Crea sito

Una realtà che fa paura.

I numeri dell'orrore

Pedofilia, furto di organi, tratta dei minori. Problemi scottanti e di cui si parla troppo poco, forse perché troppo dolorosi da affrontare, forse perché fanno veramente tanta paura. Pensare di ignorarli però non è assolutamente utile per trovare una soluzione. Irma Panova Maino ne ha parlato, con il suo stile personale, nel libro “La resa degli innocenti” e per fare questo ha svolto delle ricerche documentandosi su quelli che sono i numeri dell’orrore. Cifre spaventose che riguardano il problema della sparizione dei minori, bambini che non tornano più a casa e di cui non si sa più niente. In questo articolo ci illustra le cifre basate sulle sue ultime ricerche.

Irma Panova Maino ha pubblicato con EEE: Scintilla vitale, Il gioco del demone, Le risonanze della folgore, La resa degli innocenti

1391967_51320846

di Irma Panova Maino

“Se perdete un coniuge diventate vedovi, se perdete i genitori diventati orfani, ma se perdete un figlio, cosa diventate?”

Con questa introduzione parte un nuovo serial televisivo francese incentrato proprio su un tema che mi sta molto a cuore: le sparizioni dei minori.
Se in Francia ne spariscono quasi 1800 all’anno (di cui molti non vengono ritrovati) L’Italia non è sicuramente da meno.
Che fine hanno fatto Angela Celentano o Denise Pipitone?
Se nel mondo si contano quasi 8 milioni di sparizioni, in Europa ogni due minuti un bambino svanisce nel nulla e se pensate che queste cifre siano esagerate o spaventose, considerate che non tutte le scomparse vengono effettivamente denunciate. Non per il fatto che i genitori preferiscano nascondere l’accaduto, piuttosto per l’impossibilità di gestire una determinata situazione, con la conseguente verifica da parte delle Forze dell’Ordine o degli Enti preposti, nei casi in cui sono coinvolti extracomunitari o clandestini.
Dal 1 gennaio al 31 luglio 2014, quasi 9.000 bambini sono arrivati via mare non accompagnati. Di questi solo 5600 sono stati registrati nelle 1073599_45550087strutture di accoglienza, degli altri non si sa più nulla. Tuttavia, su un totale di quasi 15.000 bambini clandestini, non sempre coloro che li accompagnano sono realmente i genitori e l’impossibilità di stabilire con certezza l’identità, sia degli adulti che dei minori, rende il dato statistico alquanto aleatorio. Forse potremmo pensare che, essendo stranieri, la cosa non ci riguarda. Forse potremmo sentirci sollevati dal fatto che la questione non coinvolge i nostri figli, i quali dormono sonni tranquilli e sono assiduamente controllati dai genitori. Ebbene, se la pensate in questo modo, vi state decisamente sbagliando. I numeri dell’orrore italiani non sono dissimili da quelli francesi (o di quelli di qualsiasi altro paese del mondo) e solo di una piccola parte si sa che fine abbia fatto.
Il Lazio detiene il triste primato di cui stiamo parlando, seguito a ruota da Lombardia e Sicilia.
Per quanto si possa dire che dei tanti allontanamenti da casa molti si risolvono con il ritrovamento o il ritorno della prole, non si possono ignorare tutti quei casi in cui, pur restando sotto l’egida dell’apparente sicurezza domestica, i ragazzi vengono comunque invischiati in situazioni scabrose e pericolose. Circostanze non sempre a lieto fine che, spesso, segnano a vita i minori implicati.
È di marzo il fatto di cronaca che ha visto come protagonista una sedicenne desiderosa di intraprendere una carriera come modella. Adescata su un social network, è stata blandita e convinta a posare per foto via via sempre più hard. Alla fine i genitori si sono accorti delle anomalie comportamentali della figlia e hanno denunciato quanto stava succedendo. L’indagine della polizia di Genova, ha interessato 6 province del nord e centro Italia (Genova, Savona, Alessandria, Milano, Brescia e Roma) e fino a ora ha portato a 5 arresti per violenza sessuale su minori, divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico.
Come potete vedere, in questo caso la ragazza non è sparita, ma possiamo davvero dire che non ci saranno conseguenze e ripercussioni? Certo, la giovane è stata fortunata e i genitori sono intervenuti per tempo, ma quante volte accade che la fortuna assista gli ingenui? Quanti sono i casi in cui non c’è stato tempo e la tragedia alla fine si è consumata. Pensate di conoscere i vostri figli, di sapere chi frequentano e chi cerca di adescarli sui social?
Vedo una marea di ragazzine posare in atteggiamenti di cattivo gusto, persino espliciti. Minorenni che mostrano boccucce provocanti, indossando abiti che nemmeno la prostituta di un bordello oserebbe mettere… e mi chiedo: “Ma i genitori dove sono? Dove guardano?”
Per non parlare poi delle fanciulle, che frequentano le medie inferiori, che vanno a scuola abbigliandosi in modi decisamente inopportuni, dato il luogo che dovrebbero frequentare per istruire il cervello e non per esporre la carne.
Eppure, se questa gioventù è decisamente a rischio, un po’ per la superficialità data proprio dall’età, un po’ per la noncuranza di noi adulti, dall’altra parte esiste un sottobosco criminale sempre più vasto e sempre più sfrontato. Complice anche il fatto che l’Italia non è fra i paesi più organizzati nella lotta contro questo genere di criminalità Molto si sta facendo ma siamo ancora lontani dall’aver risolto il problema. Quindi sta a noi, a noi che viviamo a contatto con questi ragazzi, aiutarli e proteggerli, anche se non sono i nostri. Perché sono loro il futuro del mondo, la nostra eredità e il nostro lascito.

