Edizioni Tripla E: naturale evoluzione di EEE

Edizioni Tripla E: naturale evoluzione di EEE

Perché Edizioni Esordienti Ebook è diventata Edizioni Tripla E? La trasformazione è avvenuta in modo del tutto naturale.

Nel lontano settembre del 2011 (fateci gli auguri, proprio in questo mese cade il nostro anniversario) Piera Rossotti costituì Edizioni Esordienti Ebook, una Casa Editrice che traeva le radici dalla profonda passione della sua fondatrice per la letteratura, la scrittura e l’editoria.

Il passo verso la successiva Edizioni Tripla E non è stato breve, tant’è che sono passati otto anni, ma è stata un’evoluzione imprescindibile e del tutto naturale.

In questi otto anni sono diversi gli autori che hanno pubblicato più di un libro con la nostra CE e definirli ancora esordienti ha creato diversi scompensi e dubbi. Dopo quante pubblicazioni l’autore non è più un esordiente ma diventa un emergente? E dopo quante ancora non è nemmeno più un emergente ma si trasforma in uno scrittore consolidato?

Verso la trasformazione

Dopo alcuni Saloni del Libro, nei quali ci siamo spesso riuniti in gruppo, portando osservazioni, suggerimenti e proposte, quest’anno il Grande Capo (ovvero Piera Rossotti) ha deciso che era giunto il momento di fare il Grande Passo e di creare un nuovo futuro sia per la CE sia per i suoi autori. E tutto questo non poteva essere altro che Edizioni Tripla E.

Tuttavia, la nuova veste mantiene sempre lo stesso spirito di collaborazione, qualità e trasparenza. Non altera i principi fondamentali che si basano su un’editoria che non vuole essere a pagamento e non desidera essere confusa con quanti pubblicano anche la lista della spesa pur di aumentare i titoli in catalogo.

E non vuole nemmeno ricorrere alle solite vie, trite e ritrite, in cui sono i grossi nomi (anche se la lingua italiana non fa parte del loro bagaglio culturale) a vendere e non i contenuti dei libri.

Una solida realtà editoriale

Per questo Edizioni Tripla E, pur essendo un marchio ancora fresco di stampa, resta ben ancorata su quelle tradizioni e quelle regole morali, talvolta non scritte, con cui una volta venivano pubblicati i libri e scoperti autori non ancora famosi, ma meritevoli di esserlo.

Riassumendo, non abbiamo cambiato nome per confondere le acque o per un’oscura ragione disdicevole, lo abbiamo fatto per migliorare noi stessi, mantenendo intatto l’orgoglio d’appartenenza alla cara e “vecchia” EEE e felici di poter essere parte integrante di questa nostra piccola (ma per noi immensa) rivoluzione culturale.

Se vi servono ulteriori informazioni su come pubblicare e quali sono i generi a noi graditi, quali sono i nostri canali di distribuzione, oppure quali i libri in catalogo, cliccate QUI e approderete direttamente sul sito istituzionale di Edizioni Tripla E.

Se invece preferite un’approccio diverso, il nostro canale YouTube potrà sicuramente chiarirvi le idee e offrirvi degli spunti utili.

Il Salone che verrà

Il Salone che verrà

Noi ci stiamo organizzando per l’edizione di quest’anno ( la 31° per la precisione) del Salone del Libro di Torino e ci stiamo ponendo tutta una serie di domande.

Le solite, in fondo: ci saranno visitatori? Quale sarà l’atmosfera? Le facce saranno le solite o ci saranno “ventate di novità”? I grandi editori saranno presenti in massa con i loro stand giganteschi di sempre, mangiando lo spazio alla piccola e media editoria? Saranno presentati libri di qualità o ci saranno sempre le offerte di tomi scritti (?) dai soliti politici, presentatori, soubrettine, calciatori e altre strane creature già presenti in TV in ogni salsa?

Noi, nel nostro piccolo, saremo già soddisfatti e contenti di essere presenti anche quest’anno con le nostre proposte e con la possibilità di riunire la nostra mini/maxi “famiglia allargata”, composta da tanti amici che, nel corso degli anni, sono sempre più diventati amici.

