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Nascita di un Romanzo Storico

Il lungo e tortuoso cammino verso la realizzazione.

Romanzo Storico

di Pino Benincasa

Come sarà venuto in mente a Umberto Eco di mettere sulla strada di Adso da Melk una ragazza senza nome? Quale sadismo nella testa di Victor Hugo per sguinzagliare alle calcagna di Jean Valjean un mastino come Javert? Quale genio si è impossessato di Italo Calvino suggerendogli di tagliare in due Medardo di Terralba per simboleggiare il bene e il male che convive in ogni uomo?

Victor Hugo

Victor Hugo

In altre parole, come nasce un romanzo?
Senza alcuna pretesa didattica e allontanandomi da paragoni irriverenti provo a raccontare come è nato il mio.
Potrei dire che come in un colpo di fulmine ci si innamora immediatamente di una persona, così la storia mi è apparsa davanti tutta all’improvviso, pronta per essere riportata sulla carta. Potrei dirlo ma non sarei sincero, niente amore a prima vista.
Se ad esempio in un racconto breve (a proposito, ne ho altri due in prossima uscita su altrettante antologie) quando comincio so già dove andrò a finire, alla prova del romanzo il discorso è cambiato completamente.
XII – Il segno dei giusti è frutto di un cammino lungo e tortuoso, che quasi ad ogni svolta mi ha messo nella situazione di dover scegliere quale direzione prendere. Questo, se da un lato mi ha permesso di calarmi nell’inebriante condizione di poter decidere, ad esempio, chi e come far vivere o morire, dall’altro è stato spesso motivo di ansia e notti insonni, nel tentativo di trovare la soluzione giusta per tutti: per l’intreccio narrativo certamente, ma anche per il povero scrittore, che si affeziona a certi personaggi come un papà si affeziona ai propri figli e non sopporta di farli tacere per sempre, con una fucilata o sotto le macerie di un terremoto. Il bello del Creatore, però, è che così come la toglie, la vita la può anche dare. Ecco che alcuni personaggi, inizialmente non previsti, sono nati durante questi dilemmi, per diventare tanto importanti da farmi sentire idiota per non averli pensati fin dal principio.
XII il segno dei giustiÈ evidente che, per sommi capi, la storia era già delineata nella mia mente: volevo fondere i periodi storici che più mi piacciono e meglio ho studiato, Roma antica e Novecento; volevo mettere di fronte, in un confronto impietoso, il glorioso Impero Romano con la sua improbabile replica tentata dal fascismo; volevo portare in scena la vita di un piccolo paese di provincia negli anni trenta, i suoi abitanti con le loro miserie, virtù, i loro sentimenti. Se ci sono riuscito lo giudicherà chi ha avuto o avrà la voglia di leggere il mio libro (spero ovviamente tanti).
Dal canto mio posso solo dire di aver realizzato un sogno, volevo scrivere un romanzo.
Aver trovato un editore che ha creduto in me e nel mio lavoro, vedere questo romanzo pubblicato, diffuso su tutti gli e-store accanto a quelli dei giganti della scrittura, è stata una gioia che ha valicato qualsiasi mia possibile immaginazione.
Poiché, come si dice, l’appetito vien mangiando, è una gioia che mi auguro possibilmente di replicare.

Pino Benincasa ha scritto, per la collana Romanzo StoricoXII – Il segno dei giusti

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