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Giancarlo Ibba

Un giallo tira l’altro

Secondo Umberto Eco, il testo letterario è una “macchina pigra” che, per mettersi in moto, ha bisogno della partecipazione attiva del lettore. Senza questo atteggiamento da lettori-motore, forse non apprezzeremmo il breve raccontino di Cortázar in “Storie di cronopios e di famas”… e sarebbe un vero peccato!

Lo Spirito del lago di Giancarlo Ibba e Cinzia Morea

Nella comatosa cittadina di Villa Reso, l’improvvisa e inspiegabile scomparsa della dottoressa Molteni lascia sconcertati i colleghi dello studio medico in cui lavora e scatena le malelingue dei residenti. Il dottor Guido Gubernatis, in particolare, si lascia coinvolgere suo malgrado nella ricerca della donna. La vita privata di quest’ultima, fin dall’inizio, appare più complicata di quanto Gubernatis potesse immaginare. Nelle sue involontarie indagini, l’uomo, improvvisatosi detective, si imbatte spesso nelle allusioni a una misteriosa leggenda popolare locale: quella di un fantomatico “Spirito del Lago” che infesterebbe un piccolo specchio d’acqua melmosa, circondato da boschi e canneti, situato a pochi chilometri da Villa Reso. Un luogo spettrale, isolato, ma apparentemente molto frequentato durante la notte. E non solo da fantasmi…

Il cerchio delle donne di Elena Grilli

Ancona, via Bezzecca, una palazzina con cinque appartamenti è il teatro quasi esclusivo dell’azione di questo giallo dove i personaggi femminili sono davvero dominanti, con tutte le loro qualità e i loro difetti, con tutte le loro contraddizioni e i loro problemi. Tra i personaggi principali, la rumena Catinca, sposata con un italiano marito-padrone, la saggia Gabriella (detta Bri), un’anziana psicologa in pensione, che vive in una piccola comune femminile, e Jo, impiegata amministrativa della Questura di Ancona, ragazza anticonformista, testarda e scorbutica, ma dotata di un forte senso della giustizia. Saranno le donne a far luce sulla tragica fine di un’anziana coppia di coniugi, loro coinquilini. Ma nel romanzo c’è molto di più: c’è una riflessione sulla condizione femminile, sul significato della solidarietà tra donne, sulla famiglia (non sempre positiva), sul valore della presa di coscienza del proprio ruolo e, di riflesso, anche sul mondo maschile.
Questo romanzo, vincitore del V Concorso per il Giallo, Thriller e Noir indetto da EEE-book (2017), è ben scritto, senza cedimenti nel ritmo narrativo, e lascia il lettore con la piacevole sensazione di aver letto una storia coerente e coesa, ricca di spunti interessanti e capace di offrire uno sguardo acuto e profondo su alcuni significativi aspetti della realtà socioculturale dell’Italia contemporanea.

 

Feb 24, 2018

Giancarlo Ibba e Cinzia Morea e il Gioco di Libri

Talvolta è capitato di passare qualche ora, in buona compagnia con gli amici, cercando di indovinare quale fosse il soggetto estratto e ponendo domande del tipo: “Se fosse una città, quale sarebbe?”

Ebbene, abbiamo chiesto ai nostri autori di abbinare il titolo del loro libro a un personaggio, una pietanza, una città e una canzone. Ed ecco uno dei risultati.

Lo spirito del lago

Sinossi

 

Nella comatosa cittadina di Villa Reso, l’improvvisa e inspiegabile scomparsa della dottoressa Molteni lascia sconcertati i colleghi dello studio medico in cui lavora e scatena le malelingue dei residenti.

Il dottor Guido Gubernatis, in particolare, si lascia coinvolgere suo malgrado nella ricerca della donna. La vita privata di quest’ultima, fin dall’inizio, appare più complicata di quanto Gubernatis potesse immaginare.

Nelle sue involontarie indagini, l’uomo, improvvisatosi detective, si imbatte spesso nelle allusioni a una misteriosa leggenda popolare locale: quella di un fantomatico “Spirito del Lago” che infesterebbe un piccolo specchio d’acqua melmosa, circondato da boschi e canneti, situato a pochi chilometri da Villa Reso.

Un luogo spettrale, isolato, ma apparentemente molto frequentato durante la notte. E non solo da fantasmi…

Se “Lo spirito del lago” fosse

Una città:

Twin Peaks

Atmosfere sonnacchiose e mentalità ristrette, vie tranquille i cui abitanti sembrano vivere giorni ordinari, rispettosi del senso comune, fino a quando qualcosa non interviene a scoperchiare i segreti brulicanti sotto la superficie immota di questa apparente, lieta normalità: se “Lo Spirito del Lago” fosse una città, sarebbe Twin Peaks, la cittadina verde e nebbiosa, situata negli Stati Uniti, al confine con il Canada, che David Lynch immaginò come ambientazione delle indagini di Dale Cooper.

La città è circondata da una foresta antica, dove dominano entità demoniache con strani gusti in fatto di arredamento. Le indagini dell’agente Cooper porteranno in parte a scaricare gli umani dalle responsabilità per i torbidi fatti narrati nella serie, in cui i demoni hanno messo il loro zampino.

Villa Reso, la cittadina del nostro romanzo, è forse meno accattivante, ma sorge sulle rive di un lago. Un anonimo specchio d’acqua, forse infestato da un fantasma.

Non per questo però qualcuno dei suoi abitanti potrà essere considerato meno colpevole.

