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Outside and In

Si possono tenere i libri a rovescio?

Cioè non dalla parte del dorso ma delle pagine, così sono più belli da vedere (c’è chi lo chiama un “abominio”)

Ogni appassionato di libri ha le sue fissazioni su come ordinarli sugli scaffali della libreria: se sia meglio in ordine alfabetico, per casa editrice, argomento o autore, dimensione, o in ordine di acquisto. I libri cartacei però sono anche un oggetto bello da vedere e da esporre (altrimenti non esisterebbero i coffee table books), e per questo non sfuggono all’attenzione di arredatori, fotografi e appassionati di design, che li organizzano con criteri prettamente estetici: la moda di qualche anno fa era accoppiarli per colore, ora qualcuno ha iniziato a sistemarli a rovescio, con il dorso nascosto e il concavo, cioè il bordo lungo delle pagine, in evidenza. Così non ci sono più accozzaglie tra le tinte, gli scaffali sembrano più ordinati e in armonia con il resto della stanza, oltre che tra loro, visto che formano «una palette coerente di colore», come ha spiegato Natasha Meininger, che cura il blog di arredamento Outside and In.

Ognuno coi suoi libri fa quello che vuole, a prescindere da cosa ne pensiate, ma la nuova moda ha creato qualche indignazione in chi i libri li compra per leggerli – e forse un po’ anche mostrarli sugli scaffali – e non per trattarli come un pezzo d’arredamento (come ogni fanatismo, anche quello per i libri ha le sue rigidità conservatrici). In un articolo sull’argomento Buzzfeed chiedeva ai lettori di votare e scegliere se fosse un “abominio” o una cosa “del tutto innocua”, e l’87 per cento dei lettori ha scelto la prima opzione. Una delle prime foto di libri al rovescio è stata pubblicata su Instagram a ottobre dalla blogger Carrie Waller, che spiegava: «I libri non si abbinano bene al vostro arredamento? Non preoccupatevi: volete una soluzione facilissima? Voltateli e tutto sarà coordinato». Ha ottenuto 14 mila Mi piace ma anche commenti negativi e critiche che definivano il post “sciocco” e stupido”.

Molti, con più senso pratico, hanno criticato la nuova moda dicendo che così ritrovare un libro è complicato e fa perdere molto tempo. Alcune blogger hanno risposto sdrammatizzando e spiegando di volta in volta che si trattava di vecchi libri di famiglia che non avevano intenzione di rileggere ma che volevano conservare, altre che in questo modo la copertina e il dorso venivano preservati. La blogger di design Tess Wilson dice di leggere molto ma di comprare solo uno o due libri all’anno per risparmiare; in casa tiene solo una trentina di volumi che ha scelto con cura tra un trasloco e l’altro e che per questo sa riconoscere senza difficoltà anche dalle pagine.

Anche se dettata da ragioni estetiche, la scelta di ordinare i libri a rovescio può risultare in un certo buongusto, visto che così i libri non sono sfruttati per ostentare erudizione e cultura. Per finire, non è nulla di nuovo: «a noi sembra strano ma fino a 300 anni fa qualsiasi biblioteca in Inghilterra, Galles o Scozia, ordinava i libri al rovescio», ha spiegato al Telegraph Mark Purcell, ex bibliotecario del National Trust, l’ente che preserva i Beni culturali britannici, e ora supervisore della biblioteca dell’università di Cambridge. Prima del Settecento, infatti, il nome dell’autore e il titolo non erano impressi sulla copertina ma scritti in inchiostro sul bordo delle pagine: il primo libro inglese con un titolo inciso sul dorso è del 1604. Fu soprattutto nel Settecento che, per volere dei più nobili e ricchi, titolo e nome dell’autore vennero scritti in foglia d’oro sul dorso e sulla copertina, che divenne un elemento centrale nell’Ottocento per promuovere e vendere il libro, ormai diventato un oggetto popolare e di massa.

Sorgente: Si possono tenere i libri a rovescio? – Il Post

Feb 02, 2018
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