Le insolite donne

Le insolite donne

I romanzi di questa settimana hanno entrambi delle protagoniste femminili che potreste incontrare nella vita di tutti i giorni, eppure sono due donne molto speciali, protagoniste non scontate di due interessanti opere.

Bambola di porcellana

Bambola di porcellana è il primo romanzo di una giovanissima autrice torinese, Cassandra Artusi, che ambienta la storia nella sua città.

Selene Dalmasso, matricola all’università di Torino, non appare dissimile dalle sue coetanee, se non fosse per il sorriso artefatto e l’artificiosità nel modo di porsi. Le maschere dietro alle quali si nasconde celano un passato oscuro, segreti tenacemente custoditi e dolorose cicatrici che hanno lasciato segni invisibili sulla sua pelle.

Ma difficile è ignorare i fantasmi del passato quando essi riemergono con tanta impudenza, portando risvolti del tutto inaspettati. Se da una parte i vecchi traumi l’avvicinano a Lorenzo, spirito a lei complementare, dall’altra la spingono inesorabilmente lontano da lui, facendo vacillare la loro peculiare storia d’amore.

I segreti che sarà costretta a svelare, le paure a cui dovrà dar voce, indurranno Lorenzo ad allontanarsi o proveranno la sincerità del suo affetto?

Innumerevoli sono le prove cui ci sottopone la vita, senza remore ci costringe a prendere decisioni per le quali non siamo pronti e quasi sembra compiacersi dei nostri fallimenti, malgrado l’impegno con cui perseveriamo. Ma con maggior spensieratezza si possono affrontare le difficoltà se durante il viaggio non si è soli.

Cosa si è disposti a fare se il male da debellare è parte integrante della persona amata?

 

Stai calma, Costanza

Stai calma, Costanza, è invece il terzo romanzo thriller/noir di Elena Grilli, già nota ai lettori per le opere pluripremiate Come il mare ad occhi chiusi e Il cerchio delle donne.

Personaggi strani si aggirano per Ancona: un traffichino turco, un ingegnere molto creativo ma poco accorto, un poliziotto dai metodi per nulla ortodossi, una psicologa sui generis.

E poi Costanza, donna dalle mille contraddizioni: intuitiva e ingenua, candida e maledetta, generosa e ostile. Il suo disturbo di personalità di tipo paranoide non l’aiuta a restare in contatto con la realtà, ma le permette di vedere dettagli che sfuggono ad altri.

Tra terroristi dell’ISIS, giudici corrotti, servizi sociali deviati, mercanti d’armi senza scrupoli e vicini di casa spacciatori, Costanza vive con la sensazione di pericolo cucita addosso.

Dotata di un profondo senso della giustizia, persegue senza cedimenti il suo obiettivo di chiarire le misteriose circostanze in cui il suo titolare è scomparso. Lo fa andando fino in fondo, anche a costo di farsi molto male.

Un romanzo dalle tinte thriller e noir, un colpo di scena via l’altro, un finale inaspettato. E un personaggio, Costanza, che lascia il segno per la sua ingegnosa follia e la sua inflessibile cocciutaggine.

Vedrete diversamente un call center

Vedrete diversamente un call center

di Piera Rossotti Pogliano

Vedrete diversamente un call center, dopo aver letto il romanzo vincitore del nostro concorso per il romanzo giallo, thriller e noir, vinto da Maria Fazio con Pronto: risponde l’assassino. E soprattutto, credetemi, sarete più educati nel rispondere o nel dialogare con gli operatori…

La trama

Erica, una trentenne laureata in sociologia, svolge un lavoro che non la soddisfa, in un call center siciliano in cui sono impiegati circa settecento operatori. Un giorno, uno dei dirigenti viene trovato brutalmente assassinato, e l’indagine è affidata al commissario Farina, da poco trasferito in Sicilia e alla sua prima esperienza con un omicidio.

Il call center è un microcosmo complesso, il poliziotto si rende ben presto conto di non avere in mano elementi utili alla soluzione del caso e chiede aiuto a Erica, dato che la ragazza gli pare sveglia e conosce bene il contesto, ma gli rimane il dubbio che la colpevole possa essere proprio lei.