 

Un personaggio:

Alfred Hitchcook

Se Lo Spirito del Lago fosse un personaggio sarebbe Alfred Hitchcook, memorabile regista di più di cinquanta film (di cui alcuni sono tra i preferiti di Guido Gubernatis) e inventore del Mc Guffin, espediente che è stato di ispirazione a noi autori.

Forse sono i personaggi di Hitchcook, ad aver trasmesso al nostro dottore le sue velleità investigative, d’altronde è possibile giocare a trovare qualche punto di somiglianza tra loro e Gubernatis:

Jeff Jefferies, il protagonista de La finestra sul Cortile, è spinto a ficcanasare nella vita dei propri vicini dalla noia, come Gubernatis è spinto ad impicciarsi della vita dei propri colleghi dalla depressione. Ed entrambi rischieranno di lasciarci le penne, ma si salveranno e troveranno l’amore.

 Roger Thornill, l’agente pubblicitario interpretato da Cary Grant in Intrigo Internazionale, si trova invischiato in una cospirazione di cui avrebbe fatto volentieri a meno di conoscere l’esistenza, come Gubernatis si butta in un’indagine verso la quale non sente la minima propensione.

Di Rupert Cadell, il professore di Nodo alla Gola, Gubernatis ha forse l’ostentato cinismo, che però si scioglie come panna montata nella cioccolata calda, di fronte alla crudeltà dei fatti di cui si trova ad essere protagonista.

D’altronde il dottor Gubernatis, cinefilo che però apprezza solo i film girati precedentemente al 1989, conosce perfettamente tutte queste pellicole, come anche le altre del suo regista preferito, e di Nodo alla Gola parafrasa anche una pungente battuta.

Ma tra le pagine del romanzo si nascondono anche altre citazioni hitchcockiane, leggete e divertitevi a scovarle tutte.

 

Una pietanza:

Grigliata di carne e verdure

Se si trattasse di un pietanza Lo Spirito del Lago sarebbe una grigliata di carne e verdure: un piatto da consumare all’aria aperta in compagnia, di cui anche la preparazione è una festa.

Una piccola vacanza dalla quotidianità che Guido Gubernatis si è concesso una domenica, prima che le inquietudini legate al lavoro e ai misteri riprendessero il sopravvento su di lui.

INGREDIENTI

Salsiccia, carne di manzo, petti di pollo, zucchine, peperoni, melanzane in quantità a piacere.

  • Olio, limone, sale e spezie.
  • Rosmarino.
  • Un giardino con barbecue, carbonella e fiammiferi.
  • Sedie a sdraio.
  • Bibite.
  • Bel tempo.
  • Parenti e amici simpatici.

PREPARAZIONE

Accendere il fuoco nel barbecue, mettere i petti di pollo a marinare in olio, succo di limone e spezie a piacere, tagliare le verdure in grosse falde.

Quando le braci sono pronte arrostire la carne, grigliare le verdure, salare, pepare, guarnire con il rosmarino e gustare comodamente spaparanzati sulla sdraio, tra chiacchiere amichevoli.

Una canzone: Eleanor Rigby

Eleanor Rigby, la canzone più triste del mondo. Parla di solitudini incolmabili, per la mancanza di volontà a colmarle, di incontri mancati e di vite sprecate. Non è assolutamente un caso che questa canzone sia la colonna sonora della conclusione de Lo Spirito del Lago.

Se il romanzo fosse una canzone, sarebbe questa dei Beatles.

Dettagli del libro

  • Formato: ebook e cartaceo
  • Dimensioni file: 1557 KB
  • Lunghezza stampa: 307
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (29 novembre 2017)
  • Venduto da: AmazonIbsEEEKobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-415-1
Feb 15, 2018

Tante nuove uscite entro Natale

Esistono delle scadenze fisse che ci costringono a correre contro il tempo. Punti fermi sul calendario che segnano lo scatto delle lancette, facendo sudare chiunque si trovi nella situazione di dover produrre un “qualcosa” entro una certa data.

Natale, Pasqua, l’inizio dell’estate, i primi di settembre e, nel caso dell’editoria, anche il Salone Internazionale del Libro di Torino, sono tutti appuntamenti inderogabili con i quali dover fare i conti. Tuttavia, dato che EEE non perde tempo, diversi titoli stanno già per entrare nel catalogo, alcuni solo in formato digitale, altri, invece, anche in formato cartaceo.

 

L’immagine che vedete presenta, appunto, tre new entry quasi pronte. “Quasi” perché in realtà sono le bozze di stampa e alcuni particolari vanno ancora visti e rivisti prima di dare il definitivo consenso alla stampa.

Da sinistra si vede la copertina del nuovo libro di Elena Grilli, Il cerchio delle donne, il romanzo che ha vinto il nostro concorso GTN (giallo, thriller e noir) diventando il degno erede di Come il mare ad occhi chiusi, detentore di diversi titoli rilasciati da giurie autorevoli. Conoscendo le capacità di Elena, siamo certi che anche questo libro vi terrà incollati alle pagine, con il fiato sospeso fino alla fine.

Al centro il libro di Andrea Leonelli, Domani ci sarà tempo, rappresenta una novità per l’autore, in quanto non si tratta di una silloge poetica ma di un testo narrativo che porta all’attenzione del lettore l’esperienza personale del poeta vissuta nel momento del suo infarto. Un evento che ha radicalmente cambiato la sua vita, il suo modo di pensare e di approcciarsi all’ambiente esterno.

