L’oro di Gorgona e Maeva, la benvenuta in versione FREE

L’oro di Gorgona e Maeva, la benvenuta in versione FREE

L’oro di Gorgona e Maeva, la benvenuta sono due dei libri scelti dal catalogo EEE per essere visualizzati anche nella versione FREE

Avere la possibilità di leggere gratuitamente una parte corposa di un libro vi darà modo di comprendere se vi piace lo stile dell’autore, se la trama vi coinvolge e se, arrivando al termine della parte FREE, avrete voglia di acquistare in versione completa digitale o, in diversi casi, la versione cartacea del libro in questione.

L’oro di Gorgona – versione free

9 settembre 1943: il giorno dopo l’armistizio di Badoglio, una nave militare attracca all’isola di Gorgona per nascondervi quattro tonnellate d’oro. Eseguita la missione, la nave viene silurata sulla via del ritorno e l’unico sopravvissuto registrerà in un diario personale l’avvenimento, indicando il luogo segreto dove è seppellito il tesoro.

Sarà un bisnipote a leggere quel diario e a permettere il ritrovamento del tesoro. Mentre è in corso il trasferimento al caveau della Banca d’Italia, la malavita italiana, in combutta con la mafia albanese, riesce a sottrarre il tesoro e a trasportarlo in Albania.

L’oro di Gorgona lascerà dietro di sé una lunga scia di sangue, ed i responsabili di questo non sono solamente i malviventi, ma anche personaggi insospettabili, “mele marce” ben nascoste e assolutamente nostrane.

Toccherà ancora una volta a Nicholas Caruso, Ruben Monteleone e ai loro compagni sotto copertura cercare di ristabilire la giustizia, e lo faranno, come sempre, con i loro metodi non sempre ortodossi ma coraggiosi ed efficaci.

 

Maeva, la benvenuta – versione free

Matilde è una donna moderna e coraggiosa, oltre che dannatamente ostinata. Non più sposata, decide di inseguire il proprio sogno di maternità, negatole nel precedente matrimonio e di affrontare da sola le fatiche e i dubbi di un’adozione. La nuova condizione è un’operazione delicata e affascinante, di certo anche coinvolgente ma spesso difficoltosa, proprio perché vissuta come unico genitore.

Negli incontri dei personaggi che vivono indirettamente con lei questa esperienza, Matilde sa ben destreggiarsi perché possiede una guida interiore e un affetto giovanile ricorrente nella memoria, che le daranno la forza anche i migliorarsi.

Parte quindi in direzione Thailandia e, dopo aver superato la burocrazia e la diffidenza del personale dell’orfanotrofio, incontra così Maeva, una bimba scampata miracolosamente al terribile tsunami del 2004, che diviene finalmente sua figlia adottiva.

Ritornata in Svizzera, dove ha la sua residenza, Matilde sente che l’amore è entrato nuovamente nella sua vita, grazie al rapporto con la bambina, e l’amore richiama sempre altro amore. La vita della giovane donna – e anche quella della bambina – conosceranno una svolta positiva assolutamente inattesa.

 

Daniela Vasarri e Il Gioco di Libri

pizap-com14780967612351Daniela Vasarri e Il Gioco di Libri

Talvolta è capitato di passare qualche ora in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, un personaggio, un piatto tipico e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Maeva, la benvenuta

Sinossi

 Maeva_EEE Un figlio è sempre l’evento più inaspettato nella vita di una madre, quindi accolto come colui che cambierà la storia della sua vita. Lo è certamente di più se una donna desidera una maternità che le è stata negata ma a cui non ha mai rinunciato nel suo cuore. Benvenuta quindi l’idea e l’opportunità di adottare e di farlo nel modo migliore, coniugando il proprio desiderio a quello di salvare un essere vivente dalla solitudine e dall’abbandono. Niente di più gradito e di magico nel destino.
Questa storia tra fantasia e realtà rappresenta la certezza che i sogni possono avverarsi e divenire un miracolo

Se “Maeva, la benvenuta” fosse

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Una città: Bangkok

Perché è una città orientale che sa accogliere anche il visitatore occidentale senza farlo sentire estraneo ma avvolgendolo come fosse appunto sempre il benvenuto.
Perché è una città meravigliosa dove anche le contraddizioni non stridono tra loro e dove le origini antiche convivono accanto a una realtà moderna e in fermento. L’ho visitata e mi ha frastornata ed affascinata allo stesso modo.

