Stand_EEE_2015

L’ebook non è per i giovani

Stranezze e speranze future per gli ebook.

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Quando si parla di ebook si pensa alla tecnologia e non solo quella relativa ai vari formati con cui è possibile pubblicare un libro digitale, ma anche quella riferita ai vari dispositivi e software con cui è possibile leggerlo. Nel corso del Salone, quello che ci ha stupiti di più è stato il fatto che i giovani non hanno solo comprato i libri, ma hanno preferito la versione cartacea a quella digitale disponibile sui vari store online. E questo ha portato a delle riflessioni, scaturite anche dalle ricerche fatte presso gli espositori nel corso dell’ultimo giorno. I risultati hanno fatto sorgere diverse perplessità.

Lo sapevate che la maggioranza dei lettori al di sotto dei 25 anni preferisce di gran lunga il cartaceo? E che alcuni, addirittura, detestano profondamente il formato digitale dei libri perché non li ritengono “libri”? E lo sapevate che la maggioranza dei lettori, che invece non può più fare a meno di un e-reader, supera allegramente la soglia dei 45 anni?

Insomma, per quanto possa sembrare strana la questione, i dati parlano chiaro: più l’età avanza e più il lettore si affida alla tecnologia. E i motivi sono molteplici. A partire dallo spazio fisico richiesto dai libri per finire con impedimenti vari, anch’essi fisici, che rendono un dispositivo digitale più leggero e più maneggevole. Tuttavia viene da chiedersi: perché proprio i giovani rifuggono dal progresso tecnologico? Non sarebbe per loro più comodo un supporto digitale?

Ebbene no. I ragazzi abituati alla lettura vengono indotti alla pratica fin da piccoli attraverso volumi cartacei di favole, storie o fumetti. Tipico il caso del genitore che legge loro qualcosa per farli addormentare sereni e, di solito, i libri per bambini contengono tantissime illustrazioni per lo più disposte su supporti cartacei. Da qui nasce il primo impatto con i libri, con quel profumo di stampa che riporta all’infanzia e a giornate (forse) migliori e meno stressanti. In seguito, i ragazzi crescendo trovano i propri gusti di lettura fra gli scaffali di casa, “rubando” i libri a mamma e papà, soprattutto quelli a cui è stato vietato l’accesso quando erano piccoli. Per il momento non si è mai visto che il figlio prendesse un tablet o un e-reader al genitore solo per leggere qualcosa, magari per navigare, giocare o fare dell’altro sì, ma sicuramente non per leggere.

Ecco, dunque, spiegato il mistero. Molto probabilmente, superata una certa soglia di età il mezzo tecnologico diventa più comodo, più facile da usare e da maneggiare, occupa meno spazio, non prende polvere e, cosa non di poco conto, meno dispendioso.

Tuttavia, quello che ci conforta è l’aver visto tantissimi bambini e ragazzi interessati ai volumi esposti in fiera ed è stato bello osservare i loro occhi mentre scorrevano avidi le copertine e i contenuti. Soprattutto ha dato speranza vedere che in molti hanno rinunciato alle merende pur di riuscire a racimolare i soldi per comprare un libro.

 

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