La centunesima infelice

Valutato 4.67 su 5 su base di 3 recensioni
(3 recensioni dei clienti)

4,99

Descrizione

La centunesima infelice di Nicoletta Parigini

 

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 1047 KB
  • Lunghezza stampa: 202
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (17 gennaio 2015)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-222-5
  • Prezzo: € 4,99
  • Formato: Formato Cartaceo
  • ISBN: 978-88-6690-234-8
  • Numero pagine: 336
  • Prezzo: € 15.00

Descrizione prodotto

Sinossi

Quante persone vivono, o sono vissute, a Venezia? Quanti, che vi hanno abitato in passato, sono ancora lì, camminatori instancabili, presenze in genere silenziose e ignote… a meno che non incontrino qualcuno che riesca a percepirli o a cui possano apparire in sogno.
Nell’attesa di transitare definitivamente nell’aldilà, le anime di coloro che hanno amato troppo la vita, che hanno lasciato qualcosa di incompiuto, o che hanno timore di ciò che li attende, vagano per le calli e, talvolta, interferiscono con il mondo dei viventi.
Marino Sanudo, uomo politico ed attento cronista della Serenissima, vissuto a cavallo tra il Quattro e il Cinquecento, che non ha nessuna voglia di abbandonare la sua città e non è certo ansioso di sottoporsi al Giudizio, trova nella quattordicenne Angelina il legame perfetto con il mondo visibile. Legame strano e curioso, quello tra un fantasma che ama vestirsi secondo la moda di epoche successive alla propria (predilige la marsina), e che addirittura prova a scrivere dei testi rap, e un’adolescente con una famiglia normalmente infelice: una sorella di poco maggiore che le ha “soffiato” il ragazzo, una madre depressa, un padre disorientato, un delizioso fratellino in età di asilo nido, una nonna bisbetica e una badante polacca.
Per una ragazzina che ha già le normali difficoltà legate alla sua età, per di più innamorata anche di Dario, un giovane rapper che sembra avere qualche problema di cui nessuno vuole parlarle, non è certo facile venire anche in contatto con la sofferenza che sente nelle voci dei trapassati, che le comunicano il loro dolore, l’attesa, l’impazienza, la paura. Ma se Marino Sanudo comunica con Angy, una ragione c’è, e quando la ragazza comprenderà, si potrà finalmente chiudere il cerchio della vicenda.
Una bella storia, questa della Centunesima infelice, perché parte come un racconto di fantasmi ma diventa un romanzo di formazione, fresco e immediato, che passa attraverso gli occhi e il linguaggio di una ragazzina di oggi, quella che potreste trovarvi vicina su un vaporetto veneziano, mentre va a scuola al mattino e magari stupirvi se, passando in un certo tratto del Canal Grande, si mette le mani sulle orecchie e comincia a canticchiare un brano di rap.

 

