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Lorena Marcelli e La sua Postazione

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Ogni autore possiede una propria postazione in cui le idee prendono forma e le parole scorrono velocemente sul monitor. Per i più conservatori esistono ancora gli scrittoi, carta, penna, talvolta calamaio. Tuttavia, a prescindere dal mezzo con cui si esprimono i pensieri, la magia che scaturisce è quella insita in ogni forma d’arte e noi vogliamo farvi vedere come se la cavano i nostri autori.

La mia postazione, il mio Regno inaccessibile

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Quello che vedete è il mio Regno inaccessibile, il luogo dove nessuno può entrare, se non dietro mio invito. Ho dipinto io la stanza e la sedia, perché, oltre a scrivere, mi diletto anche a creare ambienti Shabby chic. Anche i quadri che si vedono sono mie opere.

Da quando ho sistemato il mio angolo proprio come lo avevo immaginato, passo qui gran parte del mio tempo libero a leggere e a scrivere, spesso dimenticando anche che avrei altro da fare.
Su questa piccola scrivania ho finito di tradurre, con fatica e determinazione, gli atti del processo contro Alice Kyteler, la strega di Kilkenny, la protagonista del mio primo romanzo storico, che sto finendo di revisionare, su consiglio dell’Editora.

Il mio nuovissimo computer è pieno di file di lavori iniziati, di appunti, di progetti, di ricerche, di spunti, di foto e di ricordi e io, lì davanti, ho spesso l’imbarazzo della scelta, non sapendo da dove iniziare. Mi piace dilettarmi e confrontarmi con generi diversi e, come potrete vedere (spero si vedano), sul ripiano ci sono diversi romanzi di Georgette Heyer, una scrittrice che ho scoperto da poco e grazie alla quale sto studiando il Regency.

Adoro la storia angolosassone e mi ripeto sempre che, prima o poi, riuscirò a scrivere un romanzo davvero “romantico”, ambientato nell’Inghilterra del 1820, ma fino a questo momento l’idea è rimasta nel cassetto, pronta a trasformarsi in realtà non appena avrò terminato i lavori in coda. Non mi abbatterò e sono convinta che un giorno riuscirò anche in questa impresa.
Attraverso questa foto permetto a tutti voi di conoscere il mio lato “dolce”, che, solitamente, nascondo con molta cura, evidenziando, come cerco di fare in tutte le mie storie, il carattere di noi abruzzesi, persone apparentemente dure, dal cuore grande.

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