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Fino all’ultima bugia

Fino all’ultima bugia e Frittate e grattacieli in versione FREE

Fino all’ultima bugia e Frittate e grattacieli sono due dei libri scelti dal catalogo EEE per essere visualizzati anche nella versione FREE

Avere la possibilità di leggere gratuitamente una parte corposa di un libro vi darà modo di comprendere se vi piace lo stile dell’autore, se la trama vi coinvolge e se, arrivando al termine della parte FREE, avrete voglia di acquistare in versione completa digitale o, in diversi casi, la versione cartacea del libro in questione.

Fino all’ultima bugia – versione free

Italia, Torino. Una banda di delinquenti, gestita da un potente e misterioso personaggio, sta preparando, in collaborazione con importanti famiglie calabresi, un sostanzioso traffico di cocaina. Ma anche quando un’operazione sembra semplice non bisogna mai sottovalutarne i rischi, soprattutto quando le distrazioni aumentano.
Croazia, isola di Lissa. Dal traghetto in arrivo dall’Italia sbarcano Matteo, un giovane dottore torinese, e Chiara, una studentessa anch’essa di Torino. Come i loro sguardi si incrociano, è subito amore, ma un oscuro passato rincorre la ragazza. Chiara sta scappando. Da chi? E soprattutto, perché?

Una giovane universitaria, un affascinante medico alla ricerca della vocazione perduta, carichi di cocaina provenienti dal Sud America, un’organizzazione di malviventi torinesi, un giovane poliziotto infiltrato, un generale ufficialmente in pensione e ufficiosamente molto attivo come agente speciale per i servizi segreti italiani e una combriccola di ex militari croati sempre pronti a battersi per una buona causa: questi sono i variegati ingredienti che compongono l’intreccio dell’avvincente romanzo di Mario Nejrotti.

Il risultato è un mix perfetto tra storia d’amore, spy-story, romanzo d’avventura e poliziesco.
Non è una semplice storia di droga e non è una storia d’amore fine a se stessa: tra bugie, rocambolesche avventure e incredibili colpi di scena, la tensione cresce sempre più e con essa la curiosità. Questo è uno di quei libri che si leggono tutti d’un soffio, un romanzo coinvolgente che terrà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

 

Frittate e grattacieli – versione free

Un uomo bello, intelligente, musicista, talentuoso ballerino di tango (ma un gran bastardo) e una donna disposta ad annullarsi per lui, a dedicargli la sua vita, con il solo scopo di vederlo felice.

La storia di Alessandro e Mina, che vivono insieme da sette anni, sembra in effetti banale, destinata ad avvitarsi su se stessa. Ma l’allontanamento dell’uomo, che si stabilisce a Bruxelles per motivi di lavoro, con l’intesa che anche Mina lo raggiungerà appena possibile, rappresenta l’occasione, per la donna, attraverso le mail e i contatti su Skype, di fare il bilancio della sua storia d’amore, e anche della propria vita, di cui vede debolezze, difetti e mancanze.

Mina si racconta ad Alessandro e, soprattutto, si racconta a se stessa, riuscendo finalmente a capire chi è e cosa vuole fare della sua vita, diventandone la regista e decidendo che è arrivato il momento di non accontentarsi. Mai più.

 

Ago 04, 2017

Fino all’ultima bugia – versione free

Italia, Torino. Una banda di delinquenti, gestita da un potente e misterioso personaggio, sta preparando, in collaborazione con importanti famiglie calabresi, un sostanzioso traffico di cocaina. Ma anche quando un’operazione sembra semplice non bisogna mai sottovalutarne i rischi, soprattutto quando le distrazioni aumentano.
Croazia, isola di Lissa. Dal traghetto in arrivo dall’Italia sbarcano Matteo, un giovane dottore torinese, e Chiara, una studentessa anch’essa di Torino. Come i loro sguardi si incrociano, è subito amore, ma un oscuro passato rincorre la ragazza. Chiara sta scappando. Da chi? E soprattutto, perché?