Durante le indagini l’assassino (o l’assassina), tra paure, debolezze e sensi di colpa, rivela il suo delitto a una cliente che ha chiamato il call center per ricevere assistenza, ma che si mostra piuttosto arrogante, e la minaccia di morte, destabilizzando il suo equilibrio emotivo…

Maria Fazio nasce in Sicilia nel 1976, in provincia di Catania, alle pendici dell’Etna, dove tuttora vive. È laureata in Scienze politiche con indirizzo sociologico ed ha conseguito un master in Creazione di progetti di sviluppo locale. Ama disegnare mandala e il canto corale.

Pronto: risponde l’assassino è il suo terzo romanzo e, oltre a vincere il nostro concorso, è stato segnalato nel Giallo Festival 2019 come romanzo dalla migliore ambientazione.

Il blog di cultura, creatività e libri di Maria è : Finestra sul mondo

Con che cosa si fa poesia? 

Con che cosa si fa poesia?

di Piera Rossotti Pogliano

Soprattutto con le parole, a cui il poeta deve restituire significato, quel senso che l’uso quotidiano ha corroso, creando reti di connotazione, rivelando i sensi nascosti, magari da ricercare nell’etimologia, giocando con le disposizioni sulla pagina…
Non ci sono parole poetiche, ma c’è un uso poetico della parola.
Per gli interessati, ecco un breve video, con il quale riprendo la serie dei miei appuntamenti su Youtube.

Nel ricordarvi la nostra collana “Poësis”, vi presento la silloge più recente, appena pubblicata:
Marcello Armellino, Foglie d’autunno.

Foglie d’autunno è una silloge poetica che racchiude in sé due aspetti fondamentali, l’emotività dell’essere umano e l’ambiente che lo circonda.
Uno scrigno intimo in cui è racchiuso un intero universo fatto di grigi ma anche di colori; di amori trovati e perduti; di riflessioni sul vivere quotidiano. I versi scorrono fra la speranza e la delusione, in continua contrapposizione, accogliendo l’amore e la solitudine in un susseguirsi di chiari e di scuri.
Non vi è mai nulla di certo, di definitivo in quello che il poeta espone, niente che possa essere interpretato in modo univoco. La poetica lascia ampio spazio all’interpretazione, invogliando il lettore a trovare una propria via verso la comprensione del testo, libero di scegliere la direzione in cui incamminarsi. (dalla Prefazione di Irma Panova Maino)

GOCCIA un romanzo di Luisio Luciano Badolisani

GOCCIA un romanzo di Luisio Luciano Badolisani

È uscito un nuovo romanzo di Luisio Luciano Badolisani, pubblicato dalla casa editrice Tripla E, dal titolo Goccia. Un libro per ragazzi e per gli adulti che non hanno dimenticato il loro “fanciullino” interiore. L’ebook e il cartaceo sono disponibili su Amazon, sui vari store e sul sito della casa editrice.

Un vecchio modellino di locomotiva abbandonato da anni potrebbe essere un oggetto che non serve piú, un rifiuto, ma i giochi non hanno una fine, i bambini sono capaci di rigenerarli finché di essi ne sopravvive un solo pezzo.

Goccia è il nome di una locomotiva di latta, un oggetto speciale che si muove senza congegni elettrici, ride, si commuove, compie magie che incantano e fanno sognare i bambini. Come una goccia d’acqua sulla roccia, questo umile giocattolo bucherà il tempo: dal suo ritrovamento, infatti prende avvio il breve racconto di un padre a suo figlio ripercorrendo, sul filo della memoria, la storia tragica e commovente di una famiglia ebrea lacerata dalle vicende della seconda guerra mondiale. Alle narrazioni magiche e fantasiose del trenino si alternano le memorie del passato e il ricordo delle sofferenze dei nonni e dei familiari.