Rivedere e/o incontrare altri autori della CE ci dà quel senso di sicurezza e di unità che difficilmente si può trovare altrove. Se da una parte, indubbiamente, esserci rappresenta una fatica massacrante, dall’altra significa “ricaricare” le energie creative con un senso goliardico, di quasi “gita scolastica”.

Il Salone del Libro, con tutte le polemiche e problematiche passate, presenti e future, è comunque un evento intenso a livello emotivo.

Per non parlare dell’immagine di cultura che dà dell’Italia. A prescindere dai contenuti che presentano gli editori partecipanti. Potrà essere un po’ retrò, con qualche ruga e tutti i suoi acciacchi, ma il Salone è il Salone e la cultura, in esso, trova un suo passo fondamentale nel cammino che sta percorrendo.

Dunque, quest’anno lo stand EEE sarà il numero 125 e si troverà nella corsia F del Padiglione 2, qui sotto, nella cartina, potrete avere una visuale dell’ubicazione.

Gli autori EEE vendono anche all’estero

Gli autori EEE vendono anche all’estero

Per quanto possa sembrare strano (ma non lo è affatto), gli autori EEE vendono anche all’estero. In alcuni casi perché vi risiedono, come ad esempio la poetessa Elisabetta Bagli o la scrittrice Francesca Mereu, in altri perché le loro opere sono state tradotte in altre lingue (per lo più in inglese, ma non solo), in altri ancora perché i loro titoli rientrano a far parte di quei pochi libri italiani che sono stati inseriti in cataloghi esteri. Ovviamente, l’essere presenti su Amazon e su altri rinomati store online facilita molto la diffusione e rende anche più semplice l’acquisto per chi non si trova su suolo italiano.

L’ultimo esempio lo ha fornito Lidia Chiarelli, i cui libri sono presenti nei circuiti OverDrive di 4 biblioteche americane e di una canadese.

Tuttavia non è un caso isolato. Le sillogi poetiche di Gastone Cappelloni vanno letteralmente a ruba nei paesi latino americani e in Spagna, Nunzio Russo se la cava egregiamente negli Stati Uniti e l’esordio di Zekharia Blum’s secret dream (Il sogno segreto di Zekharia Blum), scritto dal nostro Claudio Oliva, lascia ben sperare nei paesi anglofoni.

Dunque, che siano tradotti o meno, per una piccola CE digitale, come lo è la nostra, questo è davvero un traguardo notevole.

Questi sono, dunque, i nostri autori all’estero:

Free Ebook, cosa sono e a cosa servono

Free Ebook, cosa sono e a cosa servono

I nostri Free Ebook sono degli estratti, molto corposi, di molti dei titoli presenti nel catalogo di EEE

Dunque perché renderli FREE, quindi scaricabili senza restrizioni? In realtà pensiamo che molti dei libri pubblicati da EEE siano ancora poco conosciuti dal pubblico e meriterebbero comunque di essere letti ed apprezzati. Per questo motivo, tenendo conto degli estratti che si possono trovare in rete, come ad esempio su Amazon, abbiamo pensato che una parte più consistente e stuzzicante del testo avrebbe potuto invogliare di più alla lettura.

Avere la possibilità di leggere gratuitamente una parte corposa di un libro vi darà modo di comprendere se vi piace lo stile dell’autore, se la trama vi coinvolge e se, arrivando al termine della parte FREE, avrete voglia di acquistare in versione digitale o, in diversi casi, la versione cartacea del libro in questione.

In effetti, già nella prima settimana abbiamo avuto modo di constatare che i download ci sono stati e in numero piuttosto rilevante. Senza, peraltro, che avessimo avuto modo di promuovere l’iniziativa perché stavamo ancora inserendo delle pagine nuove nella categoria. Sezione che verrà aggiornata regolarmente, quindi avrete modo di trovare sempre trame fresche a disposizione.

