Marcello Armellino e il Gioco di Libri

Marcello Armellino e il Gioco di Libri

Marcello Armellino e il Gioco di Libri

Talvolta è capitato di passare qualche ora, in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto misterioso estratto e ponendo domande del tipo: "Se fosse una città, quale sarebbe?" Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, un colore o un animale, un personaggio e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Se “Foglie d'autunno” fosse

Una città: Cagliari castello

Adoro gli scorci antichi delle vecchie città e Cagliari ne offre parecchi.

Vicoli stretti che la notte s’illuminano con lampioni in stile primi novecento.

Vecchi botteghe e la riproduzione di pavimentazione per il passaggio di carretti trainati da cavalli

L’immagine è tratta da: Alamy Stock Photo

Un personaggio: Ungaretti

Tra i poeti che ho letto Ungaretti è l’autore che mi ha colpito in modo particolare, con la sua capacità di suscitare e trasmettere intense emozioni con poche parole.

Mi riferisco in modo particolare alla poesia “Soldati”

L’immagine è tratta da: www.artspecialday.com

Un colore: Rosso

Passione, desiderio e intensità emotiva. Il rosso è il colore che meglio rappresenta queste emozioni. 

Un legame reciproco che s’instaura fra il poeta e il lettore, trasmettendo sensazioni dall’uno all’altro

L’immagine è tratta da: www.mitiemisteri.it

Una canzone: Barcelona dei Queen

Esaltante il connubio fra la musica pop e lirica.

Due stili musicali, due voci di profonda intensità, capaci di creare forti emozioni

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La trama

Foglie d’autunno è una silloge poetica che racchiude in sé due aspetti fondamentali, l’emotività dell’essere umano e l’ambiente che lo circonda.

Uno scrigno intimo in cui è racchiuso un intero universo fatto di grigi ma anche di colori; di amori trovati e perduti; di riflessioni sul vivere quotidiano.

I versi scorrono fra la speranza e la delusione, in continua contrapposizione, accogliendo l’amore e la solitudine in un susseguirsi di chiari e di scuri.

Non vi è mai nulla di certo, di definitivo in quello che il poeta espone, niente che possa essere interpretato in modo univoco. La poetica lascia ampio spazio all’interpretazione, invogliando il lettore a trovare una propria via verso la comprensione del testo, libero di scegliere la direzione in cui incamminarsi.

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