Una giovane universitaria, un affascinante medico alla ricerca della vocazione perduta, carichi di cocaina provenienti dal Sud America, un’organizzazione di malviventi torinesi, un giovane poliziotto infiltrato, un generale ufficialmente in pensione e ufficiosamente molto attivo come agente speciale per i servizi segreti italiani e una combriccola di ex militari croati sempre pronti a battersi per una buona causa: questi sono i variegati ingredienti che compongono l’intreccio dell’avvincente romanzo di Mario Nejrotti.

Il risultato è un mix perfetto tra storia d’amore, spy-story, romanzo d’avventura e poliziesco.
Non è una semplice storia di droga e non è una storia d’amore fine a se stessa: tra bugie, rocambolesche avventure e incredibili colpi di scena, la tensione cresce sempre più e con essa la curiosità. Questo è uno di quei libri che si leggono tutti d’un soffio, un romanzo coinvolgente che terrà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Chiara Bertino

 

Fino all’ultima bugia – versione free epub
Fino all’ultima bugia – versione free mobi

Il romanzo completo è su tutti i webstore.
Ecco alcuni link diretti: Amazon, Kobo, StreetLib… ma lo trovate ovunque. Il cartaceo, senza spese di spedizione, si trova sul sito dell’Editore.

Buona lettura!

Lug 02, 2017

Libri Letti ai Ferri: Fino all’ultima bugia di Mario Nejrotti  alla prova delle tricoteuses

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Il pomeriggio del 10 febbraio 2016, a Torino, nel quartiere multietnico di San Salvario, alla bibloteca Ginzburg abbiamo chiacchierato del thriller poliziesco di Mario Nejrotti, Fino all’ultima bugia.
L’autore, accompagnato dall’Editore della EEE, Piera Rossotti e dalla lettrice Fausta Pignatelli, si è trovato in Sala Molinari di fronte ad un pubblico composto per la maggior  parte da gentili signore “sferruzzanti”.

Leggiamo da Wikipedia che il termine tricoteuses (da tricot,  lavoro fatto a maglia) veniva anche usato per le donne che stavano intorno al palco della ghigliottina durante la Rivoluzione francese, nella Francia del XVIII secolo, per assistere allo “spettacolo” della decapitazione, mentre continuavano a lavorare a maglia.

Però, l’organizzatrice dell’incontro e coordinatrice dell’iniziativa “Libri letti ai ferri”, Margherita Bratti ha fugato con la sua gentile presentazione ogni “preoccupazione” e le signore si sono dimostrate un pubblico attento e competente.
In un’atmosfera cordiale e divertita, Mario Nejrotti ha raccontato, senza svelare nulla, come è d’obbligo in un giallo, i punti salienti della trama del suo romanzo, che in parte si svolge proprio a San Salvario, a Torino, incuriosendo il pubblico, che si è lasciato condurre per strade e locali abituali per chi vive a Torino.
Il fascino della storia e di luoghi lontani, come l’isola di Vis, davanti a Spalato, in Croazia, dove si rifugia la protagonista Chiara, inseguita da una organizzazione di spacciatori di droga e dal suo misterioso capo, sono emersi dalla efficace lettura di alcune “clip”, molto scenografiche del romanzo.

Una presentazione un po’ fuori dagli schemi, con una regia quasi cinematografica, che ha reso l’atmosfera molto partecipata e complice tra autore e pubblico.
Un bel pomeriggio durante il quale il romanzo d’esordio di Nejrotti, che a due anni dalla sua pubblicazione resiste nei primi cinquanta titoli nelle classifiche di genere di Amazon, ha avuto un buon successo.
L’Editore della Edizioni Esordiente Ebook, Piera Rossotti, ha ricordato che l’autore dal 2013 ha già pubblicato con lei tre romanzi, di cui il secondo, Il piede sopra il cuore, titolo suggestivo per un romanzo storico-fantastico, che si svolge nella Sicilia della seconda guerra mondiale, allo sbarco degli Americani, ha vinto anche il concorso per il “Romanzo Storico” della casa editrice stessa.
L’ultimo nato del medico-giornalista-scrittore torinese è un romanzo giallo classico, Tutta la vita per morire, che è appena uscito in tutti gli store della rete e naturalmente sull’immancabile Amazon. L’iniziativa, ormai consolidata e di successo, dei Libri Letti ai Ferri, che vuole promuovere la lettura (mentre si lavora a maglia) attraverso l’incontro con gli autori, è una delle molteplici attività culturali della biblioteca Ginzburg e del suo Direttore.

