Vietato gettare rifiuti e Voce e pianoforte in versione FREE

Vietato gettare rifiuti e Voce e pianoforte in versione FREE

Vietato gettare rifiuti e Voce e pianoforte sono due dei libri scelti dal catalogo EEE per essere visualizzati anche nella versione FREE

Avere la possibilità di leggere gratuitamente una parte corposa di un libro vi darà modo di comprendere se vi piace lo stile dell’autore, se la trama vi coinvolge e se, arrivando al termine della parte FREE, avrete voglia di acquistare in versione completa digitale o, in diversi casi, la versione cartacea del libro in questione.

Vietato gettare rifiuti – versione free

Marino Araldi, consulente in una società finanziaria, sta per sposarsi. È la normalità a lungo cercata. Ma due agenti di polizia gli chiedono informazioni su Bebè che non vedeva da vent’anni, dai tempi della rivoluzione studentesca. Ora lei è stata assassinata e Marino vuole scoprire chi è stato. Per prima cosa cerca altre persone che non vedeva da tanti anni.

Alcuni sono spariti nel nulla, altri non vogliono parlare. Ma qualcuno ricorda e parla. Dario è un dirigente della Regione e si presenterà alle prossime elezioni, Luigi insegna, Amedeo continua a frequentare un piccolo gruppo che discute di Marx e Lenin, Costanza è sposata e separata, Marcello è uscito da poco dal carcere in regime di semilibertà. Tracce evanescenti, false piste.

Quando pensa di rinunciare, Marino incontra Lorenza che viene da un mondo e una storia completamente diversi, ed è lei che gli fornisce la traccia giusta. Finalmente l’ex rivoluzionario sa, ma la sua normalità è andata in pezzi.

 

Voce e pianoforte – versione free

Alice, appassionata e instabile, eredita una casa nella periferia disordinata e operaia di Torino. E insieme alla casa, eredita le tracce di una vita. Quella di sua madre, Tea.

Ragazza di periferia, cantante punk di scarso talento, amica di malavitosi, bella, generosa e incostante, che ha portato con sé, morendo giovane in un incidente, il segreto di una rapina finita male, e ha lasciato come uniche tracce della propria vita un vecchio disco e molte foto, unici gelosi ricordi di una esistenza breve e complicata.

La figlia Alice, aiutata dall’amica Marta – e da Michele, ex calciatore professionista, ora agente immobiliare – cerca di capire, si smarrisce, rinuncia, se ne va. Marta, tenace, insiste nel cercare il senso di vite estranee e lontane. Capirà molte cose, da sola. Forse inutilmente, il passato spesso parla lingue ormai ignote.

 

Bruno Bruni e Il suo Libro da Gustare

libri-da-gustareBruno Bruni e Il suo Libro da Gustare

Lo spazio Libri da Gustare vuole stimolare la fantasia dei lettori e non solo quella. Dal momento che il vecchio detto recita che “il cibo nutre lo stomaco e i libri saziano la mente“, abbiamo pensato di stuzzicare i nostri autori proponendo loro di abbinare i titoli delle loro opere a una ricetta, un qualcosa che possa identificare e dare soddisfazione anche al palato.

I sapori semplici

Figure di donne (e musica) le troviamo nella prosa concreta (posso dire, in senso positivo, “subalpina”?) di Voce e pianoforte, romanzo appena pubblicato di Bruno Bruni: Marta, scettica e sognatrice; Lola, audace e disinibita; Alice, appassionata e instabile, che porta con sé l’eredità di un’altra figura femminile, sua madre Tea e la sua vita breve e complicata. Bella storia, sullo sfondo di una Torino che non ha nulla della geometria elegante e severa a cui siamo abituati, ma che ci mostra le sue ville in collina, un tempo bellissime e lussuose, ora un po’ degradate, con i giardini dalle fontane ricoperte di muschio e piene di foglie secche, o con la sua periferia disordinata e proletaria, vecchie casette basse schiacciate tra palazzoni, capannoni e fabbrichette… Territori torinesi anche questi, se mi permettete il richiamo letterario.

Voce e pianoforte

Tomini al verde

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I tomini al verde sono un altro grande classico della tavola piemontese. Un antipasto saporito e facilissimo da preparare, anche il giorno prima.

