre 2016)
Venduto da: Amazon – Kobo
Lingua: Italiano
ISBN: 978-88-6690-340-6

Il doppio, la scienza, il male

Il doppio, la scienza, il male

Quello del “doppio” è un tema letterario affascinante, a volte sotteso alla narrazione, poco evidente, che il lettore deve scovare tra le pagine: è il caso di Pierre et Jean di Maupassant. Molto più evidente, invece, in altre opere, ad esempio nel famoso Lo strano caso del Dr Jekyll e Mr Hyde di R.L. Stevenson, che viene citato come emblema della duplicità della natura umana, del suo essere amalgama di bene e di male, perfino da chi il libro non l’ha mai letto.

Del Dr Jekyll e del suo rapporto con una scienza quasi ancora alchemica, rappresentata dal filtro che permette a Jekyll di trasformarsi in Hyde e viceversa, parlo in questo video.

Una singolare rivisitazione del tema del “doppio”, del rapporto uomo-scienza e del “male”, inteso come inspiegabile lato oscuro che getta la sua ombra opaca su alcuni individui piuttosto che su altri, si trova nel romanzo Il cuore sbagliato di Stefano Pavesio, una storia narrata con i toni del thriller e del noir, ambientata in parte a Torino, in parte in Val Tanaro, nella provincia piemontese “profonda”, quella della brava gente tranquilla, delle osterie dove si mangia bene e dei verdi boschi verso la Liguria.

Piera Rossotti Pogliano
Direttore Editoriale di Edizioni Esordienti E-book

La trama:

Un’impressionante serie di delitti efferati, tra il 2014 e il 2015, legati tra loro dalla presenza, accanto ai cadaveri o inciso sui loro corpi, di un numero a quattro cifre, mette a dura prova l’acume investigativo del tenente colonnello dei Carabinieri Corrado Beneghetti e della sua amica Carla Vicini, dei RIS. Un altro elemento comune alle vittime è la loro origine riconducibile alla val Tanaro, tranquilla, provinciale, quasi sonnacchiosa, con i suoi paesini dove tutti conoscono tutti.

Ma il male si può annidare ovunque, e molti ricordano ancora un terribile delitto di dieci anni prima, quello di un bimbo di nove anni seviziato e sepolto ancora vivo in un bosco. È possibile che questa crudele uccisione abbia qualcosa a che fare con i delitti presenti? E, soprattutto, è possibile ricondurre tutti questi crimini ad un’unica mano assassina?

Il cuore sbagliato è un romanzo che va oltre i toni del thriller e del noir, per scavare nelle motivazioni profonde dell’assassino, delle sue responsabilità, ma anche dell’ineluttabilità delle sue scelte, in una storia dove quasi nessuno è davvero innocente.

Dettagli del libro:

  • Formato: Formato epub
  • Dimensioni file: 2479 KB
  • Lunghezza stampa: 189
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (6 maggio 2017)
  • Venduto da: Amazon – KoboEEE
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-387-1

Indovina e il dramma dei cuccioli orfani

Indovina e il dramma dei cuccioli orfani

Il deplorevole periodo dell’abbandono sistematico si avvicina, lasciando per strada diverse vittime inconsapevoli, ree soltanto di aver amato e di essere state fiduciose. Per fortuna, non per tutti la sorte riserva lo stesso trattamento.

di Cinzia Morea

Il dieci gennaio 2004 tre cuccioli appena nati furono avvolti in un sacchetto di plastica e buttati in un cassonetto a Como.

Potevano sparire per sempre in mezzo al resto della spazzatura, e non ci sarebbe stata nessuna storia da raccontare, invece a breve distanza del loro abbandono – dev’essere stata breve per forza perché le temperature erano rigide e i cuccioli, anche stringendosi a sé, non avrebbero potuto resistere a lungo lì dentro – dopo poco, dunque, furono riportati alla luce da un’amica di una delle mie veterinarie di allora.

Dieci giorni più tardi tornavo a casa con uno di questi cuccioli, adagiato dentro una piccola borsa rigida foderata di lana, che per lui aveva le dimensioni di un port enfant. L’autoradio emetteva nell’abitacolo freddo la voce di Baglioni che cantava Tienimi con te. E quel cucciolo non lo abbiamo abbandonato mai più.