Irma Panova Maino

Feb 24, 2016

Autori emergenti: La schizofrenia dello scrittore, come riconoscere i sintomi

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L’ironia permea anche questo breve raccontino di Mario Nejrotti. Più che un racconto una realtà, che fa sorridere, è vero, ma lascia aperte diverse riflessioni. I sintomi dello scriptor informaticus si manifestano a tradimento e colpiscono la maggior parte degli autori. Vediamo come riconoscerli.

di Mario Nejrotti

Dichiaro subito il mio conflitto di interessi: sono uno scrittore emergente (e come non capirlo?!).
Due chiacchiere sulla situazione degli scrittori emergenti che “annaspano” per stare a galla nel Mare della Rete che, dopo il Triangolo delle Bermude e il Mar dei Sargassi, è il più misterioso e tempestoso.
Oggi non basta più scrivere un romanzo e combattere strenuamente per riuscire a farselo pubblicare da un Editore che non ti chieda dei soldi per farlo.
Bisogna “autopromuoverlo”!
E qui si manifesta la malattia professionale più comune tra gli scrittori emergenti dei nostri giorni, soprattutto tra coloro che appartengono al sottogruppo “scriptor informaticus”.
Il suo o i suoi romanzi sono stati pubblicati e galleggiano nelle classifiche dei maggiori store in rete o, per meglio dire, galleggiano in Amazon che è l’unico a dare una certa, se pur sempre piccola, visibilità.
L’emergente è soddisfatto, il suo ego di scrittore, ipertrofico come quello dei suoi colleghi più famosi, se non appagato, almeno non urla la sua disperazione!
Dopo qualche settimana, però, si accorge che il suo romanzo, il parto della sua fantasia, l’oggetto delle sue trepidazioni diurne e notturne, sprofonda nei gorghi delle classifiche e stenta anche lui stesso a rintracciarlo e allora incomincia a manifestarsi la malattia.
I primi sintomi di sdoppiamento della personalità, subdolamente, incominciano a invadergli l’inconscio.
“Il mio romanzo è bello, ma nessuno lo sa! Alla presentazione con annesso piccolo buffet eravamo in quaranta e l’Editore, che l’ha organizzata in quella carina, piccola libreria di provincia era felice, quasi raggiante! Io no, per mille bombarde (nel Mare della Rete, siamo un po’ tutti pirati) devo fare qualcosa, se voglio andare all’arrembaggio del mercato!”
E allora lo “scriptor informaticus” incomincia a parlare con lo “scriptor promuovens” che, maligno, si è manifestato!
E sono chiacchierate notturne davanti allo schermo illuminato del computer e al foglio Word con un titolo in Neretto Maiuscolo:
“INIZIATIVE DI PROMOZIONE”
Il foglio è drammaticamente vuoto!
Scinfo (chiameremo così amichevolmente il primo) è offeso a morte con Spromu (così si fa chiamare nel mondo della promozione il secondo)
“Come ti permetti, schifoso, interessato, di farmi dire che il mio romanzo è bello, è appassionante, che dice finalmente qualcosa ed è scritto in una prosa che cattura? Non lo sai che chi si loda si imbroda? E poi non serve a niente!”
“Questo lo dici tu, piccolo borghese ipocrita! Io scrivo solo quello che pensi e che non hai il coraggio di gridare! Credi che ti chiami Fazio e soprattutto, anche se lo facesse, credi, piccolo ingenuotto che lo farebbe gratis? Lui e tutti quelli che lo precedono, prima che tu arrivi alla trasmissione?”
“Non si è mai visto – continua Scinfo – uno scrittore vero che si autopromuova! È una cosa umiliante, perché io sono uno scrittore vero!”
“Certo, bamboccio, sei vero, sei bravo, sei unico, ma nessuno lo sa e quindi… e quindi non ci sei!”
Urla nella mente Spromu.
“Sono stato segnalato in quel famoso premio ed eravamo più di cento! Che cosa credi!”