A destra si trova l’ultima silloge di Maria Luisa Mazzarini, Piccola Venezia sogna, una raccolta di poesie che, al pari delle altre che l’hanno preceduta, saprà emozionarvi e trasportarvi nell’universo sensoriale della poetessa. Venezia è un altrove dove un “Cuore di rondine” anela tornare…

Ma non è finita qui, perché anche Oliviero Angelo Fuina presenta la sua nuova silloge Poesie (R)Accolte, una raccolta che potremmo definire un “the best of”, ovvero le migliori composizioni premiate, menzionate e riconosciute in premi, concorsi ed eventi di ogni genere, come testimonianze della bravura di questo nostro poeta.

Ultimi, ma non ultimi, Cinzia Morea e Giancarlo Ibba offrono ai lettori una chicca davvero interessante: il libro scritto a quattro mani Lo spirito del lago. La particolarità di questo giallo, arrivato secondo nel nostro concorso GTN, si riscontra proprio nelle propensioni letterarie dei due autori: Cinzia scrive libri per ragazzi e Giancarlo sforna horror imperdibili. Il connubio fra i due sarà sicuramente fuori dagli schemi.

Di prossima uscita anche il libro di Danae Lorne del quale, però, non siamo riusciti a estorcere, al nostro editore, alcuna informazione. Abbiamo solo una vaga idea di quale sarà la copertina ma, in sostanza, del contenuto e del titolo non sappiamo ancora nulla. Ma siamo decisamente curiosi!

Dunque, se non sapete quale libro regalare o regalarvi per Natale, presto saranno disponibili nuovi titoli interessanti da inserire nelle vostre librerie e in quelle degli amici.

 

Nov 22, 2017

Tante sfumature di rosso in promozione su Amazon

Fino alla fine di luglio Amazon propone le creazioni di Giancarlo Ibba (La vendetta è un gusto, L’alba del sacrificio e C’era una volta in Sardegna) in cui il rosso, come il sangue, c’è e in abbondanza e l’eros che scaturisce dal libro di Roberta Andres: Le foto di Tiffany.

Dunque ancora rosso, come i sapori piccanti creati dalle atmosfere di Roberta.

Ovviamente nel catalogo EEE ci sono altri horror e altri erotici, ma perché non approfittare delle offerte Amazon e lasciarsi conquistare in questa estate afosa?

E voi, con questo caldo, quale genere preferite?

Le foto di Tiffany

Formato: Formato ebook

Dimensioni file: 895 KB

Lunghezza stampa: 89

Editore: EEE-book (12 settembre 2015)

Venduto da: Amazon Kobo EEE

Lingua: Italiano

ISBN: 978-88-6690-258-4

 

I libri di Giancarlo Ibba

Formato: ebook e cartaceo

Dimensioni file: 1223 KB

Lunghezza stampa: 120

Editore: EEE-book (5 agosto 2012)

Venduto da: Amazon Kobo EEE

Lingua: Italiano

ISBN: 978-88-6690-085-6

Formato: ebook e cartaceo

Dimensioni file: 1595 KB

Lunghezza stampa: 343

Editore: EEE-book (18 ottobre 2013)

Venduto da: Amazon Kobo EEE

Lingua: Italiano

ISBN: 978-88-6690-160-0

Formato: ebook e cartaceo

Dimensioni file: 2362 KB

Lunghezza stampa: 509

Editore: EEE-book (18 febbraio 2015)

Venduto da: Amazon Kobo EEE

Lingua: Italiano

ISBN: 978-88-6690-236-2

Lug 11, 2017

Tecniche per spy story… poi si può aggiungere il talento!

Cari Lettori e Autori,
eccoci di nuovo all’appuntamento settimanale con i video, per chi ha la pazienza e la voglia di seguirli, e con qualche notizia editoriale.
Questa settimana parliamo di spy story e, come sempre, di lettura e scrittura consapevoli: è il sessantesimo video della serie! Ma si impara a leggere e a scrivere soltanto facendolo, o almeno si imparano le tecniche, il talento è un qualcosa di più che, se c’è, può fare molto. Ma, senza la tecnica, il talento non basta.
Nel video parliamo di una spy story molto famosa, Il Codice Rebecca di Ken Follett, ma vorrei segnalarvi tre nostri ebook in promozione, la cui lettura, vi assicuro, sarà molto godibile, anche se i nomi degli autori sono meno conosciuti (per ora):

Emanuele Gagliardi, Nero pesto (Offerta Lampo Kindle e promo su tutti gli store soltanto il 21 gennaio). Roma, 1979. Sono gli anni in cui eversione nera e terrorismo rosso insanguinano la Capitale aggiungendosi agli attacchi diretti allo Stato culminati nel rapimento e uccisione di Aldo Moro. Omicidi, sequestri, rapine, violenze hanno spesso connotazione ideologica e così, quando un portinaio di 60 anni iscritto al MSI, Alfredo Mancini, viene trovato morto, orrendamente mutilato, il commissario capo della Squadra Mobile Umberto Soccodato si indirizza senza esitare sulla pista politica, benché le caratteristiche del delitto lascino ipotizzare un movente passionale forse omosessuale. Qualche giorno dopo, nello stesso stabile, avviene un secondo omicidio. A parte il teatro dei delitti e le simpatie destrorse delle vittime, non parrebbe esserci un comune denominatore tra i due casi. Ma è davvero così? Soccodato e i suoi collaboratori si muovono non senza grossi rischi e affanni nel sottobosco del terrorismo neofascista che per le sue aderenze con gli ambienti istituzionali e con la grande criminalità capitolina si rivela un nemico quanto e forse più insidioso delle temibili e meglio organizzate formazioni eversive di sinistra.