È una femmina che finimmo per chiamare Indovina (ma questa è un’altra storia, che dovrà essere raccontata un’altra volta, come diceva uno dei miei scrittori preferiti).

Pesava cento grammi e si poteva tenere sul palmo di una mano.

Dormiva su una boule dell’acqua calda ricoperta di pelo sintetico (quando la vede le fa ancora le feste), che ci svegliavamo a cambiare almeno una volta a notte. La nutrivamo più volte al giorno con latte in polvere disciolto in un minuscolo biberon, e dopo dovevamo stimolarla con una pezzuola umida a livello perineale, per farle emettere feci e urine.

Sono tutte incombenze svolte di solito dalla madre cui ovviammo abbastanza bene.

Altri compiti materni non li svolgemmo con altrettanta efficacia, perché non era possibile o perché li ignoravamo. Il ruolo della madre nei primi mesi di vita è prezioso e insostituibile e i cuccioli non dovrebbero essere staccati da lei prima dei due mesi e mezzo circa.

Indovina, per esempio, non ha il controllo del morso, quando usa i denti non ammonisce. Mai. Buca la pelle.

Non ha la padronanza di sé che ha Sansone, il quale una volta scattò per prendere tra i denti la mano di un bambino di tre anni – lui gli stava tirando i baffi – senza lasciargli il minimo segno (fu una carezza d’avorio).

È troppo possessiva, capace di ringhiare a chiunque manifesti l’intenzione di avvicinarsi, se sta custodendo un oggetto cui lei in quel momento tiene.

Ringhia anche per esprimere piacere e affetto. E soprattutto fa fatica a socializzare con gli altri cani.

Noi le vogliamo molto bene lo stesso, ma a volte mi chiedo che cagnolina eccezionale sarebbe stata se avesse potuto crescere in una normale cucciolata.

E ora cercate di non farvi intenerire da questi sguardi…

Immagini tratte da Pixabay

Come leggere gli ebook su smartphone

Come leggere gli ebook su smartphone

Partiamo dal presupposto che sappiate cosa sono gli ebook, altrimenti non sareste qui, a leggere questo articolo. Dunque, la domanda che molti di voi pongono, una volta che sono entrati in possesso dei meccanismi mentali necessari per apprezzare questo stile di lettura, di solito è: “Ma come faccio a leggere il libro sul mio cellulare?

Facciamo un passo indietro e diamo un’occhiata un po’ più generica alla questione eBook ed eReader, perché per quanto la tecnologia sia ormai alla portata di tutti, la conoscenza dei sistemi non è poi così scontata. Gli ebook si possono leggere su computer, tablet, palmari, eReader e smartphone. Le tipologie che determinano il formato degli ebook (di solito epub e mobi, ma ne esistono altri come fb2, LIT e PDB) sono quelle che influenzano la scelta per il software di lettura.

Mi spiego meglio.

Se non avete un software apposito, che decodifica il formato dell’ebook in vostro possesso, non riuscirete mai ad aprirlo e leggerlo. Come dire che se non avete la chiave giusta, non aprirete mai una determinata porta.

Oggi come oggi esistono diverse soluzioni facili da applicare e da comprendere, alcuni webstore, che vendono i libri in formato digitale online, forniscono anche il software per la lettura. Due classici esempi sono Amazon, che permette di scaricare la versione di Kindle per qualsiasi dispositivo che non sia il proprio lettore di ebook (QUI trovate i software da scaricare), e Kobo che, recentemente, ha applicato lo stesso sistema permettendo la visualizzazione dei formati epub su qualsiasi device (e QUI trovate i programmi offerti da Kobo).

Tuttavia, esistono altre applicazioni che si possono installare sul proprio tablet o sul proprio cellulare, in grado di leggere i formati più comuni, tra cui anche epub e mobi.

Ve ne segnalo due: eReader PrestigioMoon+ Reader, entrambe scaricabili gratuitamente da Google Play.