“Credi che pensi che sei una cefola? Io non promuovo le cefole! Io sono il tuo <agente>!! Ma… ti ricordi? Prova a guardare in faccia i giudici di quel concorso, ricorda il giorno della premiazione. Due dormivano (o forse erano in coma), Il presidente della giuria non si ricordava neanche il titolo del tuo romanzo e se non glielo ricordava quella carina e giovane al suo fianco… e gli altri guardavano l’ora per vedere quanto mancava al buffet! Svegliati amico: canale chiuso, strada morta! Nel Mare della Rete contano solo i lettori! Se sono tanti, il mare si calma e tu vieni a galla: altrimenti, mio caro, rassegnati, ti resta “il gorgo e il buio” , come diceva quel bravo poeta che nessuno ha mai conosciuto, perché non si è mai promosso!”
“I Grandi non si promuovono, si impongono!”
“Ma sei di coccio! E per giunta sei anche ignorante!”
“Non ti permettere! Io, prima di scrivere, ho letto montagne di libri!”
“Bravo! E infatti scrivi bene e la tua mamma lo sa e ne è orgogliosa! Ma ciò non toglie, caro il mio “protetto”( già “protetto” perché, se non ci fossi io, tu non andresti da nessuna parte) che non ti conosce nessuno e tu non vuoi muovere un dito per farti vedere!”
“Che cosa vuoi dire?”
“Stai attento! Tu dici: i Grandi non si promuovono. Ti faccio un esempio, uno solo, ma molto, molto importante! Gabriele D’Annunzio… ti dice qualche cosa questo nome?!”
“Tu mi insulti!”
“Va bene, scrittorello: lui era un Grande, vedila come vuoi, ma lui era un grande! Credi che sia sempre stato così? No! No! Altri tempi, altri scenari, ma i meccanismi sono sempre uguali. Lui scrive “Primo vere” Bello? Brutto? E chi lo sa. Era tanto giovane. Il padre si commuove e facendo i salti mortali glielo fa pubblicare. Bel calcio in culo! Ben 500 copie e 500 lire! Un grande editore milanese? No! Una piccola tipografia di Chieti. (sembra di stare qui oggi). Niente! Il Vate va in bianco (e per lui qualche anno dopo sarebbe stato un vero smacco, ma allora era giovane e poteva ancora permetterselo!) Seconda edizione, grande miglioramento. Tipografia di Lanciano, altre 500 copie, altre 500 lire di papà. Ma… ma… questa volta… Gabriele non è stupido, anche se non del tutto originale. Che ti fa? Pensa bene di morire eroicamente, cadendo da cavallo… Tutti ne parlano <Povero, povero, poeta giovane e sfortunato!> E voilà ! Il gioco è fatto, il successo arriva e tutti incominciano a parlare di lui! Roma, la capitale, la gloria, il successo! Hai capito, cocciuto idealista e ipocrita!”
“Ma… Ma – tentenna Scinfo – la gente mi giudicherà male, se parlo del mio lavoro e lo lodo!”
“E certo! Tu la televisione non la guardi mai: solo libri! La televisione è per gli ignoranti! Disgustoso snob! Tutti i prodotti in TV sono lodati, promossi, certificati da chi li fa e la gente non pensa neanche per un secondo che non deve provare, perché non c’è un critico internazionale dell’olio di oliva che ne decanta le lodi, mentre l’oliaro se ne sta seduto in un salotto bene a discutere dei massimi sistemi! La gente bada solo se il messaggio è convincente e accattivante. Poi compra e rischia e se non piace, non compra più e addio olio! È il “Mercato” , mammoletta! La gente ti deve conoscere, poi, se sei bravo veramente, starai a galla, altrimenti… <ai posteri l’ardua sentenza>, per dirla con un altro che il Mercato lo tiene ancora adesso. E dopo 140 anni che non c’è più è ancora un Bestseller in Narrativa Storica su Amazon! Guarda se non ci credi!”
Il nostro scrittore emergente ha tutti i sintomi della somatizzazione: suda, ha il batticuore, sente bruciore allo stomaco, vertigine…
Appoggia la fronte madida sulla tastiera e cerca il silenzio: Scinfo e Spromu tacciono, la schizofrenia si placa.
Bisogna accettare la dura realtà: o impari a nuotare in questo nuovo mare o affoghi! La confusione diminuisce.
“Scriptor move te ipsum!” è il nuovo imperativo, l’assoluta necessità per dare un senso al lavoro dello scrittore emergente.
Almeno fino a quando il promuoverti non diverrà un affare per qualcun altro!
Le dita partono da sole e il foglio Word si riempie!

