Maria Flora Spagnuolo e Il suo Libro da Gustare

Lo spazio Libri da Gustare vuole stimolare la fantasia dei lettori e non solo quella.
Dal momento che il vecchio detto recita che “il cibo nutre lo stomaco e i libri saziano la mente“, abbiamo pensato di stuzzicare i nostri autori proponendo loro di abbinare i titoli delle loro opere a una ricetta, un qualcosa che possa dare soddisfazione anche al palato

Motivazione

L’abbinamento fa riferimento a una scena del romanzo. 

Iris e Daniel vivono a Milano, si conoscono di vista, e, per una serie di circostanze professionali, rimangono bloccati a Torino da uno sciopero dei treni. Daniel ricorda a Iris che Torino è “la capitale del cioccolato” e così si ritrovano a condividere una fetta di questo magnifica torta.

Lei, che in realtà non ama troppo i dolci, ne assapora un pezzetto, e ne rimane estasiata, definendola tra sé  “paradisiaca”. 

Da quella insolita condivisione nascerà un’amicizia? Una collaborazione professionale? O qualcos’altro? 

Di Tango e Vele

Torta Soffice al Cioccolato

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L’immagine della pietanza è tratta da: www.perleeciambelle.it

Ingredienti

  • 150 di farina,

    100 g di zucchero semolato,

    80 g di burro,

    70 g di cacao amaro in polvere,

    100 ml di latte,

    3 uova,

    una bustina di lievito istantaneo per dolci

Preparazione

Dividete i tuorli dagli albumi, sbattete i secondi a neve ben ferma e tenete da parte.

Lavorate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa, unite il burro fuso e lasciato raffreddare, il latte e il cacao in polvere, unite poi la farina e per ultimo gli albumi montati a neve mescolando delicatamente dal basso verso l’alto aiutandovi con una spatola di legno per evitare che gli albumi si smontino.

Aggiungete infine il lievito setacciato e amalgamate il composto fino a quando non diventa ben omogeneo.

Imburrate e infarinate uno stampo da 22 cm, riempitelo con il preparato e cuocete in forno caldo a 180° per 30 minuti circa.

Sfornate il dolce e lasciatelo intiepidire…e gustatevi questa meraviglia!

La ricetta della pietanza è tratta da: www.perleeciambelle.it

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La trama

Di tango e vele, ambientato tra Milano, Torino e la Liguria del giorno d’oggi, ha come protagonisti donne e uomini in carriera che non esitano a credere nell’amore con lo stesso entusiasmo di un adolescente.

L’amore è intrecciato a doppio filo al tradimento, e la storia racconta di seconde possibilità e nuovi inizi, di disperazione per amori conclusi e di gioia per altri appena sbocciati, di cuori spezzati, relazioni fallite e di una grande voglia di tornare a rimettersi in gioco.

Tra un passo di tango e una gita in barca a vela, un aperitivo a Milano e una passeggiata lungo i Murazzi a Torino, il romanzo, che cattura il lettore con la leggerezza della lingua parlata, è scorrevole e coinvolgente e ci convince che a qualunque età si può superare un amore fallito e trovare la felicità.

Patrizia Poli e Il suo Libro da Gustare

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Di tango e vele e spaghetti allo scoglio

Il piatto è pieno di mare, di sapori e profumi intensi e, al tempo stesso, delicati. Ti evoca ricordi di vacanze, di sole e libertà.

La storia “Di tango e vele” è immersa in sentimenti variegati come lo sono gli ingredienti di questa ricetta. Ha un gusto salato e nello stesso tempo dolce, pungente come l’aglio, morbido come i calamari.

Questo intreccio di sensazioni tra le papille gustative e il cuore mi è sembrato l’abbinamento più azzeccato. E forse per questa ragione, ai miei protagonisti, Isabella e Gherardo, ne ho fatto gustare due piatti… in diretta.

Di tango e vele

Spaghetti allo scoglio

L’immagine della pietanza è tratta da: cucina.fidelityhouse.eu

Ingredienti

500 g di cozze
500 g di vongole
300 g di calamari
300 g di pomodoro ciliegino
½ bicchiere di vino bianco
5 scampi
Prezzemolo tritato q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
300 g di spaghetti
Fumetto di pesce q.b.
3 spicchi d’aglio

Preparazione

Per iniziare la preparazione degli spaghetti allo scoglio dovete dedicarvi ai vari ingredienti che comporranno il condimento.