1049880_73189252Il 25 maggio verrà celebrata la Giornata Internazionale per i Bambini Scomparsi. Questa commemorazione è nata per ricordare la scomparsa di Ethan Patz, rapito a New York il 25 maggio 1979, e anche per voler sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a un problema che mina, in modo allarmante, tutto il nostro futuro.
Non dimentichiamoci che molti dei bambini scomparsi in epoche meno recenti, se ancora vivi, ora potrebbero essere diventati adulti e tale condizione fa decadere automaticamente qualsiasi ulteriore tentativo di ricerca. Tuttavia, il fatto che siano maggiorenni, li rende meno vittime innocenti?

Related Articles

3 Comments

  1. Valerio Sericano 18 maggio 2015 18:40

    Si tratta di un tema scomodo, che fa paura. Aggiungiamo pure che l’omertà della gente in molti di questi casi aggiunge orrore all’orrore, perché voltarsi dall’altra parte facendo finta di non vedere è molto comodo.
    Ed è così da tanti, troppi anni

    Reply
  2. Andrea Leonelli 11 maggio 2015 16:11

    Se ne parla sempre troppo poco, si pensa sempre che “a me non succederà” ma visiti i numeri riportati nell’articolo, non è così semplice come sembri potersi considerare immuni a questo orrendo problema

    Reply
    • Irma Panova Maino 11 maggio 2015 16:32

      purtroppo quel “a me non succederà” è ingannevole. E il fatto che non sia successo, non deve far mai abbassare la guardia.

      Reply

Post a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

13 + cinque =

*

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Il materiale pubblicato è copyright delle case editrici, degli autori e delle agenzie che ne detengono i diritti. Pertanto la loro pubblicazione totale o parziale non intende violare alcun copyright e non avviene a scopo di lucro.

  • Privacy e Cookie policy

    Privacy Policy
  • Informazioni

    Edizioni Esordienti E-book di Piera Rossotti
    Strada Vivero, 15
    10024 Moncalieri - Torino

    [email protected]
    P.E.C. [email protected]

    011-6472110 - ore ufficio

    Partita IVA 10585010019
    Cod. Fisc. RSSPRI51R68L445X
    REA TO-1145737