A questo punto non dovete fare altro che recarvi nello spazio dedicato ai nostri Free Ebook, scegliere il titolo che più vi ispira e selezionare la versione che meglio si addice al software di lettura in vostro possesso (epub o mobi).

Buona lettura!

Gioie e dolori dell’Ufficio Stampa

“Salve, buongiorno, sono il responsabile dell’Ufficio stampa di… “

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Da questa frase, spesso, nascono i dolori. L’essere la persona responsabile dello strumento che mette in comunicazione un piccolo editore con chiunque (un ente, privato o pubblico che sia, un altro ufficio stampa, un giornale, etc etc.) non è sempre così gratificante come si possa pensare. Molte volte alla presentazione segue dall’altra parte un “Ah…” con un sottofondo d’ironia che sembra voler dire “E adesso, questa cosa vuole?” e quando cerchi di spiegare al tuo interlocutore che non stai tentando di vendergli una enciclopedia o una batteria di pentole, il tono passa dal sarcasmo al disinteresse e questo a prescindere da quanto in realtà avresti da dirgli o da chiedergli. Tutto questo nel migliore dei casi, perché talvolta, più spesso del dovuto, non ti rispondono nemmeno, né per telefono né per email. Le linee funzionano ma dall’altra parte pare ci sia il Deserto dei Tartari, al punto che l’eco arriva fino in casa tua, insieme ai granelli di sabbia. La parte più sconfortante accade quando a non rispondere sono le istituzioni, uffici pubblici che dovrebbero, e sottolineo dovrebbero, essere al servizio del cittadino. Ed io, in qualità di ufficio stampa, non sono forse pur sempre un “cittadino”? In ogni caso, a meno che i telefoni non siano dotati di strani aggeggi in grado di individuare la natura del chiamante, la realtà è che cercare di mettersi in contatto con taluni enti diventa un’impresa degna di Mission Impossible, con tanto di colonna sonora in sottofondo.

Il caso più eclatante, però, lo si ottiene quando, volendo assistere a un evento, in cui è specificatamente richiesto di inviare la domanda di partecipazione, la risposta alla email, spedita una settimana prima, arriva il giorno in cui l’evento stesso ha luogo, ovviamente in un orario in cui non è più possibile andare, a meno di non avere un teletrasporto a disposizione.

I miei autori, durante il Salone di Torino, mi hanno regalato un’aureola, l’immagine l’avete vista passare sui social per quasi tutta la durata della manifestazione, un atto di simpatica goliardia che voleva sottolineare il fatto che mi stessi attrezzando per compiere i miracoli (e questi atti fanno parte della sezione “gioie”) e forse, talvolta, i miracoli li faccio davvero, non chiedetemi come perché non so nemmeno io come mi riescano. Tuttavia, sono proprio i miei autori a darmi l’energia per continuare a tentare, il loro spirito e il loro entusiasmo. Ed è la mia editora che riesce sempre a spronarmi per farmi cercare nuove strade e nuovi mezzi per dare maggiore risalto al nostro catalogo e ai nomi che lo compongono. Se non ci fossero i “miei” autori e la “mia” editora, forse non continuerei, caparbiamente, a telefonare nel Deserto e a sentire la musichetta di Mission Impossible.

Essere autori EEE

Essere autori EEE ed essere in buona compagnia

Questo post non vuole essere autoreferenziale e non vuole nemmeno tessere lodi sperticate nei confronti di un gruppo molto affiatato di autori appartenenti alla stessa Casa Editrice, tuttavia, alcune considerazioni vanno fatte, se non altro per sottolineare una serie di fattori positivi.

autori EEE

Partiamo dall’inizio, da quel maggio di un anno fa (era il lontano 2014) quando a Torino, in occasione della Fiera del Libro, Piera Rossotti mi propose di aprire un blog per gli autori e per le promozioni di Edizioni Esordienti Ebook. A quel tempo, pur avendo compreso lo spirito e la filosofia del mio editore, ancora non avevo capito fino in fondo quale portata potesse avere il poter costruire un punto di aggregazione per gli autori. Il blog era sì un luogo in cui promuovere i libri in catalogo ma anche uno spazio in cui poter presentare gli autori come persone e non solo come scrittori. Ebbene, il 2015 ha decisamente segnato la svolta e mi ha fatto comprendere quanto potesse essere positivo l’atteggiamento propositivo e aggregante dell’Editore.