Iniziate dalle cozze. Come prima cosa dovete dedicarvi alla loro pulizia, che va fatta in modo molto accurato, eliminando il bisso che fuoriesce ed eliminando tutte le impurità ed i residui presenti sui gusci. Aiutatevi, se lo ritenete opportuno, con una spugnetta per lavare a fondo le cozze.

Anche la pulizia delle vongole merita un po’ di attenzione. È, infatti, molto facile che all’interno delle vongole si possa trovare ancora della sabbia, che sarebbe assolutamente sgradevole poi da trovare all’interno dei vostri spaghetti allo scoglio.

Lasciatele per un po’ (almeno un’ora) in acqua salata in maniera tale che inizino a rilasciare da sole la sabbia che possono contenere all’interno.

Passato questo lasso di tempo, per ulteriore sicurezza, prendete le vongole una per una e sbattetele sopra un ripiano per vedere se fuoriesce qualcosa. Se vi rendete conto che all’interno della vongola c’è una grande quantità di sabbia gettatela via per evitare che ne rimangano dei residui.

Rilavate, quindi, ancora una volta le cozze e le vongole sotto abbondante acqua corrente e lasciatele a scolare.

Prendete a questo punto una pentola e versatevi dentro le vongole a fiamma vivace così che queste si aprano da sole.

Dopo un paio di minuti spegnete il fuoco e lasciate riposare. Con un altro tegame eseguite la stessa operazione con le cozze.

Quando anche le cozze si saranno aperte del tutto non dovrete far altro che spegnere il fuoco e lasciare in caldo.

La ricetta della pietanza è tratta da: cucina.fidelityhouse.eu

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La trama

Di tango e vele, ambientato tra Milano, Torino e la Liguria del giorno d’oggi, ha come protagonisti donne e uomini in carriera che non esitano a credere nell’amore con lo stesso entusiasmo di un adolescente.

L’amore è intrecciato a doppio filo al tradimento, e la storia racconta di seconde possibilità e nuovi inizi, di disperazione per amori conclusi e di gioia per altri appena sbocciati, di cuori spezzati, relazioni fallite e di una grande voglia di tornare a rimettersi in gioco.

Tra un passo di tango e una gita in barca a vela, un aperitivo a Milano e una passeggiata lungo i Murazzi a Torino, il romanzo, che cattura il lettore con la leggerezza della lingua parlata, è scorrevole e coinvolgente e ci convince che a qualunque età si può superare un amore fallito e trovare la felicità.

Irma Panova Maino e Il suo Libro da Gustare – Voglio andare all’inferno

Lo spazio Libri da Gustare vuole stimolare la fantasia dei lettori e non solo quella.
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Voglio andare all'inferno e Tortino di cioccolato con cuore fondente

L’abbinamento, di questo dolce con la trama del libro, nasce quasi per caso. Tuttavia, nel momento stesso in cui ho visto il cuore di cioccolato sciolto, riversarsi nel piatto, fumando bollente, ho capito che era quella la giusta ricetta da accostare. E la motivazione diventa visivamente semplice.

Provate a pensare a quanto possa fare gola questa piccola porzione di cioccolato mentre ve la servono… i suoi aromi si diffondono nell’aria portando automaticamente la saliva a livelli notevoli. Poi il cucchiaino affonda nell’impasto morbido e delicato ed immediatamente un piccolo fiotto di lava bollente si spande sulla superficie del piatto.

Ebbene, semmai aveste fatto l’errore di assaggiare quella lava invitante, sapreste bene quanto sia calda e ustionante. Dunque, come avrei potuto non paragonare il tortino, all’apparenza così delizioso e innocuo, con la storia che volevo raccontare?

Anche l’inferno per Kam (il protagonista) appare meraviglioso e innocuo, ma quel cuore bollente e ustionante… alla fine lo porterà verso il suo destino.

