Da Sandokan al Corsaro Nero: la vita e i libri di Emilio Salgari

Da Sandokan al Corsaro Nero: la vita e i libri di Emilio Salgari

Emilio Salgari, scrittore con una vita drammatica, ha pubblicato famosi libri di avventura per ragazzi, come “Le tigri di Mompracem” e “Il Corsaro nero”.

di Matilde Quarti

A volte la vita di uno scrittore è in completa antitesi con la sua opera, perché l’immaginazione può essere un motore creativo potente come l’esperienza. È il caso di Emilio Salgari, inventore di personaggi come Sandokan, Tremal-Naik, il Corsaro Nero, o la piratessa Jolanda che, a differenza dei suoi eroi, vive le giornate cupe e ripetitive di chi non riesce a sbarcare il lunario e in nessun modo ottiene i successi tanto rincorsi.

La storia di Emilio Salgari, nato nell’agosto del 1862 a Verona e morto il 25 aprile 1911 a Torino, è drammatica, segnata da lutti e da povertà, a cui lo scrittore fa fronte rifugiandosi in un mondo parallelo, fatto di esotismi e avventure all’ultimo respiro. La sua produzione è immensa (scriverà infatti circa ottanta romanzi e oltre cento racconti),  sicuramente per necessità economiche, ma anche perché solo con la fantasia Salgari poteva sfuggire alla sua grigia quotidianità.

Il romanzo Il Corsaro Nero

Emilio Salgari, uno scrittore con l’animo di un capitano

Di statura bassa e tarchiata, con dei grandi baffoni che gli solcano il viso, Salgari non ha mai avuto il phisique du role dell’impavido avventuriero e lo scarto tra i centimetri di tacco camuffati nelle suole delle scarpe e la sua altezza è la triste metafora dello scarto tra la statura dei suoi sogni e la realtà. Il giovane Emilio Salgari aveva infatti un solo desiderio: intraprendere la carriera di capitano, con marinai da dirigere e una nave a cui far solcare le acque in cerca di avventure.

Il periodo scolastico all’Istituto Nautico si conclude però disastrosamente, e Salgari non farà che un unico viaggio in mare: lungo la costa adriatica, dal Veneto alla Puglia. Eppure, ironia della sorte, l’acqua ha sempre segnato i suoi spostamenti: Salgari, per motivi lavorativi, si trasferisce a Genova e dunque sulle rive del Po, a Torino, dove si ferma e mette su famiglia con l’attrice Ida Peruzzi.

Da Sandokan al Corsaro Nero: immaginare esotismi

Quando arriva a Torino, Salgari è già celebre: Le tigri di Mompracem (pubblicato a puntate sulla “Nuova Arena” di Verona tra la fine del 1883 e l’inizio del 1884 con titolo La tigre della Malesia), La favorita del Mahdi, pubblicato nello stesso periodo, e Il Corsaro Nero, del 1898, sono già entrati nell’immaginazione di legioni di ragazzini. Pur ambientando le sue opere nella giungla indiana, nei deserti africani, o nei mari delle Antille, Salgari non ha mai viaggiato fuori dall’Italia e scrive le sue storie documentandosi su atlanti e libri cercati in biblioteca, con ricerche approfondite e certosine. La sua immaginazione è onnicomprensiva e Salgari, di animo romantico e melodrammatico, dà ai figli i nomi esotici dei suoi personaggi: Fatima, Romero, Omar e Nadir.

Le tigri di Mompracem, dello scrittore Salgari

Uno scrittore moderno

L’enorme successo (Salgari viene persino nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona dalla Regina Margherita), non viene però accompagnato da stabilità economica. Salgari non sa amministrare i guadagni che gli derivano dalla pubblicazione dei suoi libri, e questi stessi guadagni sono in ogni caso molto scarsi. Neppure nell’ambiente intellettuale Salgari è ben visto, nonostante pubblichi con le maggiori case editrici del periodo, persino con la milanese Treves. I suoi romanzi infatti sono melodrammatici, stracarichi di dialoghi e di avvenimenti: sceneggiati televisivi ante litteram, un intrattenimento troppo moderno, forse, per essere capito. Anche il contenuto di molte sue opere è ostico: sono libri per ragazzi, certo, ma all’epoca di successi come I ragazzi della via Pal, gli squartamenti e le atroci morti cui vanno incontro i suoi personaggi non sono ben visti dagli educatori.