Alcune caratteristiche di eReader Prestigio:

– La libreria archivia i tuoi acquisiti, wishlist, link ai libri scaricati, impostazioni dell’account e contenuti del carrello.
– Le Raccolte di libri archiviano i tuoi libri organizzati secondo i criteri desiderati (genere, autore, frequenza di lettura, ecc.).
– Barra laterale – comodo sistema per un semplice accesso a tutte le funzioni nell’applicazione. Per aprire, premi l’icona nell’angolo in alto a sinistra, oppure scorri da sinistra a destra.
– File Manager – ti aiuterà a determinare facilmente dove si trova un libro sul tuo dispositivo. In aggiunta, puoi utilizzare questo menu per navigare agli account di archiviazione sul cloud connessi.
– Ricerca di eBook intellettuale /intelligente sul tuo dispositivo
È sufficiente un tocco sul punto «Effettua la scansione del dispositivo» sul menu del tuo pannello laterale e l’eReader troverà tutti i libri compatibili e supportati sul tuo dispositivo. In maniera rapida e conveniente.
– Supporto per formati di libri multipli
L’eReader Prestigio ti consente di leggere libri in svariati formati:
epub, mobi, pdf, html, txt e Adobe DRM.
– Supporto multilingue
L’eReader Prestigio mette a tua disposizione un’ampia selezione – scegli tra 25 lingue: inglese, tedesco, spagnolo, francese, italiano, olandese, portoghese, greco, finlandese, ceco, polacco, croato, lettone, lituano, ungherese, rumeno, slovacco, sloveno, bulgaro, bielorusso, russo, serbo, ucraino e kazaco.

Alcune caratteristiche di Moon+ Reader:

Supporta epub, pdf, mobi, chm, cbr, cbz, umd, fb2, txt, html, rar, zip o OPDS, funzioni chiave:

– Scelte visuali complete: linea spazio, scala fonti, grassetto, corsivo, ombra, colori alfa dissolvenza ecc.
– 10+ temi incluse, compreso tasto Giorno e Notte.
– Vari tipi di paging “touch screen,” volume tasti o anche fotocamera, cerca o tasti indietro .
– 24 operazioni custom (clic schermo, swipe gesture, chiavi hardware), applicabile a 15 eventi custom: ricerca, segnalibro, temi, navigazione, dimensioni caratteri ed altro.
– Aggiustare la luminosità scorrendo con il dito lungo il bordo sinistro dello schermo, comandi gesti supportati.
“Mantenere I vostri occhi sani” scelti per lettori incalliti.
– Cambia pagina realistica con possibilità di aggiustare velocità/colore/trasparenza; animazione di cambio 5 pagine
– Allineamento testo giustificato supporta opzione linietta.
– Spegnere retroilluminazione in notte mode opzione.
– Sincronizzare posizione lettura tramite Dropbox.
– Evidenziare, annotare, dizionario

Ma non è finita qui, per tutti i lettori che invece desiderano un programma più completo e in grado di convertire un formato in un altro consiglio Calibre.

Alcune caratteristiche di Calibre (fonte wikipedia):

Calibre gestisce eBook di un gran numero di formati, permettendone la creazione, la conservazione e la catalogazione. Consente la sincronizzazione degli eBook con numerosi eBook reader e, nel rispetto della gestione dei diritti digitali (DRM), la conversione del formato degli eBook affinché possano essere letti da uno specifico eBook reader.

I formati supportati in ingresso sono: Cbz, Cbr, Cbc, Epub, Fb2, Html, Lit, Lrf, Mobi, Odt, Pdf, Prc, Pdb, Pml, Rb, Rtf, Tcr e Txt. Calibre può poi generare file di formato Azw3, Epub, Fb2, OeB, Lit, Lrf, Mobi, Pdb, Pml, Rb, Pdf, Tcr e Txt.

Permette inoltre la ricerca in internet dei metadati e delle copertine degli eBook. Consente la modifica dei metadati, della descrizione e della copertina (con appositi plugin). Permette anche di scaricare i feed RSS da molti siti di informazione (come giornali o tv) e non solo, e convertirli automaticamente in un ebook pronto da inviare all’eBook reader

Il sito ufficiale da cui scaricare il software lo trovate QUI e anche se è in lingua inglese, non preoccupatevi, durante l’installazione sarà possibile scegliere la versione in italiano.

Ovviamente esiste anche l’interfaccia sincronizzata data da iTunes per gli iPhone, così come i software di Kindle e Kobo che sono forniti della versione adatta per il sistema iOS ed è anche ovvio che in giro per il web esistano altri programmi in grado di leggere i vostri ebook. Noi vi abbiamo fornito i nomi di quelli che riteniamo essere i più comuni e i più affidabili.