Voglio andare all'inferno

Tortino di cioccolato con cuore fondente

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L’immagine della pietanza è tratta da: ricetta.it

Ingredienti

farina 00 40 g di farina 00
burro 200 di burro
zucchero 160 di zucchero semolato
uovo 4 uova
cioccolato fondente 200 g di cioccolato fondente
zucchero a velo q.b. zucchero a velo

Preparazione

Per preparare i nostri tortini dal cuore morbido, per prima cosa tagliamo a pezzetti il cioccolato fondente e facciamolo sciogliere a bagnomaria insieme al burro e lo zucchero.

Mescoliamo bene poi quando il composto è cremoso e omogeneo, togliamolo dal fuoco e facciamolo raffreddare a temperatura ambiente.

Dopodiché aggiungiamo le uova una alla volta, in modo da incorporarle bene all’impasto. Aggiungiamo anche la farina setacciata e mescoliamo bene il tutto.

Imburriamo e infariniamo otto stampini in alluminio, monoporzione: facciamo attenzione a questo passaggio, cerchiamo di imburrare in modo omogeneo per evitare che il dolce non si stacchi quando cercheremo di capovolgerlo.

Versiamo il composto negli stampini con un mestolo, poi ricopriamoli con della pellicola trasparente e facciamoli riposare per quattro ore in freezer.

Trascorso questo tempo, mettiamoli in forno statico preriscaldato a 220° per 20 minuti.

A fine cottura, capovolgiamo gli stampini su un piatto, così da estrarre i tortini. Spolveriamoli a piacere con lo zucchero a velo e serviamoli ai nostri ospiti.

La ricetta della pietanza è tratta da: ricetta.it

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La trama

Cosa c’è nella testa di un serial killer?

Per il giovane Kam, essere un mostro è la “normalità”. Non può fare altro che seguire la propria indole, dapprima torturando e uccidendo animali, poi passando ad uccidere gli esseri umani. Soltanto così, dando la morte attraverso il dolore, un serial killer riesce a godere.

Un grave incidente, che lo riduce in fin di vita, offre il destro alla Morte per fargli dare un’occhiata all’inferno: Kam è sorpreso dall’aspetto bucolico del paesaggio, dalla vita che si può condurre nell’aldilà, continuando a fare ciò che procurava piacere durante la vita.

Per lungo tempo Kam continua a vivere e ad essere un serial killer, senza mai venire scoperto, soddisfatto per la sofferenza che riesce a procurare alle sue vittime.

Quando, un giorno, muore davvero, si ritroverà all’inferno, che è veramente il luogo ameno che in passato gli ha mostrato la Morte, e qui potrà continuare a seguire le proprie pulsioni.

Ma allora, non c’è una punizione per chi ha fatto delle scelte così terribili come quelle del protagonista? In che cosa consiste davvero l’inferno?

Kam lo scoprirà ben presto…

Marcello Armellino e Il suo Libro da Gustare

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Foglie d'autunno e spaghetti con le vongole

Terra e mare (la mia Sardegna) in un connubio che crea un piacere particolare, intenso, delicato ma allo stesso tempo deciso e ricco di profumi. 

Gli spaghetti con le vongole possono sembrare un piatto semplice, facile da preparare, eppure ci possono essere tanti particolari che potrebbero alterarne il sapore, renderlo poco appetitoso o, addirittura, rovinarlo.

Dunque il perfetto equilibrio regala quel gusto unico, difficile da imitare.

Foglie d'autunno

Spaghetti con le vongole

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L’immagine della pietanza è tratta da: www.dissapore.com

Ingredienti

Una ricetta classica e intramontabile quella degli spaghetti alle vongole veraci, un primo piatto ai frutti di mare semplice e adatto a tutte le stagioni. Il tempo di preparazione è di trenta minuti circa, ma considerate il necessario tempo di ammollo per eliminare la sabbia.

Ingredienti per quattro persone:

  • 1 kg di vongole veraci
  • 300 g di spaghetti
  • 100 ml di vino bianco
  • peperoncino
  • olio
  • aglio
  • pepe
  • sale

Preparazione

Prima di preparare gli spaghetti alle vongole veraci, fate spurgare per almeno 12 ore le vongole in acqua di mare oppure in acqua fredda e sale. Passato il tempo necessario, scolatele e ripassatele di nuovo sempre con dell’acqua fredda. Picchiettate le conchiglie su un piano per accertarvi che non ci sia più sabbia. Mettete le vongole in una padella con l’aglio e il vino bianco a fuoco vivo, fate evaporare l’alcol, poi sigillate con un coperchio fino a quando le vongole saranno totalmente aperte. Ci vorranno circa 3 minuti. Scolatele e recuperate l’acqua (sughetto) ottenuta che andrete a filtrare e a tenere da parte.