Ingredienti

Tomini freschi, Aglio (abbondate) peperoncino (idem) prezzemolo olio e sale

Preparazione

Dopo aver lavato accuratamente il prezzemolo, tritatelo molto finemente insieme all’aglio sbucciato e al peperoncino piccante. Trasferite il trito in una terrina, salate, pepate e, sempre mescolando, aggiungete poco alla volta l’olio extravergine di oliva fino a ottenere una salsina omogenea.
Disponete i tomini su di un piatto da portata e cospargeteli con la salsina verde. Lasciate riposare un paio d’ore in frigorifero e servite a temperatura ambiente.
Accompagnare rigorosamente con Barbera. Il più rude e robusto possibile.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 1036 KB
  • Lunghezza stampa: 238
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (13 ottobre 2015)
  • Venduto da: Amazon – Kobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-270-6

 

Bruno Bruni e La sua Postazione

la-mia-postazioneBruno Bruni e La sua Postazione

Ogni autore possiede una propria postazione in cui le idee prendono forma e le parole scorrono velocemente sul monitor. Per i più conservatori esistono ancora gli scrittoi, carta, penna, talvolta calamaio. Tuttavia, a prescindere dal mezzo con cui si esprimono i pensieri, la magia che scaturisce è quella insita in ogni forma d’arte e noi vogliamo farvi vedere come se la cavano i nostri autori.

La mia postazione è un luogo della mente

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Qui è dove ricopio quello che ho già scritto, magari molto tempo prima. Io amo camminare senza meta per la città. Mentre lavoravo a Voce e pianoforte, i miei personaggi camminavano con me, mi parlavano. Interi dialoghi li ho scritti mentalmente, per strada. Dopo, a casa, li riportavo sul PC.
Questo il luogo fisico dedicato allo scrivere. Ma se volete vedere il mio vero studio, eccolo:

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Dettagli del libro

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 1036 KB
  • Lunghezza stampa: 238
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (13 ottobre 2015)
  • Venduto da: Amazon – Kobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-270-6

Bruno Bruni e Il Gioco di Libri

gioco-di-libriBruno Bruni e Il Gioco di Libri

Talvolta è capitato di passare qualche ora in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a una città, un personaggio, un piatto tipico e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

 

Voce e Pianoforte di Bruno Bruni

Sinossi

 Bruni_Voce_piano_EEE Alice, appassionata e instabile, eredita una casa nella periferia disordinata e operaia di Torino. E insieme alla casa, eredita le tracce di una vita. Quella di sua madre, Tea. Ragazza di periferia, cantante punk di scarso talento, amica di malavitosi, bella, generosa e incostante, che ha portato con sé, morendo giovane in un incidente, il segreto di una rapina finita male, e ha lasciato come uniche tracce della propria vita un vecchio disco e molte foto, unici gelosi ricordi di una esistenza breve e complicata. La figlia Alice, aiutata dall’amica Marta – e da Michele, ex calciatore professionista, ora agente immobiliare – cerca di capire, si smarrisce, rinuncia, se ne va. Marta, tenace, insiste nel cercare il senso di vite estranee e lontane. Capirà molte cose, da sola. Forse inutilmente, il passato spesso parla lingue ormai ignote.

Se “Voce e Pianoforte” fosse

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Una città: Torino

Una scelta istintiva. Torino è il mio habitat, lo sfondo della mia vita. Amo la mia città in modo viscerale, non vorrei essere altrove. I cambiamenti negli ultimi anni sono grandi, alcuni positivi, spesso dolorosi, ma è l’inesorabile divenire dell’esistenza. La Vita è mutamento, come dice quel testo antico che mi piace molto “I King – Il Libro dei mutamenti”. Che apprezzo come fonte di saggezza, non come pratica divinatoria. (Sono troppo scettico, per oroscopi e predizioni…) Aggiungo però che la città è in fondo anch’essa un personaggio ma invisibile, che rimane discretamente sullo sfondo. Mi sono accorto, rileggendo il romanzo, che non nomino mai Torino, nemmeno una volta.

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Un piatto: Pane e acciughe

I cibi semplici, magari rudi, per me sono il sale della vita. E quando scrivo cerco di essere più semplice e anche rude, con me stesso. Non voglio mentirmi, non lo sopporterei.