In effetti il blog è stato solo uno spunto, un pretesto per poter aprire un dialogo con tutti quegli autori che potevano avere qualcosa da dire, che non fosse necessariamente e strettamente legato al libro che avevano scritto. Un trampolino da cui lanciare in rete diversi messaggi, come la nostra campagna contro l’abbandono estivo degli animali domestici; oppure alcuni approfondimenti in merito alla vita quotidiana di ognuno di noi (molte testimonianze sono visualizzabili QUI), in cui hanno spiccato gli articoli di Alessandro Cirillo e Andrea Leonelli; oppure ancora le opinioni di alcuni di noi in merito a questioni che interessano la cultura e il mondo letterario (un esempio fra tutti l’articolo di Giorgio Bianco).

Tante piccole storie che si sono intrecciate, sottili filamenti che, uniti, hanno dato vita a un movimento che porta alla condivisione e alla capacità di poter contribuire, ognuno a modo proprio, alla crescita e alla realizzazione del sogno di tutti. Ed ecco che gli autori hanno iniziato a collaborare seriamente fra di loro, a darsi una mano, a leggere ognuno il manoscritto dell’altro, scambiandosi consigli e pareri in merito a questo o quell’argomento. Si sono consultati ricercando la tematica in cui l’altro era più ferrato, trovato validi interlocutori e persone di cultura in grado di poter realmente dare un contributo concreto. Animi affini si sono trovati per perseguire un fine comune, anche al di fuori di quello che avrebbe potuto essere un campo prettamente letterario.

E sono nati legami stretti, forti, amicizie che non hanno solo in comune la passione per i libri, ma anche il rispetto e il piacere del voler stare “insieme”. Sembrano termini antichi, arcaici, sorpassati, quasi anacronistici, eppure sono veri, reali, incredibilmente attuali. Ogni occasione è buona per poter condividere del tempo, per potere scambiare opinioni e interessi, per poter rinsaldare quel sottile filo che ci unisce tutti.

Tutto questo non sarebbe nato se Piera avesse avuto un carattere diverso e se non fosse stata così caparbia nel voler instaurare una certa atmosfera nella propria Casa Editrice. Ed è proprio attraverso le pagine di questo blog che, personalmente, le dico: Grazie!

Non aprite quel download

Non aprite quel download

Internet security

Internet security

In molti ne hanno già parlato, in molti hanno posto l’attenzione sulla questione, ma non è ancora abbastanza, quindi ne parliamo anche noi: non andate a fare i download dai siti che dicono di aver messo gratuitamente a disposizione il vostro libro!

I siti che vi fanno credere di potervi offrire centinaia, migliaia di titoli da poter scaricare gratuitamente sono delle truffe e sono anche truffe alquanto pericolose. Nella maggior parte dei casi vi chiederanno un’iscrizione in cui carpiranno i vostri dati personali e, se tutto va bene, si fermeranno a nome, cognome, indirizzo, possibile numero di telefono e indirizzo email. Ma se va male vi chiederanno anche i dati di una carta di credito. Se il download deve portare a scaricare un libro presumibilmente gratuito, a che servono i dati della carta di credito? E se non è vero che è gratuito, allora dove vanno a finire i soldi che avete speso? In realtà nelle tasche dei truffatori va a finire ben altro che l’esigua somma che paghereste per un libro digitale. Spero che ve ne rendiate conto.