Fate rosolare a fuoco basso l’aglio con poco peperoncino a aggiungete le vongole, l’acqua filtrata in precedenza e insaporite per qualche minuto.

Tritate finemente del prezzemolo. Cuocete gli spaghetti in acqua salata e ritirateli molto al dente per non rischiare che in padella scuociano.

Scolate gli spaghetti e metteteli nella pentola con le vongole, amalgamate per qualche secondo, servite ben caldi con una girata di pepe e prezzemolo.

La ricetta della pietanza è tratta da: www.cucchiaio.it

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La trama

Foglie d’autunno è una silloge poetica che racchiude in sé due aspetti fondamentali, l’emotività dell’essere umano e l’ambiente che lo circonda.

Uno scrigno intimo in cui è racchiuso un intero universo fatto di grigi ma anche di colori; di amori trovati e perduti; di riflessioni sul vivere quotidiano.

I versi scorrono fra la speranza e la delusione, accogliendo l’amore e la solitudine in un susseguirsi di chiari e di scuri.

Non vi è mai nulla di certo, di definitivo in quello che il poeta espone, niente che possa essere interpretato in modo univoco.

La poetica lascia ampio spazio all’interpretazione, invogliando il lettore a trovare una propria via verso la comprensione del testo, libero di scegliere la direzione in cui incamminarsi.

Oliviero Angelo Fuina e Il suo Libro da Gustare – Coincidenze

Lo spazio Libri da Gustare vuole stimolare la fantasia dei lettori e non solo quella.
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Coincidenze e Riso con pollo al curry o Riso Casimiro

L’abbinamento nasce spontaneo nella mia memoria perché è un piatto del mio passato, un piatto che mio padre, Chef di cucina, ci faceva spesso sapendo quanto lo amavamo.

Perché abbinarlo al mio romanzo “Coincidenze”?

Semplice: un tuffo nel passato in vari bocconi nei quali puoi ritrovare l’agro e l’intenso del curry e il dolce dell’ananas e della mela, come il viaggio che Michele fa nella storia, riassaporando bocconi del suo passato, miscelando l’agro delle delusioni e dell’incompletezza col dolce di ogni catartica ricapitolazione, fino all’imprevisto epilogo nella straordinaria esplosione di gusto che sorprende e appaga.

 

Coincidenze

Riso con pollo al curry o Riso Casimiro

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L’immagine della pietanza è tratta da: www.petitchef.it

Ingredienti

Numero di porzioni: 4

  • 300 g. riso a chicco lungo
  • 1 cipolla
  • 1 scatola di ananas a pezzetti oppure mezza ananas fresca
  • 1 cucchiaio di farina
  • 500 g. di pollo sminuzzato
  • 1 pezzetto di burro
  • 1 dl di panna
  • 1 mela grande oppure 2 piccole
  • Sale e pepe q.b.

Preparazione

Tritate la cipolla. Fate sgocciolare l’ananas e recuperate il succo. Altrimenti tagliate metà ananas fresco a pezzettini.

Lessate il riso in acqua salata.

Mescolate la farina e il curry, cospargete sulla carne e amalgamate bene. Fate rosolare la carne nel burro, unite la cipolla e rosolate brevemente.

Bagnate con il succo d’ananas e portate a ebollizione. Togliete la carne e l’ananas e tenete in caldo.

Unite il brodo al sugo di cottura e portate a ebollizione. Incorporate la panna e fate ridurre brevemente. Tagliate le mele a tocchetti e unitele alla salsa con l’ananas e la carne.

Portate a ebollizione e aggiustate con sale e pepe.

La ricetta della pietanza è tratta da: www.petitchef.it

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La trama

Michele è un ragioniere che lavora come Maître in un locale del suo paese. Cinquant’anni, single e una vita dedicata al suo lavoro.

Un giorno, un martedì “non qualsiasi”, metterà in discussione tutte le sue certezze e comincerà a seguire l’istinto e i tanti segnali che l’esistenza sembra lasciargli sul cammino.