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Un personaggio: Cesare Pavese

L’ho amato da ragazzo, anche se da anni non lo rileggo. Ma aveva dentro l’anima di questa città. Era duro e fragile, e sapeva sognare. Come dovrebbero fare tutti quello che, come me, tentano di scrivere.

Una canzone: Spellbound

Il romanzo è nato e cresciuto ascoltando Siouxsie & the Banshees. La voce di Siouxsie, la sua maschera, sono state la mia Musa.

 

Dettagli del libro

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 1036 KB
  • Lunghezza stampa: 238
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (13 ottobre 2015)
  • Venduto da: Amazon – Kobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-270-6

Bruno Bruni e la sua esperienza

Bruno Bruni ha il piglio del sognatore incallito, anche se un po’ disilluso dalle esperienze. Eppure, sotto quella scorza, nasconde un’anima in grado di regalare grandi emozioni, a 360 gradi. Conoscerlo e comprendere di essere di fronte a un vero “personaggio” è davvero un tutt’uno… poi, quando si riesce a conoscere anche sua moglie Paola, allora tutto diventa chiaro: il sogno è reale, tangibile ed è diventato una gran bella coppia. #EEE #autoriEEE

logo esperienza

Bruno Bruni e la sua esperienza con EEE

di Bruno Bruni

Ho inviato manoscritti a molte case editrici, grandi e piccole. Quasi tutte mi hanno ignorato senza problemi. Solo tre mi hanno risposto. La prima, una piccolissima, di cui non ricordo più il nome, che gentilmente mi spiegava come il mio romanzo non fosse in linea con i loro piani editoriali. La seconda è stata l’Editore “Il giovane Holden”. Disposti a pubblicare in cambio di un acquisto di molte copie da parte mia. Ho declinato. Terza è arrivata EEE.

A dirla tutta, anche EEE un mio romanzo, “I Viandanti”, lo aveva rifiutato. Dicendomi onestamente che non era piaciuto. Altrettanto onestamente, penso sia stata una errata valutazione. Ma io sono testardo, ne ho inviato un secondo, Voce e pianoforte… E stavolta è andata bene. Ebook pubblicato. Soddisfazione da parte mia, naturalmente. Non esultanza né sbalordimento. Sono troppo vecchio, troppo scettico, per esultare facilmente. E poi, credo, di essere sempre stato conscio di aver scritto un buon romanzo, ne ero convinto già mentre lo scrivevo, completamente immerso nella storia. Quindi, soddisfazione per essere pubblicato ma anche convinzione che fosse, come dire, quasi inevitabile che accadesse. Con tanti saluti alla modestia…

Come mi sono trovato in casa EEE? Bene, naturalmente. Editore ben strutturato, con idee chiare e capacità di scegliere buoni autori. E poi, e questa è forse la cosa migliore, qui si fa parte di un gruppo, non si è mai soli. Noi scrittori siamo un poco… ipocondriaci (mi passate l’espressione?) e trovare gente paziente e comprensiva che ci rassicura, beh, non è certo cosa da poco!

Un’altra cosa, però, ci tenevo a dirla. Una cosa forse solo mia, non so. Ho amato i miei personaggi dal primo istante in cui li ho… incontrati, credo di averlo detto anche nell’intervista. Ma prima, quando erano inediti, erano un amore segreto, quasi vergognoso, nascosto nella mia testa. Adesso è diverso. Adesso, che chiunque lo voglia possa leggere le loro storie, amarli come me, o anche detestarli, non importa, non sono più segreti. Non sono più solo miei. Sono diventati “veri”.

È come se fossero nati, diventati esseri in carne e ossa che camminano per le strade di questo mondo. Per me è la sensazione più appagante che abbia mai provato. E non dispero di incontrarli veramente, un giorno, in un bar, in un viale. Per poterli salutare, e dirgli “Visto? Ve lo avevo detto che vi avrei fatto uscire dalle pagine. Ringraziate me, e ringraziate Edizioni Esordienti Ebook, testoni…”

Intervista a Bruno Bruni

Intervista a Bruno Bruni

Bruni_Voce_piano_EEEDivoratore onnivoro di libri, Bruno Bruni si è cimentato in una storia alquanto particolare e, nel suo Voce e pianoforte, ci presenta una trama complessa in cui il passato si mischia inesorabilmente con il presente, portando a galla diversi ricordi e prove di una vita spesa al di fuori degli schemi.