Alessandro Cirillo e Giancarlo Ibba, Angelus di sangue: (promozione fino alla fine del mese su tutti gli store) Il Palazzo Apostolico in Vaticano è certamente uno dei luoghi più monitorati al mondo, ma è davvero impenetrabile ad un attacco terroristico? Dalle penne di Alessandro Cirillo e di Giancarlo Ibba è nato un romanzo d’azione dai ritmi serrati e convulsi, denso di colpi di scena, in cui si misurano due grandi protagonisti: il terrorista afgano Fawaz, intelligente e crudele, ma con fortissime motivazioni all’azione e all’odio, e Bruno Majo, un diacono che sta per essere ordinato sacerdote, ma che ha un passato da militare addestrato e un terribile segreto da custodire.


Alessandro Cirillo, Schiavi della vendetta
(promozione fino alla fine del mese su tutti gli store): Durante un’operazione militare in Somalia, il sergente Loiacono stupra una giovane donna con la complicità di alcuni commilitoni, mentre Samuel Pagano, uno dei soldati al comando di Loiacono, pur volendolo, non trova coraggio sufficiente per contrastare il gesto scellerato del suo superiore e dei suoi compagni.
Vent’anni più tardi, le vite dei protagonisti di quel turpe episodio hanno preso strade diverse: Pagano, ad esempio, si è laureato ed è diventato un importante uomo d’affari e un buon padre di famiglia; Loiacono, sempre scapolo alla ricerca di dubbie avventure con donne conosciute occasionalmente o prostitute, ha fatto carriera in politica ed è addirittura indicato come futuro presidente del Consiglio. Eppure, qualcuno non ha dimenticato, vorrà pareggiare i conti e lavare col sangue l’oltraggio subito nel passato dalla giovane somala e tenterà di farlo mettendo in campo tutta la sua rabbiosa determinazione e il suo odio cresciuto nel tempo.
Schiavi della vendetta è un romanzo denso d’azione, dal ritmo incalzante, pagina dopo pagina.

Questi libri sono anche in formato cartaceo e, se li ordinate dal sito EEE, senza spese di spedizione.

Buona lettura!

Piera Rossotti Pogliano

Gen 31, 2017

la-mia-postazioneGiancarlo Ibba e La sua Postazione

Ogni autore possiede una propria postazione in cui le idee prendono forma e le parole scorrono velocemente sul monitor. Per i più conservatori esistono ancora gli scrittoi, carta, penna, talvolta calamaio. Tuttavia, a prescindere dal mezzo con cui si esprimono i pensieri, la magia che scaturisce è quella insita in ogni forma d’arte e noi vogliamo farvi vedere come se la cavano i nostri autori.

L’Antro dello Scrittore

postazione

La mia postazione da combattimento contro i miei fatui demoni letterari, traslocata più volte causa di innumerevoli  cambi forzati di residenza, la chiamo da sempre “l’antro dello scrittore”.  Al contrario di quanto consiglia Stephen King, io la posiziono accanto a una finestra. Mi piace la luce che entra di lato, sulla tastiera, modificandosi nel corso della giornata.

Già, perché io sono uno di quelli che scrive saltuariamente ma, quando ci si mette, è capace di stare alla tastiera dall’alba al tramonto e oltre. In questa postazione particolare, locata in quel di Epinel (Cogne, Valle d’Aosta, Italia) ho revisionato La vendetta è un gusto, riscritto da capo L’alba del Sacrificio, concepito C’era una volta in Sardegna e battuto a ritmo di battaglia Angelus di Sangue.

Come potete osservare nella fotografia, pur nella necessaria solitudine dell’atto creativo, non mi manca la compagnia. Il mio gatto Tuco (Benedicto Pacifico Juan Maria Ramirez, detto il Porco), al solito, sorveglia i lavori da dietro il monitor, godendosi il getto di aria calda che esce dalle ventole del notebook. A sinistra c’è Motta, la marmotta. A destra il teschio plastico di Ugo (che non brilla nel buio, citazione per attempati dellamortiani), occasionalmente utilizzato come porta caramelle. Non manca mai sul mio tavolo neanche il Dizionario dei sinonimi e dei contrari, detesto ripetere le stesse parole nella stessa pagina. Fuoricampo c’è la fida stufa a pellet, accesa da settembre a giugno.

Fa freddo da queste parti, dieci mesi su dodici. L’inverno arriva presto, l’estate non arriva mai. A differenza di quando stavo in Sardegna, in cui evitavo le ore più calde scrivendo nei torridi pomeriggi estivi del Profondo Sulcis, qui le mie estemporanee sessioni di scrittura si concentrano nelle gelide giornate invernali. Specialmente nelle silenziose notti nevose, con i fiocchi spinti dal vento che si sciolgono contro i vetri tiepidi della finestra al mio fianco.  Atmosfera che ispira, direte.

Ispira a non mettere fuori il naso dal calduccio intrappolato dentro casa, rispondo io.

