L’alba del sacrificio

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L’alba del sacrificio di Giancarlo Ibba

 

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 1371 KB
  • Lunghezza stampa: 351
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (18 ottobre 2013)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-160-0
  • Formato: Formato Cartaceo
  • ISBN: 978-88-6690-170-9
  • Numero pagine:432
  • Prezzo: €16.00

 

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Sinossi

Sardegna, Sulcis, 719 a. C. Con macabra puntualità, all’alba dell’Equinozio di primavera, sotto lo sguardo impassibile e arcigno di un Volto di pietra sgretolato dal tempo, si svolge un sanguinario rituale millenario tramandato di generazione in generazione dagli Iniziati. Un sacrificio ciclico che non può essere interrotto…
Sulcis, Carbonia, 1991 d. C. Tommaso Cannas, un giovane avvocato sconvolto per la recente morte del padre, è tormentato ogni notte dallo stesso enigmatico incubo: un susseguirsi di urla strazianti, suoni angoscianti, immagini inquietanti ed emozioni opprimenti, terminante con la visione di un bambino misterioso che lo implora di essere liberato. In seguito ad un tragico evento, avvenuto a Villa Massidda, una solitaria dimora sperduta tra desolate campagne e brulle colline, Tommaso si accorge che il suo strano incubo è in qualche modo collegato a un inspiegabile episodio vissuto in passato dal padre…
Sulcis, Solus, 1952 d. C. Michele Cannas, infermiere generico alle prime armi, riceve dai suoi superiori un insolito incarico: assistere a domicilio, coprendo il famigerato turno di notte, la moglie schizofrenica del ricco e potente architetto Raffaele Massidda. Durante la prima drammatica veglia, in preda ad una violenta crisi nervosa, la donna gli confida un terribile segreto…

 

 

 

5 recensioni per L’alba del sacrificio

  1. Valutato 5 su 5

    I segreti e la storia della Sardegna sono i pilastri della storia narrata da Ibba. L’autore con nonchalance, quasi timoroso di svelare queste interessantissime pillole di conoscenza, ci rende partecipi di alcuni momenti storici della Sua Terra, ignorati dai più ma che sono vere e proprie ghiottonerie per chi, fortunato, li leggerà.
    Questo splendido piatto è naturalmente servito all’interno di una storia avvincente e intrigante che tiene costantemente incollato il lettore.
    Assolutamente da scoprire.

  2. Valutato 5 su 5

    Inizia quasi come un romanzo psicologico, questo di Giancarlo Ibba, giocato sul filo dell’ambiguità tra realtà e allucinazioni: c’è un uomo che sente delle voci e cerca di mantenere la sua mente fuori dal vischioso gorgo della patologia psichiatrica, dentro il quale molti della sua famiglia sono in passato sprofondati.
    Ci riesce solo per poco, ma ancora il delitto, malgrado la sua estrema atrocità, potrebbe svolgersi entro i confini della realtà a noi più familiare ed essere materia di indagine per un normale investigatore. Invece in poche pagine l’autore cambia le carte in tavola: lo zombie è una sorpresa, ed anche estremamente orrida.
    Nel mondo descritto dal romanzo, simile al nostro ma anche parecchio diverso, come l’autore stesso spiega in una postfazione, l’illusione è la vita quotidiana, la realtà sono le voci, i demoni e le antiche maledizioni.
    Lo scoprirà Tommaso, giovane avvocato, strappato all’aspirazione ad una vita normale dall’irrompere del mostruoso nella sua vita, e che si contenderà l’azione, per il resto del romanzo, con il putrefatto co-protagonista, lo zombie, appunto, in una lotta tra bene e male che avrà il fulcro nella spaventosa villa Massidda, grandiosa come una cattedrale e allegra come una tomba, fuori dalle cui finestre prende corpo una Sardegna fredda e ostile, all’interno della quale gli avvenimenti del passato e del presente paiono continuamente rimescolarsi, e dove il bene e il male inopinatamente si confondono fino a non far più comprendere al lettore quale dei due contendenti spera esca vittorioso dalla contesa.