  • Voce e pianoforte. Perché la scelta di questo titolo?

È la storia stessa che me lo ha suggerito. Voce e Pianoforte sono Ettore e Tea, i due innamorati-complici ormai lontani da questo mondo, ma entrambi presenti in un vecchio nastro magnetico che la protagonista Marta scova per caso (Per caso?) in un vecchio scatolone. Puri suoni, una voce, le note scarne di un piano, quasi teneri fantasmi, sono tutto ciò che resta di loro. Abbastanza per raccontare, per suggerire l’essenza di due vite, di un amore sopravvissuto al tempo.

  • Torino, come scenario della tua storia, ti è sembrata una scelta obbligata o è una sorta di omaggio alla tua città? Come hai visto cambiare il mondo e la tua città nel tempo?

Una scelta istintiva. Torino è il mio habitat, lo sfondo della mia vita. Amo la mia città in modo viscerale, non vorrei essere altrove. I cambiamenti negli ultimi anni sono grandi, alcuni positivi, spesso dolorosi, ma è l’inesorabile divenire dell’esistenza. La Vita è mutamento, come dice quel testo antico che mi piace molto: I King – Il Libro dei mutamenti, che apprezzo come fonte di saggezza, non come pratica divinatoria (sono troppo scettico, per oroscopi e predizioni…). Aggiungo però che la città è in fondo anch’essa un personaggio, ma invisibile, che rimane discretamente sullo sfondo. Mi sono accorto, rileggendo il romanzo, che non nomino mai Torino, nemmeno una volta.

  • I protagonisti del tuo libro sono nati solo dalla tua fantasia o rispecchiano aspetti di persone reali?

Sono reali. Nel senso che sono apparsi nella mia mente e nella mia storia con l’evidenza, direi quasi fisica, di persone vere. Io amo camminare senza meta per la città. Mentre lavoravo a Voce e pianoforte, Marta, Alice, Michele, camminavano con me, mi parlavano. Interi dialoghi li ho scritti mentalmente, per strada. Dopo, a casa, li riportavo sul PC. Comunque, molti personaggi sono ispirati, almeno in parte, a persone che ho davvero incontrato. La fantasia dello scrittore ha poi fatto il resto, mescolando, impastando, quasi come fa un cuoco. con i suoi ingredienti. quando inventa un piatto che gli piace.

  • Sei un lettore vorace e onnivoro, ma quali sono le tue letture preferite?

Difficile rispondere. Tutto ciò che ho letto nella mia vita mi è piaciuto e mi ha coinvolto in modi e tempi diversi. Andando a ritroso, le storie di Verne e Salgari da bambino, i romanzi di Urania e i Gialli Mondadori da ragazzo, e poi, via via, Pavese, Tomasi di Lampedusa, Borges, Tolkien, Rex Stout, Ellroy, tantissimi autori in un grande miscuglio quasi inestricabile…

  • Sei arrivato alla scrittura di un libro grazie a qualche autore che ti ha particolarmente colpito? Oppure hai scritto la storia di getto, senza seguire uno stile particolare?

Totalmente di getto, nel giro di poche settimane. Dopo però anni di infiniti tentativi falliti e interrotti a metà. Voce e pianoforte è nata praticamente a tradimento. In realtà avevo in mente di scrivere un Noir all’americana, una vicenda un po’ alla Chandler e mi sono ritrovato con mia grande sorpresa la storia fatta e finita, del tutto diversa da quanto avevo preventivato. Sul momento ci sono rimasto quasi male, offeso con me stesso. Ma è stato un attimo, ho amato da subito questa mia creatura.

  • Hai lavorato in radio, qual è il tuo rapporto con la musica?