Che fare in questa frequente situazione? Le mie scelte preferite sono tre: guardare un film, leggere un libro o scriverne uno. Sempre che riesca a resistere al canto suadente delle sirene del divano e della televisione. Potrei ficcarmi tappi di cera nelle orecchie, come Ulisse, ma non lo faccio.

Qualche volta riesco a resistere al richiamo però e, allora, per vostra fortuna (o sfortuna)… scrivo.

 

Ott 29, 2016

Un ragazzo da settemila copie

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Alessandro Cirillo, giovane autore emergente lanciato da EEE, alla scrittura ha ormai preso gusto e le settemila copie vendute ne sono una chiara testimonianza.

Dopo Attacco allo Stivale, thriller d’azione pubblicato nel gennaio 2013, ha pubblicato Nessuna scelta nell’aprile 2014, poi Trame oscure nel febbraio 2015 (secondo classificato nella sezione ebook al Premio Letterario e Giornalistico “Piersanti Mattarella” 2015) e, nel dicembre dello stesso anno, è uscito Angelus di sangue, scritto a quattro mani con un altro autore emergente EEE, Giancarlo Ibba.

Ora, dopo aver venduto oltre settemila copie dei suoi romanzi, a maggio del 2016 Alessandro ha pubblicato Schiavi della vendetta che, siamo certi, diventerà un bestseller come i precedenti.

Perché ve lo stiamo dicendo? Perché Alessandro è uno di voi, un autore che ha iniziato come tanti altri, mettendo in gioco la propria passione e i propri sogni. Nella vita lavora presso le Ferrovie dello Stato, un lavoro logorante che spesso lo porta a contatto con la parte più oscura del genere umano, ma anche con “vecchiette” deliziose che lo prendono per mano e lo conducono lontano da una discussione accesa. Alessandro però non scrive di vecchietti o di passeggeri che vogliono aver ragione anche quando non hanno il biglietto o quando si comportano in modo fastidioso, arrecando disturbo agli altri; lui racconta le gesta avventurose di soldati, agenti segreti, complottisti e attentatori. Non solo, scrive, attraverso il suo blog, anche articoli che parlano delle nostre Forze Armate, approfondimenti che trasmettono ai lettori la sua passione per un Paese che ha un passato glorioso e che, ancora adesso, lascia nel DNA di molti quel fiero orgoglio di poter appartenere a un’utopia.

E nel tempo, questa sua passione si è trasformata aiutandolo ad affinare lo stile, a rendere ancora più realistici e umani i suoi personaggi, a raccontare storie così attuali da ritrovarle scritte nei giornali, come fatti di cronaca vera, nell’arco di pochi mesi. Alessandro è un autore dei nostri tempi, calato in un quotidiano modo di vivere che appartiene a chiunque di noi: un padre di famiglia e un marito premuroso.

Eppure, nonostante questo suo apparente stato di “normalità”, possiede un talento indubbio che lo porta a resistere perennemente nelle classifiche di Amazon e non solo entro i primi 100 di una determinata categoria, anche nella classifica Top 100 dei bestseller assoluti.

E, con cotanto risultato, possiamo forse non essere orgogliosi di lui?

Giu 13, 2016

Giancarlo Ibba è l’autore che meglio rappresenta il New Gothic nel panorama letterario italiano e le sue storie, ambientate su suolo nostrano, specialmente nella sua amata Sardegna, portano il lettore a immergersi nell’orrore puro dato dal quotidiano. Come lo stesso Giancarlo afferma, non c’è nulla di più terrificante del terrore che scaturisce dalla normalità. #EEE #autoriEEE

logo esperienza

Giancarlo Ibba e la sua esperienza con EEE

di Giancarlo Ibba

Il mio primo contatto con la EEE risale all’ottobre 2011. Mi trovavo in Sardegna per trascorrere le ferie al caldo (nel Profondo Sulcis l’autunno arriva più o meno nel periodo natalizio) e ricaricare le batterie in vista della prossima Stagione Invernale. Un pomeriggio, mentre con la pancia piena dei manicaretti materni e del vino paterno contemplavo dalla sedia a sdraio l’oscillare delle fronde degli ulivi nel giardino, ricevetti una telefonata della Fidanzata. “Ho trovato su internet una nuova Casa Editrice che cerca manoscritti di autori esordienti!” annunciò. Con il mio solito entusiasmo pomeridiano post-banchetto, ho replicato: “Ah-ah.”

“Ti segno la mail?”

Risposta (immaginatela con lo stesso tono stralunato di Forrest Gump): “Okay”.

La mia scarsa eccitazione, oltre alla digestione lenta e i postumi del Cannonau di Jerzu, era dovuta principalmente a due fatti: primo, fino ad allora i miei tentativi di comunicare con una CE erano stati inutili; secondo, nonostante tutti gli amici che mi dicevano il contrario, io non ero ancora convinto di essere abbastanza bravo nello scrivere da poter addirittura pubblicare un libro. Alla fine del Liceo Scientifico, dopo aver vinto una Targa Premio in un Concorso Letterario Comunale, avevo spedito a un Presunto Editore un manoscritto intitolato “Verdetto Invisibile” (quello che oggi costituisce il nucleo originale de “L’alba del Sacrificio”). Qualche settimana dopo mi arrivò per posta un plico con la risposta. In breve, la storia era piaciuta (a chi? Dettaglio non specificato) e si voleva procedere con la pubblicazione. Facile, no? Dov’era la fregatura, direte voi? La fregatura era che mi si chiedeva un contributo di 7.500.000 lire e l’acquisto preventivo di minimo 500 copie.