Non stupisce che nonostante ciò i romanzi di Salgari siano comunque passati di mano in mano tra gli studenti. L’immaginazione di Salgari è sfrenata e le storie che inventa sono un coacervo di avventura e passione. Si va dalle atmosfere storiche di Cartagine in fiamme, del 1906, a quelle fantascientifiche delle Meraviglie del duemila, del 1907 (senza dimenticare il romanzo realistico La bohème italiana, appena stato ripubblicato da Elliot). Solo la saga dei pirati della Malesia consta di undici volumi: le avventure di Sandokan, del fedele Yanez e della bella Marianna sono avvincenti e incredibili agli occhi di un piccolo lettore italiano di inizio Novecento. Salgari descrive vividamente luoghi lussureggianti che pure non ha mai visto, racconta i profumi e i colori della giungla, il ponte ruvido delle navi che si scagliano l’una contro l’altra in battaglia. Gli stessi vezzi di forma, così evidenti al pubblico contemporaneo, non erano un ostacolo per dei lettori abituati a tutt’altro linguaggio.

Cartagine in fiamme, di Salgari

Il suicidio: la morte di un eroe romantico

La realtà dei fatti è però diversa da quella fantastica dei romanzi: la figlia di Salgari, Fatima, si ammala di tisi, e la moglie, Ida, viene internata in manicomio. Il colpo, sia emotivamente sia economicamente, è insostenibile per Salgari, che a pochi giorni dal ricovero della moglie si toglie la vita. La morte di Emilio Salgari riassume tutto il dolore e tutta la passione che lo scrittore deve aver provato nei suoi lunghi anni torinesi. Prima di uccidersi, Salgari scrive alcune lettere: solo tre sono arrivate a noi, ma alcuni biografi sostengono siano state di più. Nella lettera indirizzata agli editori, Salgari chiede loro con rabbia di pagare almeno i suoi funerali, visto che si sono arricchiti a scapito della sua famiglia.

Il suicidio di Salgari è un suicidio pensato in anticipo, le lettere di addio sono state persino scritte tre giorni prima della morte: difficile immaginare l’angoscia di un uomo che per così tanto tempo si prepara a morire. Salgari si toglie la vita in modo atroce e romanzesco, come un personaggio dei suoi romanzi: fa harakiri nel bosco di Val San Martino, appena sopra Torino, squarciandosi addome e gola con un rasoio. Anche la sua morte, tuttavia, passa in sordina; Torino è in festa per il cinquantenario dell’Unità d’Italia.

Sorgente: Da Sandokan al Corsaro Nero: la vita e i libri di Emilio Salgari – Il Libraio

Arrivano novità sugli sconti dei libri?

Arrivano novità sugli sconti dei libri?

Una proposta di legge vuole ridurre dal 15 al 5 per cento lo sconto massimo sul prezzo di copertina: editori e librai sono favorevoli, ammesso che serva

Molti editori – praticamente tutti: naturalmente i piccoli, ma anche i medi e i grandi, con l’eccezione del Gruppo GeMs e una posizione più articolata di Mondadori – sono favorevoli a una revisione della legge Levi sul prezzo dei libri, approvata dal Parlamento nel 2011, che fissava al 15 per cento lo sconto massimo sul prezzo di copertina. La nuova proposta di legge – la prima firmataria è Sandra Zampa del PD – si intitola “Disposizioni per la promozione della lettura, il sostegno delle librerie di qualità, dei traduttori nonché delle piccole e medie imprese editoriali” e fissa lo sconto massimo al 5 per cento, come avviene in Francia, Olanda, Spagna, Svizzera, mentre in Germania gli sconti sono vietati e nel Regno Unito il prezzo è libero.