Luisio Luciano Badolisani è autore, regista e interprete teatrale, con numerosi testi e interpretazioni al suo attivo. Per alcuni anni ha svolto l’attività di critico teatrale per la rivista Sipario ed è stato direttore responsabile della rivista Il Musichieri. Come narratore, ha pubblicato i romanzi Una rosa a dicembre (2012), Il silenzio dei rimorsi (2014), Note d’acqua (2017) e la raccolta di racconti Torino uccide 1 e 2 (2015 e 2016).

DUE CHIACCHIERE CON L’AUTORE

D – Con questa pubblicazione spiazza i suoi lettori? Abituati a storie noir, gialli dalle pennellate poetiche come lei ama definirle?

R – Io amo scrivere senza preclusioni di genere, anzi il confrontarmi con strutture narrative diverse mi aiuta a crescere. Ho altri due inediti che non sono gialli.

D – Come mai una storia per ragazzi?

R – Goccia è un progetto che parte da lontano. È nato come gioco quando le mie due figlie erano ancora piccine, insieme ci divertivamo a inventare avventure fantastiche. Noemi la più piccola, le piaceva già allora disegnare, nel 2001 quando aveva otto anni, ora ne ha venticinque, ha illustrato il racconto della locomotiva di latta.

D – Quindi, è rimasto nel cassetto per così tanti anni?

R – Non sempre i progetti vengono realizzati immediatamente alla loro ideazione. Per questo ho imparato a non buttare mai via niente. Soggetti incompiuti, racconti brevi, frasi, riflessioni scritti negli anni possono trasformarsi in romanzi.

D – Ci sono diversi argomenti trattati nella storia di Goccia: il valore dell’amicizia, della famiglia, e soprattutto delle differenze sociali e religiose arrivando a toccare il tema della Shoah, delle guerre e delle terribili violenze alle persone e alle cose che esse comportano. Temi forti per un romanzo rivolto principalmente ai ragazzi?

R – Tra il 1933 e il 1945, furono circa 15-17 milioni le vittime dell’Olocausto, di entrambi i sessi e di tutte le età (senza riguardo per anziani e bambini), tra cui 5-6 milioni di ebrei. Credo che sia giusto non dimenticare e tutto ciò che si fa per aiutare le nuove generazioni a non farsi confondere dal revisionismo storico, non solo è necessario, ma un dovere per chi si occupa di cultura. L’incanto sta nella capacità di farlo senza annoiare, e passare dalle emozioni di un racconto, dove il trait d’union è una locomotiva, costruita con latte di recupero da un ferroviere, è un modo per catturare l’attenzione dei lettori, piccoli e grandi.

D – Seppur rivolto ai più giovani, può essere letto dagli adulti?

R – Certamente sì. Se pensiamo alle fiabe che erano un piacevole intrattenimento per chiunque, e davanti ai vecchi focolari erano gradite agli adulti e ai bambini di entrambi i sessi. Le storie non hanno tempo e nemmeno generi, e il mercato editoriale che li impone per questioni legate alla catalogazione e ai segmenti di mercato a cui rivolgersi.

D – Goccia, un romanzo che si presterebbe a essere letto nelle scuole, su cui farci dei laboratori?

R – Argomenti su cui riflettere ne offre diversi, mi auguro che ciò avvenga, sarei felicissimo se gli insegnanti lo ritenessero adatto a tale scopo. Non sono estraneo alla didattica, in casa sia mia moglie sia mia figlia Noemi sono docenti, e ho imparato a respirare la passione dell’insegnamento. In passato io stesso ho condotto laboratori teatrali con i ragazzi.

Formato: Epub, Kindle
Autore: Luisio L. Badolisani
COD: ISBN 978-88-6690-489-2
Categoria: Ragazzi… e Genitori
Tag: Luisio L. Badolisani

Sul filo della memoria, una storia familiare. Un modellino di locomotiva a vapore costruito artigianalmente da un ferroviere, come una goccia d’acqua sulla roccia, bucherà il tempo. Tra favola e realtà porterà in viaggio, lontano oltre le tragedie degli adulti, il cuore di un bambino.