Declinai l’offerta, ovviamente. A quei tempi, quasi diciottenne, tutte le somme oltre i tre zeri mi erano praticamente sconosciute. La paghetta settimanale, somministrata dai genitori ai figli, era un concetto mitologico, qualcosa che esisteva soltanto nei telefilm americani tipo “Casa Keaton”. L’unica paga che conoscevo era quella di mio padre, che arrivava il 27 di ogni mese (con il senno di poi, tutto sommato ero un privilegiato) e dovevamo farla bastare fino al 27 successivo. Quando andava bene, sbrigando qualche commissione o lavoretto, con grande parsimonia riuscivo a racimolare gli spiccioli per acquistare un pallone da calcetto Tango (5000 lire), un gelato (rigorosamente un ghiacciolo al limone, con il suo duro e appiccicoso bastoncino di liquirizia, prezzo 250 lire) e qualche caramella alla menta (25 lire ciascuna).

Non ho più spedito nulla fino ai tempi dell’università, quando, sollecitato dai pochi lettori-cavie dei miei raccontini horror, decisi di riprovarci. Non avevo grosse aspettative, ma perlomeno li avrei fatti contenti. Così investii in grandi buste arancioni, fotocopie rilegate e francobolli, una frazione del mio budget extra annuale. Questo extra proveniva dal lavoro estivo a cui nel frattempo mi ero dedicato… ma questa è un’altra storia, come si dice.

Tagliando corto, tutti i manoscritti inviati a CE più o meno grandi non ricevettero risposta e finirono chissà dove. In un certo senso, ne fui anche contento, perché in fondo mi vergognavo delle assurdità che andavo scrivendo. Così, smisi di pensarci e mi dedicai con pazienza a trasferire dal cartaceo al digitale le pagine dei miei block notes, malamente imbrattate di inchiostro in quegli anni spensierati e fuggevoli. Nel frattempo scrissi altre cose, parecchie incompiute, tra le quali un romanzo breve intitolato “Ragazzi Normali”.

E con “Ragazzi Normali” ritorniamo all’autunno del 2011.

Finite le ferie e tornato alle fresche montagne della Valle d’Aosta, recuperai l’indirizzo email e inviai in lettura alla EEE il file word di un romanzo horror intitolato “Frammenti di Terrore”. In poche parole, si trattava della versione espansa, corretta e rivista, del racconto adolescenziale spedito al Presunto Editore.

Immediatamente (grande novità!) ricevetti una risposta automatica di avvenuto ricevimento. Il giorno seguente una cortese mail della signora Piera Rossotti mi informava che il file era stato messo in lista di attesa per la lettura. I tempi previsti per un responso erano di circa sei/otto mesi e, in ogni caso, mi sarebbe stata fornita una scheda di lettura e un parere obbiettivo sulle possibilità di pubblicazione.

Benissimo, pensai.

Ho tanti difetti, ma come quasi tutti i Sardi (evoluzione genetica dovuta alla pratica millenaria della pastorizia?) possiedo la virtù della pazienza. Così, mi dedicai ad altre faccende e lasciai che il tempo facesse il suo corso. In primavera, inattesa, ricevetti un’altra mail con allegata scheda di valutazione. Mi aspettavo quattro righe messe in croce (come era accaduto con il Presunto Editore, invece mi trovai sotto gli occhi un paio di pagine belle fitte. Ogni aspetto della mia “opera” era stato analizzato, evidenziandone i pregi e sottolineando i numerosi difetti. In definitiva, la conclusione era: così com’è adesso il romanzo non mi convince e non lo riteniamo pubblicabile. Non me la presi. Scrissi una lettera di ringraziamento per il lavoro svolto e, comunque, anche solo per avermi degnato di una risposta. Ne nacque un breve scambio epistolare digitale con la signora Rossotti, dove lei mi spiegò che parte delle sue perplessità sul mio romanzo (oltre alla incasinata struttura temporale non lineare) derivavano da un fatto di gusto personale: non le piacevano le storie di autori italiani ambientate negli Stati Uniti. Perché non provare ad ambientare il racconto in Sardegna? buttò lì, semplicemente. Accettai il suggerimento e le risposi che avrei riscritto tutta la vicenda da capo, localizzandola nel Sulcis. Già mentre scrivevo questa risposta, un bel po’ di nuove idee mi balzarono in mente. Non ero sicuro di farcela, ma avrei di certo fatto del mio meglio.

Passò qualche mese. Cominciai a riscrivere “Frammenti di Terrore” e, nel frattempo, ripassai per l’ennesima volta il file di “Ragazzi Normali”. Pensavo: questa storiella di studenti fuoricorso e docenti fatti a pezzi potrebbe piacere o no? A fine giugno, superando la mia ritrosia, inviai in lettura il file alla EEE. A questo punto della narrazione dovete sapere una cosa: il primo romanzo era il mio figlio preferito (il primogenito), mentre il secondo lo consideravo un figlio… minore. Perché? Perché uno era stato scritto in vent’anni, mentre l’altro in poco più di un mese, senza sforzo e senza mai richiedere grandi modifiche.

Figli e figliastri, insomma.

