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Scrivere libri per ragazzi: Claudio Oliva

Scrivere libri per ragazzi: Claudio Oliva.

Lo scrittore che decide di scrivere per questa fascia di pubblico sicuramente affronta problematiche diverse da quelle che normalmente affliggono gli altri autori. Forse perché il campo è più difficile e il linguaggio deve poter essere facilmente comprensibile dai giovani lettori. Tuttavia, sono i contenuti quelli che maggiormente rappresentano gli scogli più difficili da superare.

cover_blumEEEClaudio Oliva, nasce a Torino nel Febbraio del 1963.
Ha iniziato con lo scrivere un racconto per i bimbi delle scuole elementari del paese, poi per gioco e per provocare la fantasia dei due figli, ormai adolescenti, inizia a sfornare dei racconti che racchiudono gli insegnamenti positivi e negativi, ricevuti da persone appartenenti a disparate etnie, religioni e costumi che ha incontrato nella vita.
Ha già pubblicato due raccolte di racconti e Il sogno segreto di Zekharia Blum è il suo primo romanzo.

All’autore abbiamo posto alcune domande in merito alle difficoltà riscontrate nello scrivere un libro per ragazzi.

  • Come si scrive per i giovani?

Cercando di utilizzare un lessico scevro da termini volgari: il buon esempio credo sia la migliore medicina per qualsiasi insegnamento. Ancora oggi se scappa una parola fuori luogo ai miei due figli, che pur posseggono 15 e 19 anni di età, li osservo torvo ed essi comprendono che non è gradito.
Possibilmente utilizzando frasi brevi sino a giungere a una frase o un periodo più esteso, ad effetto, cioè con un contenuto emozionale più ricco e interessante.

  • Come si sceglie una particolare tematica?

Osservando ciò che accade intorno a noi. Nel mio caso, con due figli adolescenti o che stanno uscendo da questo periodo bello ma travagliato, anche sviscerando tematiche che si presentano di volta in volta, di momento in momento. I giornali, telegiornali, il web è denso di tematiche e problemi dei ragazzi che gli adulti e i genitori cercano in qualche modo di ignorare, evitare o peggio demandare ad altri. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Rimane fermo che nell’affrontare qualsiasi problema è assolutamente necessario trasmettere positività al lettore. Ed è ciò che realmente penso, anche per esperienza vissuta: vi è sempre una soluzione, a qualsiasi problema. L’importante è affrontarlo con determinazione e ingegno.

  • Quali sono le maggiori difficoltà che si riscontrano?

Non credo sia poi così difficile parlare con i ragazzi. L’importante è creare un filo di comunicazione, giungere a ottenere la loro attenzione. In realtà per me sono i primi tentativi e le prime esperienze a un certo livello. Sino a oggi posso dire di essere soddisfatto, domani si vedrà.

  • Perché scegliere di scrivere proprio per i giovani?

Due figli adolescenti. La causa scatenante è stata questa. Il voler trasmettere valori, consigli, esperienze. Chiacchierare con ragazzi e ragazze, amici dei miei due figli, mi è servito soprattutto a capire che potevo attrarre la loro attenzione. Far leggere i miei scritti ha portato a comprendere che potevano interessare. La fantasia è sempre ben accetta tra i giovani. Prova ne è il successo di alcune pellicole cinematografiche “fantasy” che portano sempre e comunque a un positivo e sereno finale della storia. La ricerca del bene che trionfa attraverso sacrifici e fatiche: è una storia che si ripete continuamente nei nostri animi ed essi ne rimangono sempre attratti.

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