Inizierà un viaggio che non sarà casuale per rincorrere una donna misteriosa che in apparenti sincronicità lo porterà a incontrare e affrontare frammenti del suo passato.

Un viaggio che lo cambierà molto.

Il finale sarà una serie di rivelazioni straordinarie e scoprirà che nulla è come sembra.

Daniela Vasarri e Il suo Libro da Gustare – Donne oggi

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Donne oggi e Caprese con melone

Noi donne sappiamo essere sorprendenti proprio come un’insalata, nella quale puoi abbinare colori e sapori diversissimi e ottenere ogni volta un risultato diverso e piacevole. Il verde delle foglie dell’orto, il dolce del prosciutto crudo, la delicatezza delle mozzarelle e la trasgressione dei pistacchi: ecco un’insalata che le “Donne oggi” possono preparare in pochi minuti

Donne oggi

Insalata caprese con melone

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Caprese con melone

L’immagine della pietanza è tratta da: www.cucchiaio.it

Ingredienti

  • 1 melone medio
  • 200 g di mozzarelle ciliegine
  • 300 g di pomodori ciliegino
  • 100 g di prosciutto crudo dolce
  • sale
  • pepe
  • olio qb
  • foglioline di menta
  • origano fresco
  • erba cipollina
  • una cucchiaiata di pistacchi

Preparazione

Lavate il melone, dividetelo a metà, togliete la parte centrale con i semi. Usando uno scavino porzionatelo e tenetelo da parte. Scolate le mozzarelline e tamponatele con carta assorbente.

Lavate i pomodorini. In un bel piatto di portata mettete le palline di melone, le mozzarelline e i pomodorini.  

Disponetevi sopra le fettine di prosciutto e decorate con le erbe spezzettate e i pistacchi tritati grossolanamente. Finite con una grattata di pepe fresco e servite subito.

La ricetta della pietanza è tratta www.cucchiaio.it

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La trama

Dalla A alla Zeta, da un capo all’altro nel mondo. Qual è il comune denominatore dell’universo femminile? La forza, la passione di vivere le proprie emozioni con grande coraggio, mantenendo il proprio equilibrio. Donne oggi, ma anche di ieri e di domani.

Donne che si devono confrontare con uomini talvolta straordinari, talaltra meschini o violenti, che devono misurarsi con il mondo del lavoro e le sue crudeltà, con il desiderio di maternità, con una quotidianità piena di piccoli e grandi problemi, non di rado anche con altre donne, più rivali che complici.

Racconti che fanno sognare, pensare, sorridere. A volte, anche indignare.

Morris Maggini e Il suo Libro da Gustare

Lo spazio Libri da Gustare vuole stimolare la fantasia dei lettori e non solo quella.
Dal momento che il vecchio detto recita che “il cibo nutre lo stomaco e i libri saziano la mente“, abbiamo pensato di stuzzicare i nostri autori proponendo loro di abbinare i titoli delle loro opere a una ricetta, un qualcosa che possa dare soddisfazione anche al palato

Voglio un cuore vero e Pasta al pesto

Il protagonista è buono nell’animo, nonostante tutto quello che gli capita: quel che si dice una PASTA d’uomo. Quello che fanno le due donne, protagoniste delle disavventure sentimentali di Federico, è piuttosto sgradevole e diabolico per certi versi.

Entrambe lo picchiano, seppur in maniera morale (che molte volte risulta peggiore di quella fisica), e perciò alla fine delle due storie lui si ritrova con un animo PESTO.

Come non cedere alla tentazione di abbinare il delizioso piatto della tradizione ligure al libro?

Voglio un cuore vero

Pasta al pesto

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L’immagine della pietanza è tratta da: Pexel

Ingredienti

Linguine 320 g

Aglio ½ spicchio

Sale grosso 1 pizzico

Olio extravergine d’oliva 100 g

Basilico 50 g

Pecorino (da grattugiare) 30 g

Pinoli 15 g

Parmigiano Reggiano DOP (da grattugiare) 70 g

per decorare

Basilico q.b.

Preparazione

Per preparare il pesto, ricordatevi che, una volta sfogliate, le foglie di basilico non vanno lavate sotto il getto d’acqua, ma pulite con un panno morbido oppure possono essere messe in una ciotola d’acqua fredda e sciacquate delicatamente.

