San Valentino

San Valentino… e la festa degli innamorati

Oggi è San Valentino, la festa degli innamorati per eccellenza. E se uno dei due non fosse umano ma il personaggio di un libro?

Vi è mai capitato di innamorarvi di un personaggio letterario, femminile o maschile? Uno degli eroi, magari quello meno probabile, oppure della classica fanciulla indifesa?

La letteratura è colma di figure che possono in qualche modo colpire l’immaginazione del lettore, trasportandolo in un mondo di fantasia in cui anche un ipotetico incontro potrebbe diventare fattibile. Tuttavia, per gli scrittori la faccenda si complica. Perché a differenza del lettore, che può preferire Tizio piuttosto che Caio… per gli scrittori ogni personaggio è figlio della propria creatività e, come tutti i figli, di conseguenza amato.

Personalmente, da piccola m’innamorai perdutamente di Legolas… per chi ancora non lo sapesse è il nome di uno dei protagonisti del Signore degli Anelli ed è uno degli elfi del Bosco Atro, figlio di re Thranduil. Poi, crescendo, le mie preferenze spaziarono volubilmente da Mandrake al principe Valiant, da Dirk Pitt a Jack Ryan, terminando su vari e diversificati vampiri e licantropi che la letteratura recente è riuscita a portare al pubblico.

No, Edward Cullen no! Il vampiro che luccica sotto il sole no!

Lo scrittore e i suoi personaggi

Come autrice di libri sono riuscita a voler bene persino al mio ultimo personaggio… un essere che, francamente, possiede davvero poche caratteristiche per cui essere amato. Ma, come dicevamo prima, è pur sempre figlio della mia immaginazione.

Però se andassi a sfogliare altri testi, troverei sicuramente altri eroi o eroine che hanno riempito le mie giornate spese dietro alla tastiera di un computer, portandomi ad affezionarmi così tanto da essere stata costretta a scrivere una saga (è ancora inedita, quindi non preoccupatevi).

Ed è a questo punto che sorge il problema per un autore… affezionarsi ai personaggi. Amarli così tanto da non riuscire a lasciarli andare, da inventare altre trame pur di continuare a coinvolgerli, rischiando alla fine di diventare persino scontato o noioso. Quasi come un amante ossessionato e morboso. Perdonatemi i termini ma talvolta noi scrittori siamo davvero gente strana… eppure non sono l’unica che ha subito un imprinting di questo genere. Me ne rendo conto e non voglio guarire.

Innamorarsi di un personaggio è fattibile?

Ciò detto, lasciarsi trasportare dalle emozioni che suscita qualcuno che vive solo sulla carta (pagina reale o virtuale che sia), è davvero così sbagliato? La letteratura del passato ha prodotto diverse figure che sono diventate dei riferimenti simbolici piuttosto significativi. Dorian Gray, Anna Karenina, Il Dottor Zivago… tanto per citarne alcuni, ma l’elenco potrebbe diventare davvero chilometrico e sarebbe comunque costellato di nomi importanti.

Lettrici e lettori di un tempo sognavano a occhi aperti quando leggevano ciò che veniva pubblicato, portando il romanticismo alle stelle, ma in questa epoca moderna è ancora così? È ancora possibile innamorarsi di un personaggio inventato?

Beh, fatecelo sapere e, nel frattempo…

Buon San Valentino a tutti i cuori innamorati

 

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