La misura si applicherebbe – ovviamente, visto che l’obiettivo implicito è colpire Amazon – anche alle «vendite per corrispondenza e su piattaforma digitale via internet, con una possibilità massima del 10 per cento di sconto in occasione di fiere ed iniziative di settore espressamente indicate e del 20 per cento in caso di vendita a biblioteche, pubbliche e private». È una misura protezionistica, concepita per difendere le piccole librerie e i piccoli editori da chi può offrire prezzi più bassi grazie a volumi maggiori di vendita. I critici – al momento pochi – sostengono che questa difesa verrebbe pagata dai lettori. Il fatto che a sei anni dall’approvazione della legge Levi lo schieramento dei favorevoli si sia allargato anche a Giunti, Feltrinelli e in parte anche Mondadori, cioè editori che controllano grandi catene, dimostra che tutti gli editori e i librai, anche quelli di catena, sentono il bisogno di essere difesi dallo Stato dalla crescita della vendita online. Gli sconti di Amazon – che al suo arrivo in Italia vendeva anche al 40 per cento di sconto – costringono in pratica le grandi catene di librerie a vendere al 15 per cento in meno rispetto al prezzo di copertina. Se si scendesse per legge al 5, per farla breve, recupererebbero il 10 per cento di margine.

I tempi per approvare la legge in Parlamento sono stretti, quindi gli editori spingono per un decreto del governo o per inserire il provvedimento nella prossima legge di stabilità. A questo scopo nei prossimi giorni le parti coinvolte – editori, librai e associazioni di categoria – dovrebbero mandare al ministro della Cultura, Dario Franceschini, una lettera esprimendo una posizione unitaria. È il passaggio più difficile, perché se contro Amazon sono tutti d’accordo – perfino Ricardo Levi, il promotore della legge in vigore, era presente all’incontro sul tema al Bookpride di Milano – e tutti in astratto sono favorevoli a sostenere librerie e piccoli editori, poi nel concreto le posizioni si differenziano.

continua su: Arrivano novità sugli sconti dei libri? – Il Post

In Norvegia nasce Doomsday Library, la biblioteca che salverà i libri dall’apocalisse

In Norvegia nasce Doomsday Library, la biblioteca che salverà i libri dall’apocalisse

Si chiama Doomsday Library (Biblioteca del Giorno del giudizio) ed è una struttura “segreta”, il cui compito sarà quello di salvare i libri dall’apocalisse

di Redazione

In tempi duri come quelli in cui viviamo oggi, in preda a deliri complottisti e visioni della fine del mondo, c’è già chi inizia a ipotizzare l’avvento dell’apocalisse. E la proliferazione di romanzi, serie tv e film distopici, così come la loro recente ribalta in termini di accoglienza del pubblico, dimostra senz’altro una tendenza che continua a essere al centro dell’immaginario collettivo. Tant’è che negli Usa, si legge in un recente articolo del Foglio, la distopia pare abbia smesso di essere un genere letterario e cinematografico e sia diventata parte del Dna sociale.

L’immagine che si ha del futuro è ancora piuttosto incerta ma molti, temendo la catastrofe, cominciano già ad attrezzarsi. È questo il caso della Norvegia, in particolare dell’isola di Spitsbergenin, nell’arcipelago artico delle Svalbard, dove è stata realizzata una vera e propria biblioteca con un intento specifico: proteggere i libri dall’apocalisse.

Si chiama Doomsday Library (la biblioteca del Giorno del giudizio) ed è una struttura “segreta”, nascosta nel permafrost, il cui compito sarà quello di conservare le tracce del nostro passaggio sulla Terra, dando testimonianza alle civiltà future dei nostri pensieri e delle nostre opere più importanti.

Per conservare i libri – riporta un articolo dell’Huffington Post – verrà utilizzato un sistema digitale di preservazione eterna chiamato PIQL, ideato in Norvegia e utilizzato per molti film di Hollywood. Due programmi, PIQL Writer e il PIQL Reader, permettono di trasferire contenuti digitali sulla speciale pellicola PIQL Film che rende gli scritti leggibili anche a distanza di 1000 anni.

I Paesi di tutto il mondo sono stati invitati a inviare le versioni digitalizzate delle loro opere più significative al World Arctic Archive, da dove partirà il processo per l’inserimento nella Doomsday Library, destinata a custodire il sapere dell’intera umanità.