Ponete quindi l’aglio sbucciato nel mortaio insieme a qualche grano di sale grosso. Cominciate a pestare e, quando l’aglio sarà ridotto in crema, aggiungete le foglie di basilico insieme ad un pizzico di sale grosso.

Schiacciate, quindi, il basilico contro le pareti del mortaio, ruotando il pestello da sinistra verso destra e contemporaneamente ruotate il mortaio in senso contrario (da destra verso sinistra) e continuate così fino a quando dalle foglie di basilico non uscirà un liquido verde brillante.

A questo punto unite i pinoli e ricominciate a pestare per ridurre in crema. Aggiungete i formaggi un po’ alla volta che andranno a rendere ancora più cremosa la salsa e per ultimo unite l’olio di oliva extravergine che andrà versato a filo, mescolando continuamente con il pestello. Amalgamate bene gli ingredienti fino ad ottenere una salsa omogenea.

Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e, quando l’acqua avrà sfiorato il bollore, fate cuocere la pasta. Ora mettete il pesto in una padella ampia (a fuoco spento) e stemperatelo con un po’ di acqua di cottura della pasta.

Mescolate con una spatola e, non appena la pasta sarà pronta, aggiungetela direttamente al pesto; amalgamate il tutto per insaporire, infine servite le vostre bavette al pesto, guarnendo con qualche foglia di basilico.

La ricetta della pietanza è tratta da: Le ricette di GialloZafferano

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La trama

Che cosa vorrebbe trovare un uomo nell’amore?

Forse Federico, che pure è un uomo nel pieno della maturità, non un ragazzo, non l’ha ancora messo bene a fuoco.

Lo sanno benissimo, invece, le due donne che incontra in questo periodo della sua vita: diversissime tra loro, con obiettivi diversi, ma perfettamente consapevoli di ciò che stanno cercando.

Gli sbagli, però, aiutano Federico a crescere, a capire cosa vuole e, alla fine, con un po’ di sano ottimismo, a comprendere che si può andare avanti, superare i momenti bui, e che sperare in un futuro migliore è non soltanto lecito, ma un dovere verso se stessi.

Gabriella Grieco e Il suo Libro da Gustare

Gabriella Grieco e Il suo Libro da Gustare

Lo spazio Libri da Gustare vuole stimolare la fantasia dei lettori e non solo quella. Dal momento che il vecchio detto recita che “il cibo nutre lo stomaco e i libri saziano la mente“, abbiamo pensato di stuzzicare i nostri autori proponendo loro di abbinare i titoli delle loro opere a una ricetta, un qualcosa che possa identificare e dare soddisfazione anche al palato.

Lampi di oscurità

macedonia di frutta con zenzero

 

Lampi di oscurità & macedonia di frutta con zenzero

Un libro è cibo per la mente, è cosa risaputa. Ma se provassimo anche a trasformarlo in cibo e basta? Cibo per la bocca intendo, o meglio, per la gola. Ma sì, pensateci… La primavera porta con sé il risveglio delle piante, la natura si rianima, i fiori sbocciano, il sole splende, gli uccellini cinguettano… E noi? Noi lettori, dico, quelli che senza un libro proprio non ci possiamo stare, che quando viaggiamo ci portiamo dietro l’e-reader che è meglio di un tomo da mezzo chilo, figuriamoci di cento/duecento/trecento libri!
Beh, non è mica detto che ci nutriamo solo di parole, anche perché altrimenti moriremmo e tutta l’editoria entrerebbe in crisi profonda. E noi lettori – che poi ci siamo anche noi scrittori tra quelli, eh! – questo proprio non lo vogliamo.
E così, la soluzione ce l’ho, proprio qui, eccola: fare finta che il mio libro sia un cibo e immaginare quale possa essere. Facile! “Lampi di oscurità” è una raccolta di miei racconti di vario genere e stile, un pot-pourri insomma, o una macedonia. Dunque, il mio suggerimento è di sedervi in un prato, appoggiarvi a una bella quercia frondosa che vi ripari dal sole – perché il primo sole di aprile è già bello caldo, almeno dalle mie parti – e mentre tenete l’e-reader con la sinistra, usate la mano destra per affondare il cucchiaio nella ciotola colma di frutta fresca e zenzero e degustate la dolcezza dei kiwi per l’amore, il retrogusto asprigno dei frutti di bosco per la vendetta, il succo rosso delle fragole per il sangue. E su tutti questi sapori, a unirli ed esaltarli, il pizzico pungente dello zenzero per il sapore che vi rimarrà in bocca.