Comunque sia, a questo punto accade una cosa curiosa. Per vari motivi, resto un mesetto senza ispezionare la mail, anche perché in quel periodo ricevevo soltanto spam, pubblicità e poco altro. Un giorno di fine luglio controllo la casella di posta elettronica e, in cima alla lista delle ricevute, trovo una mail della Rossotti. La apro e leggo: Buongiorno. Allora, pubblichiamo? Resto di stucco. Così scorro in basso la lista e trovo un’altra mail, scritta una settimana prima. Mi comunicava che aveva letto personalmente “Ragazzi Normali”, le era piaciuto (a parte il fatto che non avrebbe più guardato le braciole di maiale e le cernie negli acquari con gli stessi occhi di prima) e voleva pubblicarlo. Naturalmente, accettai la proposta. La correzione della bozza richiese pochissimo tempo: decidemmo di cambiare il titolo in “La vendetta è un gusto”, eliminammo qualche refuso e un errore madornale riguardo agli stipiti che sbattono.

Ad ogni modo, credo di essere uno dei pochi aspiranti scrittori che si è perso la prima mail che gli annunciava la prossima pubblicazione del suo romanzo d’esordio. Bella roba, eh? Tuttavia, quelle due parole, tra lo stupito e l’impaziente (allora, pubblichiamo?), mi sono rimaste impresse. Del resto, a mia parziale giustificazione, come potevo aspettarmi una risposta dopo nemmeno un mese?

Ai primi di agosto il contratto editoriale era firmato e l’ebook pubblicato nei vari store digitali.

Nel giro di dieci mesi ero entrato nel catalogo e nella scuderia EEE, a quell’epoca ancora esiguo, ma con buone prospettive per il futuro, come ripeteva spesso Renato Pozzetto nel film “Il ragazzo di campagna”.

Con i piedi ben saldi sul terreno, come sempre, la signora Rossotti mi comunicò di non aspettarmi grandi cose, poiché il mercato digitale era solo agli inizi e un autore sconosciuto poteva considerarsi soddisfatto se raggiungeva le 500 copie vendute. Io, che di solito non mi aspetto niente di buono dalla vita, pensai che ero già soddisfatto soltanto per aver pubblicato. Potete darmi torto? Le aspettative generano frustrazione, diceva Buddha.

In ogni caso, sorprendentemente, “La vendetta è un gusto” cominciò a vendere. Superò le 500, le 1000 e le 1500 copie, piazzandosi anche per qualche tempo in cima alla classifica generale di Amazon Kindle. Uno dei primi inaspettati bestseller della EEE, testuali parole della signora Rossotti durante l’emozionante Salone del Libro 2012 (il primo della mia vita), e ne vado fiero e orgoglioso!

Per concludere, oggi, quattro anni dopo gli eventi narrati nelle ultime righe di questo lungo resoconto, posso affermare (ma penso che si sia capito, no?) che la mia esperienza con la EEE e l’esimia editora Piera Rossotti è stata, è e sarà molto positiva. La EEE è una Casa Editrice a misura d’uomo (a misura d’autore, oserei affermare), dove è possibile creare un rapporto personale oltre che professionale con la boss e con gli altri colleghi (quelli che ho conosciuto, perlomeno), un rapporto basato sul rispetto reciproco, la collaborazione e la franchezza delle opinioni. L’importante, come ho già detto, è restare tutti con i piedi per terra e la testa fra le nuvole. Infine, dove altro avrebbe potuto trovare il ragazzo di campagna che vive in me, un’editora a cui dare impunemente del tu se non alla EEE?

Mag 30, 2016

L’importanza di fare squadra

Quando gli sforzi congiunti portano a risultati concreti.

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Ve ne abbiamo già parlato e abbiamo approfondito l’argomento anche nel corso del Salone del Libro, dando voce alla nostra esperienza. Tuttavia, abbiamo preferito che fossero proprio gli autori a raccontare il loro punto di vista, a spiegare al pubblico presente quali benefici hanno tratto dal far parte di un “insieme”, di un gruppo omogeneo, compatto, in grado di supportare i colleghi. Ed è stato proprio nel corso della conferenza stampa che Giancarlo Ibba ha coniato uno slogan che diventerà presto il simbolo di quanto stiamo condividendo con tanti altri scrittori, anche se non strettamente facenti parte di EEE: Si scrive da soli, si pubblica insieme.

In questa frase è racchiusa una filosofia che non vuole essere solo un identificativo della Casa Editrice, ma un motto che può essere adattabile a chiunque. Non abbiamo la pretesa di aver scoprire l’antidoto che sarà in grado di salvare l’editoria, ma da qualche parte bisogna iniziare. Personalmente ho chiuso la conferenza con un riassunto che al meglio sintetizza il nostro operato, ovvero con i risultati che abbiamo ottenuto fino a ora, visibili tra l’altro su Amazon, traguardi raggiunti in pochi anni, da quando EEE ha aperto i battenti, che non sono da sottovalutare. In sostanza, se non pensate che “fare squadra” sia una filosofia condivisibile, allora credete almeno alle classifiche dello store più importante al mondo.

Tuttavia, questo sforzo congiunto non avrebbe senso se non vi fosse alla base il fattore umano. Molti di noi condividono anche la stessa convinzione che essere uniti non significhi solo ricondividere sui social il post di un collega o passare a mettere un “mi piace” sulla sua bacheca. Essere uniti significa anche appoggiarsi nei momenti di difficoltà, aiutare a dipanare un nodo nelle trame, trovare escamotage per far funzionare una storia arenata, aprirsi al confronto e diventare attenti ascoltatori di quanto gli altri hanno da dire. Noi non vogliamo essere isole in un oceano che sommerge il singolo. Al momento siamo un arcipelago, fatto di tante piccole realtà che possono, però, costituire un punto fermo per chiunque voglia approdare alle nostre rive. E cresceremo ancora, perché vogliamo poter condividere, con chiunque voglia ascoltarci, quello che abbiamo imparato e la nostra esperienza.

