Giorgio Bianco e La sua Postazione

Giorgio Bianco e La sua Postazione

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Giorgio Bianco e La sua Postazione

Ogni autore possiede una propria postazione in cui le idee prendono forma e le parole scorrono velocemente sul monitor. Per i più conservatori esistono ancora gli scrittoi, carta, penna, talvolta calamaio. Tuttavia, a prescindere dal mezzo con cui si esprimono i pensieri, la magia che scaturisce è quella insita in ogni forma d’arte e noi vogliamo farvi vedere come se la cavano i nostri autori.

Birra, focaccia e rock!

Mi scuso in anticipo con gli astemi, ma la birra (preferibilmente di tipo weiss) è un elemento essenziale della mia postazione di scrittura…
Fra l’altro, la stessa definizione “postazione” mi sembra un po’ forzata. Infatti detesto scrivere e leggere a tavolino. I miei libri nascono su un divano stropicciato, fra cuscini e un mappamondo: l’ideale per alimentare i sogni… a occhi aperti!
Il computer è un portatile, lo tengo appoggiato sulle ginocchia o sulle gambe incrociate e scrivo per qualche ora. Di sera o di notte, sono un tipo crepuscolare…

P.S. Quello nella foto sul desktop del pc sono io all’età di 25 anni (oggi ne ho 52): dicono che il passato faccia male, a me fa benissimo!

La musica mi accompagna quasi sempre quando scrivo. Non la classica, a quella mi dedicherò in un’altra vita. Sono un ascoltatore di cosiddetta musica “rock”, definizione che significa tutto e niente.
Il mio ultimo romanzo, “Dammi un motivo” è nato sulla scia di un album del grande Steven Wilson. Titolo del disco: “Insurgentes“. Una musica di tipo “progressive”, ma quanto detesto le etichette! È un album profondo, a tratti molto triste, fa riflettere, è onirico e mi strappa sempre qualche lacrima.

Il mio cibo preferito, considerato che sono un vegetariano felice, è senza dubbio la focaccia genovese. Amo in generale primi piatti, pizze e cibi salati, ma la focaccia occupa una posizione di grande prestigio nella mia classifica del palato: soffice, intrisa di olio extravergine, salata e semplice, immediata, puoi soltanto amarla e divorarla!
I cibi liguri, oltretutto, ben si sposano con “Dammi un motivo”, romanzo interamente ambientato in Liguria, in una città indefinita che è un po’ Oneglia e un po’ Diano Marina, un po’ Noli e un po’ Genova…

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