L’eredità di Amos

(2 recensioni dei clienti)

4,99

Descrizione

L’eredità di Amos di Gemma Piazzardi

 

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 935 KB
  • Lunghezza stampa: 307
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (25 novembre 2014)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-219-5

 

Descrizione prodotto

Sinossi

L’eredità di Amos racconta una storia giocata tra presente e passato: il presente è quello di Athina Delimari, una giovane archeologa, che nel 2012 si reca nell’isola di Rodi alla ricerca dei documenti lasciati, ne è certa, dal nonno paterno, Amos, venuto poi a nascondersi a Roma, dove viene catturato con la famiglia perché ebreo proprio mentre gli Alleati stanno entrando nella capitale nel giugno del 1944, cattura a cui sfugge per un semplice caso una figlia, Miriam, che sarà la madre di Athina. La storia del passato inizia nel 1937, quando il nonno Amos, allora giovane e promettente archeologo specializzato nella traduzione di epigrafi, conduce le sue ricerche nelle isole di Rodi, Kos e Kalymnos, sottraendosi così, in un primo tempo, alle leggi razziali promulgate nel 1938; a Rodi, il giovane conosce la nipote del governatore italiano dell’isola, la bella Germana, che diventerà sua moglie, gli darà due figli, Davide e Miriam, e lo seguirà fino alla fine nel suo tragico destino. Attraverso le ricerche della giovane Athina viene messo in scena un periodo buio e difficile della storia d’Italia, con i giochi di potere e l’arrivismo di alcuni loschi individui, il declino del fascismo ma anche la generosità e l’amicizia perfino di persone che la storia indicava invece come nemiche.
alloro 2 e 3 posto 3° posto al Concorso per Romanzi storici di Edizioni Esordienti E-book

 

 

2 recensioni per L’eredità di Amos

  1. CINZIA MOREA

    L’invidia e la volontà di rivalsa contro chi è più capace, ma non ha diritto di esserlo perché appartiene ad una minoranza perseguitata, ma anche l’amore e la speranza in un futuro, contro ogni ragionevolezza, migliore, muovono i protagonisti di questo romanzo.
    La storia si svolge parallelamente in due tempi, durante il ventennio fascista, prima e durante la promulgazione delle leggi razziali, e ai giorni nostri, sul filo dell’indagine con cui una dei protagonisti, una donna sola e disillusa, cresciuta accudendo una madre fragile e malata, cerca di chiarire i motivi del destino della sua famiglia, e della sua immensa solitudine.
    Solitudine che è contrapposta a quella dei protagonisti che vivono il periodo su cui lei indaga, il ventennio fascista; giovani che nutrono l’illusione di vivere in un periodo d’oro, durante il quale sembra nulla possa essere loro precluso, l’amore, il successo nella carriera, la felicità.
    Tre di loro sono giovani archeologi, amici e rivali in amore e sul lavoro, partecipano allo stesso progetto di scavi, sotto l’egida del loro professore universitario che dall’Italia li guida, e si contendono la stessa donna, Germana, la venere dell’isola. Non tutti e tre hanno però le stesse capacità, uno, Amos, spicca sugli altri e ottiene, oltre che i maggiori riconoscimenti accademici, anche l’amore di Germana. Amos però è ebreo e la politica diviene per qualcuno degli altri facile strumento di rivalsa.
    La scrittura potrebbe forse essere più accurata, e il trasferimento della narrazione da un periodo all’altro non è sempre perfettamente orchestrato, ma la perfidia, il disinteresse per quanto non sia il proprio immediato tornaconto di alcuni protagonisti, l’ingenuità, la speranza coltivata contro ogni evidenza da altri, e ancora la tristezza, la disillusione di chi ha subito le conseguenze di tragiche azioni sono resi molto bene, e la narrazione di un periodo storico da noi visto come negativo, com’era vissuto da chi credeva nei benefici di una determinata linea politica, e non poteva o non voleva vedere le tragedie cui avrebbe portato, è molto interessante e rende il romanzo meritevole di essere letto.

  2. chiara curione

    Il romanzo “L’eredità di Amos” è scritto tra presente e passato, dove nel presente una giovane archeologa cerca dei documenti del nonno testimonianti scoperte archeologiche su ricerche condotte nell’isola di Rodi, Kos e Kalymnos, durante la seconda guerra mondiale.
    Il romanzo ha forma circolare, tiene il tempo di narrazione con un ritmo perfetto e conduce il lettore a una profonda immedesimazione nella storia passata, dove i protagonisti sono Germana, una ragazza appartenente ad una delle famiglie più agiate e in vista dell’alta borghesia romana, e Amos, un brillante professore di origine ebraica di cui lei si innamora. Germana è descritta con la bellezza rara di una dea, giovane che agisce di testa sua e non ama le convenzioni sociali, viene mandata dallo zio ambasciatore a Rodi, per evitarle un matrimonio sbagliato.
    Nelle descrizioni dei fasti dell’epoca prima della guerra si ritrova l’esatta ambientazione e la mentalità del tempo con i personaggi calati perfettamente nel passato che sono numerosi e credibili.
    Amos, a differenza dei tanti giovani che si innamorano di Germana, mostra di essere particolare con il suo temperamento dolce e appassionato. Egli appartiene a una famiglia benestante, potrebbe vivere di rendita, ma la passione archeologica e le sue intuizioni lo portano ad essere un brillante ricercatore, traduttore di epigrafi. In questo contesto si inseriscono le leggi razziali che cambiano la vita ai protagonisti. Lucida e attenta è l’analisi di quello che accade ed è originale vederlo attraverso una famiglia di un matrimonio misto tra un ebreo e una cristiana che hanno come punto focale della loro unione l’amore e il rispetto l’uno dell’altra. Lui, un uomo di cultura, destinato ad una brillante carriera universitaria, aiutato da tutti anche da amici ufficiali tedeschi.
    Molto bello e interessante il personaggio di Kurt, l’ufficiale tedesco, perfetto cavaliere e gentiluomo, che era innamorato di Germana, che non riesce a dimenticarla ed è capace di grandi gesti d’altruismo. Accurati i dialoghi da cui si evince la situazione politica, le discriminazioni, il complotto anche da parte dei ufficiali tedeschi contro Hitler, le sofferenze che la guerra ha procurato a tutti, ai carnefici e alle vittime, ai sopravvissuti.
    Interessante soprattutto vederlo attraverso quello che accadde in Grecia, nelle isole del Dodecaneso, colonie italiane. Bello soffermarsi in questo contesto sull’archeologia di quei posti splendi. Si nota la cura del dettaglio nella descrizione del cibo tipico e dei magnifici panorami delle isole greche. Non tralascia l’autrice uno sguardo attento anche a quello che accadde in Italia, dove poi si svolge l’epilogo della storia.
    Un romanzo originale e interessante che resta nel cuore del lettore.

Aggiungi una recensione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

diciassette − 14 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.