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Un piatto: Som Tum

Il Som Tum è una tipica insalata preparata con papaia, arachidi e gamberetti. Si può scegliere una variante piccante e si mangia accompagnata con lo sticky rise, un riso cotto al vapore utilizzato in Thailandia come sostituto del pane.
Noi donne adoriamo le insalate e badiamo molto all’apporto calorico dei piatti. Il Som Tum concilia la varietà, dati i suoi ingredienti insoliti, e il rigore di una dieta sana

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Un personaggio: Sean Connery

Indimenticabile attore che ha rivestito parecchi ruoli diversi tra loro ma che si è affermato ed ha raggiunto la notorietà nella serie dei film 007. Altrettanto indimenticabile nel film “Licenza di uccidere” girato nel 1962 in Thailandia accanto a Ursula Andress, che esce dal mare e da una spiaggia esotica, facendo sognare il cuore di molti, uomini e donne.

Una canzone: Ogni tanto

Meraviglioso omaggio di Gianna Nannini alla figlia Penelope. Credo che questo brano riesca davvero a portare in superficie le incredibili sensazioni che la maternità possa regalare ad una donna, anche, come nel caso di Matilde, la protagonista del mio romanzo, non sia una madre naturale.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 653 KB
  • Lunghezza stampa: 107
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (27 maggio 2015)
  • Venduto da: Amazon – Kobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-255-3

Daniela Vasarri e la sua esperienza

Daniela Vasarri è un’autrice dalle indubbie capacità, ma non è lo stile (per quanto pregevole) ad essere una delle sue caratteristiche principali, bensì la sua signorilità e quel suo incredibile candore umano. E nonostante la sua bravura, conserva ancora quella timidezza e quella semplicità che la rendono unica. #EEE #autoriEEE

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Daniela Vasarri e la sua esperienza con EEE

di Daniela Vasarri

Ho conosciuto EEE perché ho deciso di partecipare ad un concorso “l’amore ai tempi del web” (Concorso EEE dedicato al Romantico Contemporaneo NdR) dove il mio romanzo “Maeva la benvenuta” è stato segnalato. Da lì la prima pubblicazione con questa casa editrice che definirei come primo aggettivo SERIA.

Ho avuto la conferma della mia opinione quando poi ho incontrato per la prima volta la “Editora”, la signora Piera Rossotti al salone del libro a Torino. È una persona solo all’apparenza schiva, ma parlando con lei capisci subito che sa valutare l’esordiente che ha davanti.  Infatti i suoi giudizi sono schietti e non si mette sul gradino a pontificare la propria esperienza ma porta l’autore a riflettere su ogni aspetto.

Incredibilmente, e per casualità, ho anche incrociato ai tornelli della metropolitana di Torino Andrea Leonelli, che ho riconosciuto e che mi ha salutata con entusiasmo. È una persona sempre disponibile oltre che un ottimo poeta!

Poi c’è il vulcano Irma Panova Maino, la quale addirittura è intervenuta a una presentazione del mio libro con tanta partecipazione e professionalità, doti tanto rare. Poi, sa davvero animare lo spirito di team tra noi autori e darti una mano in modo semplice.

Beh che altro aggiungere? La EEE è decisamente una buona scelta per un autore (che abbia seriamente delle capacità) che voglia tentare di emergere, ma sapendo che dovrà contraccambiare con la propria partecipazione attiva (al blog, alla rete) perché con la casa editrice si fa davvero squadra!

Intervista a Daniela Vasarri

Intervista a Daniela Vasarri

Maeva_EEEMaeva, la benvenuta è il tuo nuovo libro, molto particolare, dato l’argomento trattato: le adozioni. Mi colpisce questo fatto, la tematica è spesso sottovalutata, se ne parla poco e ancor meno si conosce delle difficoltà che insorgono nel momento stesso in cui si vuole affrontare questo percorso. Oltretutto la tua protagonista, Matilde, non può nemmeno contare sull’appoggio di un partner.

  • Partiamo, dunque, dal titolo, chi è Maeva?

Maeva è una bambina, scampata miracolosamente allo tsunami e dopo essere stata ritrovata all’età circa di due anni, è stata ospitata all’orfanotrofio di Bangkok.

