La resa degli innocenti e La sartoria di Matilde in versione FREE

La resa degli innocenti e La sartoria di Matilde in versione FREE

La resa degli innocenti e La sartoria di Matilde sono due dei libri scelti dal catalogo EEE per essere visualizzati anche nella versione FREE

Avere la possibilità di leggere gratuitamente una parte corposa di un libro vi darà modo di comprendere se vi piace lo stile dell’autore, se la trama vi coinvolge e se, arrivando al termine della parte FREE, avrete voglia di acquistare in versione completa digitale o, in diversi casi, la versione cartacea del libro in questione.

La resa degli innocenti – versione free

La resa degli innocenti - versione freeCosa fareste se rapissero uno dei vostri figli? E cosa sareste disposti a fare per ritrovarlo? Queste le domande di partenza che si è posta Irma Panova Maino per scrivere un romanzo duro, a tratti crudo, che non lascia indifferenti. Con quel pizzico di sovrannaturale che caratterizza tutte le opere di questa autrice.

Barbara è una donna dolorosamente segnata dalla vita per la morte del marito in un grave incidente, ma supera il momento terribile quando si accorge di essere incinta: è il piccolo Marco a darle, per dodici anni, la forza e il coraggio di continuare a vivere. Ma un giorno, una nuova tragedia la travolge: il figlio scompare nel nulla, senza lasciare alcuna traccia. Questo le permette ancora di sperare, di ipotizzare che il piccolo non sia morto, ma che sia stato rapito.

Inutile farsi illusioni, certamente la verità che si cela dietro quella scomparsa non può essere che drammatica, ma una madre ha il bisogno di sapere. Marco è stato rapito da chi voleva venderne gli organi, per farlo entrare nel lubrico circuito della pedofilia o per quali altri abietti motivi?

Dopo un terribile periodo di depressione, la donna reagisce a suo modo, trasformando se stessa in un’arma letale, disposta a tutto, nascondendo sotto una scorza impenetrabile un cuore che non smette di sanguinare, mostrando all’esterno soltanto durezza e feroce determinazione. Barbara diventa Rian, spietata giustiziera, alla ricerca di qualche traccia del figlio.

Una singolare figura maschile le sarà accanto fino alla fine, fino a quando lei troverà tutte le risposte che cerca e anche l’unica pace possibile.

 

La sartoria di Matilde – versione free

La sartoria di Matilde è una storia d’amicizia, dolceamara come la vita. Lisa, una signora di mezza età che ingurgita patatine, dolci e psicofarmaci per combattere le proprie insoddisfazioni e insicurezze, si trova costretta a lavorare dopo il fallimento della ditta del marito e assiste una signora anziana, ma sempre attiva e operosa, Matilde.

Tra le due nasce, a poco a poco, un’amicizia che aiuta Lisa a riacquistare la serenità, l’autostima ed anche un rinnovato rapporto col marito, mentre per Matilde chiacchierare con Lisa occupandosi delle faccende domestiche o degustando un gelato al caffè del centro del paese diventa l’occasione per far riemergere a poco a poco un passato doloroso, ma anche una vita vissuta senza mai dimenticare che i valori veri sono la capacità di amare e di perdonare.

È questo il grande messaggio che Matilde lascerà a Lisa… insieme a molto altro, perché una fata buona può anche prendere l’aspetto di un’arzilla ottantenne golosa di gelato alla nocciola…

Scritto sotto forma di diario di Lisa e sviluppato secondo una struttura circolare, La sartoria di Matilde è una storia semplice e bella, di quelle che fanno bene al cuore.

 

La doppia vita di una copertina

Storia della copertina di “La sartoria di Matilde

la sartoria di Matilda

La copertina del libro “La sartoria di Matilde” ha una storia unica. Osservando la donna che fila la lana davanti al camino in un ambiente rustico, si ha l’impressione di tornare in un mondo antico che non c’è più. Una copertina insolita e originale che non avevo scelto io e fu per me una sorpresa. In realtà quel libro mi riservò numerose sorprese perché era il mio primo romanzo.