Ma non è finita qui. Esiste una nuova forma virale in grado di porre sotto sequestro il vostro computer. Non ci addentreremo in particolari tecnici, che sarebbero difficili da spiegare e da capire, ma vi faremo una sintesi di quello che potrebbe accadervi. Nel caso più semplice comparirà una schermata in cui vi verrà intimato di pagare una data somma per poter avere di nuovo accesso al vostro sistema e al vostro database, in caso di mancato pagamento verrà cancellato tutto e voi perderete tutto quello che avrete messo all’interno del vostro pc. Nella maggior parte dei casi, dopo il tempo limite, entro il quale avreste dovuto pagare il riscatto, in realtà non accadrà nulla se non la continua comparsa di un cartello allarmistico che non farà nulla di più se non infastidire. Purtroppo, l’ultima generazione di questi virus è decisamente più aggressiva e alla minaccia fa realmente seguito un reset totale dei vostri dati. Oltre al fatto che, ovviamente, chi ha aperto una via di comunicazione con voi (attraverso il virus) avrà nel frattempo fatto un backup di quanto il vostro apparecchio poteva contenere. I ransomware e i cryptovirus possono nascondersi ovunque: nelle email, oppure mascherati da file jpg, o attraverso i download fatti da piattaforme non sicure. Per questo vi diciamo di non dare credito a questi siti che offrono i vostri libri gratuitamente, non è vero che lo fanno e non è per diffondere gratuitamente la cultura che vi chiedono i dati e quelli delle carte di credito.

Altri link utili: 

Mantova: un virus prende in ostaggio il pc

pc e smartphone ostaggio, boom sequestri virtuali

giù le mani dai libri

Sito nuovo e Ufficio stampa

Già online il sito in veste grafica nuova e apertura dell’Ufficio stampa.

sito EEE

Molti di voi avranno potuto notare che il sito istituzionale di Edizioni Esordienti Ebook veste una grafica del tutto rinnovata (non confondete il sito con il blog, mi raccomando!) e la scelta è stata voluta, nonostante l’immane lavoro che questa decisione ha comportato, per permettere a chiunque di collegarsi a EEE da qualsiasi dispositivo portatile, traendo una visione immediata e più scorrevole del contenuto. Ci siamo resi conto che molti dei nostri visitatori interagivano con il sito tramite smartphone e tablet e la visione, di come apparivano prima le pagine, non offriva un’ottimale navigazione all’interno della struttura. Inoltre, sempre per facilitare l’utilizzo dello store online, tutta la parte della produzione digitale, dunque gli ebook, è stata dirottata su StreetLib in modo da offrire un unico accesso e un unico rendiconto finale per i nostri autori, senza dover attendere le diverse tempistiche date da ogni piattaforma, ovviamente per gli acquirenti non cambia nulla se non una grafica diversa e facilmente fruibile. La vendita dei libri in versione cartacea viene effettuata sia dal sito EEE sia da Amazon. Inoltre, è stato creato l’Ufficio stampa, ovvero quell’organismo che permette a qualsiasi azienda di poter avere un canale diretto con il mondo esterno.

Dunque, a cosa serve un Ufficio stampa?