3 recensioni per La centunesima infelice

  1. Valutato 5 su 5

    Giorgio Bianco

    C’è una Venezia diversa, alla quale in pochi sono abituati. È la Venezia di chi ci vive. Di chi cammina controcorrente mentre flussi di turisti scorrono impetuosi guardando per aria. Venezia da amare, ma anche da gestire in un quotidiano fatto di orologi che corrono, di percorsi lungo cui affrettarsi per raggiungere le occupazioni quotidiane. Venezia è una città dove a tutte le ore migliaia di persone si fermano di colpo per scattare una fotografia. Intanto qualcuno allunga il passo per andare a fare la spesa, a lavorare o a scuola.
    Ma la Venezia della vita cosiddetta “normale” è soltanto una delle molteplici chiavi di lettura offerte da Nicoletta Parigini nel suo bellissimo romanzo “La centunesima infelice”, pubblicato da EEE. Sì, perché Nicoletta non si è accontenta di un solo punto di vista. L’Autrice ha saputo costruire una vicenda complessa, capace di spaziare fra storia antica e presente, ma anche fra giovani e adulti, scuola e famiglia. Senza rinunciare al “tocco soprannaturale”, equilibrato e perfettamente integrato al resto della narrazione.
    Nicoletta ha costruito un microcosmo. Dove Angelina, la studentessa protagonista del romanzo, vive un’adolescenza lacerata fra l’amore per la propria famiglia e la tanta, troppa sensibilità che agita la sua anima, le sue notti. Ore di sonno o di veglia, nelle quali entra senza chiedere permesso una figura del passato, un personaggio che ha bisogno di aiuto. Perché anche lui, chiamiamolo “fantasma”, ha bisogno di fuggire o di opporsi a eventi spietati e più grandi, più forti della sua volontà. E combatte, come tutti, animato da orgoglio e disperazione. Ma come può aiutarlo una ragazzina? E come può farlo gestendo il resto della sua vita, oltretutto senza svelare a nessuno il suo segreto onirico e magico?
    Angelina studia. È brava a scuola. Una scuola che i genitori hanno scelto per lei all’ultimo minuto, più bravi a rinviare le decisioni che a cogliere l’intelligenza della loro figlia. Angelina ha una sorella più spigliata di lei. Una mamma problematica. Un papà che sembra non esserlo. Angelina sta per innamorarsi.
    Gli zaini pieni di libri ammucchiati sul battello del ritorno da scuola, le battute di spirito, i messaggi sui cellulari, il passo avanti o indietro che quando si è giovanissimi racchiudono enormi significati: essere notati, considerati, forse preferiti ad altri… Oppure lasciati in secondo piano, scartati. Entusiasmo e sconfitta, gioia e dolore, tutto si consuma in un intervallo delle lezioni, in una campanella che sta per suonare, in uno sguardo incrociato da lontano.
    Noi che leggiamo il libro, abbiamo la sensazione di essere lì con lei, con Angelina. E abbiamo il privilegio di tornare indietro negli anni, tanto da fare il tifo per questo o quel personaggio del racconto, a seconda delle simpatie. Proprio come succedeva ai tempi del liceo. Nicoletta Parigini, in questo modo, apre o risveglia la nostra capacità di ascoltare la voce, la sensibilità dei giovanissimi. Non è cosa da poco.
    Camminiamo con Angelina, respiriamo con lei, diventiamo tristi quando la sua vitalità adolescenziale viene assorbita da importanti guai di famiglia, da una malattia, da una lacerazione. Il racconto getta solidi ponti vero sé stesso, intreccia la vita reale a quella soprannaturale e chissà, in definitiva, se una è più autentica dell’altra.
    Gli eventi precipitano, diventiamo ansiosi. Nevica, a Venezia e qualcuno pensa a organizzare vacanze sugli sci. Altri combattono con o contro il primo amore, con o contro la famiglia, con o contro i fantasmi. Quanti destini nelle mani di una ragazzina. Senza esperienza, si affida al cuore. Si tuffa con coraggio in un canale oscuro e pericoloso, quello dei sentimenti. È bello riemergere insieme a lei da quelle acque gelide e scure. È bello camminare o correre con Angelina, inciampare nella purezza, tornare ragazzi e gestire gli errori degli adulti prima ancora di poter concedere attenzione ai propri. È bello leggere “La centunesima infelice”, romanzo nel quale, alla fine, vorremmo abitare. Almeno per il tempo di un sogno.

  2. Valutato 4 su 5

    Claudio Oliva

    Un racconto legato a doppio filo alla città in cui si svolge. La Parigini arricchisce di elementi storici e esoterici (il riferimento a Sanudo, quale politico e redattore delle vicissitudini dell’epoca, nonchè personaggio anch’esso legato all’esoterismo e alla cartografia). La giovane protagonista fa scendere il lettore, o salire, al suo livello di studente adolescente con cento problemi da gestire e uno da… risolvere. Ce la farà? Sol,chi legge lo saprà!

  3. Valutato 5 su 5

    Giuliana Guzzon

    RECENSIONE DI GIULIANA GUZZON

    La scelta di lettura del romanzo La centunesima infelice non l’ho ponderata, bensì ho seguito l’attrazione dettata dalla copertina e il titolo: le mie origini veneziane hanno fatto il resto.

    L’autrice riesce a dare vita a una storia semplice e ricca di sfumature, in un coro di personaggi che si collegano l’uno all’altro; vivi e decisamente godibili. In un intreccio di relazioni che non ti abbandonano dall’inizio alla fine.