Scrissi il testo di nascosto, su una vecchia macchina da scrivere, quasi vivendo le storie delle due protagoniste così diverse d’età e di temperamento: una cicciona e depressa, l’altra vecchia e arzilla che stava perdendo la vista. Volevo mettere due generazioni a confronto e anche due modi diversi di pensare e vivere. Avevo realizzato un piccolo progetto con il quale proseguire con il lavoro, ma quando mi lanciai nell’impresa non sapevo se sarei giunta fino alla fine. Lavoravo alla stesura di notte o quando ero sola in casa, poi coprivo tutti i fogli che lasciavo sul tavolo della sala da pranzo. Né amici né parenti dovevano conoscere il mio segreto, temevo che i loro giudizi mi bloccassero in qualche modo ed io prima volevo mettermi alla prova senza condizionamenti. Tuttavia quando giunsi alla fine dell’opera, mantenni il segreto, prima desideravo conoscere il parere di qualche esperto, e decisi di partecipare a un premio letterario, trovando il bando di un concorso di una casa editrice fiorentina.
Quando ricevetti la proposta di pubblicazione dell’opera, superando la prova del concorso, ero così emozionata che mi decisi a svelare il segreto in famiglia, notando lo stupore di tutti. Non sembrava vero neanche a me di aver raggiunto quel traguardo e amici e parenti appresero la notizia con gioia.

Mio cognato Roberto, solitamente riflessivo, prima di esprimersi mi chiese di cosa si trattasse. Ascoltò la storia delle due protagoniste e continuò a non dare giudizi. Non si sbilanciava mai, lo sapevo benissimo. Infatti, mi chiese solo di leggere il manoscritto. Gli affidai quel lavoro scritto sulla vecchia Olivetti degli anni trenta. Era la macchina da scrivere appartenuta a mia zia, prima che cominciasse a lavorare all’ufficio postale.
Quella macchina era come lei, datata ma efficiente, ci avevo giocato quando ero bambina, trovandola tra gli oggetti messi da parte in soffitta, e ora che ero una donna sposata, con un bambino, mi veniva in aiuto per raccontare una storia che viveva nella mia mente e dovevo mettere alla luce su dei fogli di carta.
Roberto continuò a leggere in disparte e quando andò via, mi chiese di portare il manoscritto con sé per terminare la lettura. Non ebbi il coraggio di chiedere nulla, né lui disse qualcosa. Era un uomo di poche parole, difficilmente si sbilanciava, lasciando trapelare i suoi pensieri. Lui che era discreto e sensibile ma rigoroso in tutto, riguardo alla scrittura era il giudice più severo.
Roberto, che era Ufficiale Pilota dell’aeronautica, con sua moglie aveva una vita piuttosto movimentata, oltre a vivere in una città diversa dalla mia. Quando mi riportò il manoscritto, mi disse che era interessante. Non andò oltre, ma il suo sorriso sincero indicava che gli era piaciuto, avevo superato l’esame.

In estate, quando Roberto e famiglia ritornarono, ebbi in dono un pacco molto particolare, aprii e mi ritrovai tra le mani dieci libri che lui aveva fatto stampare con questa copertina così originale. Si trattava della riproduzione dell’opera “Quanne Bert Felàve” (Quando Berta Filava) dell’autore pugliese Michele Colacicco.
In quel momento non posso descrive l’emozione di avere tra le mani il mio primo libro fatto stampare da mio cognato. Fu un dono prezioso, quella era la prima stampa del libro che a mio cognato era piaciuto moltissimo, dimostrandolo con quel gesto affettuoso.
Quando uscì il libro nell’inverno del 2000, la casa editrice Firenze Libri scelse una copertina diversa, bella, ma non insolita come la prima.
Questo libro poi fu ammesso nel catalogo Danae che vende online e dove ho avuto la fortuna di conoscere Piera Rossotti.
Piera, che oggi è l’editore della EEEEdizioni Esordienti Ebook, nel 2012 mi propose una nuova pubblicazione del mio primo romanzo.
Allora ho potuto chiedere di inserire la copertina scelta da Roberto non solo perché la trovo bella e originale per rappresentare in maniera egregia il libro. È stato un modo per ricordare Roberto ora che non c’è più, lui che, scherzando, chiamavo il mio primo editore.

Chiara Curione

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