Perché la conoscenza, se non è condivisa e diffusa, non serve a nulla.

Dunque, restate sintonizzati con noi, con i nostri autori e con il nostro Editore, perché avremo molte novità da raccontarvi nel prossimo futuro!

 

Mag 24, 2016

Angelus di sangue, un thriller che vi toglierà il fiato

Solo a Giancarlo e ad Alessandro poteva venire in mente di unire le loro fervide immaginazioni per scrivere un romanzo a quattro mani. E che mani! Dal Maestro del Gotico italiano e dal Signore delle Spy Stories nostrane non potevamo aspettarci altro che un Angelus di sangue. E ringraziate la presenza di Alessandro se, alla fine del libro, qualcuno è rimasto vivo 😉

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Il Palazzo Apostolico in Vaticano è certamente uno dei luoghi più monitorati al mondo, ma è davvero impenetrabile ad un attacco terroristico? Dalle penne di Alessandro Cirillo e di Giancarlo Ibba è nato un romanzo d’azione dai ritmi serrati e convulsi, denso di colpi di scena, in cui si misurano due grandi protagonisti: il terrorista afgano Fawaz, intelligente e crudele, ma con fortissime motivazioni all’azione e all’odio, e Bruno Majo, un diacono che sta per essere ordinato sacerdote, ma che ha un passato da militare addestrato e un terribile segreto da custodire.

Alessandro Cirillo è nato nel 1983 in provincia di Torino.
Nel 2003 ha conseguito il diploma di ragioneria presso ITCG Galileo Galilei di Avigliana.
Subito dopo la fine della scuola ha conosciuto una splendida ragazza che nel 2012 è diventata sua moglie. Nel tempo libero nuota, gioca a calcio, pratica il Krav Maga, è appassionato di modellismo militare; dal 2006 fa il Capotreno a Torino, e si reca al lavoro in treno, ovviamente, così trova anche il tempo per leggere.
Dal 2013 collabora con la rivista militare “Combat Arms Magazine”, scrivendo articoli sulle Forze Armate italiane.
Attacco allo Stivale è stato il suo primo romanzo: dopo aver letto tanti libri, ha deciso di mettersi alla prova e di scrivere un romanzo d’azione ambientato in Italia e con protagonisti italiani, seguito daNessuna scelta, una nuova avventura dell’agente dei servizi segreti italiani Nicholas Caruso, che ritroviamo anche in questo terzo romanzo ambientato in Italia, Trame oscure.

Giancarlo Ibba nasce a Cagliari nel 1972, nello stesso giorno delle famose “Idi di Marzo”.
Scrive racconti brevi da quando ha imparato a leggere e scrivere, a quattro o cinque anni, prima dell’asilo. Questa precoce iniziazione alla letteratura ha una spiegazione semplice: un carattere un po’ solitario e introverso ha reso quasi fatidica la scoperta della letteratura e della scrittura.
È divertente, forse, evidenziare che il suo primo approccio con la lettura è avvenuto attraverso i fumetti (che a quei tempi i genitori acquistavano con una certa regolarità) allora molto in voga: Tex, Zagor, Comandante MarkDiabolik, oltre alle collane di Lancio Story e Skorpio. Alcune di queste storie non erano proprio per bambini, in ogni caso gli piacevano molto. Su quelle pagine stropicciate ha imparato a scandire le lettere, copiarle e a colorare le figure stando dentro i contorni.
I suoi esordi come scrittore, andati persi tra un trasloco e l’altro, consistevano soprattutto in brevi racconti che parodiavano le favole dei fratelli Grimm. Ricorda ancora di aver scritto, fino alla quinta elementare, una storia ad episodi su tre astute scimmiette (una cieca, una muta e una sorda… come da tradizione) e un leone pasticcione che cercava invano di mangiarsele. Negli anni seguenti, parallelamente all’evolversi delle sue letture (ha saccheggiato la Biblioteca Comunale, leggendo tutto quello che gli capitava sotto gli occhi, tant’è che i suoi compaesani lo ricordano sempre con un libro sottobraccio), ha composto alcuni racconti di ogni genere: dal fantasy allo psicodramma. Durante l’ultimo anno del Liceo Scientifico ha scritto una storia di fantasmi con cui ha partecipato ad un Concorso Letterario Comunale. Per quell’opera gli è stata consegnata una targa e finora è l’unico riconoscimento che ricevuto per le sue fatiche letterarie. Molti anni dopo, mentre cercava di laurearsi in Scienze Naturali, ha incorporato quella novella in un romanzo, oggi pubblicato con il titolo L’alba del sacrificio.
Subito dopo la laurea, nel tempo libero post-lavorativo, ha iniziato a scrivere la prima bozza di un romanzo breve: La vendetta è un gusto. La cosa più autobiografica che abbia mai scritto.
C’era una volta in Sardegna è il terzo romanzo che pubblica con EEE-book, come i precedenti.
Attualmente vive, lavora e scrive in Valle d’Aosta.

ISBN 978-88-6690-278-2

Autore: Alessandro Cirillo – Giancarlo Ibba

Link all’acquisto: EEE

Feb 13, 2016
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