Sorgente: In Norvegia nasce Doomsday Library, la biblioteca che salverà i libri dall’apocalisse – Cultora, Cultora

Guerrilla reading, leggere sul tram ad alta voce per attirare l’attenzione dei “distratti”

Guerrilla reading, leggere sul tram ad alta voce per attirare l’attenzione dei “distratti”

Immaginate che ad un certo punto i passeggeri vengano risvegliati dal proprio torpore da una voce: uno di loro ha appena cominciato a leggere

di Redazione Cultora

Sguardo chino sul cellulare, cuffiette nelle orecchie, oppure testa appoggiata al finestrino e occhi chiusi nel tentativo di recuperare qualche minuto di sonno: così apparirebbero solitamente raffigurati i passeggeri di un tram se se ne volesse dare una rappresentazione. Tante persone chiuse in un mezzo pubblico che, nella maggior parte dei casi, tentano di interagire il meno possibile le une con le altre.

Immaginate che ad un certo punto, del tutto inaspettatamente, questi passeggeri vengano risvegliati dal proprio torpore da una voce: uno di loro ha appena cominciato a leggere un brano del libro che ha in mano. Terminato lui, un’altra persona inizia a leggere il brano di un altro libro, e poi un’altra ancora. Si chiama “guerrilla reading”, ed il 25 marzo a Milano un gruppo di lettori della Biblioteca Crescenzago ha trasformato i passeggeri passivi del tram 1 nel pubblico di un evento letterario a tutti gli effetti. Le reazioni degli inconsapevoli spettatori – specialmente l’attenzione riscontrata da parte dei bambini – sembrano promettere bene per future applicazioni di questa speciale tecnica di promozione della lettura.

L’evento assume i tratti di una vera e propria azione sovversiva nei confronti dell’inerzia culturale nella quale sembra immerso il nostro paese, spiazzando gli spettatori attraverso l’effetto sorpresa, quasi a dimostrare, ancora una volta, che è la pigrizia il nemico da dover essere sconfitto.

Circa due ore di un’esperienza più che di un semplice spettacolo, vero e proprio evento, che ha coinvolto circa una dozzina di volontari tra chi leggeva e chi dava il proprio supporto attraverso filmati e fotografie.

Ad attivare l’idea è stata la frequentazione, da parte di molti dei readers, dei corsi di formazione del Patto di Milano per la lettura, promossi dall’associazione culturale Letteratura Rinnovabile e la Civica scuola di teatro Pietro Grassi, in collaborazione con il Comune lombardo. I corsi hanno proprio la finalità di formare lettori volontari per manifestazioni culturali in più forme e ambienti.

Questi lettori “sovversivi” continueranno a sorprendere i cittadini con nuove iniziative, e chissà che questa usanza non si diffonda anche nelle altre regioni del nostro paese.

Cristiano Furnari

Sorgente: Guerrilla reading, leggere sul tram ad alta voce per attirare l’attenzione dei “distratti” – Cultora, Cultora

Salone del Libro Torino 2017

Salone del Libro Torino 2017

Salone internazionale del Libro Torino 2017, 18 – 22 Maggio: la cultura, oltre il confine.

Il Salone del Libro si tiene a Torino tra il 18 e il 22 maggio 2017 presso Lingotto Fiere. L’evento raccoglie il meglio del mondo dell’editoria, ma offre anche uno spaccato su quel che scrittori e lettori stanno per affrontare in questo periodo di grandi cambiamenti: il tema portante “Oltre il confine” sarà approfondito e affrontato sotto molti punti di vista, partendo dalla politica e arrivando alle sfide delle nuove tecnologie.

L’edizione 2017 è la trentesima, ma è soprattutto la più importante del festival dopo lo strappo decretato da Milano: i numeri con cui il Salone si è presentato sono il miglior biglietto da visita per una edizione di alto profilo e di grande richiamo internazionale.

La trentesima edizione del Salone del Libro di Torino ha avviato i motori. Si tratta probabilmente della più importante tra le edizioni fin qui organizzate nella capitale sabauda e il motivo è noto: si tratta del primo appuntamento dopo la scissione decretata dal polo milanese, dunque la presentazione era la verifica circa lo stato di avanzamento dei lavori. E la verifica è presto fatta, scritta dai numeri e presumibilmente fissata nella storia dal pubblico che accorrerà all’evento: 350 editori hanno già dato la propria disponibilità e ben il 96% dei nomi presenti la scorsa edizione hanno già rinnovato la propria partecipazione.

continua su: Salone del Libro Torino 2017: ospiti e programma | Webnews

Le librerie indipendenti sono le piccole La La Land di noi lettori?

Le librerie indipendenti sono le piccole La La Land di noi lettori?