  • Parte dell’ambientazione si svolge in Thailandia, perché hai scelto proprio questo paese, per quanto affascinante e ricco di tradizioni?

Sono stata in Thailandia alcuni anni fa, l’ho visitata fino al nord e ho potuto vederne aspetti anche non turistici. Mi ha affascinata pur nelle sue contraddizioni, ma soprattutto mi hanno dato grandi emozioni i bambini, al punto che avrei voluto “portarli tutti a casa”!

  • Tra l’altro, la tragedia che ha colpito questa terra è stata vissuta in maniera traumatica anche da tanti altri paesi, proprio per il fatto che, essendo la Thailandia una rinomata meta turistica, molti sono stati gli stranieri coinvolti. Tuttavia, questo spunto reale diventa un nodo importante nel tuo romanzo, quanto di quello che hai riportato nasce da un coinvolgimento personale e quanto è tratto dalla tua fantasia?

Come ho detto  sopra il coinvolgimento personale c’è stato, andando nei villaggi ho sentito forte il desiderio di maternità ma anche quello umano e sociale, perché davvero le loro condizioni sono poverissime e così distanti dalle nostre.

  • Come è nata l’idea per il romanzo?

Di quel viaggio ho conservato il ricordo e un giorno al computer è nata Maeva, nella mia fantasia.
La cosa straordinaria è che la mia piccola Maeva è diventata poi reale, perché, appena terminato l’editing del romanzo, una bambina in Corea è stata ritrovata e riconosciuta proprio come io ho descritto nell’epilogo del mio romanzo.

  • In quest’epoca moderna, in cui le donne fanno parte del tessuto sociale a pieno titolo, con tutti gli oneri che questo comporta, quanto pensi che possa ancora sussistere il concetto di “bisogno di maternità”, rispetto a come veniva interpretato nel passato?

Ritengo che il bisogno di maternità, quando bussa prepotente al cuore di una donna, non conosca limitazioni, sociali o economiche. Una soluzione, se davvero si vuole un figlio, la si trova. Chi rimanda per mille motivazioni, spesso si pente oppure arriva ad ammettere dentro di sé che, forse, non si trattava di una vera vocazione.

  • La burocrazia, se da una parte dev’essere complessa, proprio perché si parla di affidare dei bambini a degli sconosciuti, dall’altra diventa ostica e laboriosa. Cosa ne pensi?

Credo prima di tutto che vi debba essere un grosso e serio lavoro di verifica prima di dare in adozione un bambino, ma che, una volta accertate le condizioni favorevoli per l’adozione, si dovrebbe poter contare su tempi più brevi e con minori esborsi economici.

  • Spesso le adozioni riguardano bambini provenienti dall’estero, come mai si predilige un figlio proveniente da culture e mentalità diverse, piuttosto che uno italiano?

Questo è difficile da interpretare, in primis penso che noi, come cultura, non concepiamo di adottare un connazionale, poi credo che i bambini stranieri adottabili versino in condizioni economiche e sociali svantaggiate, quindi l’adozione diventa un gesto di sostegno più importante e gratificante per chi lo compie

  • Alcuni non riescono a fare a meno di porre delle distinzioni fra figli naturali e figli adottati, dimenticandosi che “un figlio” non è soltanto un “prodotto” genetico ma un essere umano che assorbe l’impronta della realtà in cui cresce, anche quella affettiva. Come vedi questa disparità?

La disparità esiste secondo me, ma non dal punto di vista giuridico, bensì da quello psicologico-sociale. Per gli esterni, non per i genitori adottivi, un bambino adottato viene visto purtroppo spesso come un “ripiego”, una consolazione per quella madre adottiva e questo può influenzare negativamente tutti i rapporti futuri del bambino stesso. Personalmente credo che un figlio naturale o uno adottato siano sullo stesso piano, se entrambi sono stati voluti e amati

  • Quando Daniela non scrive, come occupa il proprio tempo?

Leggo molto, mi dedico a letture di esoterismo, filosofiche, sono una curiosa, esploro la vita insomma. Poi di lavoro faccio tutt’altro, ma ho imparato a ben dividere la mia sfera d’interessi da quella lavorativa, che comunque svolgo con grande impegno.

  • Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ritirarmi in Toscana e scrivere, studiare; per ora, dato che sono lontana dalla pensione, sto lavorando a un libro che è un divenire, tratta della ricerca o della conferma personale della fede.