FINO ALL’ULTIMA BUGIA” un romanzo d’esordio, ma già della migliore atmosfera giallo poliziesca. Una Torino corrotta e violenta: droga, servizi segreti, il potere assoluto di un capo misterioso, una storia d’amore disperata in fuga dal passato, che riaffiora anche dalle macerie della tragica guerra in Jugoslavia. Azione, passioni, colpi di scena, fino all’ultima pagina! In promozione tutto il mese di gennaio su Amazon a 1,99 € (su Kobo.it allo stesso prezzo).

IL PIEDE SOPRA IL CUORE” un romanzo storico-fantastico, la risposta italiana al filone fantasy. La storia di Santino, un bambino solo e tradito, sullo sfondo della seconda guerra mondiale, nel 1943 in Sicilia. Un mistero terribile che offusca persino la memoria. La mafia, gli americani, i fascisti in un turbinio di passioni. Il misterioso Tonio vorrà davvero salvare Santino o nasconde anche lui un terribile segreto? Su Amazon e Kobo a 4,99 €

Gen 21, 2016

Intervista a Mario Nejrotti, autore di “Fino all’ultima bugia”

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Fino all’ultima bugia è un libro particolarmente complesso. La trama s’intreccia e si dipana su più livelli conducendo i protagonisti verso quello che pare essere un baratro senza fine. Un abisso nel quale la realtà viene distorta dagli effetti deleteri e pericolosi indotti dagli stupefacenti e dai trafficanti di droga. Mario Nejrotti non affronta il tema della menzogna nel più classico dei modi, ma i suoi omissis, alla fine influenzano le scelte che i suoi personaggi sono costretti a compiere.

  • Secondo te, c’è molta differenza fra una bugia e l’omissione di una verità?

Mentire necessita di una certa dose di fantasia e creatività, se pure negativa. Chi mente sfugge una realtà scomoda o pericolosa e ne crea un’altra più consona alle proprie o altrui aspettative. Chi mente per abitudine o per mestiere, come uno dei miei personaggi, il maresciallo Bonocore, infiltrato nell’organizzazione criminale, sa quanto è faticoso reggere il proprio gioco e non tradirsi. L’omissione della verità è un modo di mentire più subdolo e forse più meschino, che lascia sempre una via di scampo: “Io non l’ho mai detto” è l’ancora di salvezza di chi non dice la verità spesso anche a se stesso.

  • Data la complessità della trama, quanto tempo ha richiesto la stesura del libro?

Quando ho scritto questo romanzo non avevo nessuna esperienza di storie, per così dire, lunghe e organizzate. Avevo scritto in passato di argomenti scientifici, articoli e qualche racconto, ma niente di più. In realtà non avevo mai pensato di fare lo scrittore. Per cui quando è nato in me l’embrione di questa storia ho scritto l’incipit che non è mai stato modificato. In quel: “Non l’avrebbe mai più presa, adesso lo sapeva. Ne era sicura…” c’è tutta la storia, di lì la scrittura è venuta piuttosto velocemente, credo di averci messo sei mesi circa a terminare. Non ho mai scritto scalette o prospetti, ho raccontato e mentre raccontavo a me stesso la storia, scrivevo.