  3. Valutato 5 su 5

    “Solus”: il paese sardo avvolto dall’arcano misterioso petroglifo…
    Da che parte iniziare? Dall’autore o dal libro? Stavolta ho l’imbarazzo della scelta. Vorrei parlare di entrambe. Inizio così: il lettore si troverà di fronte ad un romanzo horror thriller, ambientato in terra sarda, scritto da uno scrittore sardo, una bella e intrigante miscellanea! Non posso fare a meno di sottolineare il rispetto che Giancarlo nutre per la Sardegna, ciò risulta palpabile sin dalle prime battute del suo romanzo. Le tematiche prevedono la necessaria trasposizione dell’ambientazione, vi troverete spettatori di un “teatro” di colpi di scena, la cui piattaforma è permeata da efferati omicidi e luoghi lugubri, tuttavia l’autore non si esonera dal descrivere in maniera riguardosa ed elegante, anche l’aspetto imperscrutabile di questa meravigliosa isola in cui si svolgono delitti da brivido. Con particolare fantasia l’autore inventa il nome della location: Solus, così si chiama il paese, dotato di un palcoscenico che trasuda scene cruente e personaggi ben disegnati. Ecco, io credo che Ibba detenga una capacità descrittiva degna di un sincero apprezzamento. Sin dalle prime pagine ho potuto immaginare volti, paesaggi e stati d’animo attraverso le sue parole. Quando un lettore può in qualche modo compiere questa azione, vuol dire che siamo decisamente a buon punto. Sicuramente la passione e la conoscenza di un argomento caro, quale quello della terra natia, ha dato una grossa mano alla riuscita di questo thriller. Qualcosa di familiare scorre tra le righe, da conterranea ho avvertito quel filo di Arianna che decreta la Sardegna come una delle regioni più tenebrose e misteriose. Le scelte dello scrittore sardo non sono casuali, ha utilizzato infatti un prezioso asso nella manica, insomma ha giocato in casa, passatemi i termini, e ha fatto non bene, di più! Le figure che più mi hanno colpita sono state quella di Francesca e Tommaso, mamma e figlio. Ben descritto il legame, da una parte ansiogeno quello di lei, dall’altra quasi distaccato quello di lui. La morte del padre ha indubbiamente segnato le sorti di questa famiglia che tenta di sfuggire al dolore aggrappandosi alla quotidianità, presto stravolta da eventi terribili. Un altro elemento coinvolgente è un oscuro manoscritto che nasconde segreti inviolati… Ma torniamo ai personaggi, altra figura importante, è Giovanni, che in preda ai suoi deliri risulta ambiguo e fuorviato da “elementi” esterni alla sua volontà, essi per l’appunto lo inducono a compiere azioni che hanno il sentore del non ritorno. Nella Carbonia de “L’alba del sacrificio” scivolano eventi raccapriccianti ai quali risulta difficile sin da subito, dare delle spiegazioni plausibili. I caratteri dei protagonisti chiariscono aspetti psicologici deviati che sposano perfettamente l’intento di rimescolare gli avvenimenti e lasciare così, chiavi di lettura diverse e continue ipotesi su incredibili accadimenti. Persino gli agenti di polizia hanno un aspetto ben studiato e ben legato, delineando anche alcuni aspetti umani per nulla scontati. I dialoghi sono cuciti bene addosso all’intero racconto e l’autore devo dire padroneggia e sfoggia un lessico che appare volutamente ricercato. Il meccanismo funziona, è scorrevole, ogni personalità acquisisce una sua unicità di espressione prestando al libro una coerenza che si evolve con un buon ritmo, pur non sfuggendo alla trama ben costruita. Insomma, la curiosità tiene incollati fino all’ultima pagina. Mi è piaciuta molto anche la parte finale dove l’autore racconta la sua passione per la scrittura e il modo in cui ha trovato gli spunti per creare il suo manoscritto, una mossa originale per parlare di sé e del suo percorso da scrittore con estrema umiltà.

  4. Valutato 5 su 5

    Una trama intricata e complessa, una vicenda che si dipana su più livelli e dei protagonisti decisamente singolari, portano il lettore a spasso fra i generi, coinvolgendolo in una storia che presenta più sfaccettature. L’ingrediente horror predomina, ma non è il solo a dare il giusto sapore a questo libro. G.C. Ibba non smette mai di stupire, di spaventare e far sorridere i suoi fans. Nulla di ciò che scrive appare scontato e tutte le trame riservano più sorprese, in cui i finali non sono affatto scontati. Consigliatissimo!

  5. Valutato 5 su 5

    L’alba di un nuovo genere: il New Gothic.

    Il secondo libro di Giancarlo Ibba, ”L’alba del sacrificio”, è decisamente un horror thriller, ma non solo, che miscela sapientemente gli elementi che caratterizzano questi generi, arricchendoli di sfumature solitamente inconsuete per molti lettori nostrani.
    Primo di essi è l’ambientazione in cui si svolge la vicenda: un paese immaginario, Solus, che da tempi antichissimi ospita, non notati, gli ultimi rappresentanti di una antica popolazione i cui appartenenti continuano a praticare riti di un culto altrimenti dimenticato.
    Le descrizioni degli ambienti che, nel caso di questo libro, diventano a volte un virtuosismo dato la complessità di certe location.
    Poi, il folclore locale che viene miscelato dall’autore con atmosfere da brivido, nelle quali gli avvenimenti si susseguono a ritmo serrato coinvolgendo il lettore in macchinazioni sovrannaturali e inseguimenti inarrestabili.
    Inoltre, c’è un libro dentro il libro, una specie di “lettura matrioska”, espediente attraverso il quale, Ibba, ci illumina su avvenimenti precedenti che hanno condotto i protagonisti, oggi, a trovarsi in quelle situazioni pericolose attraverso cui si dipana la storia.
    Oltre al sovrannaturale viene inserito, nel contesto della narrazione, anche un pizzico di fantascienza, ottenendo così una nuova sfumatura narrativa.
    I protagonisti sono ben delineati e lo stile è accattivante, arricchito da molte “citazioni” seminascoste, che il lettore può divertirsi a individuare. Il libro, in certe parti decisamente crudo e crudele, ha decisamente le caratteristiche dell’horror, ma sono talmente tanti gli ingredienti e così ben miscelati che definirei questo stile New Gothic, anche per i richiami alle atmosfere cupe di una certa letteratura classica mai dimenticata.
    Sicuramente un’ottima opera, un libro composito e coinvolgente, così avvincente che è stato per me, un dispiacere lasciarlo nei momenti in cui ho dovuto sospenderne la lettura.

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