I muri del buio e I nostri scarponi sulla Via Francigena

I muri del buio e I nostri scarponi sulla Via Francigena in versione FREE

I muri del buio e I nostri scarponi sulla Via Francigena in versione FREE

I muri del buio e I nostri scarponi sulla Via Francigena sono due dei libri scelti dal catalogo EEE per essere visualizzati anche nella versione FREE

Avere la possibilità di leggere gratuitamente una parte corposa di un libro vi darà modo di comprendere se vi piace lo stile dell’autore, se la trama vi coinvolge e se, arrivando al termine della parte FREE, avrete voglia di acquistare in versione completa digitale o, in diversi casi, la versione cartacea del libro in questione.

I muri del buio – versione free

Lorenzo è un giovane romano avvenente e sfaccendato. La sua vita cambia radicalmente un giorno quando decide di trascorrere una settimana sulle Dolomiti.

Qui incontra Anna, convinta ecologista e acerrima nemica della caccia; il giovane è affascinato dalla ragazza, dalle sue idee e dai suoi amici animali e, a poco a poco, cambia la sua visione del mondo e comprende quanto sia sbagliato uccidere gli animali per il semplice gusto di farlo.

Ma il tranquillo villaggio di montagna viene sconvolto da una serie di inquietanti delitti, che coinvolgeranno anche Anna e Lorenzo.

 

I nostri scarponi sulla Via Francigena – versione free

In questo libro voglio raccontare il nostro pellegrinaggio su un tratto della Via Francigena diretti a Roma, così come mio marito Alessandro ed io lo abbiamo organizzato e vissuto nei venti giorni delle nostre ferie estive.

Siamo partiti l’8 Luglio 2000 da Modena con sulle spalle i nostri zaini pesanti, ma scrupolosamente organizzati. Eravamo forniti di quel minimo di attrezzatura tecnica che faceva di noi dei pellegrini moderni del XXI secolo, ma anche se diversi nell’apparenza esteriore, lo Spirito che ci guidò fu lo stesso che sostenne coloro che nel Medioevo intrapresero con Fede questo viaggio.

Tutto quello che abbiamo provato e vissuto lungo il cammino ci ha aiutati a recuperare una dimensione più umana di noi stessi, fatta di forza di volontà, di perseveranza e di fiducia nelle nostre capacità, ma anche di debolezza, di impotenza di fronte agli elementi della natura e di umile abbandono.

Certamente la cosa più bella sono stati gli incontri, molte volte fortuiti, con moltissime persone diverse, generose, interessate e desiderose di capire cosa ci spingesse a percorrere a piedi circa 380 chilometri, sotto il sole e la pioggia, un passo dopo l’altro, fino alla Meta.

 

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