Su ilLibraio.it la riflessione di Roberta Marasco, che collega la “resistenza” delle librerie indipendenti al fascino di un film come “La La Land”

di Roberta Marasco

Che cosa ci fanno il Nokia 3310 e il vinile nell’epoca del digitale e dei social, degli smartphone e di Spotify? Nell’epoca dell’intangibile, del reversibile, dell’accessibile, dove nello spazio di pochi clic si correggono i refusi di un ebook già in vendita, si comprano mobili fatti su misura in Thailandia per il nostro soggiorno e si mostrano i primi passi del pargolo in diretta ai nonni orgogliosi e lontani. Eppure la nostalgia fa capolino dietro ogni angolo, sempre più presente e impossibile da ignorare, perfino nel mondo delle possibilità nascoste dietro uno schermo, della sperimentazione, della personalizzazione.

Un mondo fatto su misura per tutti, che ci accompagna, ci assiste e al tempo stesso ci definisce nelle nostre scelte, ogni volta che compriamo un libro online e ci viene gentilmente indicato ciò che ci potrebbe e dovrebbe piacere subito dopo. Un mondo in cui il messaggio perde a poco a poco di senso a vantaggio della sua eco, in cui il significato lo scrivono i commenti, i giudizi, i like e gli hater, mentre le parole originarie si perdono in un caos di rimandi sempre più imprecisi.

Forse c’era da aspettarsi che uscissimo un po’ scossi dalla frammentazione e dall’ironia post moderna e che avessimo bisogno di riprendere contatto con le ultime certezze rimaste. Un po’ come fanno i bambini, quando scoprono che Babbo Natale non esiste e sentono improvvisamente il bisogno di circondarsi di peluche e tornare a leggere i Barbapapà. Non credo che nessuno rimpiangesse l’odore del vinile tanto quanto si rimpiange un po’ ovunque il riscoperto odore della carta, ma è comunque di conforto tornare al tangibile, o a una batteria inestinguibile come quella del Nokia d’altri tempi.

Non è un caso forse, che La La Land, il film che ha messo sotto i riflettori il rapporto fra passato e presente, sia stato vittima, per un curioso e beffardo gioco del destino, dell’errore più clamoroso della storia degli Oscar. State ancora qui a dare premi e a contare statuette, sembra aver voluto dire quel tweet di troppo all’origine della distrazione e dello scambio di buste? Il presente è inaffidabile, inafferrabile, imprevedibile, distratto, è terra di errori un tempo inammissibili, che si dimenticano in un battito di ciglia. E con loro anche il passato, quel passato che cerchiamo di stringere in un pugno ma senza aver il coraggio di aprire le dita e controllare quanto è rimasto sul palmo.

Sorgente: Le librerie indipendenti sono le piccole La La Land di noi lettori? – Il Libraio

Milano investe nella lettura 22,3 milioni di euro, assume bibliotecari e regala ebook sui mezzi pubblici

Soldi, non parole. Milano investe 22,3 milioni nel rilancio delle biblioteche comunali e nell’assunzione di nuovi bibliotecari. Non solo: previste aperture serali, crescita dei prestiti di testi digitali e ebook in regalo sui mezzi pubblici (in collaborazione con le case editrici) – Il progetto

Milano si conferma “capitale” dell’editoria, e continua a investire nella promozione della lettura: il Comune del capoluogo lombardo lancia un progetto – presentato dal sindaco Giuseppe Sala, da Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura, e da Stefano Parise, direttore dell’Area Biblioteche – di potenziamento del servizio bibliotecario della città, con un investimento di ben 22,3 milioni. Soldi, non parole, come ha sottolineato lo stesso Sala.

L’intenzione è quella di potenziare il servizio offerto dalle 26 biblioteche cittadine, le 24 rionali, la Sormani e il Bibliobus (di cui vi abbiamo già parlato, ndr).

La proposta prevede orari di apertura più ampi, mirati alle fasce orarie in cui l’affluenza è più alta e il prolungamento dell’apertura serale, in alcuni casi fino alle 23; si organizzano inoltre corsi di alfabetizzazione informatica e viene rinnovata la Gaming Zone, un’esperimento cominciato l’anno scorso che fornisce spazi dedicati ai videogiochi in diverse sedi.