Buon letturappetito!

Ingredienti

  • 1/2 ananas medio
  • 2 kiwi
  • 1 papaia
  • 2 cucchiai di banana essiccata
  • 1 pezzo di zenzero fresco
  • 50 g di zucchero di canna

Preparazione

Eliminare completamente la scorza dell’ananas e suddividere la polpa in cubetti e adagiarli in una insalatiera con 2 cucchiai di zenzero fresco grattugiato e lo zucchero, mescolare molto bene. Unire poi i kiwi, la papaia a fettine e la banana essiccata.
Lasciare in frigo fino al momento di servire.
Variante: potete aggiungere cocco liofilizzato o fresco grattugiato a piacere.

Ricetta tratta da: www.amando.it

Lampi di oscurità

La vita è una sola, si dice. Ma quanti sono i modi possibili in cui si può incontrare la morte?
La incontri per caso di notte, perché non hai dato retta all’istinto, oppure si presenta con lingue di fuoco e odore di bruciato. Può arrivare all’improvviso da chi meno te l’aspetti, o ne hai timore senza motivo perché non è per te che è venuta. Puoi anche sceglierla liberamente, se vuoi, pagando tuttavia un prezzo che va oltre la tua vita.
Tanti sono i modi, tante le storie, e quasi tutte accomunate dal male, forse nascosto, ma tuttavia presente in ogni uomo.
Come i lampi rompono l’oscurità della notte portando attimi di intensa luce, così questi racconti squarciano il giorno con i loro bagliori oscuri, evidenziando l’oscurità presente nell’animo

Dettagli del libro

  • Formato: Formato ebook
  • Dimensioni file: 1484 KB
  • Lunghezza stampa: 177
  • Editore: EEE-book (14 gennaio 2018)
  • Venduto da: AmazonKobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 9788866904250

Chiara Curione e Il suo Libro da Gustare

libri-da-gustareChiara Curione e Il suo Libro da Gustare

Lo spazio Libri da Gustare vuole stimolare la fantasia dei lettori e non solo quella. Dal momento che il vecchio detto recita che “il cibo nutre lo stomaco e i libri saziano la mente“, abbiamo pensato di stuzzicare i nostri autori proponendo loro di abbinare i titoli delle loro opere a una ricetta, un qualcosa che possa identificare e dare soddisfazione anche al palato.

Il tramonto delle aquile

Calzone di ricotta dolce

 

Unire libri e cibi dai sapori antichi

Ai lettori del “Il tramonto delle aquile” vorrei consigliare di degustare il calzone dolce di ricotta, perché è un dolce antico della tradizione pugliese, un dolce che amo particolarmente, di cui ho persino ritrovato la ricetta in un ricettario medievale dell’epoca federiciana, mentre affrontavo le tante ricerche storiche per la scrittura del romanzo. Il profumo di questo dolce e il gusto così particolare riportano a sapori antichi, tramandati nel tempo, con ingredienti che si ritrovano tutt’oggi come la ricotta e le uova, lo zucchero, la farina. Quando osservo i castelli di epoca sveva disseminati in Puglia, allora penso che le innovazioni realizzate da Federico II non riguardavano solo il codice delle leggi Melfitane, gli studi scientifici e in particolare il suo trattato sulla falconeria, ma anche l’arte culinaria con ingredienti freschi e semplici come la ricotta di cui erano ghiotti anche i suoi falchi. Ebbene, leggendo “Il tramonto delle aquile” vi consiglio di gustare un pezzetto di questo dolce che potrete preparare voi stessi sognando di essere ad un pranzo alla corte fantastica dell’imperatore FedericoII .

Ingredienti

Un dolce semplice e gustoso.
Ingredienti:
Per il ripieno: un kg di ricotta, 12 uova, 300gr di zucchero, la buccia grattugiata di un limone.
Per la pasta frolla: 300 gr di farina, 150 gr di zucchero, 100 gr di olio, un po’ di lievito Pan degli Angeli(un cucchiaino circa), 2 uova intere, buccia di mezzo limone grattugiato.