Intenso. Sono stato un frequentatore di concerti per anni, insieme a mio fratello che lavorava come organizzatore di eventi musicali. Del resto, uno dei fattori che hanno innescato la scrittura del mio romanzo è stato il riascolto di un gruppo che a suo tempo avevo snobbato: Siouxie and the Banshees. Una band Post Punk che, all’epoca della sua comparsa, mi diceva poco. Allora ero un seguace convinto del cantautorato più impegnato, tipo Amodei, Lolli, Della Mea. Del resto anche mio fratello Francesco era musicista e cantautore ed io stesso, lo confesso, avevo scritto qualche testo di canzone. Uno, anzi, fu musicato e cantato da un nostro amico alla rassegna dei giovani al Club Tenco, passando, credo giustamente con il senno di poi, del tutto inosservato… Inoltre, ero un divoratore compulsivo di Progressive Rock, dai King Crimson ai Genesis. Quindi il Post Punk, con le sue sonorità scarne e cupe, non mi aveva attratto per nulla, all’epoca. Poi, il caso (sempre il caso?) mi ha fatto capitare tra le mani un vecchio disco di Siouxie, esattamente nel momento in cui stavo iniziando a scrivere Voce e Pianoforte. (Il cui primo titolo provvisorio era Notti e nebbie) La voce intensa e imperiosa di Siouxie e la sua faccia troppo truccata mi hanno completamente stregato, all’improvviso. Ho scritto tutto il romanzo sempre con le canzoni dei Banshees in cuffia, come una colonna sonora personale, obbligata.

  • I tempi moderni e le contaminazioni, secondo te, hanno arricchito la musica di nuove sfumature o l’hanno impoverita, esasperandone il lato puramente commerciale?

Non sono un cultore dei “Bei tempi andati”. Come ho detto prima, credo che tutto sia un continuo divenire. Il lato commerciale c’è sempre stato. Ogni epoca ha le forme espressive che nascono dai gusti e dai fattori sociali del momento. Anche Verdi componeva per vendere…

  • Cosa pensi degli eventi improvvisi che cambiano la vita? Il bus urbano 58 ti è stato fatale…

Il caso, esiste! Mio figlio, che sta facendo una tesi sulla Fisica Nucleare, mi ha spiegato che il movimento delle particelle è praticamente legato al caso… Se ho capito bene, le particelle sub-atomiche sono l’essenza invisibile di tutto. Quindi, l’intero Universo è fatto di corpuscoli dal moto casuale e capriccioso, e forse segue delle Non-regole. Però, mi piace pensare che le nostre vite seguano dei percorsi spesso invisibili, come i fiumi Carsici, che sbucano all’aperto dopo lunghi tratti sotterranei. Aggiungo un esempio: avevamo una cagnetta di nome Amèlie che, purtroppo, è morta. Eravamo veramente addolorati, mia moglie Paola ed io, quando ci è capitato di trovare, tramite conoscenti, un nuovo cucciolo che aveva solo tre mesi e già un nome. L’avevano chiamata Thea. È tutta bianca, con due cerchi scuri intorno agli occhi, come fosse bistrata. Come una cantante Dark… Inutile dire che due giorni dopo era in casa nostra. Quanto al bus 58, quello è stato un caso davvero speciale. Un caso fatale, ma nel senso migliore del termine. Un incontro che ha portato l’amore nella mia vita.

  • Quando Bruno non scrive, come occupa il proprio tempo?

Ho moglie, figlio e cagnolina. E non sono ancora in pensione. Quindi, sono molto occupato. Piacevolmente occupato, direi. E comunque, leggo, leggo sempre.

  • Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ultimamente ho tentato di scrivere qualche Haiku. Seguo alcune pagine di FB davvero ben fatte. L’Haiku, con le sue 17 sillabe, è una magnifica palestra per imparare a eliminare il superfluo. Cosa che, per chi vuole scrivere, è importante, secondo me. E poi sto preparando un romanzo, naturalmente! Due anni fa ne avevo già scritto un secondo, che era, a un tempo, sequel e prequel (tanto per non parlare inglese) di Voce e Pianoforte. Si intitola “Nel gioco delle Ombre” e riprende il personaggio di Tea ma dal vivo, questa volta. La nuova storia che vorrei fare, per ora senza titolo, continua quella che dovrebbe essere una specie di Saga, con alcuni personaggi di ritorno. La storia di un amore platonico, ma intenso, che si svolge nell’arco di quarant’anni. Una storia dove, appunto, casualità e mistero vanno a braccetto con il quotidiano. Progetto ambizioso, ma sono convinto che non bisogna avere paura delle cose difficili.