L’origine moderna di tale organismo risale all’epoca del fascismo, quando, per questioni politiche, uomini dediti a cause pubbliche decisero di avvalersi di professionisti, nella maggior parte dei casi di giornalisti con comprovata esperienza nel settore, per le proprie campagne promozionali. Da allora la figura dell’addetto stampa ha spesso coinciso con la figura dell’addetto alle pubbliche relazioni, sopratutto per quelle piccole realtà societarie in cui le due figure suddivise non avrebbero avuto motivo di esistere. Negli anni ’80, la “Milano da bere” ha ulteriormente estremizzato la figura dell’Ufficio stampa, conferendogli un atteggiamento più aggressivo e più all’avanguardia. Da questa situazione è diventato evidente che per poterne fare parte i requisiti necessari avrebbero dovuto essere ben più attuali e ben più tecnologici. Per questo motivo oggigiorno non è più richiesto all’addetto stampa di far parte dell’Ordine dei Giornalisti, anche se è comunque tenuto a rispettarne la deontologia fissata dalla legge professionale, seguendo le direttive imposte dalla “Carta dei doveri del giornalista degli Uffici Stampa“, emanata nel 2002. Quindi non è solo richiesta una buona capacità dell’utilizzo della lingua, sia scritta sia parlata, ma sono necessarie una buona attitudine alla comunicazione con il pubblico e una buona conoscenza di tutto quello che il web può offrire in termini di promozione online. Non dimentichiamo questo strumento essenziale, spesso sottovalutato da chi, evidentemente, conosce poco le leggi del mercato e l’evoluzione che il sistema pubblicitario ha intrapreso. Riassumendo, l’Ufficio stampa serve all’azienda per informare il pubblico su quelle che sono le produzioni, gli eventi e la politica societaria; mentre per il pubblico serve per poter entrare in contatto con qualcuno che possa fare da portavoce per la Casa Editrice e che ne conosca le peculiarità. Evidentemente, non serve per raccogliere l’invio dei manoscritti da valutare né, tanto meno, per richiedere informazioni di carattere personale. In poche parole, un autore che non sia già EEE e avesse bisogno di avere ulteriori delucidazioni su quanto richiede l’editore per poter pubblicare una sua eventuale opera, non si rivolgerà all’Ufficio stampa ma a un canale apposito (info@edizioniesordienti.com); differentemente, chiunque abbia necessità di ottenere ulteriori informazioni in merito alle novità editoriali, ai prossimi eventi (o quelli giù tenutisi) oppure qualsiasi altro argomento che abbia attinenza con la politica aziendale e le promozioni fatte agli scrittori presenti in catalogo, allora può tranquillamente rivolgersi all’Ufficio stampa.

Quindi, se avete necessità di contattare l’Ufficio stampa di Edizioni Esordienti Ebook non dovrete fare altro che scrivere a ufficiostampa@edizioniesordienti.com

Intervista a Leonora Signifredi

Intervista a Leonora Signifredi

fuilles d'albumFeuilles d’album pare un romanzo quasi anacronistico, vista la scelta di voler comporre la trama attraverso uno scambio di missive che svelano, volta per volta, tutto l’intreccio che porta al colpevole. Tuttavia, da Goethe a Foscolo, molti scrittori affermati hanno utilizzato questo escamotage per penetrare nell’anima del lettore attraverso gli occhi dei protagonisti.

  • Dunque, perché Leonora Signifredi ha utilizzato proprio questo stile per il proprio romanzo?

Ho sempre trovato affascinanti i romanzi epistolari, per il particolare equilibrio che vi si respira, anche se non avevo mai immaginato si scriverne uno. La scelta è stata piuttosto improvvisa: quando ho iniziato a progettare il racconto, scegliendo l’epoca di svolgimento, mi è venuto “naturale” immaginarla sotto la forma di una serie di epistole.

  • Vi sono particolari difficoltà nello svolgere una trama in questa forma?

Delle difficoltà mi sono resa conto quando ho iniziato a scrivere le prime lettere. Essendo un giallo occorreva aver ben chiaro le informazioni scritte dai tre personaggi narranti, ma forse la difficoltà più grande è stato tentare – e spero di esserci riuscita – di dare un tono diverso, una personalità diversa allo stile delle lettere dei tre personaggi narranti.

  • L’ambientazione particolare riporta alla mente gialli storici molto seguiti. Un esempio classico: Il nome della rosa. Dunque, perché ambientare un giallo nel 1800?

La motivazione più banale è la mia totale ignoranza in fatto di medicina legale e dei vari tempi tecnici che occorrerebbero in un’indagine contemporanea. Partendo da questo fatto, mi sono direzionata verso il passato. Avendo studiato la Francia della seconda metà del XIX secolo per la tesi di laurea specialistica, mi è venuto naturale concentrarmi su quel periodo.

  • Sia per lo svolgimento della trama che per l’accuratezza della descrizione dell’epoca, la ricerca quanto tempo ha portato via?

Sicuramente il materiale che avevo già raccolto per la tesi di laurea, di cui parlo poco sopra, mi ha aiutato molto, ma ho comunque trascorso diverse interessanti giornate a leggere cronache sui quotidiani francesi del periodo e rileggere alcuni libri di storia e di storia del costume durante il Secondo Impero.