Preparazione

Preparate il ripieno sbattendo le uova intere con lo zucchero per mezz’ora, poi unire poco alla volta la ricotta passata al setaccio, mescolando delicatamente e infine la buccia grattugiata del limone.

Per la pasta frolla, mischiare la farina e lo zucchero con le uova, l’olio e un po’ di lievito Pan degli Angeli, aggiungendo la scorza grattugiata di mezzo limone. Formare una palla liscia e omogenea, poi dividerla in due parti, una più piccola e una più grande.
Con la parte maggiore di pasta fare una sfoglia sottile per foderare il tegame, riempire con il ripieno. Con la restante parte di pasta ricavare delle strisce con cui coprire il ripieno formando un reticolato.
Infornare a 180 gradi e cuocere per mezz’ora circa. Sfornare il dolce e cospargerlo di zucchero al velo, se gradito.

Il tramonto delle aquile

“Il tramonto delle aquile” è l’ultimo romanzo storico di Chiara Curione. Il protagonista è Manfredi di Svevia che racconta in prima persona la sua vita sin dall’adolescenza alla corte paterna e, successivamente, dopo la scomparsa del’imperatore, della sua ascesa al potere fino alla battaglia di Benevento in cui perse la vita. Il testo tende a mettere in luce i valori umani del protagonista e dei personaggi che lo circondano, parla di amore, di amicizia, ma anche di tradimento, di morte, di battaglie per riconquistare il potere nell’eterna lotta della supremazia tra impero e papato. In scena c’è la numerosa famiglia imperiale.

Federico e i suoi tanti figli, avuti da mogli diverse e amanti, figli spesso in competizione tra loro. Il romanzo, che unisce la storia e la leggenda, racconta di un’epoca travagliata ma piena di sviluppo, dove l’arte fioriva con grandi novità e la ricerca scientifica si intensificava, dove anche nell’architettura tutt’oggi si possono ammirare le numerose opere volute dall’Imperatore e da suo figlio Manfredi. Manfredi fu il figlio illegittimo più amato, colui che somigliava più di tutti all’imperatore e che che diventò il re di Sicilia e di Puglia.

Un re amato da tutti anche dal popolo, il quale ha tramandato attraverso le numerose leggende la storia di Manfredi, di sua madre Bianca Lancia, di Federico II. Con questa storia non solo si apprendono gesta di eroismo e di coraggio, ma anche la tenacia, l’onore, la lealtà. Una storia che parte dai nostri avi e arriva fino a noi per raccontare le nostre radici e le nostre tradizioni. L’ambientazione per la maggior parte è realizzata nei castelli più famosi di Puglia e parla di un medioevo dove la coloratissima corte federiciana attraversava paesi e città, lasciando esterrefatto il popolo che accorreva a vedere passare Federico II, in sella al suo bellissimo cavallo nero, seguito dai dignitari di corte e studiosi, al centro della carovana che si apriva con il serraglio di animali esotici. Seguivano i saltimbanchi e i giocolieri, poi le temibili guardie del corpo, i saraceni, in fondo c’erano gli elefanti che trasportavano palanchini con le donne del suo harem, seguivano i cavalli e i muli che trasportavano casse cariche di libri, vettovaglie e tutto il necessario per la corte.

Chiara Curione fa rivivere un’epoca mai dimenticata che ci fa sognare, dove la storia diventa non un semplice svolgersi di avvenimenti, ma la vita stessa di un popolo, della sua evoluzione e delle sue tradizioni.
Il romanzo, che è collocato in un’epoca di cui conserviamo alcune architetture, ci aiuta a studiare le nostre radici e i nostri stili di vita e a compararli con quelli del passato. Un romanzo storico serve appunto a riscoprire la storia in un modo diverso e più vicino a noi.

Dettagli del libro

  • Formato: Formato ebook
  • Dimensioni file: 1554 KB
  • Lunghezza stampa: 254
  • Editore: Edizioni Esordienti E-book (25 novembre 2014)
  • Venduto da: Amazon – Kobo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN: 978-88-6690-223-2