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DISNEY vs. DICKENS

DISNEY vs. DICKENS

I personaggi di Paperopoli annidati fra le pagine di Dickens

di Cinzia Morea

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Carl Barks, artista del fumetto reso immortale dalla creazione di Paperopoli e di buona parte dei suoi più famosi abitanti, creati per Disney, doveva essere un accanito lettore di Charles Dickens.

PaperoneÈ noto che a lui si ispirò nel 1947 per creare l’avaro multimiliardario Paperon de Paperoni che, in carattere, manie, comportamento e anche particolari dell’abbigliamento, ricalca e porta a volte agli estremi la figura di Ebenezer Scrooge, protagonista del Canto di Natale, il più famoso e coinvolgente dei Racconti di Natale dell’autore inglese.

Magari col tempo e in alcune delle storie, Zio Paperone si sarà un po’ addolcito rispetto al suo archetipo (l’Ebenezer che passò tutta la vita a lesinare il carbone al suo povero impiegato, per intenderci, non il convertito gioviale e munifico del dopo visita degli spiriti) ma resta incontestabile che nell’originale versione, pensata dal suo creatore, il vecchio papero si chiama Uncle Scrooge.

CiccioAnni prima però la matita di Carl Barks aveva dato alla luce un altro singolare personaggio, ispirato anch’esso dalle pagine di Dickens; si tratta di Ciccio dell’Oca, il famelico e letargico aiutante di Nonna Papera, il cui ispiratore è possibile incontrare tra le pagine de Il Circolo Pickwick.

Qui risponde al nome di Joe (o meglio non risponde essendo per la maggior parte del tempo immerso nel sonno) ma più di frequente l’autore lo indica con il semplice appellativo ragazzo grasso. Fa abbastanza presto la sua comparsa nella narrazione delle farsesche avventure del compassato e buon Pickwick, più o meno a metà del IV capitolo, e Dickens lo presenta con le seguenti parole:

Dietro la carrozza era strettamente legata una canestra di vaste dimensioni –una di quelle canestre che per una vaga associazione di idee non mancano mai di destare in una mente contemplativa visioni di polli raffreddi, lingue e bottiglie di vino – e a cassetta sedeva, in uno stato di profonda sonnolenza, un ragazzo grasso e rubicondo, che un arguto osservatore avrebbe subito riconosciuto pel dispensiere ufficiale del contenuto della canestra suddetta quando il tempo opportuno per la distribuzione di quella fosse arrivato.

E in effetti, di lì a poco, Joe distribuirà i viveri, addormentandosi più volte nel corso dell’operazione, salvo poi fissare, dopo essere stato bruscamente risvegliato, con occhi accesi di orrida luce il cibo che passa tra le sue mani.

È un po’ più maligno forse della sua versione disneyana, un po’ più maligno e pettegolo, lo si vedrà nel capitolo VIII, ma è a lui inequivocabilmente che Carl Barks deve essersi ispirato. È stata un’emozione trovarlo lì, tra pagine dove non pensavo potesse essere; chissà che nella lettura di qualche altra delle indimenticabili opere di Dickens non possa capitare di imbattersi in qualche altro abitante di Paperopoli.

 

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