    Un bel romanzo, dove non c’è solo il rosa, ma tematiche anche molto serie e delicate. Ci si ritrova catapultati in un mondo stuzzicante. In un mix d’ironia, mistero, storia, intrighi che l’autrice bilancia a perfezione, intrecciandoli alla vita normale e le vicende sentimentali di ragazzi adolescenti. Una storia originale, condita con un pizzico di mistero. Molto adatta anche ad un pubblico giovane, sia per il linguaggio, sia per la tematica, che testimonia il difficile rapporto tra genitori e figli in cui a volte i ruoli si invertono.

    La scrittrice ha curato molto la trama e l’intreccio del racconto: ricco di vicissitudini. Proprio questo aspetto, ha saputo catturarmi nella sua ragnatela!

    Una delle abilità che ho riscontrato in Nicoletta Parigini è la capacità di raccontare il quotidiano. Riesce a narrare le verità universali dietro ad una scenata di famiglia, i sorrisi tirati di una coppia di giovani che sembra perfetta, i mille significati di una crisi di nervi, le intenzioni e i pensieri che si celano dietro lo sguardo di Angiolina la protagonista che, con la sorella Annagiulia, è il perno su cui tutto ruota. Senza fronzoli risaltano le angosce dell’adolescenza, la vita di città e il rapporto iniziale con l’amore.

    Angiolina: timida, dolce, affabile e affettuosa. Potremmo definirla anche ingenua. Affezionata più al padre che alla madre perennemente proiettata verso le proprie preoccupazioni. Una ragazza inclina verso l’idea d’amore romantico, dove il solo sfiorarsi crea sconvolgimenti emotivi.

    Annagiulia: tralasciando tutti i modi eleganti per definirla, credo che l’aggettivo più spontaneo sia antipatica. Schietta, maliziosa, insofferente, rancorosa ed egoista quanto basta, a modo suo anche fragile, con una visione acuta di come viaggia il mondo. Una cosa le accomuna: entrambe anelano in modo diverso alla libertà.

    Sono i personaggi variegati e pittoreschi la freschezza di questa scrittura vivace e moderna. Accanto ai saggi e vecchi consigli di un mondo parallelo bisbigliati da un personaggio misterioso e vissuto secoli prima: un fantasma o un morto che non ha ancora attraversato il confine del mondo terreno. Angiolina diventa via via più sensibile e comincia a vedere altre presenze che vagano per la città di Venezia. Che cosa attendono? Suo malgrado, la ragazza si ritrova con coscienza e terrore a vederle e sentirle. Cercherà in ogni modo di resistere alla forza. Un evento particolare e la sua sensibilità entreranno in collisione, trascinandola inevitabilmente verso il trapassato, seguendo con lui una traccia che attraversa l’arte e la storia verso la luce su quanto dovrà accadere.

    Nicoletta Parigini ci porta per mano attraverso Venezia, tra le calle e i ponti, con una descrizione meticolosa di tragitti, palazzi e sottopassaggi. Chi non conosce la città, sarà certamente incuriosito dalle dicerie che hanno il loro bagaglio di follia; piccole o grandi tragedie di alcuni personaggi che fanno parte della storia vera, quella che troviamo sui libri.

    Concludo dicendo che ho sofferto con Angiolina, ma ancor più ho provato la tentazione di stringere le mani intorno al collo di Annagiulia.

    Ho apprezzato Nicoletta Parigini che leggo per la prima volta e non ho trovato nessuna macchia dilatata per portare avanti la trama o escamotage per far sparire personaggi scomodi e tutti, nel bene o nel male, sono curati e dotati di una propria anima. Consigliato a cinque stelle!

    http://giulianaguzzon.altervista.org/giuliana-guzzon-recensione-la-centunesima-infelice-di-nicoletta-parigini/

Aggiungi una recensione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

cinque − due =

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.


Fatal error: Call to a member function is_on_sale() on null in /membri/edizioniesordientiebook/wp-content/plugins/woocommerce/templates/single-product/sale-flash.php on line 26