  • Quanto tempo hai speso nelle ricerche dei meccanismi inerenti il traffico di stupefacenti?

Diciamo che il mio mondo professionale mi ha aiutato molto e ho potuto assorbire, anche dal vivo, molte conoscenze che ho poi trasposto nel romanzo. Le Forze dell’Ordine hanno una documentazione infinita su questo argomento e raggiungere le fonti non mi è stato poi così difficile.

Comunque storia e ricerche sono andate di pari passo e quindi il tempo è lo stesso.

  • L’ambientazione, soprattutto quella parte che riguarda l’isola di Lissa, è molto accurata; anche questo è frutto di ricerca o di esperienza personale?

Il romanzo è nato proprio a Lissa, forse un po’ complice lo splendido vino locale, offerto con generosità dai croati, insieme ai loro racconti. L’isola è stupenda e capisco benissimo perché Chiara e Matteo, i miei personaggi, abbiano deciso di andarci, ognuno per i propri oscuri motivi. A parte gli scherzi, l’isola è un sogno adagiato davanti a Spalato e le descrizioni sono assolutamente realistiche. Un mio lettore ha commentato, dopo aver letto il libro, che si era stupito di quanto rapidamente i due ragazzi si fossero innamorati, ma a Lissa è proprio difficile non innamorarsi!

  • Il fatto che parte del libro si svolga proprio sull’isola, influenza le interazioni dei personaggi, in questo caso è stata scelta prima l’ambientazione o i personaggi?

L’isola è rifugio, è luogo difeso e nello stesso tempo isolato dal mare. Trattando di una ragazza in fuga da se stessa e dai suoi nemici veniva naturale ambientare parte della storia su un’isola. In effetti se seguiamo i personaggi tutti cercano o hanno cercato in qualche momento, magari per violarlo, un rifugio. Quindi isola e personaggi si sono integrati benissimo, mentre la storia si costruiva nella mia mente.

  • I personaggi sono molto ben costruiti, sono completamente frutto di fantasia o si basano su persone che realmente conosci?

La storia e i personaggi sono di fantasia, come sempre si deve dire. Ma nel mio mestiere si viene in contatto con un’infinità di situazioni e persone sia del mondo dei buoni sia di quello dei cosiddetti cattivi e dopo tanti anni che li ascolto, il confine tra i due universi mi sembra sempre più sfumato. In questo romanzo il limite tra realtà e fantasia è anch’esso sfumato. Ma non ti dirò di più, neanche sotto tortura …

  • Uno dei protagonisti è un medico, quanto del tuo bagaglio culturale ed emozionale hai messo in questo personaggio?

Il vissuto della medicina non può non influenzare il carattere e l’emotività di chi pratica questo mestiere e quindi in Matteo, c’è parte di me e di una delle mie molte esperienze professionali. Ma se intendi chiedermi se nel giovane dottore in crisi c’è qualche cosa di autobiografico, ti rispondo di no. C’è l’essere medico, di cui non mi voglio disfare, ma la mia esperienza è completamente trasfigurata nel personaggio. Credo che nei miei romanzi futuri ci saranno ancora altre figure di medico perché questo permette un’osservazione delle situazioni e delle emozioni del tutto privilegiata e credo che le storie che racconterò possano giovarsene.

  • La protagonista riesce, con ricerca e intuizione, a capire alcune manovre e collusioni del grande giro del traffico internazionale di droga, per diventarne prima vittima e successivamente superstite in fuga. Chiara è descritta a tratti in modo coraggioso, anche se a volte ingenuo. Mentre il giovane uomo che l’accompagna, Matteo, è un inconsapevole eroe in lotta con i suoi fantasmi. Qual è secondo te l’importanza di fuggire da un problema, anche se solo per riprendere fiato, e come influisce l’introspezione nel periodo attuale?