Al fine di potenziare il servizio, Milano sta assumendo nuovo personale e ha in programma l’apertura di una nuova Biblioteca a Giambellino, oltre alla sostituzione della sede di Calvairate e diversi altri interventi su tutto il territorio cittadino; la somma di più di 22 milioni di euro investiti nel progetto è anche il risultato dei dati di funzionamento del sistema bibliotecario nello scorso anno: oltre un milione di libri prestati con 86.329 iscritti e all’incirca 28.000 libri fruiti sulla piattaforma per i libri elettronici, che permette di scaricare circa 7.250 titoli in formato digitale per 14 giorni, servizio che lo scorso anno è stato utilizzato da 3.500 persone.

Sorgente: Milano investe nella lettura 22,3 milioni di euro, assume bibliotecari e regala ebook sui mezzi pubblici – Il Libraio

Scrittori in salotto, a teatro, al bar: tempo di cambiamenti per le presentazioni librarie

Scrittori in salotto, a teatro, al bar: tempo di cambiamenti per le presentazioni librarie

Aumentano le presentazioni nuove nell’impostazione e nei luoghi: il libro è così al centro di un evento che rende il lettore in grado di partecipare attivamente a un’esperienza.

di Camilla Pelizzoli

Portare il libro ai lettori è uno dei passi più difficili della filiera editoriale: la pubblicità, il posizionamento in libreria, l’utilizzo dei social, sono solo alcuni dei modi in cui una casa editrice può cercare di farsi conoscere, di conquistare la fiducia dei lettori e di mettere, se tutto va bene, il libro in mano a futuri appassionati. Tra questi strumenti, le presentazioni sono croce e delizia dell’editore: possono essere un enorme successo, e portare anche chi non conosceva l’autore ad appassionarsene, oppure possono essere un flop e costituire una perdita economica (e un colpo al morale). Certo è, però, che le presentazioni tradizionali nel corso degli ultimi anni sono più spesso del secondo che del primo tipo, e che spesso l’autore (salvo casi di comprovata popolarità) si trova a parlare di fronte a una platea poco gremita. Quindi sempre più spesso ci si sta muovendo per sviluppare nuovi tipi di presentazioni, nuovi format che riescano a richiamare e a coinvolgere nuovamente il lettore.

È il caso, ad esempio, dell’iniziativa avviata dall’editore pisano Mds, che ha dato il via a delle presentazioni che non puntano a richiamare lettori in libreria, ma a raggiungerli a casa loro. «Book at home» – questo il nome dato agli incontri – è un progetto lanciato all’inizio di quest’anno che punta a far tornare i salotti dei lettori dei veri e propri luoghi di ritrovo culturale; chiunque può partecipare, basta offrire casa propria e avere spazio per ospitare almeno una quindicina di persone. «Eravamo stanchi delle presentazioni in libreria fatti a volte con pubblico ridotto all’osso o con più relatori che spettatori» commenta Sara Ferraioli, presidente della casa editrice, parlando con Repubblica. I primi incontri sono già stati fatti e i risultati sono stati incoraggianti: «il piacere della lettura può essere condiviso in serenità e relax, per ascoltare cose che ci aiutano a capire il mondo in cui viviamo: i libri fanno questo, e lo fanno sia con la forza della letteratura, sia con la condivisone d’idee».

L’iniziativa di Mds non è la prima del suo genere: anche la libreria Modusvivendi di Palermo, con i suoi incontri «Citofonare interno Modus», ha organizzato delle presentazioni estive a casa di chi, tra i propri clienti, ha messo a disposizione la propria abitazione o il terrazzo per dare vita a incontri accompagnati spesso da musica dal vivo.
Il punto comune di queste esperienze, dunque, sembra la creazione di una nuova convivialità: lontani dai paradigmi della presentazione classica in cui autore e relatore parlano tra loro a un pubblico «inerme», e più vicino a un incontro di un club di lettura in cui si discute e ci si approccia in maniera diretta e amichevole. Si tratta cioè di mettere il libro al centro di un evento che lo circondi e lo renda oggetto d’interesse non solo in quanto libro, ma anche in quanto occasione di partecipare in maniera attiva a un’esperienza.

Sorgente: Scrittori in salotto, a teatro, al bar: tempo di cambiamenti per le presentazioni librarie