  • I personaggi, benché d’epoca, possono essere ricondotti a personaggi odierni? E hanno una qualche connotazione con persone realmente esiste o esistenti?

Credo che alcune tematiche siano universali e possano essere ricondotte a tutte le epoche, per quanto i personaggi da me immaginati abbiano un modo di intendere la vita e di comportarsi tipico della loro epoca.

  • Da cosa ha tratto ispirazione per la trama?

Da un viaggio in Alvernia. Il castello descritto nel romanzo, ed è l’unica ispirazione presa dal mondo reale, è ispirato al castello di Anjony a Tournemire che ho avuto l’occasione di visitare durante quel viaggio. Poi la fantasia ha fatto il resto.

  • Quanto diventa incisiva la “speranza” in una trama dalle tinte fosche?

Molto, per quanto possa sembrare lieve e flebile. E forse può diventare più incisiva in situazioni particolarmente fosche.

  • Feuilles d’album  è stato segnalato nel I Concorso indetto da EEE, quali sono state le sensazioni derivate da questo splendido piazzamento?

Stupore e gioia. Poi la seconda ha preso decisamente il sopravvento sulla prima.

  • Quando Leonora Signifredi non scrive, come occupa il proprio tempo?

Lavoro nell’azienda di famiglia. Leggo molto e di tutto. E coltivo la mia più grande passione: vado all’opera e ai concerti.

  • Quali sono i progetti futuri?

Al momento spero di riuscire a ripetere la magnifica esperienza dell’anno scorso, dove ho seguito un progetto sulla musica a scuola. E di continuare a scrivere.

Link all’acquisto: Amazon – Kobo

Le risposte dell’editore

Cosa risponde EEE all’invio di un manoscritto.

risposte dell'editore

Molti editori non rispondono agli autori, vuoi perché non hanno letto il manoscritto inviato (dagli editori “importanti” è già un esito positivo riuscire a farsi leggere), vuoi perché il manoscritto non è di loro interesse. Altri editori rispondono il giorno dopo, inviando il contratto: il manoscritto interessa, eccome, ma solo per una pubblicazione dietro lauto pagamento e, ovviamente, non l’hanno neppure letto.

Edizioni Esordienti ha fatto invece la scelta di rispondere agli autori: una conferma di ricevuto per quando arriva il manoscritto e, se l’autore è nuovo, viene invitato a tenersi in contatto tramite il blog, Facebook, a leggere le newsletter, insomma, a farsi un’idea delle persone con cui potrebbe avere a che fare se entra nella squadra EEE. Poi c’è l’attesa della lettura, che attualmente si aggira sui sei mesi, dopodiché arriverà una di queste risposte:

1) una proposta di contratto, se il manoscritto ci interessa e l’invio successivo del contratto definitivo;

2) una cordiale lettera di rifiuto, che però non entra nei dettagli delle motivazioni. Qualche autore si dichiara deluso perché vorrebbe conoscere la motivazione del nostro rifiuto: purtroppo, far redigere una scheda di lettura sarebbe troppo costoso, soprattutto per un’opera che non si intende pubblicare. Un’analisi fatta bene comporta una giornata di lavoro per un lettore, e non ce lo possiamo permettere né, del resto, credo che competa a un editore;

3) una lettera interlocutoria, nel caso di un manoscritto non pubblicabile così com’è, ma con qualche difetto strutturale o anche sostanziale, però sanabile. Diamo qualche consiglio, in modo che l’autore possa provvedere da solo, o chiedere l’aiuto di un editor, se crede, e poi riproporci il manoscritto. Qualche autore è grato di questo, qualche altro si offende: “ma come, è perfetto così, non cambio neppure una virgola!”  In questo caso, ringraziamo e auguriamo la miglior fortuna, senza ironia, ma anche senza ripensamenti.

Le nostre letture sono gratuite, rivolte unicamente a opere complete, inviate come file .doc oppure .odt, che possibilmente siano stati corretti e rivisti dagli autori al meglio delle loro capacità.

Noi rispettiamo gli autori e chiediamo uguale rispetto.

by Piera Rossotti Pogliano