La sensazione di consolazione che si ha allontanandosi dai propri “fantasmi” e dai problemi che non si possono o non si vogliono risolvere, è sicuramente riposante. Ma è un’inutile bugia detta a se stessi, la tregua, non è mai la fine di una guerra, ma precede sempre una battaglia più dura e faticosa. L’unico modo di affrontare un nemico è combatterlo e anche Chiara sull’isola si accorge che non potrà sempre fuggire da Dante, il suo inseguitore, ma dovrà trovare il coraggio di affrontarlo.

  • Quando Mario Nejrotti non scrive, come occupa il proprio tempo?

Faccio ormai da quasi quarant’anni il medico di famiglia a Torino, sono giornalista  e Direttore responsabile dei media  del mio Ordine Professionale Provinciale. Direi che quando non scrivo non occupo il tempo, è lui, disgraziato, che occupa me.

  • Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Oltre a stare a guardare il cammino di “Fino all’ultima bugia”, ho vinto il Concorso per il romanzo storico dell’Edizioni Esordienti Ebook con il mio libro “Il piede sopra il cuore”, che presto sarà pubblicato dalla stessa casa editrice.
Ho appena finito di scrivere un altro romanzo giallo, che stiamo ancora limando e poi si vedrà: scrivere è una malattia da cui è veramente difficile guarire.
Volevo cogliere l’occasione per ringraziare Piera Rossotti per come ha costruito e portato avanti la sua casa editrice, perché credo che solo un lavoro di squadra tra editore e autori, soprattutto emergenti, possa dare una maggiore forza reciproca e credo che se andremo avanti come ha indicato la professoressa, si percorrerà una strada nuova e positiva in un mondo troppo difficile e spesso dai contorni poco chiari.

Link all’acquisto: AmazonKobo

Ott 13, 2014

Questa settimana in promozione: Fino all’ultima bugia di Mario Nejrotti

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Riuscito mix tra storia d’amore, spy-story, romanzo d’avventura e poliziesco. Bugie e verità sono le due facce della stessa medaglia. Ma quando la verità sconfina nella bugia e la bugia diventa parte della verità? In questo romanzo nulla è esattamente così come inizialmente sembra e individuare il colpevole diventa un gioco avvincente, in cui il lettore può tentare di cimentarsi. Fino all’ultima bugia vi porterà in un mondo in cui i veli della menzogna si sovrappongo con verità scomode.

La trama:

Italia, Torino. Una banda di delinquenti, gestita da un potente e misterioso personaggio, sta preparando, in collaborazione con importanti famiglie calabresi, un sostanzioso traffico di cocaina. Ma anche quando un’operazione sembra semplice non bisogna mai sottovalutarne i rischi, soprattutto quando le distrazioni aumentano.
Croazia, isola di Lissa. Dal traghetto in arrivo dall’Italia sbarcano Matteo, un giovane dottore torinese, e Chiara, una studentessa anch’essa di Torino. Come i loro sguardi si incrociano, è subito amore, ma un oscuro passato rincorre la ragazza. Chiara sta scappando. Da chi? E soprattutto, perché?Una giovane universitaria, un affascinante medico alla ricerca della vocazione perduta, carichi di cocaina provenienti dal Sud America, un’organizzazione di malviventi torinesi, un giovane poliziotto infiltrato, un generale ufficialmente in pensione e ufficiosamente molto attivo come agente speciale per i servizi segreti italiani e una combriccola di ex militari croati sempre pronti a battersi per una buona causa: questi sono i variegati ingredienti che compongono l’intreccio dell’avvincente romanzo di Mario Nejrotti.
Il risultato è un mix perfetto tra storia d’amore, spy-story, romanzo d’avventura e poliziesco.
Non è una semplice storia di droga e non è una smielata storia d’amore fine a se stessa: tra bugie, rocambolesche avventure e incredibili colpi di scena, la tensione cresce sempre più e con essa la curiosità. Questo è uno di quei libri che si leggono tutti d’un soffio, un romanzo coinvolgente che terrà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

 
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Ott 09, 2014
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